Elezioni Roma, Raggi: “Non darò indicazioni di voto”

Le prime parole della sindaca uscente: “Unica a tenere testa a corazzate destra e sinistra dopo 5 anni di attacchi violenti”

(adnkronos.com) – Sulle elezioni di Roma 2021,”aspettiamo dati certi. Al momento sono l’unica che sta tenendo testa alle corazzate del centrodestra e del centrosinistra con la lista M5s e le mie liste civiche”. Lo ha detto la sindaca uscente Virginia Raggi in una breve dichiarazione al comitato allestito al The Hive Hotel, in via Urbana, vicino al Teatro dell’Opera. Poi, in serata, un’altrettanto breve conferenza stampa. “Non darò indicazioni di voto, i cittadini non sono mandrie da portare al pascolo“, ha detto la sindaca uscente: “Rassicuro che i vostri voti non saranno svenduti ai saldi di fine stagione. Per essere molto chiari: io non darò indicazioni di voto al ballottaggio. Perché i voti non sono pacchetti. L’ho detto e lo ripeto: Roma prima di tutto. Noi andremo avanti comunque con un progetto, con coraggio e a testa alta”.

“Dopo 5 anni di attacchi violentissimi, anche personali, ai quali in pochi avrebbero resistito, ho ottenuto poco meno di quanto hanno ottenuto le corazzate di centrodestra e centrosinistra. E questo è un dato da tenere in conto e su cui nei prossimi giorni faremo necessariamente una riflessione”, ha sottolineato.

“E’ stato un risultato importante che dà voce a tantissime persone che hanno creduto in me e nel lavoro che abbiamo fatto: ripristinare un’etica nella politica, riportare il rispetto della legalità nell’uso dei soldi pubblici, cioè dei soldi nostri, dare lavoro in modo pulito a ditte che prima non potevano lavorare su Roma, rifatto strade, case, scuole’’, ha sottolineato.

La sindaca uscente che ha poi ringraziato “tutti i cittadini per la fiducia, le migliaia e migliaia di persone che mi hanno appoggiato, le persone che hanno lavorato al mio fianco in tutti questi anni”.

Ho gettato le basi per fare risorgere Roma – ha quindi sottolineato -. Ci sono tanti progetti avviati grazie al lavoro fatto da me, come l’Expo che ho voluto io, grandi eventi in arrivo e gare in corso. Progetti su 12 linee tram, la funivia già finanziata e che mi auguro non venga definanziata. Mi sono accollata la parte più difficile e ora non hanno scuse per non governare bene. Noi comunque vigileremo. Il mio cuore e il mio pensiero vanno agli ultimi, ai fragili e alle periferie. Mi auguro che il nuovo sindaco mantenga le promesse e non abbandoni le periferie. Noi vigileremo anche su questo. Sono e resto al vostro fianco”. Raggi è poi andata via senza rispondere alle domande dei cronisti presenti al comitato elettorale.

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33 replies

  1. E ora, come Draghi con Conte, si prenderanno tutti i suoi meriti e le conseguenze positive del suo duro lavoro…quanta ingiustizia, quanta amarezza.

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      • ma quando verrà?

        E’ VENUTO e l’abbiamo perso.

        E ha ragione anail sopra, poi si prendono pure i meriti dei predecessori, senza manco ringraziarli ovviamente.

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  2. Ma secondo voi quanti concittadini votano secondo le “indicazioni”?
    Piuttosto, sindaci eletti con meno della metà dei votanti. E sarà sempre peggio. E’ la tanto agognata “democrazia matura”: votano solo gli amici degli amici ed i “beneficati”. Gli altri, delusi, si rassegnano. Tanto alla fine va a finire come si vuole “lassù”: politici di “sinistra” che fanno politiche “di destra”. Quindi tutti contenti.

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  3. Spiace per la Raggi, ma i romani non le hanno dato più fiducia. Ma questo sarà nulla rispetto a quello che accadrà alle politiche con il fu movimento 5 stelle. Non basterà avere una persona come Conte per arginare il malcontento di chi si sentirà tradito. Grillo, Di Maio e soci sono riusciti nel suicidio di massa più grande della storia, entrando nel governo Draghi e sfanculando gli ideali ed i valori di chi ti ha dato la sua fiducia.

