Calenda double face: complimenti per lo stile

(di Marco Travaglio) – Un mese fa, organizzando la festa del Fatto a Roma, abbiamo pensato a un confronto fra i 4 candidati a sindaco. E li abbiamo invitati. Calenda, Gualtieri e Raggi hanno subito accettato, Michetti ha rifiutato (come la sua vice Matone). La settimana scorsa gli staff dei tre candidati ci hanno confermato la loro presenza. Ieri, al Foglio, Calenda ha dichiarato che non verrà, senz’avere neppure il coraggio e la buona creanza di avvertirci: “Non voglio legittimare quel giornalismo fondato sugli insulti, le insinuazioni e gli sputacchiamenti. Non è un posto serio dove fare un confronto”. Gli abbiamo chiesto via sms a quale Calenda dovessimo credere: a quello che aveva aderito e confermato o a quello del Foglio? Nessuna risposta. Poi, dopo ore, la conferma imbarazzata del suo portavoce, che aveva appreso anche lui la defezione dal Foglio. Naturalmente ce ne faremo una ragione. Già lo conoscevamo come mediocre politico e pessimo ministro: ora scopriamo che è pure un codardo, un cialtrone e un cafone. Ma anche un bugiardo: due anni fa, ospite della nostra festa alla Versiliana, ci ringraziò per la correttezza con cui avevamo gestito il dibattito. Segno evidente che non gli avevamo riservato né insulti né insinuazioni né sputacchiamenti. Purtroppo.

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11 replies

  1. Che sberle, nemmeno in Lo chiamavano Trinità ne ho viste così tante in così poco tempo.
    Tutte sberle meritate, quindi divertenti proprio come quelle di Bud Spencer.

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  2. Povero Calenda, ma io dico uno come lui che si candida a sindaco della capitale va a fare una figura del genere? Ma chi lo dovrebbe votare, lo noterà poi questo atteggiamento da sbruffoncello quale è. E quale messaggio dà uno così? Sta gente presuntuosa, ma quale esempio dà? Prima vado, poi no, adducendo argomenti puerili e stupidaggini varie…..ma che fiducia ispira Calenda?
    Poveri romani chi ha intenzione di votare costui!! Rimanete con la Raggi che è la meglio, una delle poche donne con le palle, anche più di noi uomini.

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  3. Già lo conoscevamo come mediocre politico e pessimo ministro: ora scopriamo che è pure un codardo, un cialtrone e un cafone. Ma anche un bugiardo

    Tutto fa curriculum per i renziani.

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  4. Questo voltagabbana ha aderito al più ampio progetto di tagliare fuori il FQ dal mainstream dell’informazione.
    Il FQ è l’unico media che non si piega al potere politico. E grazie alla sinergia tra TV e giornalai in televisione troviamo amplificati nulla cosmici come Riformisti o Fessaggeri o Verani illustrati o Stampubblica o Sgiornale o Liberidinonvendereunacopia, ma mai mai mai il FQ.
    Questo spiega perchè milioni di sempliciotti restino fedeli al quotidiano di Sambuca.
    Senza libera informazione niente libero stato.

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