M5S: al nord Conte trova le macerie

Senza un candidato a Milano, scoraggiati e decimati tra Liguria e Nord-Est: il leader in partenza per studiare la rinascita

(pressreader.com) – di Lorenzo Giarelli e Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano – “Da settembre girerò tutta Italia”. Non è un caso che Giuseppe Conte, appena dopo la chiusura del voto che lo ha eletto leader del Movimento 5 Stelle, si sia preoccupato di annunciare un tour su e giù per il Paese. Il problema emerge a ogni tornata di elezioni amministrative: i Meet Up si sono disgregati, nei Comuni si fa fatica a mettere in piedi le liste o anche solo a trovare un candidato sindaco. La frattura è profonda e neanche i facilitatori, primo palliativo messo in campo dai vertici nazionali, hanno invertito la tendenza. Ora ci proverà Conte, che però troverà parecchie macerie. A partire dal Nord.

Lombardia. Il gruppo regionale è attivo, ma le difficoltà del Movimento sono rese evidenti dallo sbando nella campagna elettorale per Milano. A meno di due mesi dalle urne – si voterà il 3 e 4 ottobre – non c’è il nome del candidato. I 5 Stelle hanno tentato l’accordo con Beppe Sala, messo però con le spalle al muro dal veto degli alleati centristi. E nell’immobilismo di queste settimane, se ne sono quasi tutti andati. Gianluca Corrado, aspirante sindaco nel 2016, non si ricandiderà. Patrizia Bedori è fuori, così come Simone Sollazzo (passato ai Verdi). Gli attivisti vorrebbero Elena Sironi candidata sindaca, ma il suo nome non è mai stato avallato da Roma, dove si è pensato anche alla senatrice Simona Nocerino. L’accordo col Pd sarà più semplice per le Regionali del 2023 (magari su Stefano Buffagni), unica strada per strappare la Lombardia alla destra.

Liguria. L’unico precedente di coalizione giallorosa alle Regionali è quello dello scorso anno in Liguria, dove la destra di Giovanni Toti ha battuto il giornalista del Fatto Ferruccio Sansa, sostenuto proprio da M5S e Pd. Senza per la verità troppa convinzione, visto l’eterno tira e molla sul suo nome concluso a poche settimane dalle elezioni. Dei 5Stelle della prima ora qui non resta granché, se si pensa che Marika Cassimatis fu una delle prime vittime del decisionismo di Beppe Grillo e Alice Salvatore se ne è andata portandosi dietro qualche compagno d’avventura. Degli otto parlamentari eletti in Liguria nel 2018, ne restano 3. Anche qui allora sarà quasi tutto da ricostruire, magari anche grazie a quel Luca Pirondini capogruppo a Genova e attivista di lungo corso.

Piemonte. Chiara Appendino – pur in mezzo alle turbolenze di maggioranza a Torino – è rimasta un punto di riferimento carismatico e si prepara – con ogni probabilità – alla vicepresidenza del M5S. Qui l’attivismo grillino ha spesso fatto rima con le proteste no Tav, anche se da Palazzo Chigi Conte fu costretto a ingoiare l’opera. Due consiglieri regionali su 5 se ne sono andati e chi rimane racconta che proprio sul Tav si sono consumati i malumori più grandi. La candidata sindaca a Torino Valentina Sganga, antica oppositrice dell’opera, può recuperare un po’ di legami con la Valsusa (ma i rapporti con Appendino sono assai freddi). In tutti i Comuni al voto, se non altro, i 5S sono riusciti a organizzare una candidatura.

Emilia-Romagna e Nord-est. A Bologna e dintorni la linea è chiara: i grillini sono nel “laboratorio politico” del centrosinistra. Il punto di riferimento è sempre Max Bugani, attivista della prima ora, incoraggiato dall’elezione di Conte. Il M5S appoggia il candidato sindaco del Pd Matteo Lepore. Una scelta che ha prodotto strappi e defezioni – l’ultimo ad andarsene è stato l’ex candidato governatore Simone Benini –, ma che almeno dà una prospettiva chiara al futuro. Nel Nord-est invece è desertificazione totale: negli anni al governo il M5S è stato annichilito dalla concorrenza della Lega. Il consenso è quasi azzerato e i pochi punti di riferimento sono andati via, come l’ex europarlamentare trevigiano David Borrelli e il deputato no-euro e no-vax Gianluigi Paragone. Conte e i suoi dovranno ripartire da zero.

