Green pass: da settembre per spostarsi in Italia servirà il certificato

(Corriere.it) – Chi rientra dalle vacanze dovrà mostrare il green pass prima di salire a bordo di treni, aerei o navi a lunga percorrenza. Non sarà invece necessario esibire il certificato su autobus, metropolitane o treni locali. Le novità introdotte dal decreto legge dello scorso 5 agosto entrano in vigore dal 1° settembre. I controlli verranno effettuati prima di salire a bordo. Anche per chi rientra in Italia dall’estero resta l’obbligo di green pass. Chi arriva dall’estero deve anche compilare il Passenger locator form digitale (dPLF), un modulo con cui vengono raccolte informazioni per permettere alle autorità sanitarie di contattare i viaggiatori nel caso in cui siano stati esposti al Covid.

Per viaggiare sui treni a lunga percorrenza come Inter City, Inter City Notte e Alta Velocità dal 1° settembre è obbligatorio il green pass. La capienza dei treni sarà aumentata dal 50% all’80%. Per ora invece non è necessario esibire la certificazione se si viaggia su treni regionali. Il green pass è obbligatorio anche per tutti gli aerei adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone, a prescindere dal fatto che si viaggi su tratta nazionale o internazionale.

Il green pass è obbligatorio anche per salire a bordo di navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale, ad eccezione di quelli impiegati per i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina. Questo significa che se state tornando dalla Sardegna avrete bisogno della certificazione, se tornate dalla Sicilia invece dipende dalla traversata. Se vi imbarcate da Messina e siete diretti a Villa San Giovanni (Reggio Calabria) non serve, poiché i mezzi che fanno la spola tra Sicilia e Calabria sono considerati come trasporto pubblico locale. Se invece prendete il traghetto a Palermo e sbarcate a Napoli dovrete esibire il green pass.

L’obbligo di green pass dal 1° settembre vale anche per gli autobus che effettuano servizio di trasporto su un percorso che collega più di due regioni ed aventi itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti e sugli autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, fatto salvo per quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale. Questo significa che se si prende l’autobus in città il green pass non serve, invece è obbligatorio per chi, ad esempio, viaggia con FlixBus.

Su autobus urbani, metropolitane o tram al momento non è previsto l’uso del green pass. Anche gli aliscafi e i traghetti che garantiscono il collegamento con le isole minori sono considerati trasporto locale. In tutti questi casi, anche se non serve la certificazione verde, è necessario rispettare il distanziamento e indossare la mascherina, come in qualsiasi ambiente chiuso.

L’obbligo del green pass per gli spostamenti in Italia con aerei, treni o navi a lunga percorrenza non vale per i bambini sotto i 12 anni, dal momento che appartengono a una fascia d’età che al momento è esclusa dalla campagna di vaccinazione. L’esenzione vale anche per tutti coloro che sono esonerati dalla vaccinazione per motivi di salute.

Per chi rientra in Italia dall’estero le regole sono sempre le stesse. È necessaria una certificazione verde che attesti che il viaggiatore ha completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, è guarito dal Covid o ha fatto un tampone molecolare o antigenico nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia con esito negativo.

Anche chi ha una certificazione che attesta la somministrazione della prima dose di vaccino deve sottoporsi al tampone prima di rientrare. I bambini sotto i 6 anni invece sono esentati. All’arrivo i viaggiatori che rientrano in patria devono presentare anche il modulo Passenger Locator Form.

I gestori dei servizi di trasporto aereo, marittimo e terrestre a lunga percorrenza dal 1° settembre devono verificare che l’utilizzo dei servizi avvenga nel rispetto delle regole introdotte dal decreto del 5 agosto 2021. Chi sarà trovato senza green pass avrà una sanzione che va da un minimo di 400 a un massimo di 1000 euro.

7 replies

  1. Il Green Pass NON serve a evitare il contagio e non protegge in alcun modo dalla possibilità di essere contagiati. Punto. Lo dicono l’Ordine dei Medici, l’OMS e perfino i virologi di regime (per esempio Crisanti) con ancora un briciolo di dignità. Serve solo per imporre i vaccini in un modo subdolo e ipocrita, ovvero rendendo la vita impossibile ai cittadini che non lo vogliono fare. Draghi ha raccontato tre balle agli italiani, la prima è che con il certificato c’è la garanzia di non essere in presenza di positivi; la seconda è che non fare il vaccino equivale a morire mentre sotto i 40anni la letalità è pressoché nulla; la terza è che sarebbe servito a far riprendere l’economia, mentre pare la stia rallentando. Si può essere pro o contro i vaccini ma non negare la realtà dei fatti.

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  2. Gli scienziati nel mirino dei no vax: Bassetti minacciato e inseguito fin sotto casa, Pregliasco vittima di stalking telefonico.Cosa vi aspettavate? È solo occhio per occhio.Seminate e raccogliete il seminato.La natura fa il suo corso.

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    • ” Giova evidenziare che il voler inserire in nuove “categorie sociali” coloro che hanno deciso di vaccinarsi da coloro che non intendono seguire il “diktat”, risulta un fatto grave, seminando un clima di avversità, marchiando li uni dagli altri, segnando una frattura con le politiche di solidarietà e di tolleranza, in aperto contrasto con i principi della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea dove:

      all’art. 1, Dignità umana, si afferma che «La dignità umana à inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata»;
      all’art. 3, Diritto all’integrità della persona, si sostiene che «Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica» e «Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati … il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge», disponendo «il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone»;
      all’art. 21, Non discriminazione, si vieta «Qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il
      patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali»”
      .https://www.ariannaeditrice.it/articoli/39344

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