Amministrative: debacle divide M5S, “alleanza col Pd? Loro Batman, noi Robin”

(adnkronos.com – di Antonio Atte) – “Questo è il tempo della semina per il M5S, siamo appena partiti con un nuovo corso, insediato poco prima che si depositassero le liste, dunque un corso che non ha potuto dispiegare tutte le sue potenzialità”. Sono le parole con cui, davanti alla Camera dei deputati, il leader 5 Stelle Giuseppe Conte commenta i primi risultati delle elezioni amministrative. Una tornata che vede un forte calo del M5S nelle grandi città: dalla debacle grillina di Torino all’esclusione di Virginia Raggi dal ballottaggio a Roma, passando per il magrissimo bottino ottenuto da Layla Pavone a Milano. I vertici del Movimento si aggrappano al risultato di Napoli, dove la coalizione a sostegno di Gaetano Manfredi trionfa al primo turno: “L’unità paga, la coalizione con il Pd funziona e il risultato incredibile di Manfredi nel capoluogo partenopeo ne è la prova”, il ragionamento che filtra dai vertici.

Un ottimismo che però non è condiviso dall’ala ‘diversamente contiana’ del Movimento, quella più refrattaria all’idea di un’alleanza strutturale con il Partito democratico. Lo dimostrano i messaggi postati nelle chat interne da alcuni parlamentari, poco prima del malfunzionamento che nel pomeriggio ha bloccato le app di Whatsapp e Facebook. A chi gli fa notare che “dove si è alleato con il Pd il M5S ha vinto”, un parlamentare lombardo, secondo quanto apprende l’Adnkronos, replica perentorio: “Noi siamo Robin, non i Batman. E quando nel duo vogliamo essere i Batman, il Pd sceglie di correre senza di noi, vedi Torino e Roma”. Poi la chiosa, che non lascia spazio a fraintendimenti: “Bella alleanza di m…”. “Non mi pare un’alleanza tra pari”, osserva un eletto: “Siamo buoni alleati fino a quando portiamo acqua al mulino del Pd ma siamo lebbrosi se chiediamo al Pd (un paio di volte su centinaia di Comuni) di portare acqua al mulino del Movimento. C’è qualcosa di poco equilibrato nella geometria di questa alleanza”.

Già prima della chiusura delle urne, da ambienti ex grillini filtrava malumore per i numeri relativi alla partecipazione del M5S a queste amministrative: “Nel 2016 con Beppe Grillo leader il Movimento presentò 251 liste su 1.363 Comuni al voto, mentre nel 2021 con Conte presidente ha presentato 99 liste su 1.342 Comuni al voto: in sintesi, il Movimento ha perso il 59,8% di presenza in termini di liste nei Comuni al voto sui territori”. E ancora: “Se si confrontano i Comuni in cui il Movimento si è presentato nel 2016 e che sono tornati al voto nel 2021 (quindi escludendo i Comuni caduti prima per altri motivi) la situazione è la seguente: a fronte delle 205 liste con cui il Movimento, con Grillo capo politico, si è presentato nel 2016, questa volta il M5S ne ha presentate solo 64, perdendo 141 liste che hanno deciso di non ricandidarsi 5 anni dopo”.

Ma l’analisi degli ex pentastellati non si ferma qui: “Nel 2016 il Movimento 5 Stelle con Beppe Grillo capo politico conquista, mettendo un sindaco 5 Stelle, 23 Comuni, ossia: Pisticci, Cattolica, Anguillara Sabazia, Genzano di Roma, Marino, Nettuno, Roma, Vimercate, Castelfidardo, Fossombrone, Pinerolo, San Mauro Torinese, Torino, Ginosa, Noicattaro, Carbonia, Dorgali, Alcamo, Favara, Grammichele, Porto Empedocle, Chioggia e Vigonovo. Nel 2021 con Conte capo politico il Movimento non presenta la lista nel 35% dei Comuni amministrati nei 5 anni precedenti dallo stesso Movimento e che tornano al voto nel 2021. Ossia, perde già prima del voto 7 Comuni su 20: Vimercate, Fossombrone, Carbonia, Dorgali, Favara, Grammichele e Vigonovo”.

E nel giorno di San Francesco, in cui ricorre l’anniversario della fondazione del Movimento 5 Stelle, molti attribuiscono un significato critico anche al post pubblicato sui social da Beppe Grillo, una vecchia foto che ritrae il comico assieme a Gianroberto Casaleggio, accompagnata dalla didascalia “12 anni fa abbiamo fatto l’impossibile. Ora dobbiamo fare il necessario!”. “Con questo post Grillo ricorda a Conte che i fondatori sono lui e Gianroberto…”, osserva una fonte pentastellata. Conte però si stringe nelle spalle quando gli viene chiesta una interpretazione delle parole del garante: “E che sono io l’interprete dei post di Grillo?”.

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12 replies

  1. Grillo dovrebbe avere la compiacenza di tacere e non farsi vedere. Ha AFFOSSATO, SUICIDATO il m5s con la sciocca adesione al governo Draghi. Come si fa ad appoggiare un governo che vede al suo interno chi ha silurato il Conte II ? Per far contento chi siede sul Colle più alto?

