La destra che bastona i poveri

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Quando Salvini apre sul nucleare mi sento sollevato, perché ho il sospetto che l’energia atomica non sia il suo forte, e con chi è solito parlare di cose che non conosce è sempre meglio fare l’opposto, che di sicuro si sbaglia meno. D’altra parte, se si esclude la bandiera, di Green la Lega ha poco e niente, mentre parlare a vanvera è lo stile del Carroccio, senza eccezione per chi sta marcando più di tutti la distanza dal segretario. Prendiamo il ministro dello Sviluppo economico, Giorgetti, che di lavoro qualcosa dovrebbe aver studiato. Più per smentire il suo leader di partito (contrario al Reddito di cittadinanza) che per puntellare Draghi, invece favorevole (se no perde i voti dei 5 Stelle in Parlamento) il ministro ha sganciato l’idea del Lavoro di cittadinanza.

Così con una sciocchezza sola ha rivelato che: 1) se questo è l’avversario migliore allora Salvini dorma tranquillo, 2) non sa che più di due milioni di percettori del Reddito di cittadinanza sono anziani o inabili al lavoro, 3) la misura voluta dai 5S serve a bloccare lo sfruttamento di chi prima doveva accettare qualunque salario, anche minimo, mentre costringere chi prende il sussidio (in media 256 euro) a lavorare come chi percepisce uno stipendio vero innesca una concorrenza sleale, rendendo non competitivo a livello salariale chi è assunto regolarmente. Per questo si sono previste delle piccole collaborazioni, che molti percettori del Reddito di cittadinanza sono ben felici di fare, ma non il Lavoro di cittadinanza, che tradotto dal celtico leghista all’italiano significa poveri cornuti. E pure mazziati.

12 replies

  1. Draghi ordina, Salvini si piega: adesso più green pass per tutti
    (di Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano) – Il cul de sac è evidente anche ai suoi fedelissimi: “Come si muove, Matteo prende sberle”.
    Così è stato giovedì scorso quando il presidente del Consiglio, Mario Draghi, per reagire al voto contrario della Lega in commissione sul Green pass, ha rilanciato sull’estensione del certificato verde e sull’obbligo vaccinale, e così sarà nei prossimi giorni quando Matteo Salvini dovrà ingoiare anche l’estensione del pass per i lavoratori.
    A spiegarglielo sarà Draghi in persona nelle prossime ore a Palazzo Chigi: “Sul Green pass non sono ammessi scherzi” è la linea del premier. E Salvini dovrà accettarlo. Il leader della Lega dunque è isolato e, dicono, sempre più nervoso. Perché sulle misure anti-pandemia alla fine si piegherà alla volontà del premier e alle altre forze di maggioranza che stanno appoggiando in toto la linea di Draghi: tra oggi e domani arriverà il voto alla Camera sul decreto che ha introdotto il Green pass e la Lega sarà costretta a dire “sì” – fiducia o non fiducia – rimangiandosi il voto in commissione per abolirlo; poi in cabina di regia i leghisti appoggeranno anche l’estensione del certificato verde per i dipendenti pubblici. Ipotesi che fino a qualche giorno fa Salvini vedeva come fumo negli occhi. E invece, su pressione dei governatori del nord e dei governisti guidati da Giancarlo Giorgetti, il segretario dovrà cambiare idea.
    Lo ha spiegato ieri proprio il ministro dello Sviluppo Economico che prevede “un’estensione del Green pass” per i lavoratori perché il certificato deve essere “uno strumento di sicurezza nei luoghi affollati”. D’accordo Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia: “Il certificato serve per migliorare la nostra vita”.
    Ma Salvini ha grossi problemi anche fuori dal governo. L’altro incubo è quello delle prossime amministrative che potrebbero segnare non solo una pesante sconfitta nelle grandi città ma anche il sorpasso di Fratelli d’Italia nel voto di lista.
    E i sondaggi che girano a via Bellerio non sono rassicuranti: secondo le ultime rilevazioni FdI triplicherebbe la Lega a Roma (20 a 7%), la doppierebbe in Calabria (16 a 8%) e i due partiti sarebbero appaiati intorno al 10-11% a Milano e Napoli. Il sorpasso nel capoluogo lombardo, spinto dalla candidatura di Vittorio Feltri con Giorgia Meloni, sarebbe una batosta pesante per Salvini, perché Milano è la sua città natale e considerata un luogo simbolo del Carroccio. Per questo ieri pomeriggio Salvini ha convocato la segreteria federale e ha dato la sveglia ai suoi: “Bisogna fare una campagna pancia a terra a Roma, Milano e Napoli – ha detto – io farò 80 comizi in un mese”.
    Ma l’isolamento e le sberle ricevute negli ultimi giorni stanno portando Salvini ad aprire sempre nuovi fronti nel governo: l’abolizione del Reddito di cittadinanza, gli attacchi alla ministra Lamorgese sugli sbarchi, la battaglia su Quota 100 e l’appoggio a Roberto Cingolani sul ritorno al nucleare. Un modo per mettere pressione su Draghi. “Ma così Salvini spara a salve – attacca un ministro – perché non può permettersi di lasciare l’esecutivo con tutti i soldi del Pnrr”.
    Il primo test arriverà oggi sul voto alla Camera. Ieri la Lega ha chiesto in una riunione di maggioranza di non mettere la fiducia ma allo stesso tempo ha deciso di non ritirare i 5 emendamenti che chiedono di eliminare l’obbligo del pass per gli under 12, di introdurre i test salivari e il risarcimento danni da vaccino. Che, se aggiunti ai 10 di FdI, potrebbero mettere in crisi la maggioranza nei voti segreti. Draghi deciderà se mettere o meno la fiducia ma se non lo farà la norma passerà con il voto della Lega.
    Poi arriverà il decreto per estendere il pass: la cabina di regia non è stata ancora convocata e potrebbe slittare alla prossima settimana.
    Ma, nel giorno in cui Roberto Speranza annuncia la terza dose da fine settembre e l’estensione “a breve” del pass, il governo vuole introdurre l’obbligo del certificato per i lavoratori da ottobre, dando 15 giorni di tempo ai non vaccinati per fare la prima dose: riguarderà i dipendenti pubblici e quelli di ristoranti, bar, palestre e mezzi pubblici. Per questo ieri Draghi ha ricevuto a Palazzo Chigi il segretario della Cgil Maurizio Landini e in serata i sindacati hanno visto i vertici di Confindustria per parlare del tema. Ma la strada ormai è tracciata.

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  2. Fantastico Gaetano!! I poveracci come minimo devono essere cornuti e mazziati, mentre loro a pancia all’aria si godono i lauti stipendiotti

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  3. Certo che il cazzaro verde non perde occasione di rendersi ridicolo, se non dovesse essere rieletto troverà sempre un circo equestre che lo assumerebbe come pagliaccio.
    O al limite potra chiedere a gigino se lo vuole come socio al san paolo a vendere pop corn, uno urla e spara caxxate l’altro inchiappetta con garbo e gravatta.

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  4. Ma in tutto questo, ma quel genio di Mimmo Parisi che fine ha fatto?
    Si, quello del portale magico che crea lavoro.
    All’Anpal pare che non ne abbiano più traccia.
    Eh ma in America era un’altra storia…

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    • Le brioches sono finite da un pezzo, e poi il gelato raffredda il cervello, oggigiorno meno si pensa e meglio é ler chi ci comanda

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