La stangata messa nero su bianco. La riforma del catasto va in Aula

Arriva in Parlamento il dl sulla delega fiscale e si avverano i timori per una patrimoniale sulla casa. I margini per disinnescare la bomba sono ancor più ridotti: blindati i decreti attuativi inserendo i valori di mercato.


(Carlo Tarallo – laverita.info) – L’ombra di una stangata fiscale sotto forma di una patrimoniale si allunga sugli italiani, e nessuno sembra in grado di poter fermare il meccanismo infernale che si è messo in moto. È solo questione di tempo e le case, quelle comprate con i risparmi di una vita di sacrifici, diventeranno il mezzo attraverso il quale lo Stato succhierà il sangue alla popolazione. Il cavallo di Troia attraverso il quale la patrimoniale sulla casa è entrata a far parte dell’armamentario fiscale è il disegno di legge recante la delega al governo per la riforma delle imposte dirette e indirette e per la revisione degli strumenti di mappatura degli immobili e la revisione del catasto dei fabbricati, la famigerata delega fiscale. Il provvedimento, che elenca una serie di obiettivi da raggiungere entro il 2026, verrà ora assegnato alle commissioni competenti. A far tremare le vene ai polsi è l’articolo 6, «Modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e revisione del catasto dei fabbricati». In particolare, si legge nel testo, si prevede «la integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati, in tutto il territorio nazionale, da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026». Il catasto dovrà «attribuire a ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale, secondo la normativa vigente, anche il relativo valore patrimoniale e una rendita annualizzata in base ai valori normali espressi dal mercato». Inoltre, la legge contiene «la previsione di meccanismi di adeguamento periodico dei valori patrimoniali e delle rendite delle unità immobiliari urbane, in relazione alla modificazione delle condizioni del mercato di riferimento».

Il gioco è fatto: si introduce la possibilità per l’Erario di non tener più conto, quando si tratta di valutare il reddito dei cittadini, del valore catastale degli immobili, ma si potrà invece calcolare tale reddito, con tutte le imposte a esso collegate, sul valore di mercato. Una volta completato l’aggiornamento del catasto ad esempio, l’Imu potrà essere applicata direttamente al valore patrimoniale della casa, del fabbricato o del terreno. Schizzeranno verso l’alto le imposte di registro, quelle ipotecarie e tutte le imposte catastali, poiché l’Imu diventerà una vera e propria patrimoniale da pagare ogni anno. Il valore di mercato delle nostre case verrà calcolato incrociando una serie di banche dati, dalla zona in cui si trova l’immobile a eventuali lavori di ristrutturazione effettuati, dalla eventuale riqualificazione degli spazi comuni e quella delle strade circostanti, e naturalmente dai prezzi degli immobili della stessa zona venduti e acquistati. Non solo: anche l’aver usufruito del bonus per il rifacimento delle facciate potrà rientrare nei parametri in base ai quali l’erario calcolerà il valore di mercato degli immobili, per poi castigare gli italiani con la patrimoniale mascherata.

Il salasso è quindi in agguato, e sembrano anche ridotti i margini di poter porre rimedio a quanto stabilito nel disegno di legge. I decreti attuativi sono infatti stati blindati con le indicazioni presenti nel testo bollinato ieri e, e se i partiti di centrodestra di governo, Lega e Forza Italia, vorranno tenere fede alla promessa di battersi contro ogni possibilità di aumento della tassazione sulla casa in conseguenza dell’aggiornamento del catasto, dovranno agire in sede parlamentare, ma a quel punto in netto contrasto con le indicazioni del governo.

Si fa sentire il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa: «Oggi (ieri, ndr) approda in Parlamento il disegno di legge delega con la riforma fiscale proposta dal governo. Al suo interno», sottolinea Spaziani Testa, «c’è la revisione del catasto, che proprio il Parlamento aveva escluso dal documento di indirizzo approvato lo scorso 30 giugno, sul quale l’esecutivo si era impegnato, anche nella Nadef licenziata pochi giorni fa, a fondare il proprio testo. Ora siamo curiosi di capire quale sarà l’atteggiamento dei partiti, in particolare di quelli che fino a ieri hanno urlato il loro no a qualsiasi intervento sul catasto, vale a dire Lega e Forza Italia, ma è contraria anche l’unica forza di opposizione, Fratelli d’Italia. Da parte nostra», aggiunge Spaziani Testa, «ribadiamo quanto abbiamo sempre detto: se c’è un’urgenza, quella non è la riforma del catasto, che ha già creato un effetto depressivo sul mercato immobiliare, ma la riduzione della patrimoniale sugli immobili, l’Imu, che nei suoi dieci anni di vita ha pesato per 230 miliardi di euro su famiglie e imprese, determinando una caduta progressiva del valore del risparmio che tanti italiani avevano investito, così ripagati, nel loro paese. Per quanto riguarda la delega, siamo interessati anche a sapere», argomenta il presidente di Confedilizia, «quale sarà il futuro della tassazione dei redditi da locazione: la priorità, vista la drammatica crisi del commercio, sarebbe l’estensione agli affitti non abitativi della cedolare secca vigente per il residenziale, ma anche in questo campo si registrano spinte di ben diversa natura. Nel frattempo, le indiscrezioni sulla manovra non sono rassicuranti, soprattutto quelle riguardanti la possibile soppressione del bonus facciate e la mancata proroga del superbonus 110%», conclude Spaziani Testa, «per le case unifamiliari e le unità immobiliari funzionalmente indipendenti».

1 reply

  1. Ecco, finalmente si arriva al dunque.
    Ecco la vera riforma richiesta a gran voce dall’Europa, ancor più di quella sul lavoro, per depredare in maniera automatica e passiva i conti corrente degli italiani.
    Finalmente si punta alla luce del sole sull’economia reale e sul risparmio di questo Paese, che a differenza di altri dove la proprietà immobiliare costituisce una fetta minimale del patrimonio familiare, qui invece è essenziale e preponderante.
    Una riforma che avrà anche come effetti collaterali il crollo del mercato immobiliare pressocchè ovunque, ed il tracollo dell’edilizia, che (come sta dimostrando i bonus edilizi, al netto di storture per cui sono perfettibili) si sta dimostrando uno dei settori vitali per la ripresa economica ed occupazionale di questo Paese.

    La riforma del catasto è sacrosanta, ma farla fare a Draghi ed alla Trojka è come mettere una motosega in mano a Leatherface.

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