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17 replies

  1. Hanno imbarcato di tutto, da coloro che ingenuamente hanno creduto alla rivoluzione ai tanti opportunisti che alle prime difficoltà sono fuggiti altrove.
    Nel nordest contano gli schemi, unico collante di richiamo fra una massa di pezzenti arricchiti.
    L’evasione fiscale elevata a valore.
    Gli scandali finanziari delle banche fallite, nelle regioni più ricche d’Italia e d’Europa.
    I ladrocinii di Stato come il Mose.
    Il razzismo volgare come capro espiatorio per gli sfigati che non sono riusciti ad arricchirsi.
    Le proposte legge, ordine e armi libere.
    Una devastazione morale che richiederebbe figure forti ed autorevoli per aprire gli occhi.
    Invece hanno premiato personaggi sciacalli che hanno cavalcato la pandemia, attribbuendosi meriti mai avuti e allontanando scienziati che indicavano la giusta rotta da seguire.
    Ma a nord, come al sud e al centro con isole, il male è incarnato principalmente da uno.
    Un ignorantissima e ambizioso poltronaro che nella sua guerra di posizione per la difesa del posto al sole conquistato non ha esitato, da subito, ad eliminare possibili e più capaci avversari interni alla leadership.
    È stato lui ad imbarcare cani e porci che lo avevano come unico referente, al di fuori della storia degli attivisti storici interni.
    È stato lui a disintegrare il ruolo dei meetup sul territorio, silenziandoli e riducendolo a mero serbatoio di voti per lui, piccolo reuccio autonominatosi.
    È stato lui ad umiliare la rappresentanza parlamentare prostituendosi, per qualche poltrona in più, allo sciacallo padano che gli defecato in testa.
    Oggi si guarda intorno e non trova più l’antico consenso, frutto dei suoi continui tradimenti.

    Finché verranno ripresentati nelle liste soggetti come lui, sibilia, la novax Taverna e tutto il resto della banda di parvenu arricchiti con la politica, il M5S RESTERÀ PER ME INVOTABILE, CONTE O NON CONTE.
    La rinascita deve passare da facce nuove o per lo meno da quelle degli storici attivisti accantonati per far posto a squallidi saltimbanchi traditori.
    Vediamo il bibitaro con un suo partito personale dove potrebbe arrivare.
    Ed il mio è un sentimento alquanto diffuso fra chi li aveva votati.

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    • E. C.
      Schei e non schemi
      Ignorantissimo e non ignorantissima

      IL passaggio sulla descrizione del nordest è dedicato a quelli come Zaia, che dormiva, come si dice dalle mie parti, con la zizza in bocca mentre i Galan rubavano e si arricchivano. E costui sarebbe quello più sveglio. 🤦‍♂️

      Guardo le foto dei pentastellati com’erano quando giunsero a Roma la prima volta e le confronto con quelle odierne.
      Imborghesimento, sfoggio del lusso, paghe senza più trattenute per restituzioni, difesa dello status quo raggiunto con implicito e ancora non detto tradimento definitivo della carriera politica dopo due mandati.
      Emanano puzza di carogna perché non hanno più alcun ideale e visione da seguire.
      Solo battaglie tattiche per acquisire visibilità mediatica momentanea.
      Delusione infinita, scoramento e rabbia per la scelta sbagliata, pur fatta in buonafede.
      Si salvano veramente in pochi.

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      • Dall’estate 2018,ossia appena appena da partire dal giuramento dei ministri, piu bravo di me, io solo dopo il dietrofront di gigino o bibitaro alla sfiducia al mottarella, se cosi è ti faccio le mie scuse, certo è che da mai con i bibbianesi gigino o bibitaro ne ha fatte di giravolte,

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    • Puro vangelo, aspetto al varco Conte per vedere se avrà il coraggio politico di attuare la regola dei due mandati (che però nel nuovo statuto non è richiamata chiaramente) e reincludere tutti gli espulsi ed i fuoriusciti, fuori e dentro il parlamento..
      Altrimenti amen, il partito (che altro non è) resterà in mano ai poltronari, che alle ultime regionali ebbero dirittura il coraggio di proporre di non presentare le liste, pur di non mostrare tutta la loro debolezza sui territori (come in effetti si è verificato, con un crollo nelle urne)..