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  4. Mi dispiace, donna onesta, in gamba e caparbia.
    Mi dispiace soprattutto per lei, non tanto per il M5S.

    “legalità nell’uso dei soldi pubblici, cioè dei soldi nostri, *dare lavoro in modo pulito a ditte che prima non potevano lavorare su Roma*, rifatto strade, case, scuole’’

    È questo il punto che ha reso la Raggi invisa a questo sistema ladro e criminale.
    Ora ricomincia il solito carosello di appalti dati agli amici, appalti gonfiati ovviamente, del resto so’ amici!

    Sperpero di denaro pubblico per alimentare un sistema parassitario, che agevola pochi e annichilisce molti.
    Voler imporre a questo sistema dei metodi virtuosi, come ha tentato – con tutti i suoi errori – di fare la Raggi, è come insegnare ad un camorrista casalese la raccolta differenziata.

    Andremo sempre peggio.

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  5. Cosa dicono quei numeri
    di Marco Travaglio | 5 OTTOBRE 2021
    “È la somma che fa il totale”, diceva Totò. Quindi non c’è nulla di originale nell’osservare che il nuovo centrosinistra giallorosa vince solo se è unito: a Napoli con Manfredi è un po’ più contiano e dimaiano, a Bologna con Lepore è molto più pidino.
    A Milano i 5Stelle sono irrilevanti, come sempre, e quello di Sala (mai iscritto al Pd e proveniente dal centrodestra morattiano) è un trionfo personale e trasversale.
    Il vecchio centrodestra a tre punte, a trazione meloniana e non più salviniana, va male dappertutto: per ora porta a casa solo la Calabria, e più per i demeriti del centrosinistra (ben tre candidati) che per meriti propri.
    È secondo persino a Torino, dove il moderato Damilano era strafavorito sul pd Lo Russo. Il quale però ora deve sperare nella scarsa memoria dei 5Stelle, dopo gli insulti alla buona esperienza Appendino e il rifiuto tracotante di qualsiasi dialogo col M5S.
    Roma fa storia a sé. La Raggi s’è rivelata un osso molto più duro di quel che diceva la black propaganda, ma non abbastanza per qualificarsi alla finale.
    Lì però può succedere di tutto: la Meloni farà pesare tutto il suo consenso personale e, anche se Conte facesse l’endorsement a Gualtieri e molti elettori raggiani lo seguissero, Michetti avrebbe un ottimo serbatoio di riserva tra gli elettori di Calenda, l’altro candidato di destra (l’altra destra: quella borghese, confindustriale e tecnocratica), allergico ai giallorosa.
    Tutto ciò premesso, sarebbe ridicolo confondere questa tornata amministrativa con le prossime Politiche. Chi lo fa, seguendo i soliti esperti del nulla, si condanna al suicidio.
    Il centrosinistra che ha appena stravinto il primo turno delle Comunali, su scala nazionale resta 10 punti sotto il pur malconcio centrodestra. Il che rende semplicemente comico il pressing dei giornaloni perché il Pd molli l’asse col M5S contiano per allearsi con non si sa bene chi.
    Se il Pd vince è proprio grazie alla linea Zinga-Letta sull’alleanza col M5S: la linea Renzi, alle Comunali del 2016, portò il partito alla débâcle.
    Anche chi vaneggia di “sconfitta dei populisti”, con Lega e FdI al 40% e gli astenuti al 46%, racconta barzellette. I non votanti – il primo partito d’Italia – sono soprattutto ex elettori 5Stelle in attesa di un’offerta credibile.
    È un monito soprattutto per Conte, che dovrà trovare linguaggi e contenuti di populismo gentile e competente per recuperare almeno una parte delle periferie sociali ed elettorali che non si sentono rappresentate da nessuno. Specie nel deserto del Nord.
    Dalla sua, ha la fortuna di essere la soluzione migliore alla penuria generale di classe dirigente: fra i vari ex premier in circolazione, è di gran lunga il più apprezzato dal “popolo”. Ma quel ricordo non dura in eterno.

