Napoli: SOS per arginare i tentativi di suicidio dai ponti

Cosa si aspetta ad installare reti protettive per i ponti a rischio?

            Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari, che già negli anni scorsi, in occasione di gravi episodi verificatisi nell’area collinare, sia sul ponte di Mario Fiore sia su quello di via Pietro Castellino, era intervenuto proponendo l’installazione di reti protettive per scoraggiare i tentativi di suicidio, torna sulla questione a seguito di analoghe vicende registratesi in questi giorni, chiedendo alle autorità preposte cosa si aspetta per installare tali reti protettive per i ponti a rischio nel capoluogo partenopeo.

            “ In passato addirittura si arrivo a proporre  il presidio dei ponti a rischio in città da parte delle forze dell’ordine, 24 ore su 24, la qual cosa avrebbe comportato un notevole dispendio di uomini e mezzi – ricorda Capodanno -. Di certo non si risolve il problema con le oramai consuete disquisizioni sociologiche sulle motivazioni di questi gesti da parte di chi poi non fa nulla per porre rimedio a presunti disagi sociali che sarebbero alla base di eventi che peraltro, specialmente nel periodo estivo, si verificano in tutto il mondo, e la cui analisi è molto più complessa di quanto si possa immaginare “.

            “ Reputo invece sottolinea Capodanno – che i gravi episodi occorsi di recente, segnatamente nell’area collinare del capoluogo partenopeo, peraltro non nuovi, che hanno riguardato alcuni ponti posti sulle pubbliche vie  impongano invece  una seria riflessione, rimanendo nel campo prettamente tecnico operativo, finalizzata ad adottare, in tempi rapidi, soluzioni, già peraltro sperimentate, per tentare di arginare il fenomeno “.

            “ Tempo addietro – sottolinea Capodanno – lo stesso problema esisteva pure, rimanendo in Italia, per il ponte di Ariccia, diventato tristemente famoso come “ponte dei suicidi”. Poi diversi anni fa, per frenare il fenomeno, fu deciso di porre lungo tutto il ponte su ambedue i lati delle reti protettive che, stando alle statistiche, hanno certamente contribuito a scoraggiare i fenomeni di autolesionismo “.

            “ Ritengo – conclude Capodanno -, anche alla luce di questa esperienza, che peraltro mutua analoghi accorgimenti assunti in altre parti del mondo per scoraggiare il fenomeno dei tentativi di suicidio attuati lasciandosi cadere da manufatti quali ponti o edifici pubblici, che la spesa da sostenere sia ampiamente ricompensata dalla concreta possibilità di salvare tante vite umane. Per questo sollecito le autorità competenti per l’adozione in tempi brevi di tutti i provvedimenti necessari ai fini dell’immediata installazione di tali reti, partendo da quei ponti che, in base alle esperienze pregresse, rispetto alla problematica esaminata, risultano essere più a rischio “.

5 replies

  1. no, le reti le han messe per trattenere gli amministratori, quando la gente perderà la pazienza. oppure per trattenere le auto quando il ponte farà come il morandi. magari per rallentare i maiali paracadutisti dalle due alle 4 del pomeriggio. mi vien da piangere perchè non so se riuscirete a capirmi…

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  2. Qualcuno deve spiegarmi come possano funzionare: il suicida-to-be salta, cade sulla rete e resta lì ad aspettare i soccorsi? Non gli viene in mente di arrampicarsi fino alla fine della rete e saltare una seconda volta, stavolta nel vuoto?

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  3. Le reti ai lati dei viadotti possono impedirmi di buttarmi dal 4° piano di un edificio, o da altra altura?
    Se mi precludete la possibilità di spiaccicarmi al suolo da un viadotto, lo farò al Pincio di Domenica, per la gioia di bimbi, turisti e passanti.

    Ci deve essere qurcuno che ce magna, co’ ste reti.
    Ci negano ciò che è INDISPENSABILE e ci propongono ‘ste strunzate!

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