Conte: “M5S? Non ce lo vedo a fare il ramo di un Ulivo”

(adnkronos.com) – “Il Pd può fare sicuramente le valutazioni che ritiene: se pensa di riproporre la stagione del vecchio Ulivo bene, però sicuramente è un progetto politico che ha avuto una contestualizzazione storica ben precisa. Riproporre vecchie formule adesso non credo abbia molto senso, il contesto è completamente diverso. Il M5S ha già avviato un dialogo con il Pd e con le altre forze progressiste: penso a Liberi e Uguali, Articolo 1. Siamo disponibili a continuare questo dialogo, che ha dato frutti importanti in questa tornata elettorale e credo continuerà a darli se continueremo a coltivarlo, ma nel reciproco rispetto”. Così il leader 5 Stelle Giuseppe Conte, in collegamento con ‘Tagadà’ su La7. “Non ce lo vedo affatto il M5S a fare il ramo di un Ulivo“, rimarca quindi l’ex premier.

“Non mi piace parlare delle singole persone quando si parla di progetti politici. E’ chiaro però che per un progetto politico l’affidabilità degli interpreti è fondamentale: quindi l’affidabilità che ha dimostrato Matteo Renzi è un problema, non tanto per il M5S ma anche per il Pd“, replica l’ex premier a chi gli chiede se la presenza di Renzi rappresenti un deterrente per dar vita a un nuovo ‘Ulivo’ con le altre forze progressiste.

E sulle elezioni nella Capitale, spiega Conte, “quella di Roma è una situazione assolutamente singolare. Non possiamo far finta che non lo sia. Avevamo un sindaco uscente, Virginia Raggi, che secondo noi ha fatto bene e aveva le carte in regola per chiedere agli elettori il rinnovo del mandato. Il Pd non ha ritenuto di aderire a questa nostra proposta, ne ha voluto formulare una concorrente. Non possiamo adesso far finta di cancellare quel che è stato“, dice, parlando del ballottaggio. “Non possiamo misurare sul ballottaggio lo stato di salute del dialogo tra M5S e Pd. Rimuovere i condizionamenti locali non è possibile”, prosegue, per poi aggiungere: “Ho già detto quello che penso di Gualtieri, è una persona che ha lavorato con me… Sicuramente è una persona di valore, che non voglio sminuire nelle possibilità di far bene”, sottolinea quindi il leader pentastellato.

“Una cosa è certa: non è pensabile che il M5S possa avere compatibilità con le politiche della destra, anche su Roma. Non mi sento di trattare il nostro elettorato come un pacco postale da spostare a destra e sinistra a seconda dei momenti”, dice a ‘Tagadà’. “La destra – ribadisce l’ex premier – non è compatibile con le nostre politiche. Lega e Fdi sono in una difficoltà enorme, abbiamo visto l’inchiesta di Fanpage, un’inchiesta tutta da approfondire, non sappiamo se avrà dei risvolti penali”.

Sull’incontro Salvini-Draghi, continua Conte, “spero che da questo incontro il leader della Lega ne esca illuminato e soprattutto che possa finalmente afferrare una posizione definitiva sulla politica sanitaria… Guardo al cielo”, ironizza il leader M5S.

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3 replies

  1. “La destra non è compatibile con le nostre politiche”.
    intendi quella destra con cui hai governato e sei arrivato al potere la prima volta, pagliaccio?
    se ti faceva così schifo ed era INCOMPATIBILE con le tue politiche, perché ci sei stato al governo, coglione?
    quando una cosa è incompatibile vuol dire che non si riesce a starci assieme, ma a te andava benissimo quando grazie anche alla destra potevi fare il burattino a Palazzo Chigi. ora che la destra è incompatibile col tuo progetto di comandare il M5S e di trasformarlo nel servo scemo del PD, la destra non ti va più bene perché bisogna leccare il culo alla sinistra, vero, paramecio?
    babbeo opportunista.

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  2. Il problema è che il potere è a “sinistra” (cioè patto del Nazareno con Forza Italia). Sono loro che hanno in mano i media, quindi gli “influencer” e possono distruggere chiunque in una sera. Le persone, tra “indagato” e “condannato” , o anche convenientemente mostrato con calzini azzurri o compagna “troppo procace”, oppure in scatti sorridenti rubati in vacanza al mare, non fanno differenza: sono addestrate ( o pagate per) a buttarsi sull’ osso e sbranarlo fino al midollo.
    Per il Movimento e per Salvini (i “populisti”) non c’è spazio. E Conte lo sa. E si adegua.

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