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    • Ciaone, Virgì!

      Virginia Raggi e il capolinea della (testarda) sindaca alle elezioni comunali di Roma 2021, tra gaffe e giravolte

      di Goffredo Buccini

      Testarda più di un sampietrino, Virginia ci ha provato fino all’ultimo a rabberciare il suo strappo col resto del mondo. Cinque anni fa prese il 67% al ballottaggio, ora è al 20%

      A Roma si chiama «romanella»: un rattoppo alla buona, come quelli su certe buche. Testarda più di un sampietrino, Virginia ci ha provato fino all’ultimo a rabberciare il suo strappo col resto del mondo. «Non mollo, sono l’unica a tenere testa alle corazzate del centrodestra e del centrosinistra», sibila alle otto della sera comparendo ectoplasmatica al comitato elettorale. Ma cinque anni fa la corazzata grillina era lei, con un largo 35% al primo turno e un clamoroso 67% al ballottaggio. Ora balla attorno al 20%, triste, solitaria y final, insidiata dall’esordiente Calenda, con un tweet di Fratelli d’Italia che maramaldeggia: «Ciao, Virgi’» . Sicché vien voglia di difenderla: se non fosse per i gabbiani, i cinghiali e tutto lo zoo imbizzarrito che ci ha attirato in città la sua consiliatura. Al seggio ha anche litigato un po’ con la scheda-lenzuolo, «piegarla non è facilissimo» e le hanno risposto con ghigno piddino: «Lei è l’unica che non si può lamentare».

      Va così, quando va male (e va persino a fuoco il «Ponte di Ferro» sul Tevere , come nel finale esagerato di una brutta serie tv: l’ennesimo complotto, sussurrano i più sospettosi e astuti, che anni fa paventarono la congiura dei frigoriferi abbandonati fuori dalle discariche). Si maligna che finanche Conte le abbia remato contro, a fari spenti, bramando lo scranno parlamentare di Gualtieri nel collegio del centro storico. «I big trattengono il fiato, è il grande momento per togliersela dalle scatole», sussurrava poche ore fa un ex compagno di strada, uno dei molti da lei scaricati in questi cinque anni più accidentati della Cristoforo Colombo cariata dai pini. Grillo le ha intonato il de profundis fingendo di sostenerla quando, da remoto, venerdì sera alla Bocca della Verità, le ha assicurato «tu non sparirai se perdessi la carica di sindaco». Non proprio Al Pacino in Ogni maledetta domenica.

      L’ultima romanella (fallita) della Raggi è stata, dunque, negare sé stessa. Con la promessa di una mancetta, tanto deprecata nella forma degli 80 euro renziani: «Se sarò rieletta, taglierò le bollette coi soldi dell’Acea». E, addirittura, con l’abbandono del caro pauperismo: i soldi non sono più lo sterco del demonio, così lei alza le braccine filiformi e grida «daje!» quando un Di Maio trasmutato in banchiere draghiano annuncia al pueblo grillino dell’ultimo comizio che è stata «lanciata la candidatura di Roma Expo 2030, e saranno 40 miliardi di euro!». Daje: come Marino, come Mourinho, il grido di battaglia fasullo della romanità esagerata e, nello specifico, tradita, visto che cinque anni fa la Raggi ci ha fatto perdere le Olimpiadi e le opere che ne sarebbero derivate per mera «ostinazione ideologica» (copyright di Giovanni Malagò, cui impose un’umiliante anticamera e che oggi è dieci volte più popolare di lei grazie ai miracoli sportivi tricolori).

