La rete internazionale di Roberto Fiore

(Giovanna Faggionato e Giovanni Tizian – editorialedomani.it) – Roberto Fiore, con una condanna definitiva per banda armata e leader di Forza Nuova, è un uomo di mondo. Fin dal periodo trascorso a Londra per fuggire all’arresto, ha coltivato con costanza una rete di rapporti internazionali con comunità cattoliche integraliste, dai lefebreviani al movimento Pro vita, che dialogano con i movimenti neofascisti.

Nei diciannove anni di latitanza dorata protetta dalla costola internazionale del gruppo Terza Posizione (International third position) ha costruito il network nero fatto di relazioni profonde con gli integralisti religiosi. Fiore è stato un campione dell’impunità: è riuscito a non scontare neppure un anno di carcere nonostante la sentenza definitiva perché in Italia si prescrivono le condanne se non eseguite entro un certo termine. Così Fiore nel 1999 rientra in Italia da uomo libero e anche più facoltoso.

FIORE E L’ICONA BANNON

Fiore fondò il Saint George international Trust con, tra gli altri, il reverendo lefebvriano Michael Crowdy, definendolo una associazione benefica di stampo cattolico, ma oggi ci risulta che abbia entrature fin dentro il Vaticano, almeno di un alto prelato vicino all’arcivescovo Carlo Maria Viganò.

Nell’ultimo periodo l’ultraconservatore Viganò, su posizioni antitetiche rispetto a papa Francesco, ha cercato l’interlocuzione con l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il cui stratega Steve Bannon, aveva in progetto di fare della fondazione Dignitatis Humanae Institute un centro studi del sovranismo cattolico, offrendone la presidenza a un cardinale molto noto in Vaticano e come Viganò, ultra conservatore, Edmund Burke.

Benjamin Harnwell, che della fondazione Dignitatis è direttore, conosce bene Roberto Fiore dai tempi in cui il neofascista era eurodeputato. «A Bruxelles abbiamo collaborato molto bene, era un parlamentare molto affidabile sui dossier pro vita, partecipava agli incontri dei movimenti cattolici pro vita e si spendeva per limitare i finanziamenti pubblici alle interruzioni di gravidanza». La benedizione di Harnwell ha un valore non da poco per quel mondo: lui è stato il braccio operativo di Bannon in Italia, icona dei nazionalisti nostrani.

Attraverso il Saint George Educational Trust, Fiore non ha solo finanziato l’associazione italiana Vicit Leo per diffondere la propaganda anti vaccinista, ma messo in piedi una rete che utilizza le istanze cattoliche per unire i movimenti fascisti alle proteste contro le restrizioni dovute alla pandemia.

Le associazioni antifasciste inglesi, dopo la marcia anti Green Pass di settembre a Londra, hanno coniato la definizione di «cristianofascisti» per i gruppi che mostravano le effigie della Madonna durante la manifestazione. Quelle effigie sono state riprese sistematicamente dai canali di propaganda del Saint George Educational Trust, fondato da Fiore che sta rilanciando tutte le proteste contro vaccini e lockdown a livello globale.

LA RETE CATTO-FASCISTA

Tra gli amministratori del trust, in effetti si trova un esperto di comunicazione: i documenti della società rivelano che a fianco del vecchio amico e camerata di Fiore, Patrizio Nicoletti, c’è Michael Fishwick. Fishwick è presidente del trust, ma ancor prima è stato il presidente dell’organizzazione neofascista britannica Young National Front. Qui era responsabile della comunicazione. Fishwick è anche membro della Fraternità San Pio X dei lefebrviani. Alla fine degli anni Ottanta, inoltre, Fishwick aveva seguito gli altri leader neofascisti britannici come il Nick Griffin, storico sodale di Fiore, leader il British National Party, e fondato la International Third Position.

La sede della International Third Position coincideva con quella del trust Saint George. Oggi all’indirizzo del trust, domiciliato ad Andoven nell’Hampshire, ha sede anche Carmel Books, cioè la «libreria cattolica tradizionale», come si legge sul suo sito, a cui rimanda la richiesta di raccolta fondi per aiutare gli arrestati alle manifestazione di Roma del nove ottobre, diffusa sui canali di comunicazione del trust fondato da Fiore.

L’attività di comunicazione e culturale del trust è stata illustrata in una relazione ufficiale firmata da Fishwick il primo gennaio 2020 e agli atti del registro delle charity britanniche. In quel documento si spiega che il portale del trust è dedicato «ai cattolici o a chi interesse nel cattolicesimo». «Il trust», si legge ancora, «ha approfondito i rapporti con la comunità italiana e polacca in Gran Bretagna e una attività di raccolta fondi degli italiani in Gran Bretagna per finanziare strutture di home-education e attività pro – life in Italia».

Infine si dice anche che il trust ha intenzione nel futuro di «stabilire un centro studi o un numero di centri studi» a cui appoggiarsi per le sue attività. Pochi mesi dopo, nell’estate 2020, nasce in Italia l’associazione Vicit Leo, finanziata dal trust, e fondata dalla ginecologa Luisa Acanfosa, dal marito Pier Francesco Belli e dal “costituzionalista” Daniele Trabucco, professore alla Libera Accademia degli studi di Bellinzona. Belli e Trabucco sono tra i più attivi nel sostegno delle tesi complottiste sulla pandemia, mentre Canfore, insieme a Belli, hanno trovato sponde anche nell’area pro-life.

Per dare una idea del pensiero su cattolicesimo e fascismo di Trabucco, basta leggere una recensione pubblicata dal sito dell’istituto Stato e partecipazione in cui il costituzionalista spiega: «Se il fascismo non fu un movimento cattolico, trovò, però, nel cattolicesimo il presupposto per quella elevazione spirituale che il liberismo individualistico aveva colpito a morte».

Trabucco vanta inoltre collaborazioni, e un libro sulla repubblica sociale italiana, con l’avvocato Augusto Sinagra, legale di Licio Gelli e iscritto alla loggia P2, o meglio, come sostiene lui, aveva fatto richiesta di adesione ma poi la ritirò. Il curriculum di Trabucchi si arricchisce anche di un ulteriore ruolo: è nel comitato scientifico dell’Istituto stato e partecipazione, un’organizzazione che promuove i valori della destra sociale. Assieme a lui altri due professori della Libera Accademia di Bellinzona e il pronipote di Benito Mussolini, Caio, di Fratelli di Italia. Il parente del duce è in buona compagnia: nel comitato di redazione c’è anche un giornalista della rivista di Casapound, “i fascisti del terzo millennio”, e scrittori che navigano tra la destra di palazzo e quella estremista di movimento.

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