L’Estonia, il paese in cui tutto si può fare online

(Ilaria Roncone – giornalettismo.com) – L’Estonia detiene il primato di prima nazione digitale al mondo. Con il 99% delle pratiche e delle attività da svolgere con lo stato che si può fare online, il paese baltico è un banco di prova per la governance virtuale che è arrivato a cercare residenti virtuali. Tutte le informazioni dei cittadini sono contenute nel cloud della nazione digitale Estonia – al quale in Italia stiamo ancora lavorando – e le mille opportunità (che hanno contribuito a far nascere start-up come Wise, Skype e Bolt) il paese le vuole condividere con i cittadini del mondo rendendo possibile la residenza digitale in Estonia.

La facilità con la quale si gestiscono le pratiche nella nazione digitale Estonia

Per registrare una società ci vogliono venti minuti, la nascita di un bambino la segnala l’ospedale e il governo invia ai genitori una mail con il numero identificativo, anche pagare le tasse non richiede più di dieci minuti di tempo. Gestire tutte le pratiche pubbliche è semplicissimo e veloce, tanto che l’Estonia è a tutti gli effetti banco di prova per mostrare al mondo come funziona una nazione completamente digitalizzata.

Tutto questo dipende dalla storia di un paese che ha visto nascere l’Istituto di Cibernetica nel 1960, con Tallinn che è diventata uno dei principali poli informatici sovietici. Nel 1991, dopo l’indipendenza, in un paese in rovina si è scelto – grazie a un gruppo di politici esperti in informatica e ingegneria – di puntare sul digitale e non sull’analogico (come aveva proposto di fare la Finlandia, installando nel paese gratuitamente telefonia analogica). Per prendere la misura basti pensare che gli estoni hanno un’ID digitale dal 2002. Si tratta, praticamente, di vent’anni in anticipo sull’Italia. Il voto digitale in Estonia esiste dal 2005.

Come funziona la residenza digitale in Estonia

La residenza digitale in Estonia – che conta solo 1,3 milioni di abitanti – esiste dal 2014. Si tratta di un sistema tramite cui chiunque, dopo un processo di verifica, può accedere alla piattaforma digitale e utilizzare i servizi per creare società, avere accesso alle banche o al sistema fiscale senza la necessità di trovarsi fisicamente nel paese. «Non si tratta di un passaporto o di un documento che conferisce residenza o diritto di voto – spiega il direttore del programma, Lauri Haav – ma solo di utilizzare le risorse digitali del paese».

Questa digitalizzazione precoce rispetto al resto del mondo ha fatto anche si che l’Estonia diventasse punto avanguardistico per quanto riguarda la cyber security. Come spiega Lavanguardia, il sistema estone di scambio dati – X-Road – non memorizza le informazioni a livello centrale. I singoli server sono collegati tramite percorsi crittografati end-to-end e le informazioni, così, vivono localmente.

Il risultato è che, in caso di attacco hacker, l’infezione tra i vari nodi diventa più difficile. Questo è indubbiamente uno dei punti di forza della diplomazia informatica estone permettendo, tra le altre cose, di collegarsi ad altri paesi – come succede già con la Finlandia -. Attualmente sono 84 mila nel mondo le persone che hanno residenza digitale in Estonia ma il governo mira ad avere 10 milioni di residenti digitali entro il 2025.

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2 replies

  1. Con questo piccolo dettaglio: se sei un non-cittadino della minoranza russa (24,2% della popolazione) o addirittura uno dei 69.000 apolidi (ott. 2020), sei fregato.

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  2. … e si possono ridurre i dipendenti pubblici, lo Stato risparmia ed utilizza i soldi risparmiati per altri servizi o per ridurre le trattenute in busta paga.
    Ed è il motivo per cui la digitalizzazione in Italia langue, i “posti pubblici” ovvero i “posti fissi” sono purtroppo spesso la refurtiva che i politici (tutti o quasi) usano per raccattare voti.

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