      Diffidente fino alla paranoia (i cronisti la chiamano la «carina dalle unghie retrattili», con sessismo magari involontario che lei ricambia con avversione ostentata), certo presentata al peggio dalle prime frequentazioni professionali in studi legali vicini a Previti e dalle omissioni curricolari, Virginia pare sin dall’inizio una donna sotto assedio. Sembra sempre costretta a guardarsi da consiglieri maschili decisi a sopraffarla e se ne protegge suscitandone sempre di nuovi. Così ecco Daniele Frongia o Salvatore Romeo; ecco Raffaele Marra, poco raccomandabile Mister Wolf, utile, tuttavia, a tenere a bada lo straripante assessore economista Marcello Minenna; ecco l’avvocato Lanzalone, coi suoi pasticci giudiziari da riempirci uno stadio, per uno stadio che mai vedremo a Tor di Valle. Tra i rari giornalisti non odiati si nasconde un consigliere occulto, distante ma decisivo come Marco Travaglio; e soprattutto compare l’ultima voce di dentro, Teodoro Fulgione, già cronista parlamentare e poi portavoce ascoltato e temuto (lo chiamano «Richelieu» o «il sindaco») cui viene attribuita buona parte nella dirompente scelta della ricandidatura: con essa la Raggi spezza il possibile accordo Cinque Stelle-Pd facendo strame del limite grillino dei due mandati, manda ai matti l’ormai governista Grillo e in solluccheri il guevarista Di Battista e, da ultimo, pone il proprio capo sul ceppo in questa serata elettorale in cui tutto crolla. Pesa nel Web, «tra chi non è romano», dicono i detrattori. E 22 mila voti nella corsa al comitato dei garanti Cinque Stelle ne fanno «la reginetta del nostro microcosmo», infieriscono. Magra consolazione.

      Aggrappata all’unico leale appiglio dell’ultimo anno (non a caso donna, la forte e indipendente Federica Angeli) Virginia ha tentato l’impossibile romanella di convincerci che il problema di Roma siano gli Spada e i Casamonica (tristi epifenomeni della città carogna) e non il traffico demenziale, gli allagamenti, il verde abbandonato (i giardinieri negli anni Ottanta erano 2500, oggi 347), i bus introvabili o in fiamme, la metro infinita, le scale mobili rotte, una qualità della vita infame che l’ha scaraventata al 99esimo posto su 100 in un sondaggio dell’anno scorso sul gradimento dei sindaci e, infine, l’immondizia, autentico brand della casa. La Raggi ne è così consapevole da consegnare alla storia un colloquio indimenticabile con l’amministratore dell’Ama, Bagnacani, «i romani si affacciano alla finestra e vedono la merda». Ma in pubblico ci racconta di averla risanata, l’Ama, mentre è la municipalizzata della mondezza mai rimossa a infettare noi. Si autoproclama «sindaca delle periferie» (che l’hanno in gran parte abbandonata) e rivela che il suo vero rimpianto è non avere costruito «la funivia di Casalotti».

      In questo tuffo nell’assurdo a poco serve rivangare gaffe memorabili (una per tutte, la cupola del Colosseo), abbagli omerici (persino sulla data delle elezioni nel sito del Comune), la giostra straniante di assessori e dirigenti trombati, i surreali conciliaboli sul tetto del Campidoglio per timore di microspie. Nell’ora più buia le resta accanto il marito martire, Andrea Severini , che l’ha immortalata in una serie Facebook, «31 giorni con Virginia», mentre fa colazione, porta la spesa, cucina: una specie di sequel del Salvini di Morisi se oggi la cosa non apparisse offensiva.

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      • Chi ha scritto questo articolo è un gran pezzo di m.
        Per parlare ancora di cinghiali e rifiuti, quando tutti sappiamo che dipendono dall’operato della regione, leggi Zingaretti, bisogna essere capre ignoranti o in malafede.
        Per affermare che sia più importante il traffico che la lotta alla mafia, bisogna essere collusi.
        Per accusarla degli incendi a bus e cassonetti bisogna essere stupidi e ciechi.
        Per pretendere le olimpiadi mentre si è oberati di debiti e non capire la differenza con la promessa di un futuro expo, in tempi migliori, bisogna essere immaturi.
        Perfetto cervello di destra, pieno di acquaccia sporca.
        QUESTA nostra destra vergognosa, fatta della feccia più maleodorante.

