Riforma catasto, è rischio stangata. Tasse sulla casa su anche del 300%

Casa e catasto, Milano in testa nella classifica dell’aumento delle tasse

(Gino Pagliuca . corriere.it) – Un adeguamento dei valori del catasto a quelli di mercato porterebbe in media a Milano a un aumento dell’Imu, ad aliquote costanti, del 174 per cento, a Roma del 56 per cento, a Napoli del 108 per cento e a Torino del 46 per cento. Sono dati che si ottengono mettendo a confronto i valori medi a metro quadrato ricavati dalla banche dati catastali dell’Agenzia delle Entrate e quelli sui prezzi di vendita effettivi calcolati sempre dalle Entrate. Molto più rilevante sarebbe l’aumento (addirittura il 299 per cento a Milano) se invece che l’Imu si considerasse l’imposta di registro che grava sull’acquisto della prima casa, visto che si parte da una base imponibile più bassa (il coefficiente moltiplicatore delle rendite originarie è 168 per l’Imu e 115,5 per il registro).

La tabella e le tasse potenziali sulla casa a Roma e Milano

Nella tabella di questa pagina presentiamo i dati di confronto sui 19 capoluoghi di regione più Trento e Bolzano, le due città che, per via del peculiare sistema catastale adottato (il cosiddetto «tavolare»), hanno il maggiore gap tra estimi e mercato; oltre ai dati medi, abbiamo anche confrontato estimi e valori di mercato di due immobili reali, uno nei pressi di piazzale Libia a Milano il secondo a viale di Trastevere a Roma. Per l’appartamento milanese la differenza di imposte (sempre ad aliquote costanti) sarebbe del 162 per cento per l’Imu e del 281 per cento per il registro. La casa nella Capitale invece pagherebbe il doppio di Imu e il 235 per cento in più per l’imposta di registro. La tabella sarebbe un esercizio puramente teorico se non fosse che si sta tornando a parlare di revisione dei valori imponibili degli immobili. Lo ha fatto il Mef a cavallo di Ferragosto con l’atto di indirizzo alle amministrazioni fiscali per il triennio 2021-2023. Nel documento si indica come obiettivo «il costante aggiornamento dell’anagrafe immobiliare integrata per associare a ogni immobile posizione geografica, caratteristiche geometriche, quotazioni di riferimento della zona e soggetti titolari di diritti e quote».

Riforma del catasto, cosa succederà?

Questo significa che in attesa della mitologica riforma del catasto, con la revisione degli estimi e l’adeguamento ai valori del mercato annunciata la prima volta da Romano Prodi nel suo primo governo e poi puntualmente arenatasi a ogni legislatura, si potrà nel frattempo fare cassa procedendo a interventi mirati che avranno come risultato quello di un inevitabile aumento delle imposte per chi sarà oggetto della revisione. E questo evitando formalmente di smentire la solenne promessa che ha sempre accompagnato ogni progetto di riforma generale, e cioè quella, in realtà impossibile da mantenere, dell’invarianza di gettito per le casse pubbliche.

Tasse sulla casa, i due strumenti a disposizione dell’Agenzia: cosa sono Omi e Sit

L’Agenzia delle Entrate ora dispone di due strumenti per dare una valutazione di ogni immobile sul territorio nazionale decisamente più credibile di quella che deriva dal classamento attuale degli immobili e dai loro estimi, che nella stragrande maggioranza dei casi sono ancora i valori indicativi delle locazioni applicati negli anni ‘80 per l’equo canone.
Il primo strumento, avviato lo scorso febbraio, è il Sit, una piattaforma che raccoglie tutti i dati (anche fotografici) disponibili sugli immobili.

Il secondo è l’Omi, osservatorio del mercato immobiliare, aggiornato ogni sei mesi e che presenta le quotazioni immobiliari di tutti i comuni italiani suddivisi in microzone (più o meno) omogenee.
Un sistema per aumentare le imposte senza toccare formalmente gli estimi potrebbe essere quello di cambiare categoria e classe agli immobili proprio sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia.

Omi e Sit: qualche numero per rendere l’idea

Ma come funzionerebbero questi due strumenti in mano all’Agenzia? Qualche numero per rendere l’idea. Milano è suddivisa oggi in 41 microzone ma per gli estimi si fa ancora riferimento alle vecchie zone censuarie, che sono solo tre. Il semicentro cittadino appartiene quasi tutto alla vecchia zona 2. Se un appartamento oggi classificato come A3 (abitazione economica) classe 3 passasse a seguito di revisione alla classe 5 vedrebbe aumentare di colpo il suo valore fiscale del 40 per cento circa; se fosse classificato come A2 classe 5 l’aumento sarebbe di quasi l’80 per cento. Analogamente a Roma un immobile ai Parioli, zona censuaria 2, passando da A3 classe 2 alla classe 4 registrerebbe un incremento di imponibile del 40 per cento, passando in A2 classe 4 l’aumento sarebbe di circa il 90 per cento.

I centri storici e la revisione degli estimi catastali

Nei centri storici di Milano e di Roma negli anni scorsi si è già operato una revisione radicale delle classificazioni e le possibilità di una stretta generalizzata appare minore anche se i valori fiscali rimangono molto lontani da quelli reali.
A Milano ad esempio l’estimo più alto in città per una delle rare case di lusso classificate come A1 classe 5 in centro equivale a circa 8.000 euro al metro ai fini Imu; stiamo però parlando di immobili che oggi vengono venduti a circa il doppio.
Nei centri più piccoli e soprattutto nelle località di villeggiatura a correre i rischi potrebbero essere soprattutto le case indipendenti classificate originariamente come A7 ma che in realtà sono ville (A8). Tra l’altro in questi casi se l’adeguamento della classificazione avvenisse a seguito di ampliamenti che costituiscono abuso edilizio e l’Agenzia è in grado di dimostrare con i rilievi fotografici presenti nel Sit l’aumento delle imposte potrebbe anche essere il minore dei problemi.

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4 replies

  1. i cretini han abboccato alla truffa di stato del 110%. adesso piangano se stessi e la loro scemenza. qualcuno cercava di convincermi ad emularmi, dicendo che avrei guadagnato dei soldi ed ero stupido a non approfittarne. ma come si fa a credere a simili delinquenti… come quelli che credono ai vaccini, gratis , a spese dello stato. questo stato, poi, dove ti tassano anche l’aria. è ovvio che son un’eutanasia di stato.tanti vaccinati son pieni di infezioni, febbri e macule al cervello. ecografie a conferma. prima che sia tardi; svegliatevi perdio!

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  2. Ci manca solo questa.

    Ma questi ‘osservatori’ lo vedono che dappertutto è un fiorire di cartelli ‘vendesi’?

    C’é gente che vende casa a 40.000 euro. Un’auto di media-alta gamma.

    Non parliamo poi di quello scandalo chiamato TARI, calcolata a mq e non a residente.

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  3. ci sono regioni intere di gente lavativa che vogliamo la casa , lo stato ce la deve dare. questi, cosa pagano? ancora non si accorgono che grassare sugli stupidi che lavorano, alla fine conduce alla rovina? lo sanno che al nord i giovani non lavorano piu’? vedi le trote leghiste, parassiti. mangiate le proprietà lasciate dalle generazioni passate, come pensa di campare questo carrozzone di stato? certe domande , bisogna pur porsele. che razza di deficienti e pretendono di governare, tracciare la via…

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