A destra tristi giochi di potere

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Giochi di potere sulla pelle dei cittadini. Prima la guerra al Green Pass di Salvini, Meloni e imbonitori vari in cerca di visibilità, disposti a rallentare l’uscita dalla pandemia pur di accaparrarsi i voti di quel 20% di italiani spaventati dai vaccini. Ora lo scontro tutto dentro la Lega tra il segretario e il suo numero due, Giancarlo Giorgetti, che ieri ha riconosciuto l’utilità del certificato verde e di conseguenza la strumentalità di una battaglia che ha diviso il Paese e frenato la campagna vaccinale.

Ci fosse in giro un po’ di decenza, Salvini non potrebbe che trarne le conseguenze: sconfessare il suo ministro oppure dimettersi. La terza via, quella di contarsi in un congresso, è infatti scivolosa. I governatori, gli amministratori, i medici e tante persone di buonsenso che stanno nel Carroccio non possono più negare l’irresponsabilità di un leader che agita le piazze mentre muoiono ancora decine di persone. Dunque, se si arrivasse alla conta nel partito nulla è scontato. Di tutte queste belle cose, però, agli italiani interessa niente.

Quello che ci si aspetta dalla politica è risolvere i problemi, e serietà nell’affrontarli, non slogan imbroglioni o la caccia alle poltrone. Perciò le battaglie interne alla Lega o la pretestuosa resistenza al Green Pass sono indecorosi quanto le accuse alla Lamorgese per tenere vivo il terrore degli immigrati , storicamente argomento acchiappa consensi delle destre, o fantasticare di irrealizzabili blocchi navali come fa la Meloni, a meno che non si pensi davvero di comprare migliaia di corazzate (le coste italiane sono lunghe) e poi sparare sui barchini.

9 replies

  1. Bollette, un’altra stangata e il governo non sa che fare

    Allarme. Cingolani: “Rincari in autunno fino al 40%”. Colpa di gas e quote CO2. A luglio spesi 1,2 mld (compresi i soldi dei parchi) per frenare il maxi-aumento
    (di Patrizia De Rubertis – Il Fatto Quotidiano) – La prudenza riservata da settimane all’imminente stangata sulle bollette di luce e gas da parte del governo, alla disperata ricerca dell’ennesima soluzione tampone e dei soldi per attuarla, è stata spazzata via ieri pomeriggio da un’improvvida dichiarazione del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, durante un convegno organizzato dalla Cgil. “Lo scorso trimestre – ha detto – la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenta del 40%, queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle”.
    Le cose le ha dette sì, ma peccato che non le abbia ancora affrontate anche se ha poi aggiunto che “il governo è impegnato per la mitigazione dei costi delle bollette”. Che i rincari in vista del consueto aggiornamento trimestrale di ottobre da parte dell’Arera (l’Autorità di luce, acqua e gas guidata da Stefano Besseghini), destinato alle 13 milioni di famiglie che si trovano nel mercato tutelato, fossero consistenti era ben noto dall’inizio dell’estate.
    Il rialzo delle materie prime legato alla ripresa economica, la riduzione delle forniture di gas dalla Russia e l’escalation senza precedenti dei prezzi delle quote di CO2 (cioè i permessi che i produttori di energia sono costretti a comprare per compensare le emissioni, scaricando poi i costi in bolletta) restano tra i principali fattori che porteranno dal 1º ottobre un nuovo rialzo a due cifre delle bollette elettriche e del gas.
    Si tratta esattamente dello stesso boom dei prezzi delle materie prime che già a luglio ha fatto schizzare le tariffe di luce e metano. Solo grazie a un intervento in extremis, arrivato il 30 giugno, è stata evitata la stangata. Il governo ha stanziato 1,2 miliardi per ridurre i mega-rincari delle bollette (fino al 20%, poi limati a +15,3% per il metano e +9,9% per l’elettricità) con una parte dei fondi arrivata persino dal programma Parchi per il Clima (350 milioni di euro).
    Un controsenso logico spiegato solo dall’urgenza di racimolare risorse in attesa di ripianare l’ammanco e, soprattutto, di mettere in campo soluzioni immediate contro i successivi rincari in bolletta. Ma da allora il governo ha solo annunciato di correre ai ripari: non è stato mai messo sul tavolo un piano B alternativo alla mitigazione delle bollette grazie a risorse che, come nel gioco delle tre carte, vengono spostate all’ultimo momento da una voce di destinazione a un’altra. La soluzione inevitabile che verrà adottata anche questa volta dal governo. Anche perché, secondo l’Unione nazionale consumatori, senza un correttivo in corsa, sulle famiglie si scaricherebbe una stangata di 247 euro.
    Le stime record riportate dal ministro Cingolani sembrano comunque andare oltre le più cupe previsioni. Tra i corridoi dei palazzi circola un’insistente voce secondo la quale il ministro avrebbe fornito l’aumento della materia prima e non quello della bolletta finale per il consumatore. Mentre per Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, è la bolletta del gas che tra due settimane potrebbe lievitare del 40%, mentre quella della luce dovrebbe fermarsi al +30%.
    Colpa della quotazione del gas che è raddoppiata negli ultimi 6 mesi. La sua domanda è infatti esplosa soprattutto in Asia dove, ha spiegato la Commissione europea nell’ultimo rapporto trimestrale sull’energia, da inizio 2021 si sta facendo incetta di gas naturale liquido (Gnl) per sostituire il carbone per la produzione di energia, riducendo così la fornitura europea e facendo schizzare i prezzi.
    Un valzer di voci che, comunque, non negano la drammaticità della situazione. Negli scorsi giorni il ministro Cingolani, intervistato da Sky tg24, ha spiegato che sul fronte bollette “non si può andare a tamponare ogni trimestre, bisogna fare qualcosa di strutturale”. Sì, ma cosa?
    Una serie di interventi, “qualcosa che deve rimanere, anche a livello fiscale”. Che tradotto equivale a dire che verrebbe sterilizzata l’Iva o spostati gli oneri generali di sistema (cioè tutti quei balzelli caricati sulle bollette), che valgono 14 miliardi all’anno, sulla fiscalità generale.
    Quindi solo interventi di prospettiva che hanno bisogno di tempo per essere attuati e per evitare così il prossimo aumento di gennaio, che tanto ci sarà. A ricordare al ministro Cingolani un’altra strada per limitare l’impatto dei rincari è Carlo Tamburi, direttore del gruppo ENEL: accelerare lo sviluppo delle rinnovabili.

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  2. Infinito Gaetano!! Questi veramente sparerebbero sui barchini..un paio d’anni fa (non c’era ancora il covid) parlando con una persona che votava Lega mi ha detto che per fermare l’immigrazione avrebbe messo parole testuali “un cannone ogni 50 metri di costa”…rendiamoci conto del livello

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  3. Il rialzo delle materie prime legato alla ripresa economica…
    cretinata piu’ grande da spacciare, non v’era?
    le materie prime rincarano perchè noi non abbiamo potere contrattuale, essendo diminuiti i consumi causa smantellamento industriale.
    siamo i clienti pezzenti in cerca di saldi.
    ovvio che ci strozzino.

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  4. Finalmente si accorge delle “indecorose accuse alla Lamorgese per tenere vivo il terrore degli immigrati”. Invece le indecorose accuse a Toninelli, a Speranza e all’Azzolina sono sfuggite per una svista, una disattenzione in buona fede, vero?

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  5. Richiesta di aiuto…
    ricevo un sacco di email da infosannio (notifiche di articoli nuovi, di commenti, etc)
    come faccio a disabilitarle?

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