Michetti chi? E Gualtieri quaquaraquà

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Quando Totò diceva che “ogni limite ha la sua pazienza” evidentemente non poteva immaginare dove sarebbero arrivati tali Michetti e Gualtieri con le loro promesse elettorali. Prima ancora che si aprano le urne, i due candidati di destra e sinistra alla guida di Roma hanno già problemi con i programmi depositati in tribunale. Prendiamo l’ex ministro del Pd, che per risolvere il problema dei rifiuti nella Capitale ieri ha escluso l’autorizzazione di una nuova discarica di servizio.

Peccato che nel piano ufficiale abbia proposto di aprirne due. E che dire del suo concorrente presentato nella pubblicità elettorale con la faccia della Meloni e di Salvini? Michetti chi? – come lo chiamano in giro – scrive nel suo programma che intende realizzare “opere sobrie, realistiche e fattibili, senza ricorrere a eterni grandi piani, virtuali e inattuabili”.

Bene, aspettiamo di leggere il primo programma elettorale al mondo che dica il contrario, ma di quali opere parli, quando si faranno e dove non c’è traccia. Più che un patto con i cittadini, com’è nello spirito della legge, la lista degli impegni di Michetti perciò sembra una burla. Se prendiamo anche qui il decoro urbano, c’è scritto che si investirà (testuale) su nuovi impianti avveniristici di raccolta, stoccaggio e trattamento dei rifiuti. Ma di che genere di impianti parli e dove localizzarli non è mai specificato.

E che dire dei trasporti pubblici, altra croce dei romani, che la Raggi per lo meno ha salvato dal fallimento dopo averla trovata con 1,3 miliardi di debiti accumulati da Rutelli ad Alemanno? I biglietti dell’Atac – l’azienda dei bus urbani – per Michetti saranno venduti con la tecnologia digitale (come?) ma torneranno anche i bigliettai a bordo (chi li paga?), e si assicureranno servizi di qualità (quali?) e margini (quanti?).

Siamo davanti, dunque, a un fiume di banalità, che a differenza dei programmi molto più approfonditi della Raggi e di Calenda tradiscono l’approssimazione con cui i candidati dei partiti apparentemente maggiori si stanno presentando agli elettori. E se ci prendono in giro così ancor prima di votare, una volta chiuse le urne che cosa possiamo attenderci?

5 replies

  1. Marino attacca il Pd: meglio Raggi

    L’ex sindaco contro i dem che candidano chi lo fece cadere: “Lei si è scusata”.

    (di Francesco Ferasin – Il Fatto Quotidiano) – Ignazio Marino non si è dimenticato di chi l’ha fatto fuori nel 2015.
    E tra i sicari che il 30 ottobre firmarono davanti a un notaio – invece che in Aula – la sua cacciata dal Campidoglio e la rivale Virginia Raggi, l’ex sindaco di Roma ha perdonato la seconda.
    Anzi, il lungo post che ieri ha pubblicato su Facebook ha tutto il sapore di un endorsement nei confronti della sindaca uscente.
    “Devo riconoscere – ha scritto – che, inaspettatamente, Virginia Raggi ha voluto pubblicamente chiedere scusa per alcune azioni ingiuste e ingenerose. Credo che si tratti di scuse vere: l’esperienza e la riflessione nella vita portano a valutare se stessi e a maturare. D’altra parte coloro che agirono sottraendo ai Romani il diritto di giudicare non hanno mai avviato un dibattito sulle loro azioni ed, evidentemente, le ritengono irrilevanti se questo non impedisce alle loro coscienze di ricandidarsi”.
    Un pensiero, quello di Marino, arrivato solo all’ultimo: “Sono stato molto combattuto nel decidere se scrivere questa riflessione. Per settimane mi sono chiesto se volevo davvero espormi alle critiche che naturalmente genererà. Alla fine ho deciso di fare ancora una volta ciò che sento giusto e non quello che mi sembra più conveniente”.
    Come convenienza è stata quella dei 26 consiglieri comunali che fecero decadere Marino dalla carica di sindaco, senza però votare la sfiducia, e tra cui ci sono 5 candidati ora in lista con Roberto Gualtieri.
    “Sulla base del mio programma di idee – continua il post – stavo lavorando con mille ostacoli, fino a quando un gruppo di ‘Onorevoli Consiglieri’ ha deciso di tradire quel progetto di trasformazione che avrebbe fatto bene alla città. Un gruppo di persone che non ha neanche avuto il coraggio di votare una sfiducia ma si è rifugiato nello studio di un notaio. È poco serio che il PD candidi adesso quelle stesse persone ad amministrare Roma. Non posso essere silente di fronte a questa ennesima giravolta di chi pensa al potere come un sostantivo e non come un verbo: poter fare, poter cambiare, poter costruire”.
    Alle parole di Marino sono seguite subito quelle di Virginia Raggi. “Caro Ignazio”, ha risposto sui social, “Come te, amo profondamente Roma, la nostra città. E mi trovo d’accordo su diverse delle idee da te proposte. L’esperienza maturata in questi anni mi ha portata a chiederti scusa per alcuni gesti che non rifarei e a poter dire con contezza che da sindaco avevi provato ad avviare un cambiamento che questa città richiede”.

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    • No perlamorediddio Virgi’, che chiedi scusa? Ma mostra coerenza!
      Mo’ i duri e puri te se magnano.
      Fai una bel comizio sul GP adesso, fai un banchetto per raccogliere le firme per il referendum che sarà il meno votato della storia, insomma fai qualcosa! Un minimo devi bilanciare questo scivolone!

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    • Brava Virgì, tanto di cappello per l’onestà intellettuale che hai mostrato così come anche ha mostrato Marino, fatto fuori per aver iniziato ad intaccare gli interessi degli amichetti di Mafia Capitale, e tornato in maniera dignitosa e da gran signore quale è al suo mestiere, dato che a differenza di tanti, lui ne aveva uno..

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  2. Marino Raggi Conte marziani nel mondo della politica arraffona e corrotta.Con Marino ce l’hanno fatta.Speriamo non ce la facciano con Conte e la Raggi

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