Non si butta via niente

(“Non si butta via niente” di Marco Travaglio – Direttore de Il Fatto Quotidiano) – Dovendo scegliere una canzone simbolo del 2021, non avremmo dubbi: “Ancora tu” (ma non dovevamo vederci più?). Per il proverbio: “Del maiale non si butta via niente”. E per l’odore: un misto fra due fragranze che iniziano per emme, la seconda delle quali è la muffa. L’Italia che doveva uscire dalla pandemia nuova e migliore […]

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30 replies

  1. Non si butta via niente

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Dovendo scegliere una canzone simbolo del 2021, non avremmo dubbi: “Ancora tu” (ma non dovevamo vederci più?). Per il proverbio: “Del maiale non si butta via niente”. E per l’odore: un misto fra due fragranze che iniziano per emme, la seconda delle quali è la muffa.
    L’Italia che doveva uscire dalla pandemia nuova e migliore perché nulla fosse più come prima, si ritrova vecchia e peggiore perché tutto sia come prima. Ma non il “prima” immediato del 2019: il “prima” preistorico di decenni fa.
    Il premier è un banchiere scoperto dalla destra Dc nel 1983. L’unico candidato ufficiale al Quirinale è un vecchio puttaniere, pregiudicato e finanziatore della mafia che infesta l’Italia dagli anni 70.
    Repubblica apre con un’intervista al ministro Brunetta, che negli Ottanta consigliava Craxi su come sfondare le casse dello Stato e ora illustra un progetto appassionante, almeno per i nostalgici degli anni 50: il centrismo. Nelle piazze tornano dopo mezzo secolo in forma farsesca la strategia della tensione e gli opposti estremismi.
    Le elezioni comunali si giocano sull’arrapante contrapposizione degli anni 20 (ma del secolo scorso): fascisti-antifascisti. Il governo riesuma dall’avello la riforma Fornero, datata 2011 e bocciata dagli italiani in tutte le elezioni degli ultimi dieci anni. E, già che c’è, riciccia pure la Fornero come persona, in veste di consulente.
    La ministra Lamorgese, con uno dei suoi proverbiali moti ondulatorii, arruola Bobo Maroni, che guidava il Viminale nel 1994, per combattere l’illegalità nel mondo del lavoro: lo stesso che nel 2010 annunciò querela a Saviano a nome della Lombardia perché osava ipotizzare la mafia al Nord.
    Il noto “rottamatore” di Rignano, che nel 2013 scalò il Pd col chiodo alla Fonzie per rinnovare la politica, cena in Sicilia con Miccichè, che insieme al retrostante Dell’Utri sogna un grande centro con Cuffaro e altri teneri virgulti.
    Il ministro-ossimoro della Transizione ecologica Cingolani e quello dello Sviluppo Giorgetti resuscitano il nucleare.
    Il capo dei vescovi benedice in Draghi l’“uomo della Provvidenza”, come già Pio XI con Mussolini.
    Alla Rai il neo-amministratore tanguero Fuortes impone l’obbligo del “lei”, in attesa del “voi”.
    Sorgi, su La Stampa, invoca un “governo militare” se – Dio non voglia – cadesse l’attuale.
    Mieli, sul Corriere, butta lì un altro ballon d’essai: “E se decidessimo di non votare mai più”?
    E Repubblica, quella di sinistra, titola: “Pensioni, Lega verso il sì. Ma c’è lo scoglio dei sindacati” (aboliamo pure quelli?).
    Però il premier “tira dritto”, come la Buonanima. Mancano solo i telefoni a gettone e il borsello a tracolla. I seggi sono vuoti, ma in compenso la fiera dell’antiquariato è sold out.

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  2. E tutto questo con i padroni del vapore che hanno il santino di Gelli e Toto’ Riina sul comodino della camera da letto. E la chiamano democrazia. Amen.

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  3. Sì, Marco.
    Mancano proprio loro.
    Votati per un cambiamento finito ancor prima di cominciare, spariti, prima di essere votati, su una nave battente bandiera inglese, la nebbia ha fatto il resto.
    Qualcuno li sta ancora cercando, ma come fai a trovare dei fantasmi nella nebbia, booh.

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  4. Sempre più in basso. Sembrava non fosse possibile, ma la Nomenklatura è riuscita a compiere questo prodigio. E i pseudo giornalisti etc. si spellano le mani applaudendo compiaciuti

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  5. Prendetevi le “terapie” e lasciate che i “Grandi” e onesti amministratori dirigano la ripresa….cinematografica. Roba da Oscar

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  6. “Ahi serva Italia, di dolore ostello,

    nave sanza nocchiere in gran tempesta,

    non donna di province, ma bordello!”

    un nocchiere lo abbiamo ma non per fare gli interessi degli itagliani, anzi,

    itagliani!!!!
    niente paura greacia, come previsto stiamo arrivando,

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  7. Tutte cose che non mi stupiscono per niente. Lo stupore vero é che il tutto avviene con un battaglione di deputati e senatori eletti in quello che fu il M5s con la benedizione di Grillo! Penso che le decisioni politiche, prese da questi signori oggi, si possano classificare come un Atto di Alto Tradimento da punire con la massima severitá dai ‘tribuni del Popolo’. Ve li ricordate quelli che…… avevano incanalato la rabbia che stava nascendo verso ol ‘palazzo’?

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    • Ha ragione, QUESTI. Grillini, con qualche doverosa eccezione, devono andare tutti a casa. E noi elettori dobbiamo ricordarci di quella pattuglia che non si è lasciata incantare dal magna magna parlamentare draghiano e sono pronti a ricominciare. Dibba, dove sei?

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    • Il “battaglione” non ha la maggioranza.
      Il “battaglione” può solo mitigare le cagate che propongono i partiti di maggioranza.
      Se il “battaglione” va all’opposizione, il Governo ha i numeri per continuare a governare senza il “battaglione” rompiscatole.

      Riguardo “l’alto tradimento” nei confronti del popolo “buono e oppresso”, ti ricordo che il popolo buono ha votato il M5S al 33% del 73% che è andato a votare. Ciò vuol dire che la stragrande maggioranza del popolo buono, nel 2018, considerava i 5stelle non degni del loro voto.
      Ora che lo sai, processerai per alto tradimento il popolo?

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      • Non ce ne sarebbe bisogno, il battaglione all’opposizione (stile 2013) di questo governo, alle prossime elezioni avrebbe preso il 60%.

        Il battaglione DENTRO a questo governo, alle prossime elezioni prenderà sì e no il 12%, e tutte le presunte “conquiste”, tipo le “modiche quantità” di malaffare e corruzione, andranno beatamente a farsi foxxere.

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  8. Il potere d’azione dei partiti è maledettamente ridotto. E non basta: non si sa fino a quando. “Là fuori” ci sono “categorie” che sono impazienti di ricevere una “rassicurazione” chiara e comprensibile.

    Il quieto e pacato dott. Hannibal Lecter, con una citazione, ci mette in guardia: guarda la cosa in sé, qual è la sua natura.

    Una paginetta di auguri è solo una paginetta di auguri (vedi dove è attualmente reperibile il destinatario)?

    Una candidatura impossibile è solo una candidatura impossibile?

    Tranquilli, siamo e restiamo quelli di sempre! Non lasciateci, ci prenderemo cura delle vs istanze.

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  9. Per un periodo sono stato così depresso da non riuscire nemmeno più la leggere i suoi editoriali,Direttore.Ma lei è sempre bravissimo e unico.

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