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      • ma chi è questo Buccini… a dir poco disgustoso… chi va al Campidoglio trova il banchetto apparecchiato dalla Raggi, lo dica se ha il coraggio. Come hanno già detto altri è un pezzo di quella roba lì

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      • Provo a postarlo nuovamente:

        @Anail

        Hai pienamente ragione, è una destra davvero tanto schifosa quella italiana, illiberale, fascista, razzista, ladra, collusa con le mafie, arrogante, mazzettara, ignorante, clientelare, massonica.

        E’ la destra più comoda che potesse capitare ad una sinistra di quaquaraquà, illiberale, non fascista ma non per questo pienamente democratica (la partitocrazia è una forma di oligarchia se non di cleptocrazia), collusa con le mafie, arrogante, mazzettara, ignorante, clientelare e – mi ci gioco entrambe le… mani – massonica.

        Il problema non sono le politiche di DESTRA o di SINISTRA ma le pratiche LADRE che rendono fallimentare qualsiasi politica di destra o sinistra che sia. L’ideologia in questo caso non è nient’altro che il vestitino con cui bande di ladri che si spartiscono il potere (e per dividerselo meglio occupano schieramenti diversi: “noi a destra e voi a sinistra”) copre la propria merda.
        E’ per questo che il M5S è stato osteggiato.
        Ciò che il sistema temeva non erano le iniziative “NO TAV” o il tanto detestato RDC.
        Ciò che temevano erano le 2 parole ONESTA’, TRASPARENZA e MERITOCRAZIA.
        Temevano la DEMOCRAZIA DAL BASSO (tradita da un sistema informatico manipolabile e manipolato) perché avrebbero perso il potere di cooptare.

        A tradire è stato soprattutto Grillo e il suo entourage (in primis Di Maio).
        E dispiace che in molti vedono il tradimento a partire dall’appoggio al governo Draghi.
        Il tradimento è iniziato molto tempo prima.

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      • Maldestro e offensivo tentativo di mettere in cattiva luce questa sindaca eccezionale, all’unisono con tutti i mass media che fin dal primo minuto l’hanno denigrata perché, come Marino d’altronde, era un corpo estraneo di onestà nella città eterna(per corruzione e malgoverno). Ora gli autobus non si incendieranno più, Michetti o Gualtieri personalmente ispezioneranno, strisciando sotto i mezzi, che tutto sia in ordine, e se del caso sostituiranno personalmente gli autisti assenteisti per garantire un regolare servizio pubblico……
        La migliore decisione di Virginia Raggi è stata eliminare Roma dalle candidature olimpiche, i Romani dovremmo ringraziarla riverenti. Tutte le città olimpiche, con contate eccezioni, hanno pagato cara l’ambizione di ospitare quell’indegno circo Barnum che sono diventati i io hi olimpici. E se il gagà Malago (sicuramente meno popolare di Raggi, a proposito) , c’è rimasto male, è perché è un cretino

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  6. A questo punto il male minore sarebbe Gualtieri ma penso che i romani, in particolare quelli che credono alle fregnacce della burina con gli occhi a palla, si meritino un bel quinquennio di Michetti con annesso Sgarbi

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    • Effettivamente, se lo meriterebbero… ma forse è quello che volevano intensamente: tornare alle vecchie “abitudini”…
      Troppi sono stati disturbati nei loro traffici.
      A noi sembra assurdo che non le siano stati riconosciuti i MERITI di aver combattuto le mafie, il malaffare, ma mi sa che sono stati riconosciuti eccome… e per i suoi detrattori NON sono meriti, sono OSTACOLI.

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      • E’ ormai mia convinzione che i cinghiali, la regione nella persona del governatore, li abbia tenuti apposta come propaganda permanente contro la Raggi, infatti ora vedremo se ne escono prosciutti, se spariscono o continuano a pascolare, a seconda di chi ci va al Campidoglio, vedremo

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      • Ricordatevi però che chi usufruisce delle “vecchie abitudini” sono una minoranza di Romani.
        E che le “vecchie abitudini” sono quelle dei partiti che votate anche voi, in altre città.

