Le sanzioni erano state revocate solo qualche giorno fa

(repubblica.it) – Gli Stati Uniti hanno reintrodotto le sanzioni contro Francesca Albanese, esperta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi che ha duramente criticato Israele, dopo che una corte d’appello ha annullato un precedente provvedimento che vietava tale azione.
Un avviso pubblicato sul sito web del Dipartimento del Tesoro ha reso noto che è stata reintrodotta la designazione di Albanese nell’elenco delle sanzioni, inserendola in una lista nera a livello globale che le impedisce di utilizzare le principali carte di credito o di effettuare transazioni bancarie. Albanese, cittadina italiana, è stata una critica implacabile del trattamento riservato da Israele ai palestinesi nel suo ruolo di relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.
La mossa del Tesoro statunitense è arrivata dopo che venerdì una corte d’appello ha emesso una sospensione amministrativa su una precedente sentenza mentre il tribunale valuta il merito del caso. Il caso è stato intentato dal marito di Albanese, Massimiliano Cali, per conto del loro figlio, cittadino statunitense ancora minorenne. Albanese è stata in prima linea nell’accusare Israele di aver compiuto un genocidio a Gaza nella sua devastante campagna militare dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio, annunciando le sanzioni contro di lei nel luglio dello scorso anno, ha affermato che la donna ha “diffuso un antisemitismo sfacciato, espresso sostegno al terrorismo e aperto disprezzo per gli Stati Uniti, Israele e l’Occidente”. Albanese nega le accuse di antisemitismo, mosse anche da Israele.
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