Con il green pass fino alla prossima estate: l’ipotesi di proroga con lo stato d’emergenza

(Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini – corriere.it) – Stato di emergenza fino a marzo e green pass obbligatorio fino a giugno: è questa l’intenzione del governo per gestire la seconda fase della campagna vaccinale ma soprattutto garantire l’apertura dei locali pubblici e lo svolgimento dell’attività lavorativa anche se i contagi da Covid-19 dovessero continuare a crescere. In entrambi i casi il governo dovrà procedere con un nuovo decreto perché le misure per gestire la pandemia scadono il 31 dicembre. Le date potrebbero essere differenziate, ma sull’obbligo di certificazione verde sembra scontato che si andrà avanti fino all’estate perché, ha specificato il ministro della Salute Roberto Speranza, «ci consente di tenere aperti tutti i luoghi della socializzazione, della cultura, i ristoranti, le scuole e le università». Un piano che ha già provocato la reazione dura dell’opposizione con la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che chiede all’esecutivo «di ammettere gli errori» e i ministri della Salute Speranza e degli Esteri Luigi Di Maio che ribadiscono «la necessità di green pass e vaccini per evitare le chiusure».

LO STATO DI EMERGENZA
Il decreto in vigore scade il 31 dicembre. Secondo la legge lo stato di emergenza nazionale può durare 12 mesi prorogabili per altri 12, e poiché fu decretato la prima volta il 31 gennaio 2020, alla stessa data del 2022 non si potranno stabilire ulteriori rinnovi. A fine novembre si deciderà dunque come procedere. C’è l’ipotesi di trasformare la norma in un emendamento ad altri provvedimenti — ad esempio il milleproroghe — come avviene per il terremoto, oppure creare un provvedimento ad hoc. L’ultima proroga che «copre» fino al 31 dicembre è stata inserita nel decreto che ha reso obbligatorio il green pass ed è possibile che si proceda allo stesso modo, sia pur fissando scadenze diverse.

IL GREEN PASS
Se per lo stato di emergenza finora i rinvii sono stati di tre mesi, massimo sei, la certificazione verde potrebbe essere obbligatoria fino all’estate o addirittura oltre. Obiettivo del governo è infatti raggiungere l’immunità di gregge e dunque convincere anche i più restii a vaccinarsi. Dopo la scelta di renderlo obbligatorio per i lavoratori prevedendo la sospensione da funzioni e stipendio per chi non lo esibisce, sono aumentati i certificati di malattia dei dipendenti pubblici e privati. L’Inps ha intensificato i controlli per individuare chi usa questo espediente per sottrarsi all’imposizione e molti potrebbero essere costretti a tornare in ufficio. Secondo alcuni ministri la proroga della misura potrebbe dunque essere utile per allargare la platea di chi decide di immunizzarsi oppure, è questa la priorità, per proteggere chi lo ha già fatto e rischia di ammalarsi entrando in contatto con chi pur non essendo vaccinato non si sottopone a tampone. Il green pass sarà dunque mantenuto fino a quando il virus continuerà a circolare e ci saranno nuovi positivi ogni giorno.

SMART WORKING
Le regole sullo smart working sono già state stabilite e il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha dichiarato di puntare al ritorno dei dipendenti pubblici in presenza, consentendo di rimanere in lavoro dall’esterno degli uffici a una quota non superiore al 15%. Lo stato di emergenza consente di rinegoziare gli accordi sia nel settore pubblico sia nel privato, proprio sulla base dell’andamento della pandemia.

LE MASCHERINE
Alla scadenza dei decreti bisognerà rivedere anche tutte le misure in vigore per contrastare la diffusione del Covid-19 e decidere quali prorogare. Attualmente al chiuso è previsto l’obbligo di mascherine e, in alcuni luoghi, anche il distanziamento e sembra scontato che entrambe le regole saranno confermate. Nuove valutazioni dovranno invece riguardare i protocolli di sicurezza delle varie attività che vengono aggiornati sulla base dell’andamento della curva epidemiologica e della campagna vaccinale e in alcuni casi — ad esempio il periodo di quarantena per i vaccinati — potranno essere rivisti con alcuni «allentamenti».

I COLORI DELLE REGIONI E IL NATALE
Sicuramente rimarrà in vigore fino a quando ci saranno nuovi positivi il sistema che stabilisce le eventuali restrizioni da imporre calcolando l’incidenza dei casi di contagio rispetto al numero di abitanti, ma soprattutto la percentuale di posti occupati negli ospedali, sia in area medica che in terapia intensiva. Si tratta di un meccanismo concordato con i governatori che ha mostrato di funzionare visto che attualmente tutta l’Italia è in zona bianca, le attività rimangono aperte, è stato eliminato il coprifuoco. E dunque si ritiene indispensabile, soprattutto in vista delle festività di fine anno e delle occasioni che nella stagione invernale prevedono incontri tra le persone al chiuso.

2 replies

  1. Non capisco il problema. Il 90% della popolazione a fine mese sarà vaccinata, più o meno ( ci dicono da lassù). Tutti i vaccinati possono scaricare il green pass. Il green pass dura 12 mesi. Chi si è vaccinato presto può avere la terza dose ad libitum (In ER 140.000 dosi già somministrate agli over 60), quindi che problema c’è?
    Tutti felici ed ammassati in “sicurezza” come il green pass annuale assicura.
    O No?

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  2. Non un feroce dittatore, un satrapo vizioso, un imperatore capriccioso, al ras selvaggio, ci obbligò alla galera domiciliare, ma eleganti e satolli camici bianchi , i cui anatemi spaventano il pavido politico, terrorizzato dal giudizio dell’elettore ingrato, dalla potrona che può non reggere, dalla paura di tornare cittadino senza privilegi. E le multinazionali farmaceutiche, in accordo con i potentati finanziari , si sfregano le mani, altri miliardi in arrivo, altra ricchezza , altro potere, altra gente da ricattare.

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