        I sistemi mafiosi o ladri creano prevaricazioni, abusi di potere, annichilimento dei diritti.
        In poche parole “NON CONVENGONO” alla collettività, alla maggioranza delle persone.

        Come puoi fare impresa se i tuoi competitor stanno pappa e ciccia con la PA?
        Come può un comune risparmiare sul costo dei servizi ed aumentarne la qualità se affida i lavori ad imprese amiche?
        Come può?

        La Raggi dovrebbe imporre TRASPARENZA.
        La TRASPARENZA per questa classe politica ladra di destra e sinistra è come il sole per i vampiri.

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  7. Io non voterei Gualtieri al secondo turno.
    Si fotta il PD romano (e non solo quello)
    Non possono demolire un progetto e poi chiedere a chi quel progetto lo ha sostenuto e condiviso di votare chi l’ha osteggiato per imporre la sua restaurazione.

    Si fottano.

    Preferisco una destra di merda al potere (che almeno non ho votato) che questa sinistra ladra, inconcludente, trafficona, incapace di trovare soluzioni adeguate ed al passo coi tempi. Se li guardate ad uno ad uno, sono tutte mezze pippe.
    L’alta astensione è un buon segno, perché è un segnale.
    Se ci fossero gruppi di persone capaci che vogliono intercettare questo malcontento, possono farlo.

    Meglio un astenuto che un votante clientelare.
    La gente vota chi “je po’ fa er favore”.

    Siamo un popolo di teste di cazzo.

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    • Egregio Andreaex, ho votato V.Raggi. Non voterò al ballottaggio. Dopo l’articolo di Buccini sul Corriere ( il Corriere !!!), spero che si strozzino nella loro mangiatoia ritrovata.

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  8. Qualche giorno fa avevo scritto se fossi romana voterei Raggi, se non va al ballottaggio voterei Gualtieri più tosto che la Meloni e affini.
    Ma oggi dopo aver sentito Letta.
    “Ci metterà tutto il pomeriggio per chiarire:
    Conte è ancora un punto fortissimo di riferimento?
    “Era un’altra fase. Con Conte il rapporto è ottimo, continueremo a lavorare, ma sulla nostra coalizione bisognerà fare un discorso allargato”.
    Allora ficcatela bene in testa “sta altra fase “palone gonfiato , ha vinto il PD ? Dove ? A Bologna avrebbe vinto il Pd anche senza il M5S,
    a Torino nulla è certo senza l’appoggio M5S e a Roma chi ha votato Calenda sposterà i voti a Michetti. Il PD da solo non ha
    aumentato da nessuno parte ,basta leggere i risultati senza le lista civiche. La destra non è sconfitta , anzi povero illuso
    Letta tranne Milano e tutto da vedere.

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  9. C’è amarezza ma anche consapevolezza. C’è, cioè ,con irragionevole dubbio, la certezza che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Arrivano i lupi e torneranno a fare quello che facevano prima e saranno,allora,in molti a pentirsi del proprio voto o nonvoto.

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  10. Deposito Atac, incendio nella notte a Roma: distrutti più di 30 bus. Indagini, non si esclude la pista del dolo

    Adesso pista del dolo, chiari segnali a chi governerà la Roma

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    • Questi della procura di Roma sono bravissimi nel processare la Raggi, strano che non trovino uno che uno di questi piromani. ah, già, la mafia non esiste e comunque è colpa della Raggi.

