Morisi, i rumeni escort gay trovati su sito d’incontri. Cocaina dentro i libri

Il festino sarebbe stato organizzato tramite Grindr, oltre ai due ragazzi e l’ex guru dei social della Lega, anche un italiano 50enne

(affaritaliani.it) – La vicenda Luca Morisi si fa sempre più misteriosa e ricca di dettagli. Dalle dichiarazioni dei due ragazzi rumeni presenti alla festa nella villa del Veronese, emergono fatti nuovi che rischiano di peggiorare ulteriormente la posizione dell’ex guru dei social della Lega. Si scopre ad esempio – si legge sul Corriere della Sera – che anche uno dei due ragazzi è indagato. Le accuse sono le stesse rivolte a Morisi: incontri a pagamento e droga. A rivelarlo è stato il suo avvocato. Ma i due giovani non dicono soltanto questo. Spiegano di aver avuto contatti con lo spin doctor di Salvini (che si è poi dimesso il primo settembre) attraverso un sito di incontri omosessuali (Grindr) e di aver partecipato alla serata assieme a un’altra persona, un italiano sui 50 anni. Una notte a sfondo sessuale, stando alla loro versione, conclusa con il flacone regalo di cui però lui giura di non sapere nulla.

Dal verbale agli atti – spiega Repubblica – emergono i dettagli sulla perquisizione nella villa di Morisi: «Un piatto di ceramica colore bianco con sopra sostanza pulviscolare di colore bianco sottoforma di cristalli, verosimilmente cocaina, accanto a tessere plastificate e una banconota arrotolata da 20 euro»; «un piatto con sopra del residuo di sostanza pulviscolare di colore bianco, posto sopra il bracciolo di un divano vicino alla libreria». I carabinieri frugano in quella libreria, al primo piano dell’appartamento di Morisi, e salta fuori una bustina di nylon gialla, con 0.31 grammi di cocaina. «Era nascosta in un libro di colore verde”.

29 replies

  1. Salvini grida al complotto e accusa anche Giorgetti

    (di Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano) – Si sente accerchiato Matteo Salvini. Dentro e fuori il partito. È convinto che l’indagine per droga nei confronti di Luca Morisi e l’intervista a La Stampa in cui Giancarlo Giorgetti ha sconfessato i candidati del centrodestra nelle città non siano due semplici casualità. Così, ieri, il segretario ha reso pubblico quello che i suoi fedelissimi pensavano da giorni: c’è un complotto per farlo fuori. Riferendosi al caso Morisi, il segretario ha parlato di “processo politico contro la Lega a cinque giorni dal voto”. All’esterno, Salvini sa che su temi così delicati e che fanno presa sulla gente – la droga e il sesso – può davvero capitolare. Lo dice pure Giorgia Meloni, che da un lato gode dell’implosione leghista, dall’altro teme che a risentirne sia tutta la coalizione: “Il caso Morisi ha un impatto politico importante”. “Scandali così fanno molto più male di un’inchiesta per corruzione come quella di Siri o di una sconfitta sul Green pass” sibila un fedelissimo del capo. Ma poi c’è il fronte interno, quello di Giorgetti e dei governatori che da settimane – dal caso Durigon passando per il pass – gli stanno facendo terra bruciata intorno. Ancora ieri applaudivano alla decisione del Cts sulla capienza di stadi (75%) e teatri (80%), mentre Salvini vorrebbe arrivare al 100%. Il colpo politico però glielo ha dato il vicesegretario della Lega che ha affossato Enrico Michetti e Luca Bernardo. Ieri Salvini ha replicato a brutto muso: “Non ho letto l’intervista, ma mi pare abbia smentito. A Roma, Michetti è una persona competente e per ripartire bisogna farlo dalle periferie e non dai salotti di Calenda”. Poi ha organizzato per giovedì e venerdì due comizi con Meloni e Tajani a Milano e Roma in sostegno dei candidati.
    Ma nei dialoghi interni alla cerchia ristretta del segretario i toni sono molto più duri. Le chat dei parlamentari che da agosto si spendono per la campagna elettorale sono bollenti. I più arrabbiati sono ovviamente i milanesi e i romani, come Durigon. Usano parole come “tradimento”, “ingratitudine”, addirittura minacciano di “buttare fuori Giancarlo”. All’Huffington Post gli uomini di Salvini buttano lì un paragone pesantissimo: “Giorgetti si è messo a fare il Fini della Lega”. E ancora: “Si è messo in testa di offrire lo scalpo di Salvini al partito di Draghi, come Fini offrì quello di Berlusconi alla sinistra”. I fedelissimi ne sono convinti: Giorgetti vuol fare il premier. E nelle chat interne giravano gli endorsement di Matteo Renzi (“È una persona seria”).
    Ieri Salvini, come accade spesso quando è in grossa difficoltà, ha giocato la carta del vittimismo. Di mattina ha gridato alla gogna mediatica: “Sono disgustato dalla schifezza mediatica che condanna le persone senza che ci sia un giudice o un tribunale a farlo. È una vicenda privata e se tra una settimana verrà fuori che non ha commesso reati chi gli chiederà scusa?”. Giuseppe Conte invece preferisce non speculare sulla vicenda: “Non è giustizia a orologeria, ma no a strumentalizzazioni politiche”.
    La Lega però ormai è allo sbando. Le voci girano incontrollate. La “droga dello stupro” di Morisi, i due rumeni, i festini, l’omosessualità di diversi leghisti che, per chi ha costruito la sua retorica sulla marginalizzazione delle minoranze e sulla difesa della “famiglia tradizionale”, non è più una questione personale: ora è un problema politico. E un assaggio lo ha dato ieri Simone Pillon, animatore del Family Day e delle battaglie contro la legge Zan, che al Foglio ha parlato di “giustizia divina” nei confronti di Morisi e addirittura di “corrente Mykonos”. Riferimento a quello che ha raccontato Alessandro Zan nel suo libro, ovvero di aver visto a Mykonos un leghista che baciava un altro uomo. Pillon poi ha smentito tutto, ma nella Lega tutti dicono che è esattamente quello che il senatore (e altri) pensa. Così ieri mattina ai parlamentari è arrivata una comunicazione: “Buongiorno, a tutela di tutti voi, per evitare spiacevoli malintesi e ritrovarsi pezzi sui giornali di cui poi non se ne riconosce la paternità, vi invito caldamente a girarmi ogni richiesta di intervista che vi arriva”. Silenzio, parla solo il capo.

