Palermo oh cara!

(Dott. Paolo Caruso) – Palermo dalle molteplici bellezze artistiche monumentali, punto di incontro delle diverse culture mediterranee ed europee, assurge in queste settimane d’estate alla ribalta della cronaca per l’emergenza sepolture al cimitero dei Rotoli, dove accatastate da tempo giacciono 975 bare in attesa della pietas sepolcrale. Il caldo torrido di questi giorni ha acuito il problema di per se grave provocando all’interno della termostruttura il parziale disfacimento delle bare depositate da maggior tempo con i rischi emergenziali sanitari subentrati a quelli cimiteriali. Quella del camposanto dei Rotoli è la storia di una ordinaria inefficienza, la punta di un iceberg di una città in ginocchio violentata da anni e anni da una politica amministrativa fallimentare. La meravigliosa e ospitale Palermo dei Whitaker e dei Florio della “Belle Epoque”, legata da sempre al culto dei morti, stride con la dura e amara realtà che la circonda. Questo prezioso scrigno urbano, qual è la città di Palermo, nello stesso tempo fa di tutto per essere ricordato e immortalato tra cumuli di rifiuti maleodoranti che sotto l’asfissiante calura di questa torrida estate fanno rimpiangere quella che fu la città della “Conca d’oro” pervasa e inebriata dai profumi di zagara. Questo purtroppo è lo scenario che si presenta agli occhi esterrefatti dei tanti turisti  che in queste settimane affollano le vie della quinta città d’Italia, capitale della cultura 2018,  una Palermo mortificata da questo spettacolo indecoroso soprattutto per i cittadini che la abitano, una beffa per i contribuenti  costretti a pagare “profumatamente” la tassa sui rifiuti. Un susseguirsi di vicissitudini, di responsabilità rimpallate tra comune e enti preposti, che considerata la cronicità  dei problemi di sicuro non giustifica l’estrema precarietà di un servizio essenziale a tutela delle condizioni igienico sanitarie di una comunità. E’ pur vero che anche i cittadini sono responsabili di questo malcostume, ma non è più tollerabile l’assenza delle istituzioni locali e il persistente silenzio del Sindaco proteso a chissà quali altri riconoscimenti internazionali. 

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