Elezione del presidente della Repubblica: è socialmente inaccettabile appoggiare personaggi come Berlusconi (o Draghi)

(Francesco Erspamer) – Ho fatto un po’di conti (se mi sono sbagliato vi prego di correggermi: ve ne sarei davvero grato). Nell’attuale Parlamento (950 seggi complessivi) Berlusconi ha già in tasca 433 voti, includendo il suo partito personale, i suoi due burattini Salvini e Meloni e le liste fiancheggiatrici (Coraggio Italia, radicali e altri del gruppo misto). Ostili gli sono, presumo, quel che resta del M5S, il Pd, LeU e vari cespuglietti: 416.All’elezione del presidente della Repubblica partecipano anche i delegati delle regioni, tre ciascuna con l’eccezione della Val d’Aosta che ne ha solo uno, eletti dai rispettivi consigli. Per semplicità ho assegnato due delegati a chi controlla la regione e uno alla minoranza: fa 35 delegati a favore di Berlusconi (i suoi alleati hanno vinto in quindici regioni più la Val d’Aosta) e 23 contro. Per cui i sì a Berlusconi arriverebbero a 468. Per vincere sono sufficienti, dal quarto scrutinio in poi, 505 voti. A Berlusconi basterà dunque acquistarne, pardon, acquisirne altri 57. 43 sono quelli di Italia viva, il partitino senza futuro (e per questo più incline a favorevoli inciuci) guidato da Renzi, suo compare nel Patto del Nazareno. Per gli altri 14, e per compensare qualche defezione, ci sono 55 non allineati, inclusi numerosi ex grillini. Davvero pensate che siano tutti insensibili al fascino, diciamo politico, di uno degli uomini più ricchi d’Italia nonché proprietario di metà delle televisioni e dei giornali?

D’altra parte l’alternativa è persino peggiore: ossia che Renzi venga convinto a non sostenere Berlusconi; non oso immaginare il prezzo che farebbe pagare, sufficiente a far perdere ogni credibilità alla sinistra per qualche decennio e ad accelerare la privatizzazione dello Stato e la svendita del paese a americani e sauditi. Così come l’altra, ancor più probabile e agghiacciante ipotesi: che per prevenire la nomina di Berlusconi venga proposto a reti unificate il nome dell’uomo della Provvidenza e della Goldman Sachs, Draghi, e che ad assumersi la responsabilità della sua elezione (contro Forza Italia, Fratelli d’Italia e parte della Lega) sia la (finta) sinistra.

Ma è proprio inutile stracciarsi le vesti. Siamo tutti responsabili: Berlusconi ha fatto errori e più volte è caduto, e invece di infierire e spedirlo a Sant’Elena e per buona misura mettergli un po’ di arsenico nel caffè come usano gli inglesi (mi sia perdonato il paragone: Napoleone era un genio, Silvio una mezza calzetta però del tutto privo di scrupoli e con molti molti soldi, una specie di Trump), neanche si è riusciti a processarlo nei tempi dovuti. Perfidia dei suoi avvocati? Macché, diretta conseguenza del perdonismo e garantismo imposti da una sinistra interessata solo alle libertà individuali e private e non al bene comune o allo Stato.

Si tratta allora di approfittare del prossimo settennato berlusconiano (mi immagino che il patto preveda Draghi premier a fargli da balia per tutto il periodo, a prescindere dai risultati elettorali) per cominciare a ricostruire faticosamente ma caparbiamente un’atmosfera politica e morale in cui sia socialmente inaccettabile appoggiare personaggi come Berlusconi (o Draghi). Il che significa porre fine all’attuale deriva edonistica e qualunquista, fermare l’americanizzazione dell’Italia (e dell’italiano), recuperare il senso della nostra identità nazionale e culturale. Impossibile? Nel breve e medio termine (diciamo, vent’anni) di sicuro; ma nel lungo termine, possibile o non possibile, è indispensabile riuscirci.

PS Chiedo scusa per aver aver precedentemente pubblicato una versione del post in cui non menzionavo i delegati regionali. I conti e le conclusioni cambiano poco ma detesto le imprecisioni.

12 replies

  1. Esprimere non sa neanche far di matematica.
    505-468=37, e non 57.
    Quindi in questo caso i renziani sarebbero l’ago della bilancia fra Berlusconi e Draghi?
    Il film horror abbia pure inizio.

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  2. Mi aspetto una paginetta sul CDS con un in bocca al lupo a B
    E su repubblica, invece delle 10 domande famose, 10 motivi validi per mandarlo al colle.

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  3. Non oso nemmeno pensare che ciò possa accadere, il PdR è anche il capo della magistratura e non so lui cosa potrebbe fare a tal proposito. Non voglio parlare nemmeno di che cosa penserebbe il mondo intero di noi… Si dice che sia tutta colpa del popolo italiano che si ostina a votare sempre gli stessi che con gli anni ci hanno spremuto come limoni, ma poi come abbiamo visto Mattarella ha preferito far governare la grande accozzaglia, con un presidente del consiglio che si schifa perfino di riunire il consiglio dei ministri, tipo Re Mario. Dopo Re Giorgio, Re Mario, la democrazia non è per noi…
    Il sonno della ragione genera mostri ( F. Goya )

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  4. Un condannato per EVASIONE FISCALE e che recentemente ha trasferito la sede del suo impero economico/finanziario in Olanda, sempre per non pagare le tasse in Italia! Ma che coraggio abbiamo noi italiani?. Già ha avuto un gran coraggio Draghi ad incontrarlo per parlare di “RIFORMA FISCALE”. Ma ci rendiamo conto. Mi viene ora in mente che ha anche FINANZIATO LA MAFIA.
    Che orrore. Mi vien voglia di scappare da questo Paese se ciò si avverasse. G. Mazz.

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    • No, io credo che B. in realtà punti alla Presidenza del Consiglio (lui o chi per lui, leggi Casellati o Brunetta) sia in questa che nella prossima legislatura, e che per questo motivo al momento opportuno sarà ben felice di spedire Draghi al Quirinale, in questo momento sta soltanto mostrando i muscoli e spaventando le cosiddette “anime belle”

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    • Già ha avuto un gran coraggio Draghi ad incontrarlo per parlare di “RIFORMA FISCALE”?
      Con chi dovrebbe parlare Draghi, se non con quelli come B. e con quelli che hanno il potere finanziario? Col popolo? Coi politici? Mica si abbassa, lui!

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  5. Uno scenario terrificante!! Peggio di un film horror della peggior specie!! Mioddio!! Ditemi che non potrebbe essere!!

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