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  2. Ha ragione Salvini a dire che far scoppiare questa bomba 5 giorni prima del voto è stato strategico e intenzionale. Torna tutto per far pensare a un gioco programmato: il fatto che si fosse messo un posto di blocco proprio vicino alla cascina di Morisi, che si sia aspettato un mese prima di far conoscere all’opinione pubblica la cosa, che dopo un mese ancora nessun laboratorio abbia specificato cosa conteneva la famigerata fialetta e già questo è abbastanza strano. .. Del resto è noto che, per quanto la Meloni giochi a fare la finta opposizione, quello che ha messo i bastoni tra le ruote del Governo Draghi è stato Salvini per sollecitazione dello stesso Morisi. Dunque Sua Maestà ha sentenziato che Morisi deve morire. E i conti tornano. Pur ammettendo che tra una settimana il famoso laboratorio di Brescia dica che la fialetta conteneva acqua fresca, il danno sarà fatto. Il discredito della faccenda avrà fatto perdere voti a Salvini, spostando il peso della Lega sul più draghiano Giorgetti. Il salvicidio sarà compiuto. E del factotum della vicenda, Draghi, nessun giornale parlerà in riferimento al Morisi. Tutto nella norma. Salvo il fatto che la legge del kahrma impone che ciò che farai di male agli altri prima o poi ricadrà su di te e questa legge non vale solo per Morisi ma anche per chi gli sta più in alto. Possiamo solo aspettare.

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    • Sono d’accordo con la tua disamina, d’altra parte la avevo già anticipata in un post di alcuni giorni fa.
      Per quanto per quello che è successo non nascondo piena soddisfazione, ora comincio anche a credere che lo stesso metodo sia stato applicato a Grillo, per la nota vicenda del figlio, che a quanto pare ora viaggia verso la prescrizione/improcedibilità, e chissà perché.
      È una variante del famoso “metodo Boffo”, che inquina ed incanala la democrazia ai fini “illuminati”.
      Chi sarà il prossimo?