      Ed in questo caso, probabilmente avranno sbagliato i conti, perché un movimento del Dibba, dei Morra, delle Lezzi, dei meetup e compagnia bella (e soprattutto senza Giuda-Grillo), li manderebbe ben sotto al 10% a livello nazionale…
      Ho preso già i popcorn e non vedo l’ora di godermi la campagna elettorale di piazza di Di Maio contro Di Battista… 😆😆😆

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    • Mi sa tanto che hai una memoria vuota a perdere.
      Scrivo contro il bibitaro dall’estate del 2018, subito dopo l’alleanza col capitone sciacallo e BACIASALAMI.
      Elencando, in più momenti sotto diversi articoli, le sue follie.
      Tetrapoltronaro è una delle tante definizioni e neologismi che ho lanciato su Infosannio.
      Come ad esempio capitone sciacallo, fascio coatta, Pappagone, somaro criminale e Negazionista, marco stocax, prof fallito delle medie private, semplicissima e altri estemporanei.

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  2. David Borrelli? Lo stesso David Borrelli che si è candidato alle europee con +Europa ottenendo solo 1900 preferenze?

    Gianlurido Paraculone va forte sui social, però gran parte dei suoi fan votano Lega o Fratelli d’Italia.
    Il suo micro partito non sfonda, non a caso, conscio che il parlamento non lo vedrà neanche col binocolo, si è candidato a Sindaco di Milano.
    Magari il culo su una poltroncina da assessore comunale ce lo mette.

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  3. Saranno le elezioni comunali a chiarire tutti gli equivoci. Dovrà spiegare chiaramente agli iscritti che lo hanno eletto, sempre che non sia stata cambiata la piattaforma per motivi particolari, quale sia la sua linea politica. Solo in pochi hanno capito che lui ha contribuito a fare nascere il governo Draghi e continua a sostenerlo. Per capire che una buona parte è costituita da imbecilli che nn capiscono quello che lui dice basta leggere i post di coloro che accusano Grillo per il Draghi grillino, ma non hanno capito nulla del discorsrndel tavolino

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    • Qualcosa è successo, grillo ha cambiato atteggiamento a partire della famosa marcia su roma, poi confermata dalla dichiarazione che fare il governo con il pd-l èra una cosa meravigliosa, dopo abbiamo dargri un grillino e gingolani pure,
      E allora i casi sono 3.
      1 è rincoglionito
      2 è sotto ricatto
      3 è stato consigliato e indotto ad appoggiare le scelte di giuseppi che andavano tutte nella stessa direzione.
      Ai posteri l’ardua sentenza.

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    • Quel discorso è stato scritto nella sostanza in buona parte dal Quirinale, e per il resto è stato il discorso di un avvocato che non voleva tornare a fare l’avvocato… e non poteva dire nulla di diverso, dato che non era più PdC, era fuori dal Parlamento, non era il capo di nessuna forza politica, e doveva entrare nelle grazie di Giuda-Grillo, padrone del primo parrtito e che aveva già deciso di imporre l’appoggio e Draghi, per sperare di avere un futuro politico (e come si è visto, è stato anche abbastanza difficile)…

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  4. Ma veramente in Lombardia hanno tentato l’accordo con Beppe “colata di cemento” Sala?!?! Meno male che ci hanno pensato i centristi a bloccarli!

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    • Notizia di oggi è che l’ex capogruppo del m5s in consiglio comunale a Milano (che era uscito un anno fa dal mov e che ora è nei verdi e si era candidato a sindaco (sic!)) oggi ha ritirato la candidatura e appoggia Sala…….

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    • Ah… non ho detto che quando è uscito dal mov diceva che lui nel m5s non poteva fare il portavoce della sua base, e che dopo numerosi tentativi a livello nazionale e regionale andati a vuoto per riportare il m5s agli ideali originari dal basso, la base ecc ecc – uno di quelli della Carta di Firenze 2019 per intenderci – ed anche perche lui non accettava scelte calate dall’alto, e bla bla bla per i suoi elettori di cui si sentiva portavoce è uscito dal m5s e continuava il suo mandato in consiglio per loro, con le idee del m5s di una volta, è entrato poi nei verdi, poi si è fatto candidare Sindaco, e notizia di oggi è che ritira la candidatura e che appoggia Sala. BAHHH

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  5. Ma Buffagni non avrebbe dovuto fare due mandati da parlamentare e poi a casa? Candidarlo addirittura a presidente della Lombardia sarebbe il modo migliore per perdere di brutto, in un periodo in cui mai come ora la regione appare contendibile. Se accordo ha da essere, che si prenda un nome serio, possibilmente un civico di livello. Poi magari i lombardi continueranno a votare a destra per abitudine e interesse, ma almeno sarà tutta colpa loro.

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