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  11. Massimo Erbetti
    4 h ·
    La cruda verità.
    Forse non vi piacerà quello che scriverò oggi…forse inizialmente lo contesterete…forse lo negherete…ma è la sola ed unica verità…
    L’ho detto e detto…e detto ancora…è ormai dal 2017 che lo vado ripetendo, il M5s è un mostro con una grande testa e un esile corpo che non riesce a sostenerla.
    Un partito che prende il 32% alle elezioni nazionali ed amministra, anzi amministrava si e no 40 comuni, ha un problema e quel problema si chiama radicamento sul territorio…un radicamento sul territorio che “qualcuno” non ha voluto avvenisse…un radicamento sul territorio che doveva essere messo in atto subito dopo le elezioni del 2018…ma che “qualcuno” ha contrastato.
    Perché? Beh posso fare delle tesi, posso dire le mie impressioni, ma non credo ci portino a nulla…questo è e con questo dobbiamo fare i conti…le elezioni amministrative non sono come le politiche nazionali, la gente non vota un pensiero, un’ideologia…la gente vota chi conosce…vota chi è radicato sul territorio…e noi non siamo radicati…poi sicuramente ci sono altre motivazioni…i soldi la collusione…il voto di scambio…vero, verissimo…ma allora? Cosa vogliamo fare? Continuare a puntare il dito? A dire che sono tutti uguali? Tutti ladri?…e dove ci porta tutto questo? A quali risultati?
    Piangere non risolverà i nostri problemi e quelli degli italiani…per cambiare le cose bisogna governare, bisogna fare atti, azioni…la sterile protesta, non serve a nulla.
    Queste ultime elezioni ci devono servire per capire, ci devono servire per imparare…ci devono servire come monito…dobbiamo radicarci sui territori…dobbiamo parlare con tutti…imprenditori…associazioni…dobbiamo capire i problemi di ogni categoria e trovare soluzioni…purtroppo non è il banchetto del sabato che ci fa radicare sul territorio…spero che ormai tutti lo abbiano capito…non è distribuendo (o almeno non solo questo) un volantino dove c’è scritto abbiamo fatto questo…abbiamo fatto quello…che ci porta consensi…anche perché quello che “abbiamo” fatto…in verità non lo abbiamo fatto noi, ma il nazionale…
    La cruda verità è che nei comuni devi essere conosciuto personalmente…mentre noi siamo dei perfetti sconosciuti…e perché un cittadino dovrebbe votare un perfetto sconosciuto? Per quale motivo? Perché devo mettere in mano la mia città a te…perfetto sconosciuto?
    Ci sono rari casi in cui lo hanno fatto…vedi Roma…ma se tu prometti che la rivolterai come un calzino e poi non lo fai…i cittadini ti puniscono…lo so la colpa non è della Raggi, io lo so, voi lo sapete…ci sono milioni di fattori indipendenti dalla sua volontà…ma ai cittadini non interessa nulla dei problemi che incontri…tu prometti…loro ti votano…tu non riesci e loro ti puniscono…se la mattina quando esco di casa trovo montagne di rifiuti…non mi domando se la colpa è della Raggi, o di Zingaretti…vedo i rifiuti e basta…e se io ti ho votato affinché quei rifiuti sparissero e dopo cinque anni sono ancora lì…la colpa la do a te…perché? Perché mi avevi detto che li avresti fatti sparire.
    C’è un problema? Il cittadino vuole che tu lo risolvi…non ci riesci? Vota un altro…punto…non ci piace? Ma questo è…questa è la cruda verità.
    E noi con questa verità dobbiamo farci i conti se vogliamo cambiare le nostre città.
    Non possiamo continuare a piangerci addosso, non possiamo continuare a puntare il dito, non possiamo dire che è sempre e solo colpa degli altri…la partita si gioca con le carte che sono in tavola…e che ci piaccia o no…le carte sono queste…questa è la cruda verità.
    Il Movimento deve necessariamente cambiare strada, radicarsi sui territori, deve strutturarsi, deve darsi degli organi che coordino il lavoro territoriale…e deve avere l’umiltà di capire che non ci si improvvisa politici, non ci si improvvisa amministratori, bisogna studiare…studiare…studiare e studiare ancora…e deve capire che i cittadini vogliono veder risolti i problemi…come dite? Anche gli altri non li risolvono? Vero…e infatti ci hanno messo alla prova…e noi li abbiamo risolti? No…è come mai? Non ce lo hanno permesso? Vero…ma pensate che al cittadino interessi? Certo che no…tu hai promesso…tu hai detto che eri diverso…ma nulla è cambiato… perché dovrei votarti di nuovo?
    Abbiamo promesso tanto…forse anche troppo…impariamo a promettere cose che possiamo mantenere…perché le promesse sanno farle tutti…è risolvere i problemi che fa la reale differenza…e se non li risolviamo, saremo visti come tutti gli altri…e se agli occhi della gente siamo come tutti gli altri…perché dovrebbero votarci? Meglio l’originale di una copia…no?
    La cruda verità è anche un’altra…apparentandoci con altri abbiamo capito che per essere eletti nei consigli comunali, ci vogliono i voti…ma non quelli di lista…ci vogliono i voti alla persona e se non prendi i voti…non entri in consiglio…per cui ora ci ritroveremo, dove ci siamo imparentati, ad avere pochi 5 stelle nei consigli comunali…perché gli altri le preferenze le prendono…le prendono perché sono radicati sul territorio…mentre noi no…
    Mi spiace per tutti, ma quello di oggi è un amaro risveglio…quello che ci ha portati alla cruda verità…esistono due politiche…quella nazionale dove si vota per opinione e una locale, dove si vota per conoscenza…e a noi non ci conosce nessuno…e vi assicuro che non basta essere duri e puri…ci vuole ben altro…questa è la cruda verità.
    Tutto è perduto? Assolutamente no, siamo giovani, abbiamo voglia di imparare, abbiamo voglia di fare…dobbiamo solo trovare il modo di giocare la partita in modo diverso, non abbandonando mai i nostri ideali…possiamo farcela…dobbiamo farcela.”

