Occhio, vogliono toglierci il gasolio

(Carlo Toto) – Oggi si parla tanto di tutela dell’ambiente ed ecologia verde. Il tema viene potenziato mediaticamente anche grazie all’attivismo di personalità come quella di Greta Thunberg. Tutto questo ovviamente dal punto di visto etico è condivisibile, ma quello che non è accettabile è l’assenza di un contraddittorio capace di evidenziare le luci ed ombre del caso, che viene proposto come la panacea di tutti i mali.

Ad esempio, per quanto riguarda le auto elettriche, non è ancora chiaro quale sarà il processo di smaltimento delle batterie esauste. Inoltre, la visione integralista della tutela ambientale rischia di tramutarsi in rincari mostruosi per i carburanti. Non a caso oggi si inizia a parlare di abolizione delle agevolazioni che favoriscono l’uso di prodotti inquinanti, dunque il gasolio rischia di essere fatto fuori. Oltre a ciò, il prezzo del diesel continua a salire a danno di cittadini e consumatori. Ovviamente questo fenomeno potrebbe tradursi in un obbligo surrettizio ad acquistare nuovi veicoli meno inquinanti.

L’Osservatorio del Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato quello che è il costo medio nazionale dei combustibili. La benzina infatti oggi, in modalità self service, raggiunge la quota di 1,728 euro al litro, in un solo giorno si è registrato un aumento di ben 6 centesimi e di 7 sul servito. Per quanto riguarda il diesel invece, siamo giunti al prezzo di 1,588 euro al litro per il self e di 1,731 euro al litro per il servito. Lo stesso vale per il gas metano e per il gpl, quello che era il vantaggio per gli utenti basato sul prezzo, sta andando via via svanendo, infatti, il gpl è arrivato a prezzi altissimi, che oscillano tra 0,807 e 0,823 euro al litro, il metano tra 1,538 e 1,884 euro al litro.

Osservando la situazione del petrolio, non possiamo fare altro che aspettarci una continua ascesa dei prezzi alla pompa. Secondo il Codacons, molto probabilmente ogni famiglia spenderà ben 390 euro in più all’anno per fare rifornimento di carburante. L’aumento dei prezzi della benzina e del gasolio, rispetto al mese di ottobre del 2020, oggi si attesta al 23,4% e del 24,3%. Il caro prezzi dei carburanti purtroppo incide chiaramente sui trasporti, il surplus viene caricato sui beni, che siamo noi utenti finali a pagare. Dall’analisi di questi dati nasce un nuovo interrogativo: “Esistono connessioni tra l’ideologia green e l’aumento dei carburanti a danno di cittadini ed imprese”? La tutela dell’ambiente dovrebbe viaggiare di pari passo alla salvaguardia dell’economia.

13 replies

  1. Si chiama “rivoluzione green”: obbligare a ricomprare auto, caldaie, ecc… E viaggeremo tutti su un bel katamarano milionario: mica si può consumare gasolio!
    O pensate che si siano inventati l’ operazione Greta gratis? E’ solo un ampliamento di mercato in chiave “etica”.
    L’ unica soluzione sarebbe la “maternità responsabile”, cavallo di battaglia delle ex femministe. Ma non lo faranno mai: occorre in immenso esercito di lavoratori ( e consumatori) di riserva. E ovviamente le religioni sono dalla loro parte, anche lì il numero fa la forza.

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  2. che quel cojone di Paragone scopra, ora, che il mondo si è anglizzato sul modello
    delle corporate composte da nugoli di avvocati che s’aggirano in branco
    (leggi Studio Legale con migliaia di dipendenti e centinaia di sedi) è veramente comico

    il modello del “consenso informato” è sorto dopo che si è dato la stura alla responsabilità penale
    dei medici appaiandoli ai produttori di beni e servizi, ma mentre per i secondi la natura
    fraudolenta (colposa o meno) è relativamente semplice da provare, per i primi è opera
    complicatissima se non per casi di comprovata mala sanita (le pinze o le bende lasciate nell’addome
    durante una operazione, ad esempio)

    dato che le cause che riguardavano i medici e che coinvolgevano le strutture sanitarie facevano
    piangere sangue alle medesime, i contro legulei di parte si sono inventati il “consenso informato”
    che informa si, ma su cose su cui non puoi avere ne controllo, ne opinione “tecnica” sensata
    (se si è sotto infarto e devono operarti, e ti informano che l’operazione è rischiosa, che fai? non firmi e la sospendi?).
    quindi si firma che li si esenta per i rischi che si possono correre
    assumendosi la responsabilità che possa andare male.

