Si riparte…

(Dott. Paolo Caruso) – Nonostante le grosse difficoltà, vuoi per il persistere dell’emergenza covid, vuoi per le nuove regole a tutela della salute del personale e degli stessi studenti, la scuola riparte. Oggi 4 milioni di studenti faranno il proprio ingresso in aula nelle diverse regioni d’Italia, riprendendo così quel filo spezzatosi lo scorso anno con l’interruzione delle lezioni in presenza causa la gravità dei contagi, le solite carenze strutturali degli edifici scolastici e le condizioni rischiose del trasporto pubblico locale. Ripercussioni non indifferenti che ancora adesso investono il pianeta scuola e tutto quello che ruota intorno ad esso, la sua organizzazione e il trasporto pubblico locale. E’ proprio su questi due assi portanti che ruota il complesso e variegato mondo della scuola. Molto è stato fatto, ma il cammino da percorrere è ancora lungo e richiede che gli organi competenti con uno sforzo congiunto possano celermente e con estremo rigore risolvere i tanti problemi che da troppi anni assillano il mondo dell’istruzione pubblica. Le condizioni socio economiche e una politica instabile hanno influito pesantemente sui tanti disguidi e ritardi nell’operazione scuola e trasporto sicuri , e di certo non potevano non mancare i soliti problemi inerenti i diversi modi di concepire sicurezza e  riapertura delle scuole in presenza. La circolazione del virus nonostante una buona percentuale di vaccinati è ancora intensa, le vaccinazioni del resto in queste ultime settimane hanno subito uno stallo, ma continuare a tergiversare sulla ripresa delle lezioni sarebbe stato oltremodo dannoso e non più procrastinabile. L’istituto superiore di sanità ribadisce ancora una volta quanto necessaria ed indispensabile per ridurre il rischio contagio sia il sottoporsi a vaccinazione per il personale docente e non, e anche per gli studenti, rispettando comunque in maniera rigorosa le regole, distanziamento e mascherine. Anche il problema del trasporto pubblico locale dovrebbe già in gran parte essere stato risolto dalle regioni visto l’ulteriore stanziamento economico da parte dello stato, e inoltre la diversificazione e le modalità degli orari di ingresso nei vari istituti lo renderebbe più fruibile a tutela degli stessi passeggeri. Del resto la scuola, intesa come luogo dispensatore di cultura e di socializzazione, e anche potente ascensore sociale, deve riprendere con i suoi attori protagonisti la scena, infatti ogni ulteriore ritardo e rinvio non è più consentito. La chiusura prolungata della scuola, causa pandemia, come nel precedente anno scolastico, sostituita a lungo dalla didattica a distanza (DAD) ha favorito la dispersione scolastica, la devianza di tanti giovani che è sfociata spesso nella violenza urbana e che in parte nelle anonime periferie delle nostre città ha prestato il fianco alle organizzazioni malavitose. In questo rientro a scuola comunque pesano tante ombre e regole ancora non del tutto chiare, lasciando spesso all’improvvisazione o nella migliore delle ipotesi alle scelte oculate dei dirigenti scolastici la loro attuazione. Il green pass insieme all’uso delle mascherine e al rispetto delle distanze rappresenta uno strumento fondamentale per la ripresa delle lezioni in sicurezza a tutela di tutto il personale scolastico e degli stessi studenti, che potranno così far tornare a rivivere la scuola. La riapertura della scuola rappresenta un momento di estrema importanza per la società italiana, una luce di speranza per i nostri giovani dopo il buio dei lunghi mesi di pandemia. Basteranno poche regole soprattuto chiare per dare serenità e sicurezza ad un nuovo anno che sta per iniziare. E’ inutile perdersi nei meandri della burocrazia, destreggiarsi in equilibrismi più o meno interessati, che proprio in questo particolare momento non servono a nessuno, ma che risultano soltanto deleteri e di ostacolo al buon esito del progetto scuola. Il decentramento decisionale e l’autonomia delle regioni date dall’articolo 5 devono dare nuovi stimoli e nuove pulsioni a quelle direttive che vengono dall’organo centrale, tralasciando la conflittualità che fu deleteria nel precedente governo. L’augurio sincero è che la DAD sia solo un triste ricordo del passato e che grazie alla sensibilità e alla saggezza di tutti non abbia più ragione di ripetersi.