Il dopo Draghi

(Tommaso Merlo) – L’emergenza coronavirus è finita eppure il mega inciucio draghiano continua. I politicanti nostrani non hanno nessuna intenzione di mollare l’osso. Per il nostro bene ovviamente. Non per le poltrone. La flebile speranza che salti il mega inciucio risiede nelle imminenti amministrative. Certo, il menù delle scuse per non mollare le poltrone è assai ricco, ma perlomeno qualcuno comincerebbe a pensare al dopo Draghi. Una democrazia senza vera politica non è democrazia. E’ amministrazione. Se uscissero vincitori i fratelli d’Italia rimasti all’opposizione si destabilizzerebbe la fu destra. E le peripezie leghiste aggraverebbero il quadro. Pare che perfino la Madonna di Medjugorje non abbia gradito certi altarini e stia pensando anche lei di passare a Fratelli d’Italia. Se va avanti così la Meloni si affaccerà dal balcone prima del previsto e la folla estasiata non mancherà. Il sovranismo non è infatti finito, anzi. E’ Salvini ad aver fatto il suo corso. Oggi va così. Si procede a cotte. Intense ma fugaci. Anche una diserzione in massa dalle urne potrebbe rappresentare un segnale forte per gli inciucisti indefessi. Vedremo quanti cittadini avranno voglia di recarsi ai seggi e quanti invece si accontenteranno di un gesto dell’ombrello dal divano. Del resto l’emergenza coronavirus è finita eppure il mega inciucio continua. A Roma amoreggiano mentre nelle città fan finta di litigare per spartirsi la solita manciata di poltrone. Quanto ai candidati sono straordinari come al solito. Personalità eccelse. Visioni lungimiranti. Peccato che poi alla fine chiunque vinca non cambia mai nulla. Una democrazia senza vera politica non è democrazia. E’ amministrazione. E’ un film già visto troppe volte e dal finale scontato. Fu destra e fu sinistra. Due facce della stessa medaglia bucata. Di destra ce n’è una più moderata e una più arrabbiata. Sai che novità. Salvini è al tramonto e tocca alla Meloni. Sai che novità. Quanto al come governeranno è totalmente prevedibile. Trama ancora più triste dall’altra parte perché che differenza vi sia tra il Pd e il partito di Conte è un mistero della fede. Letta sonnecchia sullo zoccolo duro pidino mentre Conte accorre a deliziare i suoi fans. Ma del Movimento non rimane più nulla. Dall’uno vale uno all’uno vale tutti. Dai fatti ai paroloni politichesi. Dall’idealismo alla tattica partitocratica. Sai che novità. A destra il cuore batte per Giorgia, a sinistra per Giuseppe. Un film già visto troppe volte e dal finale scontato. Nel frattempo milioni di cittadini son rimasti senza rappresentanza politica. E questo nell’area sociale più dinamica e desiderosa di cambiamento radicale che nel 2018 generò un vero e proprio tsunami. Tutto finito in niente anche se le istanze che lo hanno scatenato sono più vive che mai. Il populismo non è finito, anzi. E’ il Movimento ad aver fatto il suo corso. I politicanti passano, il popolo resta. Le caste restauratrici difendono con le unghie il mega inciucio draghiano e pregustano un pieno ritorno alla normalità. Ma s’illudono. Chi si emancipa davvero va avanti e mai indietro. E quando avrà un’altra occasione di esprimere la sua ansia politica di cambiamento, lo farà. Per ora non resta che attendere le urne. Certo, il menù delle scuse per non mollare le poltrone è assai ricco, ma perlomeno qualcuno comincerebbe a pensare al dopo Draghi.

4 replies

  1. Caro Tommaso Merlo,

    in passato ho apprezzato molto i tuoi interventi, che trovavo acuti e untelligenti. Da un pò di tempo, purtroppo non ne condivido nemmeno uno.

    Sono approdato al Movimento 5 Stelle, fuggendo da 30 anni di sinistra radicale perchè non potevo più sopportare il suo squallido massimalismo e un integralismo estraneo alla realtà e tutto ideologico.

    I cittadini italiani non si riconoscono in tutto ciò e regalano loro poco più dell’1%. Vorrà dire qualcosa il parere della gente o ce ne freghiamo bellamente, chiusi in un orrendo narcisismo ?

    Ora, con mio grande dispiacere perche ho avuto nei tuoi confronti grande stima, trovo questi aspetti negativi nel tuo modo di ragionare, privo di rapporto con la realtà e di prospettive.

    Ti saluto con l’affetto del passato

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  2. Il fù Movimento si è “in-casta-to”….e cerca identità in vecchie e comode posizioni democristiane che strizzano l’occhio al falso ambientalismo delle rinnovabili elettriche pompate a turbogas e nucleare e alle auto elettriche alimentate con energia prodotta da carbone e gas.
    Agli orfani della rivoluzione mancata non resta che strapparsi i capelli nell’attesa di un nuovo ennesimo soggetto politico messianico che poi si farà partito e deluderà immancabile tutte le promesse.

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