    E Conte già da oggi a Carbonia con A.Todde

    Alessandra Todde
    4 h ·
    Dopo settimane di lungo lavoro, dopo decine di riunioni, di assemblee partecipate, di iniziative, dopo aver dimostrato che la politica si costruisce sui territori parlando con le persone casa per casa e strada per strada, oggi alle 10.30 a Carbonia chiudiamo la campagna elettorale con Giuseppe Conte.
    Il M5S 2050 Carbonia, insieme a tutta la coalizione, sostiene con convinzione Luca Pizzuto per realizzare uniti una nuova meravigliosa storia.
    Ci vediamo in piazza!

    Carbonia, i candidati
    A Carbonia si presentano 3 candidati, sostenuti da altrettante coalizioni.

    Il M5S, assieme alle liste del PCI, PSI ha optato per appoggiare la candidatura di Luca Pizzuto, segretario regionale della lista
    Articolo 1.

    Piero Morittu è il candidato sindaco del Partito Democratico, sostenuto anche da altre cinque liste.

    La Lega, insieme a Noi con Voi e Patto Civico, ha presentato la candidatura di Daniela Garau.

    Diranno che Conte fa FLOP , ma intanto ci mette la faccia

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    • Ecco, grazie Tracia.
      Questo è un discorso sensato

      “Ci sono rari casi in cui lo hanno fatto…vedi Roma…ma se tu prometti che la rivolterai come un calzino e poi non lo fai…i cittadini ti puniscono…lo so la colpa non è della Raggi, io lo so, voi lo sapete…ci sono milioni di fattori indipendenti dalla sua volontà…ma ai cittadini non interessa nulla dei problemi che incontri…tu prometti…loro ti votano…tu non riesci e loro ti puniscono…se la mattina quando esco di casa trovo montagne di rifiuti…non mi domando se la colpa è della Raggi, o di Zingaretti…vedo i rifiuti e basta…e se io ti ho votato affinché quei rifiuti sparissero e dopo cinque anni sono ancora lì…la colpa la do a te…perché? Perché mi avevi detto che li avresti fatti sparire.”

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  12. ““Ho gettato le basi per fare risorgere Roma” tranquilla, 5 anni di Michetti o di Gualtieri, che sono la stessa cosa, la faranno affondare di nuovo….

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  13. Se si parlerà ossessivamente dei cinghiali, i cinghiali ci saranno; se non se ne parlerà più non ci saranno. Sono”quantistici”, come il gatto di Schroedinger

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