“Perché Calenda non è stato eletto sindaco al primo turno?”

Il tema del giorno: “Perché Calenda non è stato eletto sindaco al primo turno?”. Estenuante dibattito tra ospiti residenti in zone a traffico limitato; facce nerissime; analisi di ore, tipo teatro lituano; speranza nella fallibilità degli exit-poll. Su Twitter c’è chi propone di togliere il diritto di voto ai romani.

(di Daniela Ranieri – Il Fatto Quotidiano) – La maratona delle Tv è dedicata agli exit-poll e alle proiezioni, ma soprattutto al tema del giorno: “Perché Calenda non è stato eletto sindaco al primo turno?”. Estenuante dibattito tra ospiti residenti in zone a traffico limitato; facce nerissime; analisi di ore, tipo teatro lituano; speranza nella fallibilità degli exit-poll. Su Twitter c’è chi propone di togliere il diritto di voto ai romani.

Renzi twitta subito: “I dati dai seggi mostrano risultati molto buoni per i candidati sostenuti da @ItaliaViva”. Schivo com’è, non ha voluto mettere il simbolo di Italia Viva sulle schede, altrimenti la vittoria sarebbe stata ancora più plateale. Sintesi mirabile di Elio Vito: “Italia Viva ha vinto in tutte le città dove non si è presentata”.

Nel corso delle ore appare chiaro che Calenda, che alle 19 è quarto su quattro candidati, ha praticamente vinto. In effetti è il primo partito per voti; ma la notizia è come mai uno pompatissimo dai media per mesi, caro a tutto il mondo confindustriale, che ha speso 313 mila euro per una campagna elettorale populistica e demagogica lautamente finanziata da imprenditori del Nord, capitani d’industria, Federcose varie, è arrivato quarto (si apprenderà poi l’indomani ch’è terzo).“Vinco al primo turno”, titolava il Foglio la sua intervista il 26 settembre. “Calenda punta a superare il 30% alle elezioni europee”, erano i titoli dei giornali nel 2019, quando per tutti era “il leader del fronte repubblicano”. Allora prese 270mila voti dei 6 milioni e rotti del Pd, cioè il 4% del 22%, che equivale all’1% a livello nazionale.

Rosato (Iv): “A Terzorio altro splendido risultato per Valerio Ferrari riconfermato sindaco. Congratulazioni!”. Terzorio ha 189 elettori e Ferrari, sindaco uscente, correva da solo.

“Io come sapete tendo a non venire meno agli impegni presi con gli elettori”, dice in serata Calenda, che due giorni dopo essere stato eletto europarlamentare col Pd ha annunciato che si sarebbe fatto un partito suo.

“Non mi sono candidato contro il Pd”, dice quello che pretendeva di essere candidato dal Pd, poi voleva si indicessero le primarie, infine si è candidato con stizza contro Gualtieri. A riprova di ciò, non dà indicazioni di voto per il ballottaggio, lui che è stato ministro con governi del Pd, è stipendiato dal Parlamento europeo grazie ai voti del Pd, etc. (Non hanno avvertito Letta, che in collegamento dice che nel futuro vede una convergenza con Calenda. Nessuno si domanda chi o cosa spinga il Pd a essere succubo di questo personaggio).Letta è in collegamento con Porta a Porta da piazza del Campo sotto una tormenta epocale, senza ombrello. Fa presente a Vespa che non sa quanto può resistere. Vespa se ne frega e gli chiede come ci si sente a vincere. Letta, il maglioncino in lana merinos zuppo, cade preda di una risata nervosa. L’inviata regge il microfono facendo leva sugli addominali per resistere alle folate di vento micidiale. Letta, gli occhiali appannati, supplica: “Non credo di poter andare avanti così”. Vespa: “Vada, vada. Grazie per essersi bagnato per noi”.

Rosato (Iv), Twitter: “Bene @EnricoLetta eletto a Siena. Un ottimo risultato frutto di un bel lavoro di squadra, a cui @ItaliaViva ha dato il suo rilevante contributo”. Povero Enrico, è finito dentro un gioco sadomaso. Vogliono farlo ridiventare premier per buttarlo giù ancora.

In serata, atroce dubbio: che fine farà il tatuaggio con la scritta littoria SPQR sul polso di Calenda? Lo sovrascriverà col suo numero di seggio al consiglio comunale? Farà il controllore nella giunta Gualtieri/Michetti della regolarità delle scritte sui tombini? O lo coprirà con l’acronimo della prossima velleitaria avventura?

