Confesso che per colmare le vistose lacune della mia cultura di base mi ripromettevo di dedicare l’estate alla “Recherche” di Marcel Proust. Poi, però, non ho retto alla tentazione di immergermi nella lettura di Matteo Renzi.

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi durante la presentazione del libro “Noi e lo Stato. Siamo ancora sudditi?” di Serena Sileoni, Roma, 05 novembre 2019. ANSA/ANGELO CARCONI

(pressreader.com) – di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano – “Questi sono i miei principii e se non ti piacciono… be’, ne ho altri”. Groucho Marx. Confesso che per colmare le vistose lacune della mia cultura di base mi ripromettevo di dedicare l’estate alla “Recherche” di Marcel Proust. Poi, però, non ho retto alla tentazione di immergermi nella lettura di Matteo Renzi. Della sua ultima fatica dal titolo “Controcorrente” non anticiperò nulla per rispetto dei nostri lettori, ma anche di coloro a cui non voglio sottrarre neppure una stilla di curiosità per un autore ben piazzato nella classifica dei più venduti. Tuttavia, se potessi rivolgere una sola domanda a Renzi, senza il rischio di essere querelato seduta stante, gli chiederei: senatore, ma come può Italia Viva, il partito da lei fondato e guidato, rimanere un secondo di più nella maggioranza che sostiene il governo Draghi, accanto al Movimento 5 Stelle a cui lei dedica pagine e pagine di assoluto disprezzo politico? A maggior ragione da ieri, da quando il M5S ha eletto formalmente come presidente quel Giuseppe Conte a cui lei dedica capitoli e capitoli di assoluta disistima politica e anche umana (per usare un eufemismo)? Conosco la probabile obiezione: l’emergenza sanitaria ed economica del Paese ci ha richiesto questo sacrificio a cui non ci siamo sottratti, eccetera. Facciamo finta di crederci, ma proprio in nome di quella grave emergenza eccetera un minimo di decenza (mi permetta questa strana parola) non doveva suggerirle di soprassedere prima di espettorare qualunque cosa sul suo vicino di banco? Magari per quel rispetto delle istituzioni con cui lei spesso si sciacqua la bocca, essendo stato l’oggetto di tanto dileggio il premier di questo Paese? Un’altra ipotesi poteva essere quella di dare alle stampe il libro e, contestualmente, annunciare il ritiro dal governo della delegazione di Iv (ma qui siamo nell’angolo del buon umore). Mi rendo conto che la stessa domanda potrebbe valere per Conte. Come possa, cioè, il leader dei 5 Stelle restare in una maggioranza insieme all’autore di espressioni che, per dire, neppure accesi oppositori come Salvini o la Meloni nei momenti di più aspra polemica hanno mai detto o scritto sul conto dell’ex presidente del Consiglio. Già, come si fa?