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  3. io non sono politically correct, in questo caso non c’entra niente la correctness, sono MOLTO CONTENTO che moltissime persone GODANO in questo momento.
    Predicare pubbliche virtù, in nome di una superiorità di razza, di genere, di censo, di categoria, ma coltivare MOLTI vizi privati finalmente è venuto alla luce anche nell'”INFORMAZIONE gossipara” italiana.
    Questa è la DESTRA NOSTRANA: LADRI, CORROTTI, MAFIOSI, PERVERTITI, DROGATI, EVASORI, TRUFFATORI, FASCISTI, CONDANNATI ED EX-DETENUTI.
    dai Forzisti berlusconiani, ai Leghisti Bossiani e Salviniani, ai Fasci-coatti, ai Renziani-Morti di fame, IMPARENTATI COI CALENDANIANI, e tra un pò anche ai Draghiani bancarottieri-finanza-speculativa-piratesca.
    Viva l’Italia delle medaglie d’oro

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  4. Secondo affari.italiani emergono nuovi dettagli inquietanti sull’affare Morisi.
    Il Corriere della Sera dice che anche uno dei due rumeni è indagato come Morisi per incontri a pagamento e droga che hanno coinvolto, oltre al Morisi e ai 3 dell’auto, anche un Italiano cinquantenne. I due rumeri dicono di aver avuto contatti col Morisi attraverso un sito di incontri omosessuali (Grindr) e che il festino era a sfondo sessuale, concluso con il flacone regalo. Per cui, nell’oscura vicenda si lascia immaginare di tutto: droga, stupri, omosessualità….proprio un mix invidiabile per colpire Morisi e, attraverso lui, Salvini, il nemico della droga e dei gay.
    Nei fatti non si sa ancora cosa ci sia nella fialetta e non si incarcera qualcuno per 0,31 grammi di cocaina.
    Che ci siano reali indizi di reato è dubbio. Che dopo più di un mese non si sia accertato ancora nulla e che si lasci tuttavia sospettare di tutto per fuorviare le elezioni appare ormai lampante.
    Volevano far fuori Salvini. vedremo se ci sono riusciti.
    Ecco, qui nell’Italia di Draghi, ci si comporta così.

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  5. Sicuramente la figura e il ruolo di Morisi verrà annientato (per fortuna), non si può fare lo spin doctor cinico e contemporaneamente essere un poveraccio affetto da perversioni simili al vecchio Marrazzo

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    • Omonima,
      il ” vecchio Marrazzo” stava facendosi i tatti suoi, non ha mai perseguitato nessuno, non ha impostato la sua vita politica indicando il bene e il male al popolo bue per poi fare il male nel privato alla facciaccia di tutti quei fessi che prendeva in giro.
      Voler paragonare questa cosa alle altre non funziona.

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      • Beh, intanto non è salvini che ha compiuto il fatto, è un collaboratore quindi a livello politico è il nulla. Io intendevo che sarà finito come persona pubblica, come successo appunto a marrazzo, che comunque ti ricordo che era presidente di regione, usava l’auto di servizio, si è riciclato ma ha avuto problemi pure a Gerusalemme, quindi…..

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      • Niente, non si riesce per un secondo a stare sul punto e a non buttarla in caciara. Cosa c’entra Marrazzo? La vita di chi ha giudicato? Salvini e Morisi hanno fatto i censori di costumi altrui, anche i censori dei colori della pelle altrui, quindi Salvini c’entra eccome.
        Poi che c’entra l’auto di servizio? Salvini quando era ministro partiva con l’aereo di stato per andare a fare i comizi. E il ministro dell’istruzione leghista? Quello che ogni w end per tornare a casa e prendere l’aereo di stato si inventava un impegno. Ma, poi sul serio vogliamo parlare dei soldi che hanno rubato i leghisti? Ma ripeto, che c’entra?