Michetti, su tutti i canali, pensa ancora di stare alla radio romana e attacca un pippone antiburocratico inenarrabile: “Se non si muove la MACCHINA, non si rilascia al cittadino la CAPACITÀ di fare qualcosa…”. Non lo ascolta né gli risponde nessuno.

Gualtieri appare confuso, ripete “Facciamo rinascere Roma”, ma ha l’aria di pensare: “Se vinco, sono finito”.

Se il Pd – che Renzi voleva distruggere creando Iv e ancor più prima, quando ne era segretario – avesse perso, Renzi avrebbe detto che il Pd paga l’alleanza con Conte, che si vince al centro, che Tony Blair è meglio di Corbyn, etc. Lo diciamo a quei tordi del Pd.

Quelli di Iv vanno in Tv con la consegna di dire che sono di centrosinistra. Ma a Torino si sono presentati, imboscati e senza simbolo, insieme a Calenda e madamine Sì Tav, nella lista Progresso Torino, che sosteneva il candidato di centrodestra Damilano (prendendo lo 0,74%).

Calenda si vanta di aver preso voti da destra, centro e sinistra. I giornalisti in studio dicono che i grillini sono proprio populisti.

Salvini a Porta a Porta legge la sconfitta: “Ci si è dedicati al guardonismo invece di parlare di Tor Bella Monaca”. Morisi, che era nella segreteria della Lega e pagato da noi, non è accusato di omosessualità, come fa intendere Salvini, ma di cessione di stupefacenti. In effetti, uno dei problemi di Tor Bella Monaca.

Alle 23 i notisti politici sono letteralmente sconvolti: non si capacitano che Calenda sia sotto la Raggi: lo vedevano già entrare nell’Urbe su un toro (rappresentazione della Borsa) addobbato di rose. Dal quartier generale di Michetti partono panegirici per l’ex manager Ferrari e uomo di Montezemolo. Lui, per un istante, prima di realizzare che servono i suoi voti per il ballottaggio, ci crede veramente, che lui era il migliore.

A mezzanotte arriva la notizia: Calenda è al 35% al II Municipio (Parioli). Aleggia in studio l’idea di una legge per rendere il II Municipio grande elettore.

Meloni, nera in volto, ignora Michetti, assume una posa ducesca e rivela a cosa serviva il tribuno: votiamo Draghi presidente della Repubblica, ma elezioni subito.

A mezzanotte su Rai1 ricompare Michetti. Dice che deve rifunzionare la macchina etc..

Renzi twitta: “E a chi ironizzava sui sondaggi faccio notare che quasi ovunque le nostre liste sono davanti ai 5Stelle e spesso decisive per la vittoria dei candidati. Avanti così”. Da Terzorio a passo di carica per governare il Paese. Avremmo voluto vederlo in Tv a intestarsi vittorie a caso, invece ci toccano le mezze tacche. Perché laddove gli altri sono apprendisti, aspiranti, amatori, lui è e resterà sempre il Maestro, il virtuoso, il Paganini della cazzata.

6 replies

  1. RenziE il bischero avvalorato con il tappeto violante e rampante e lo spirito da filosofo-scrittore-cineasta coi soldi a giro-statista infiltrato 007 con licenza di uccidere serenamente, che vole tanto bene a’ l su babbo e a’ la su mamma e che aiuta li amici.

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  2. “Italia Viva ha vinto in tutte le città dove non si è presentata”.

    No vabbè: che sorpresona Elio Vito, ufficialmente battutista dell’anno.
    Chi l’avrebbe mai detto!

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    • Elio Vito dopo la strenua difesa delle battaglie Lgbt ieri anche gli auguri e i complimenti ai 5S:

      tweet rivolto ai grillini: “Buongiorno. Volevo complimentarmi e fare sinceri auguri al Movimento 5 stelle per l’approvazione del nuovo Statuto Qualcuno forse si sorprenderà ma in democrazia dovrebbe essere normale così. Da chi la pensa diversamente da voi, buon lavoro”.

      Un radicale Pannelliano alla corte di Berlusconi

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  3. Da traditori a traditi: Renzi e Calenda hanno lasciato il Pd, ma continuano a essere ossessionati dai dem

    di Giulio Cavalli

    La giornata successiva alle elezioni amministrative è una babele di vincitori che si esercitano in acrobatici ragionamenti per convincerci che hanno vinto. Accade sempre così, vincono tutti, vincono quelli che hanno vinto sul serio e vincono perfino quelli che fino a qualche ora fa ci avevano promesso che avrebbero “asfaltato tutti” e ora se ne stanno con le loro risibili percentuali a battersi le pacche sulle spalle.