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    • Gentile, semplicemente per far contento il figlio Ciro e risparmiargli un bel poco di giusta galera (se giudicato colpevole). Cordialità

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  2. avete ancora la possibilità di allearvi a berlusconi. anche se ne avete sempre parlato male, come della lega, del pd a cui avete fatto da stampella.è l’ultima chance per avere ancora croccantini.

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  3. ““Non mi pare un’alleanza tra pari”, osserva un eletto: “Siamo buoni alleati fino a quando portiamo acqua al mulino del Pd ma siamo lebbrosi se chiediamo al Pd (un paio di volte su centinaia di Comuni) di portare acqua al mulino del Movimento. C’è qualcosa di poco equilibrato nella geometria di questa alleanza”.”

    Come dargli torto?

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  4. L’ alleanza col “partito di Rignano” è stata fatale. Era da dirsi.
    Nessuno può sostenere una propaganda contraria tanto martellante ed univoca. E presto toccherà alla Lega.
    Il Patto del Nazareno questo prevede: nessuno al di fuori di loro.

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  5. IL REGESSO DEL M5S- Viviana Vivarelli.

    Alle amministrative il M5S è sempre andato male ma questa volta con Conte e il ritorno alla vecchia forma partito e il regresso del programma chge da rivoluzionario è diventato moderato è andato peggio.
    Nel 2016 con Grillo leader il Movimento presentò 251 liste su 1.363 Comuni al voto. Oggi presenta 99 liste su 1.342 Comuni: perde il 59,8% di presenza in termini di liste sui territori.
    Dopo 5 anni 141 liste hanno deciso di non ricandidarsi. Si sono date perse prima di combattere.

    Nel 2016 il M5S conquista 23 Comuni: Pisticci, Cattolica, Anguillara Sabazia, Genzano di Roma, Marino, Nettuno, Roma, Vimercate, Castelfidardo, Fossombrone, Pinerolo, San Mauro Torinese, Torino, Ginosa, Noicattaro, Carbonia, Dorgali, Alcamo, Favara, Grammichele, Porto Empedocle, Chioggia e Vigonovo.

    Nel 2021 con Conte capo politico il Movimento non si presenta nemmeno nel 35% dei Comuni amministrati nei 5 anni precedenti.
    Perde già prima del voto per rinuncia 7 Comuni su 20: Vimercate, Fossombrone, Carbonia, Dorgali, Favara, Grammichele e Vigonovo.

    Grillo steso fa una manovra perdente su tutta la linea: sconfessa tutti i valori del movimento, aveva una piramide con la base in alto in cui i ministri erano solo portavoce degli elettori, rovescia la piramide della democrazia diretta e ricostituisce la vecchia forma partito dove il popolo non conta nulla (Conte ha eliminato anche i meet up ed è sparito pure il blog) e dove tutto il potere è nel capo partito che è tutto e fa tutto e gli elettori non contano niente, per di più mette il Movimento a servizio totale di Draghi che dovrebbe essere il nemico principale. Grillo cancella il lavoro di un anno degli Stati generali e calpesta il voto di Rousseau che aveva deciso un governo collegiale di 5 persone. Nomina di testa sua Conte capo unico e Conte a sua volta ricostituisce l’organigramma del vecchio partito ormai obsoleto e perdente su tutta Europa, cancellando la democrazia diretta e la lotta al neoliberismo a cui al contrario garantisce fedeltà assoluta, ignorando il popolo.
    Nel giorno di San Francesco, anniversario della fondazione del Movimento, Grillo sancisce la sua resa pubblicando una vecchia foto con Gianroberto e la scritta: “12 anni fa abbiamo fatto l’impossibile. Ora dobbiamo fare il necessario!” Chiedo: il necessario era diventare il servitore di Draghi e fare gli interessi malati e avidi di Confindustria? Non credo che Di Battista sarebbe d’accordo. Io non sono d’accordo. Moltissimi che non sono andati a votare nemmeno.
    Conte non commenta. A lui le idee rivoluzionarie di Gianroberto non fanno né caldo né freddo. E’ una brava persona molto moderata e abituata ad andare d’accordo con tutti, lontanissima da qualsiasi rivoluzione e amica dei potenti, che non è mai stato un 5 stelle e non lo è nemmeno ora. Chi in quei valori ci ha creduto e vede la politica come una lotta e non come un thè per signore, lo stima ma non va a votare.

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    • Viviana, non attribuire troppe colpe al piccolo Giuseppi,

      io ho fatto parte di 4 meet up oramai spariti, e già dal 2015-2016 si percepiva una mai dichiarata volontà di fermare la macchina, con i ‘capetti’ locali che hanno portato a sbattere i meet up uno dietro l’altro.

      Di 7 consiglieri a 5 stelle adesso ce ne è uno, e per giunta eletto con una lista civica.

      E’ un cammino che si è accentuato attorno al 2018-19. Giuseppi all’epoca non c’entrava ma il traditore di Pomigliano sì.

      A me stupisce che siano stati ancora in grado di presentare liste da qualche parte d’italia.

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