Alessandro Di Battista: “In bocca al lupo Virgì!”

(Alessandro Di Battista) – Ho lasciato il Movimento 5 Stelle e ogni giorno che passa (ahimè) trovo conferme della bontà di tale scelta. Questo tuttavia non mi impedisce di sostenere Virginia Raggi. E non solo perché le voglio un gran bene. Io mi sentirei tutelato, da romano, nel vederla eletta nuovamente sindaco. Credo che meriti la possibilità di terminare una serie di progetti avviati, di risolvere questioni oggettivamente non ancora risolte, di proseguire nel risanamento “morale” della nostra città. Se la pazienza è la virtù dei forti la memoria dovrebbe esserlo dei liberi. Ecco, per essere davvero liberi dobbiamo coltivarla la memoria. E allora pensiamo a Roma qualche anno fa. Non diamo per scontato ciò che per anni era un sogno, ovvero appalti regolari, un capillare rifacimento delle strade, una lotta in favore della legalità senza precedenti.

Nell’agosto del 2015 si svolsero a Roma i funerali di Vittorio Casamonica, uno dei boss principali del clan omonimo. Ve li ricordate? Ne parlò mezza Europa. Cavalli, carrozze, rolls royce, la musica del “Padrino” come sottofondo. I Casamonica apparvero i padroni della città. Il Prefetto di Roma Gabrielli disse: “non eravamo informati”. Neppure avevano informato le autorità. Sono passati 6 anni (non un secolo) da allora. Oggi la sindaca di Roma è sotto scorta anche per aver fatto abbattere le villette abusive di tale clan. E ancora. Ci pensate mai a quell’immensa struttura di ferro chiamata la vela di Calatrava? In tanti l’hanno dimenticata, eppure è sempre lì, visibile da ogni altura della città. Si tratta di un complesso che doveva assomigliare alla pinna di uno squalo ma che dai pescecani ha ereditato solo la voracità. Di denaro pubblico, ovviamente. E’ un’opera che ci è costata 400 milioni di euro ed è un deserto.

Ora ditemi, al netto delle legittime critiche che si possono fare sul lavoro dell’amministrazione Raggi, qual è l’opera che ha realizzato Virginia che ha rappresentato una sperpero di denaro pubblico? Qual è l’intervento che ha prodotto debito o mazzette? Qual è stato un esempio di illegalità o di immoralità?

Roma, anni fa, nel mondo, era questo. Illegalità, debito fuori controllo (quelli bravi alla Veltroni o alla Alemanno hanno lasciato 13 miliardi di euro di debiti), corruzione capitale, arresti, appalti dati con disinvoltura, faraoniche opere mai terminate, Ostia in mano alle cosche. Abbiamo dimenticato tutto questo? L’incredibile campagna di delegittimazione (anche e soprattutto sul piano personale) subita da Virginia ci ha fatto dimenticare tutto questo? A me no. Io non dimentico. Sostengo una donna forte e per bene e lo faccio senza alcun interesse a parte quello di essere cittadino di Roma. Non sono iscritto a partiti politici, non cerco alcun incarico, non campo di politica. Semplicemente vedo, conosco e ricordo. In bocca al lupo Virgì!

14 replies

  1. Jonny Dio,
    ci sei? Senti, che ne dici di studiare un modo per facilitare il blog? Loro pubblicano gli articoli sotto altri articoli che pure meritano (alcuni eh, non tutti) di essere commentati. TI viene in mente un suggerimento?
    L’altra volta, quando non pubblicarono Travaglio per alcuni giorni, rammento che proponesti qualcosa in proposito: ti ricordi?

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  2. Carissimo, ha descritto con estrema esattezza i motivi per cui Virgì difficilmente sarà rieletta, credo che avranno la meglio i malagò, i cementir, i rinuciatari dell’Africa, i fratelli cialdiniani, e anche i Tottisti.
    Amenoche i Romani Romani si rammentino Trilussa. In bocca alla Lupa.

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  3. Virginia, una donna forte, onesta anche intellettualmente, ma sola in mezzo a tanti lupi famelici. Coraggio ne hai tanto da vendere, ma ora tocca ai Romani saper scegliere………

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  4. Alessandro cerca dare un senso alla sua scelta, Virginia è invece un mito assoluto anche per chi non è di Roma. Non si era mai visto un sindaco uomo attaccato e denigrato come hanno fatto con lei (fin da subito).

    Romani svegliatevi! Avete una donna preziosa come sindaco! 🤩🌟🤩

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  5. La riconferma di V. Raggi, fa e fara’ bene a tutte le Persone perbene del Paese. La speranza di un mondo migliore non deve cessare. Virginia Raggi , grazie.

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  6. La Raggi nel confronto con Gualtieri al fatto quotidiano quando ha parlato degli accoltellati di marino diveva fare i nomi come poi ha fatto in un articolo il fatto(scusate la ripetizione).Sarebbe stata più incisiva

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  7. Dibba e Virginia incarnano meglio di chiunque altro lo spirito originario del Movimento, innovazione, pragmatismo, correttezza, amore per il paese e sostegno ai più deboli. Io spero che i Romani si renderanno conto dei titanici sforzi di questa donna formidabile per sottrarre Roma dalle ondate di corruzione che sono consustanziali alla vita della città. Se no, ben venuti nel 3* mondo, coglioni

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    • Egregio Bugsyn, i Romani non sono diversi dagli altri Italiani. Quasi il 50% degli elettori NON vota. Nel rimanente, il concetto di onestà è, per molti, ben preciso e dettagliato. Per moltissimi, variabile e vago. Inoltre, C.Raggi ha toccato oppure ostacolato interessi cristallizzati da decenni: costruttori, banche ( non fanno più prestiti), fornitori ( i copertoni dei bus Atac si pagano al prezzo giusto e non 5 volte di più come prima), mafiosi e banditi vari, pseudoasfaltatori di strade, venditori ambulanti di merci a peso d’oro, una burocrazia che finalmente, chiude il bilancio al 31.12.dell’anno, tutta la lobby ( operatori, privati, politici) che sguazza nella” monnezza”. Questa gente, con le famiglie, non la ama e non la vota. Poi, ci sono i talebani ideologici, i bastian contrari per principio.
      Io la voterò, e sono contento che non si presenti sotto il simbolo m5s, infangato e demolito da Grillo suicida e tradito dai parlamentari che hanno accettato il governo dei Magliari. È come se Mazzini e Garibaldi avessero fatto accordi con Metternich o con lo zar Nicola I.

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  8. Per intendere il basso livello culturale, politico e morale a cui siamo arrivati (e a cui non ci rassegnereno mai) ci propinano il seguente messsggio: una come la Raggi no a Roma, uno come Silvio B. si al Quirinale. Che decidano i romani con le loro teste.

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