    Quelli che vincono sempre e che è sempre merito loro sono ovviamente gli adepti di Italia Viva (che è una cosa ben diversa dai stimabilissimi elettori del partito) che riescono addirittura a gonfiare il petto dopo un’elezione in cui il presidente del partito Ettore Rosato rivendica l’elezione del sindaco di Terzorio, unico candidato ovviamente eletto con il 100% dei voti che sono 124 in tutto.

    In realtà Rosato si è dimenticato di dire che con il 70% dei voti è stato eletto anche il loro sindaco di Garda Davide Bendinelli ma avrebbe dovuto anche raccontarci che il loro sindaco è uno dei tanti prodotti di “Forza Italia Viva”, ex berlusconiani fulminati sulla strada di Renzi e dalle loro parti, si sa, insistono per sembrare di centrosinistra.

    Stessa cosa accade per Calenda che incassa un ottimo risultato a Roma ma come al solito non riesce a trattenere il suo machismo politico: confronta i risultati della sua unica lista che lo sosteneva come candidato sindaco con quello del PD che era solo una delle tante liste a sostegno di Gualtieri (che è un po’ come fare la somma dei litri con i chili), confessa di avere preso voti da destra e da sinistra ma vorrebbe essere il federatore del centrosinistra (con la solita presunzione di essere lo spin doctor di tutto l’arco parlamentare) e poi finge di avere fatto una campagna elettorale “senza appoggi e senza media” (fa già ridere così).

    Il punto sostanziale però rimane sempre l’ossessione di Renzi e di Calenda per il PD. I calendiani e i renziani più agguerriti addirittura si spingono ad accusare il Partito Democratico di non avere appoggiato Calenda: “se avessero sostenuto lui sarebbe già sindaco” scrivono con il solito vizio di sommare le percentuali com se fosse un travaso di liquidi (come se gli elettori di entrambi non ragionassero ma barrassero semplicemente un nome).

    A nessuno viene il dubbio che Calenda (come Renzi) sia lo stesso che ha deciso di lasciare il PD (dopo essere stato comodamente “creato” politicamente dal PD) sbattendo la porta e urlacciando le peggio cose, scappando come se fossero degli appestati e poi costruendo tutta sua campagna elettorale a demonizzare i suoi ex compagni di partito (mentre nel frattempo normalizzava i singulti fascisti che arrivavano da destra).

    Qui siamo al capolavoro della presunzione: lasciano il proprio partito e pretendono di essere amati ancora, accusando i democratici di essere troppo scarsi per poter essere amati a lungo e incolpandoli della fine della relazione. Il ragionamento è piuttosto contorto ma viene riproposto in ogni dove: Renzi e Calenda ripetono ossessivamente che il PD fa schifo e indicano come unica possibilità di salvezza del PD il cominciare a fare esattamente quello che vorrebbero loro. Non è un po’ infantile come ragionamento politico, sinceramente?

    Il fatto è che in politica le situazioni assumono contorni diversi in base a come vengono raccontate: Calenda, per dire, ha vinto di pochissimo su Virginia Raggi (che avrebbe dovuto essere la sindaca più catastrofica della storia di Roma, proprio secondo la narrazione di Renzi e Calenda) e ha preso qualche voto in più del precedente “candidato civico” Alfio Marchini (ve lo ricordate? Ecco, ricordatevelo, per avere un po’ il senso delle proporzioni).

    Che in Italia ci sia uno spazio per i liberali e che i liberali in Italia possano trovare un degno leader in Calenda (per molti aspetti molto più presentabile di Renzi che infatti ha capito benissimo l’aria che tira dopo queste amministrative) è sicuramente un buona notizia. Ma che Calenda e compagnia cantante vogliano convincere che il liberismo sia l’unica via della sinistra è qualcosa che lascia più che perplessi.

    E forse sarebbe il caso di smetterla di menar calci e essere seri, sul serio (come diceva la campagna di Calenda) e dire chiaramente cosa si intende fare nel secondo turno senza dilungarsi in bizze da traditori che vorrebbero rivendersi come traditi. Altrimenti c’è sempre una via d’uscita: che gli scontenti cronici si trasferiranno a Terzorio.

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