Elezioni, Antonio Tasso (Maie): “Se si vota prima perdiamo la pensione? In tanti hanno paura”

I parlamentari, il cosiddetto «vitalizio» e l’ipotesi elezioni. Antonio Tasso, deputato del Movimento Associativo Italiani all’Estero: «Io voglio completare il lavoro. In tanti hanno l’ambizione di finire la legislatura»

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(di Tommaso Labate – corriere.it) – «Che poi, mi creda, non è tanto una questione di pensione da maturare. È che un parlamentare come me e come altri colleghi al primo mandato, convinto di voler continuare quest’esperienza perché sicuro di averla fatta come si deve, ha la legittima ambizione, come dire…».

Come la vogliamo definire quest’ambizione?
«Ecco, ha l’ambizione di volerlo completare, questo benedetto lavoro. Di voler arrivare alla conclusione della legislatura».

Anche perché a settembre prossimo…
«Vuole che le dica la verità? Tra di noi non ne parliamo».

A settembre maturano le pensioni dei parlamentari alla prima legislatura.
«Sì, avevo capito. Io in pensione sono pronto ad andarci comunque per età raggiunta. Sono del 1957, ho faticato tutta la vita, i miei figli si sono laureati grazie al mio lavoro, che fino al 2018 non era certo quello di parlamentare».

Questo lei. Ma gli altri?
«È indubbio che a questo tema, verosimilmente, in tanti non siano insensibili. Anche giustamente, sia chiaro, perché il ritorno economico in un lavoro è importante».

Dal girone di color che in Parlamento son sospesi e quasi certi della non ricandidatura, tra i pochissimi che ha il coraggio di affrontare a microfoni aperti il tema della paura che si torni al voto prima di settembre 2022, arriva la voce dell’onorevole Antonio Tasso, consigliere della Federazione Tennis Tavolo, espulso dai M5S poco prima delle elezioni del 2018 per una condanna che riguardava una vecchia storia di duplicazioni di cd musicali e videogiochi. Ora sta nel gruppo del Maie, Movimento per gli italiani all’estero.

Una storia unica, la sua.
«I M5S mi hanno candidato, poi sospeso, poi ho vinto le elezioni nel mio collegio in Puglia, poi dovevo essere riammesso ma non mi hanno voluto e, in tutto questo, mi sono sempre comportato col massimo della lealtà nei confronti del mandato elettorale».

È leale?
«La prima fiducia a Draghi l’ho votata perché Giuseppe Conte ha chiesto di farlo».

E le altre?
«Assente».

Se Draghi andasse a fare il presidente della Repubblica?
«Draghi è di altissimo livello. Credo debba continuare a fare il presidente del Consiglio».

La paura del voto anticipato, se a Palazzo Chigi non rimanesse l’attuale inquilino, aumenterebbe?
«Chiamiamola paura, semmai, di non finire il lavoro che si è iniziato».

E la paura di non tornarci mai più, in Parlamento?
«Ognuno si dà da fare nel proprio lavoro, se ha intenzione di continuarlo. Vale anche per quello da parlamentare».

Lei ha intenzione?
«Certo. Per questo sto lavorando bene nel mio territorio, a Manfredonia. Qua domenica si vota per il sindaco».

Fuori dai Cinque Stelle la vita è stata più complicata?
«Ho fatto delle belle liste. Una si chiama AgiAMO, un’altra Sipontum, che è il vecchio nome di Manfredonia».

Lei non molla, onorevole.
«Perché dovrei?».

1 reply

  1. Non ne parlano, ma sono pronti ad uccidere per restare incollati allo scranno, ormai inutili zombie nella rappresentazione del deus ex maquina Draghi

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