Chi non sistema le buche, paga!

(Giulio De Santis – corriere.it) – Francesco Caporale, 49 anni, è morto per essere caduto con la moto in una delle «numerose buche» in via Salaria, presenti nonostante le segnalazioni dei vigili urbani. Buca killer profonda 3 centimetri rimossa subito dopo l’incidente.

A doverla «riempire e livellare» prima della tragedia avrebbero dovuto essere due funzionari del Simu (il dipartimento comunale Sviluppo e infrastrutture manutenzione urbana), ieri condannati a un anno e quattro mesi con l’accusa di omicidio colposo per aver omesso di avviare i lavori di manutenzione.

La sentenza è stata innanzitutto pronunciata nei confronti di Marco Domizi, direttore della manutenzione stradale del Simu. L’altro imputato è Guido Carrafa, responsabile della manutenzione del «lotto 3» di Roma Capitale all’epoca della tragedia.

«È una sentenza storica perché mai a Roma sono stati condannati dei funzionari per non aver coperto una buca», sottolinea Manuela Barbarossa, presidente dell’Avis (Associazione vittime della strada) che, attraverso l’avvocato Giuseppe Bellanca, ha assistito i familiari di Caporale costituitisi parte civile.

«Domizi ha avviato le pratiche previste dal suo ruolo. Pertanto andava assolto», ribatte l’avvocato Fabio Federico, difensore del funzionario. La caduta mortale in via Salaria – strada che rientra nella categoria della grande viabilità, la cui custodia, pertanto, è di competenza esclusiva del Simu – risale alle 2,50 del 22 dicembre 2016.

Nelle ore successive Domizi e Caraffa procedono «al riempimento e corretto livellamento della buca» ma, rimarca il pm nel capo di imputazione, con «mezzi, personale e materiale» che anche prima del sinistro «non mancavano». C’’è un secondo aspetto, che per l’accusa inchioda i due funzionari. La manutenzione è un «atto dovuto» a prescindere da eventuali solleciti.

Ora è opportuno ritornare ai giorni precedenti il 22 dicembre di cinque anni fa. Da tempo, in quel periodo, i vigili urbani segnalano in via Salaria a vari uffici comunali «la presenza di numerose buche sull’asfalto». Le raccomandazioni in particolare finiscono sulla scrivania della III sezione Manutenzione stradale, dipartimento Simu.

Avvisi che però rimangono lettera morta, almeno secondo l’accusa. Mai infatti viene avviata alcuna pratica per il rattoppo della strada. Così Caporale, alla guida della sua Suzuki N1200, percorrendo via Salaria non nota la presenza della buca killer che, anche per via dell’ora tarda, «non è facilmente avvistabile ed evitabile».

Fattori che rende l’avvallamento «insidioso», sostiene la Procura. Caporale finisce con le ruote nella buca, perde il controllo della moto e sbatte con la testa contro il guardrail. Rimanendo ucciso.

Categorie:Cronaca, Giustizia, Interno

Tagged as: , ,

4 replies

  1. aveva ragione mio nonno a dir che le moto son casse da morto. in italia, per legge dovrebbero vendere solo tricicli.

    "Mi piace"

  2. non dite sciocchezze. chi guida, deve regolare la velocità in funzione del manto stradale, la visibilità, il traffico. come se uno se la prendesse con la moglie perchè è rimasta incinta. gli italiani son questo.uno che vuol correre, va in svizzera o germania, ove le strade son degne del nome, non piste carovaniere ove i giannizzeri e rais spadroneggiano da salerno a reggio calabria saudita.il tragico, è che una persona è morta.

    "Mi piace"

  3. Quindi le buche non sono creature dell’amministrazione Raggi, nel 2016 appena insediata, come i balordi e le quote rosa balorde e saccenti vogliono farci credere. Per di più, in una strada importante come via Salaria. Peraltro, indipendentemente dalle responsabilità dei funzionari, chissà a che velocità andava quel poveraccio per perdere il controllo di una poderosa Suzuki 1100, moto stabile e pesante e con gomme giganti, e restare ucciso

    Piace a 1 persona

    • “Peraltro, indipendentemente dalle responsabilità dei funzionari”

      Quindi le segnalazioni fatte in precedenza anche dai vigili non contano? Le facevano per sport o perché la buca era un pericolo?
      Poi importante che significa? È una strada dove non si va a 50 orari, questo è certo.

      Ci lamentiamo sempre che in Italia non paga mai nessuno, e perché? Perché non si riesce mai ad accertare le responsabilità e a individuare una figura univoca nella catena di comando.

      "Mi piace"