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      • Salvini, (del quale non mi importa niente perché io sono dalla parte di ZaiaFedrigaCentinaioMarcatoGiorgetti) può continuare (sbagliando) a fare il censore, perché lui non c’entra NULLA, detto questo io mi riferivo solo ad abitudini trasgressive che lasciano l’impronta per sempre

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  6. Rallegrarsi perché l’inquietante Morisi è stato messo alla gogna avrebbe senso se le regole della giustizia fossero state rispettate ma nel caso in questione appare una strategia malefica che poco ha a che fare con la giustizia.
    Morisi può essere la persona peggiore del mondo e certo tra lui e Salvini non hanno reso l’Italia migliore e l’antipatia furiosa che si è sollevata contro di loro da tutta Italia ha le sue giustificazioni ma le modalità della sua crocefissione puzzano troppo di strategia dall’alto per essere accettabili e il rigetto che destano questi due personaggi non ci dovrebbe esimere dal constatare che troppi dubbi nascono dal modo con cui tutta l’operazione di controllo e repressione è stata condotta.
    Dietro questo polverone c’è una mente diabolica, fredda e determinata che non esita a colpire dall’ombra chiunque ostacoli il suo cammino.
    Io non ho paura dei malvagi di piccolo calibro come Morisi o Salvini ma è di questa mentre gelida e spietata che ho paura.

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    • Signora Viviana, strane parole le sue. Se gli eletti in Parlamento, se i capi dei Partiti politici, se i rappresentanti del malaffare, se tutto questo Sistema non fosse cosi’ laboriosamente intento ad acquisire “credibilita’” facendo intendere e dimostrando di essere capaci dl dolo, se si prendessero almeno una pausa, potrei accettarle.

      Ma se vivono nel disprezzo delle leggi dell’eguaglianza, se tramano ed intrallazzano sempre, e sempre, ache la pioggia, allora, e’ sospetta.

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  7. Corollario Malgutti-Perizzi “Sul Parlamento Sovrano” alla Legge di Ortega y Gasset sull’impiego pubblico:

    Cosi’ come un ricco deve sempre guadagnare molto, e poi di piu’, per mantenere il proprio stile di vita, chi occupa posizioni superioiri deve ledere la giustizia ogni giorno per mntenere il proprio livello di corruttela vicino a se’ e chi occupa posizioni inferiori deve anticipare la corruttela per avvicinarsi al livello di potere immediatamente successivo.

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  8. L’operazione “riduci Salvini” sta continuando.
    Ricordo però che prostitute e prostituti ( che a sinistra si chiamano lavoratori/trici del sesso e santificati come “bocche di rosa”) sono maggiorenni, vaccinati e fanno il loro lavoro.
    Quindi se vanno bene per il Parlamento ( ricordo una antica candidatura) vanno bene anche per i festini. Di chiunque.

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    • si se il signore della lega aveva avuto, da piccolo, il “piccolo chimico”
      ed aveva saputo mettere a profitto le lezioni di chimica, allora il materiale liquido trovato
      potrebbe pure esserselo autoprodotto, ma dubito abbia avuto il “piccolo chimico”, e
      visto che la droga non si autoproduce è probabile i rumeni fossero pure il tramite per la fornitura
      del materiale ritrovato, quindi ricadono nel reato di spaccio.
      senza contare che potevano pure essere dell’fsb e quindi mandati da Putin a raccogliere informazioni sensibili
      la famosa trappola di ghb (che n’a volta era miele… i tempi cambiano)

      poteva giocarsi la favola che pensava fosse un liquido refrigerante per i processori dei suoi server
      e che quella quantità serviva per il rabbocco (anche se è un circuito chiuso quindi non serve)
      ma forse gliela hanno trovata prima di quella trovata dalla sorella dell’attrice

      ps
      che livore verso le bocca di rosa, non è che teme le sottraggano l’osso?

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  9. Salvini assolve gente.
    «Non condivido il parere della giustizia, i momenti di terrore possono durare trenta secondi o dodici ore, non posso giudicare gli atti di un altro essere umano, spero di non trovarmi mai in quelle condizioni, perché nessuno è lucido in quei momenti. Né quando spara senza ammazzare, per fortuna, né quando va avanti nelle ore successive, soccorrendo o non soccorrendo». Rileggiamo: «Soccorrendo o non soccorrendo». Così qualche giorno fa Matteo Salvini ha «assolto», dopo essere andato a trovarlo in carcere, il macellaio Walter Onichini, condannato a 4 anni e 11 mesi per avere sparato a un ladro albanese che con uno o due complici era entrato in casa sua e stava andandosene in retromarcia rubandogli la macchina.