    spiace dover rammentare, e spiegare, cose così banali.

    che poi, le case farmaceutiche, non seconde alle aziende ospedaliere, si parino le spalle
    nel caso di emissione di un farmaco che ha avuto tempi non standard di verifiche e controlli
    è il minimo che ci si poteva aspettare, quindi meravigliarsi del fatto è da sprovveduti o ipocriti.

    cosa che invece criticabile è il fatto che sia avvenuto con scarsa pubblicizzazione, come sul prezzo e
    relative “non penali” nel caso gli accordi sottoscritti tra le parti fossero stati disattesi
    il tutto alla moda carbonara, tra confraternite, dove è meglio che fuori non si sappia,
    mentre sarebbe stato il caso di dichiararlo apertamente, assumendosene le relative responsabilità
    di aziende e di politici.

    ma forse esiste un modulo di “consenso informato” speciale che i politici devono sottoscrivere
    prima di insediarsi in posti di potere che noi non si conosce.

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  3. Occhio, vogliono toglierci il CAVALLO.
    E chiudere sellerie e maniscalchi…
    Ad ogni cambio di tecnologia, ci sarà qualcuno che si lamenterà dell’INAUDITO cambiamento, dei prezzi non convenienti, della mancanza di infrastrutture, dei poveri lavoratori che dovranno chiudere o riconvertirsi etc etc
    Sta accadendo anche per l’auto elettrica: girano le peggiori disinformazioni e le più retrive “recalcitrazioni”.
    Sai che novità e che noia.
    Per questi “conservatori” saremmo ancora alla ruota di pietra degli ‘Antenati’.
    Sicuramente, per qualcuno (non faccio nomi), alla biga.

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  4. Sono d’accordo.
    L’auto elettrica non e’ tutto oro ma e’ uno dei tanti tasselli da considerare, se proprio non vogliamo cambiare i nostri stili di vita malsani, viaggiando, mangiando, consumando, … un po’ meno. Sta poi ai governi definire una politica energetica, industriale ed estera (forse la piu’ importante nel breve periodo) per gestire la transizione in modo equo. E anche ai cittadini che devono mobilitarsi e votare di conseguenza. Ma dobbiamo cambiare, altrimenti faremo la fine della rana bollita.

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  5. Per l’ auto elettrica occorrono: l’ auto, ( ferro, plastica, vernici… OK; tutto si può riciclare – solo se conviene economicamente – ma il “riciclaggio” assorbe un sacco di energia e produce inquinamento); le batterie (litio, tra l’ altro, non proprio un materiale “ecologico” e scavato nelle condizioni…che – spero – ben sappiamo) e l’ elettricità per farle funzionare. E quindi nuovi impianti per le cariche, ecc… ecc… Tutto inquinamento in più.
    Quindi sempre lì si torna. Se poi ci mattiamo anche il “costo” di guerrette e guerriglie e sanzioni, e razionamenti e boicottaggi vari a cui ricorreranno i Paesi produttori di petrolio per non farsi scippare l’ immenso business… E’ sempre la somma che fa il totale, ma ci hanno addestrato a guardare solo ad un palmo del nostro naso e, come James Bond, a “non chiedere mai”.

    Ci saranno veramente miglioramenti in termini di inquinamento oppure solo un “cambio di ordine dei fattori” che alla fin fine non vale la candela? Non è che sarà tutto talmente costoso che finirà come la legna ed il metano? Metano meno inquinante della legna: evviva! Metano sempre più costoso… si ritorna alla legna, anzi, al pellet… Ancora evviva?( La legna fa tanto “naturale”!)
    Me lo auguro, ma tale miglioramento sarà azzerato se si moltioplicheranno gli utenti delle auto: la sovrapopolazione continua e tutti vorranno viaggiare… comodi e continuamente.
    C’è solo un modo per “salvare il Pianeta”, sempre il medesimo: ridurre le nascite.

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