La Cdp di Scannapieco e il fisioterapista di Draghi

Poltrone tecniche – Il fisiatra che Malagò aveva voluto a capo del Coni Lab (dove si fa curare pure il premier) guida lo staff del numero 1 della Cassa: ora lo affiancherà un tecnico.

(pressreader.com) – di Marco Palombi – Il Fatto Quotidiano – A fine luglio sui giornali s’era parlato della “rivoluzione di Scannapieco” in Cassa depositi e prestiti. Scannapieco sarebbe il dottor Dario, economista di formazione, già vicepresidente della Banca europea degli investimenti (Bei) e precedentemente al Tesoro quando Mario Draghi ne era il direttore generale: è stato proprio il premier a volerlo a capo di Cdp facendo partire “la rivoluzione”. All’inizio, però, non avevamo messo in relazione questo radicale cambio nella Cassa pubblica con una notizia data dal Messaggero il 7 luglio e ripresa senza clamore nelle settimane successive: a capo dello staff di Scannapieco, ruolo fondamentale in una grande società, era stato indicato Fabio Barchiesi, già capo dell’Istituto di medicina sportiva del Coni “dove da sempre si tengono a battesimo, com’è noto nei circoli economici che contano, piani di sviluppo ed aggregazioni industriali” (così Il Tempo del 1° agosto, che non sembra trovare bizzarro che al Coni Lab si faccia politica industriale).Ieri, però, Repubblica ha avuto il merito di raccontare la storia da un’altra prospettiva: “Il salto di carriera del fisioterapista di Malagò sbarcato al vertice di Cdp”. Una bella rivoluzione, non c’è dubbio. La vita di Barchiesi, infatti, cambiò quando – nella romana Villa Stuart – si trovo a mettere le mani sul presidente del Coni, oggi circonfuso dalla luce di 40 medaglie olimpiche ma a inizio luglio – quando avvenne la nomina – solo quello che è sempre stato: un gran visir del potere romano con ottimi agganci nella meglio imprenditoria italiana (dagli Agnelli in giù).Malagò evidentemente vide qualcosa nel suo fisioterapista, tanto che lo portò con sé prima all’amato Circolo Aniene e poi al suddetto al Coni, dove regna dal 2013. Barchiesi, va detto, oltre a curare i dolori dei meglio nomi di Roma, si dà da fare: si laurea in economia all’università telematica Cusano, frequenta master alla Luiss e alla Bocconi, collabora con mezzo mondo, scrive articoli scientifici. E fa bene perché nel frattempo è assurto al ruolo di dirigente e persino alla direzione generale di Coni Sport Lab, guidato in un “processo di ristrutturazione, rilancio e riposizionamento strategico”. È stato un tale successo che è proprio lì che, sotto l’occhio vigile di Barchiesi, va a fare fisioterapia lo stesso Draghi.

Ora, come si passi dalla manipolazione di Malagò o del premier a un ruolo rilevante nella mega-holding pubblica non è chiarissimo, ma d’altronde il nostro “trasmette efficienza, partecipazione, oltre che velocità e senso pratico nella risoluzione delle criticità” (o almeno così dice il suo curriculum). Scannapieco non poteva farselo scappare: è stato scelto, hanno spiegato a Repubblica da Cdp, per “la sua esperienza di manager” e le relative “competenze in: pianificazione strategica, amministrazione e controllo, risorse umane”. A non dire che ha “decuplicato” i ricavi del Coni Lab, che – ricordiamo – è strategico nella politica industriale del Paese, che si fa – com’è noto – tra un convegno e un massaggio: è tanto vero che Malagò ha preteso, con un comma infilato alla chetichella in un decreto di fine gennaio, di far tornare al Coni la proprietà delle mura (non le funzioni) dell’Istituto, sottraendole all’odiata Sport e Salute, ex Coni Servizi.

Purtroppo la rivoluzione fisioterapica di Scannapieco ha subito un piccolo stop: a fronte delle polemiche, Cdp ha annunciato che Barchiesi sarà affiancato da un “profilo tecnico”, cioè Francesco Pettenati, economista e già capo di gabinetto di Scannapieco alla Bei, il quale però – a quanto risulta – non sa nulla di colpo della strega.

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3 replies

  1. almeno poteva chiedere il fisiatra di Bertolaso
    forse dopo era meno rigido
    oh! come scioglieva le sciatalgie quel fisiatra…

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  2. per i poveracci competizione sedicente meritocratica (a vincere sono comunque e sempre i figli di…!), per loro cooptazione oligarchica!
    e c’é pure chi sostiene che questo é un paese democratico…!!!

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