    Ha ragione, in momenti come quelli è difficilissimo essere lucidi. È stato scritto e riscritto. Come è stato scritto e riscritto che è insensato che anche il ladro non stia in prigione. Quello che il segretario della «Lega Ex Nord» si rifiuta di ammettere, al punto di dire che non capisce «perché i giudici abbiano fatto questa scelta» e che «bisognerebbe lasciare discrezionalità limitata ai giudici» perché lui «di casi simili ne ha seguiti tanti, sia prima della legge, sia dopo la legge» e c’è sempre stata l’assoluzione, è che il macellaio non è stato condannato a quella pena perché non ha scelto se «soccorrere o non soccorrere» il ferito ma perché lo ha caricato agonizzante (lo dicono le perizie mediche: almeno cento pallettoni nella schiena e fratture varie) nel bagagliaio della sua auto e invece che portarlo all’ospedale o dai carabinieri (mai avvertiti) lo ha scaricato in un fosso d’acqua lungo una stradina secondaria. Di più: ha cercato di nascondere tutto. E negato, negato, negato.

    Per carità, difendere una persona che ha sbagliato può anche fare onore. Salvini, però, prima di saltare su ieri mattina in difesa di Luca Morisi dicendosi «disgustato dalla schifezza mediatica che condanna le persone senza che ci sia un giudice o un tribunale a farlo, prima che sia un giudice a provare qualsiasi cosa», dovrebbe rileggere un po’ delle sue sparate e dei suoi post. Tipo quello del 5 marzo 2019: «Non esiste “modica quantità”: se ti becco a spacciare vai in carcere. Punto».

    G.A. Stella

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  10. Magari fregarsene di quello che dice, fa, twitta … Salvini?
    Temo che coro che lo stanno”sostituendo,” ( Giorgetti, ecc…) non sia o per nulla migliori. So più accorti. Attenzione quindi.

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  11. Qua Lapo è un paggetto al confronto 🙂
    A parte gli scherzi, potrei anche in un momento di benevolenza, considerare che i media siano esageratamente ligi al dovere quando gli fa comodo, cosa vera. In tal caso tuttavia è bene ricordare che questa trappola, l’ha costruita chi ci è finito dentro e ne denucia l’efficacia, chi la usava contro gli avversari.
    E’ giusto puntare il dito sull’uso strumentale dei media, ma non loi può fare chi regolarmente se ne serve.
    Anche la vicenda Grillo e figlio che non c’entra nulla, Salvini la usa e come, tentando sempre di spostare l’attenzione.
    Il figlio di Grillo non è un politico, non ha nessun incarico e appresa la notizia dell’indagine, a parte una vicinanza a Grillo, nessun parlamentare si è permesso di gridare al complotto.
    Salvini come se non bastasse ha costruito parte della propaganda alla lotta alla droga di comodo, cioè contro i negozi legali e non è certo aperto al mondo lgbt. Per cui si scopre prima che il costruttore della sua comunicazione ha un problema di droga, che nessuno avrebbe sottolineato più di tanto se non per i motivi sopra descritti e adesso pure che frequentava un sito di incontri gay.
    Quindi aldilà del reato, se è vero che i media picchiano troppo, è Salvini che ha appesantito il martello.

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  12. viviana:C’è anche la sfiga che colpisce i troppo sicuri.E magari qualche carabiniere “honesto” che va a fondo alla faccenda.Chi può saperlo?

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  13. Ha dimenticato il caso più grave, con due morti tra i personaggi coinvolti: lo spacciatore Cafasso e la transessuale Brenda. Protagonista il Presidente della Regione Lazio e giornalista RAI Pietro Marrazzo, ricattato da quattro carabinieri per le sue frequentazioni con la droga e con prostitute trans. Nonostante la drammaticità del caso, mai completamente risolto, Marrazzo dopo una breve pausa è ancora in RAI, in video ; gli altri “protagonisti” in una tomba, probabilmente assassinati.

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    • Sarebbe interessante sapere anche i carabinieri se sono in galera o no, e come mai Berlusca non è stato condannato per ricettazione visto che sapeva essere oggetto di furto.

      Quanto a Morisi posso solo dire che sembra GOLLUM incrociato con Goebbels.

      IL MIO TESSSOORRROOOOOOOO

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      • A me sembra uno del nome della rosa, quello con Sean Connery non quello recente. Brutto come il debito (cit.).

        P.s, ieri ho sentito testuali parole: che peccato (riferito alla troca), un così bel ragazzo!

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