Le sparate di Durigon

Sottosegretario nostalgico. Lo “sborone” di Salvini. Più che fascista tout court, Claudio Durigon è personaggio da Canale Mussolini, nipote di braccianti veneti emigrati per la bonifica dell’Agro pontino.

CLAUDIO DURIGON POLITICO

(pressreader.com) – di Tommaso Rodano – Più che fascista tout court, Claudio Durigon è personaggio da Canale Mussolini, nipote di braccianti veneti emigrati per la bonifica dell’Agro pontino. Il sottosegretario leghista ha il gusto della battuta, spesso grossolana: è un po’ “sborone”, dice un compagno di partito. E l’ultima “sboronata” gli è scappata su un parco pubblico dedicato a Falcone e Borsellino, a cui Durigon vorrebbe restituire la denominazione originaria: “La storia di Latina è quella che qualcuno ha voluto anche cancellare, cambiando il nome a quel nostro parco che deve tornare a essere quel parco Mussolini che è sempre stato”, ha detto qualche sera fa in un comizio a “Littoria”. S’intende Arnaldo, fratello di Benito, ma il senso è chiaro.

L’improvvida uscita ha restituito carburante a chi chiede di rimuoverlo dalla carica di sottosegretario all’Economia, richiesta che è tornata ieri da più parti e da più partiti. Solo che Mario Draghi tace: nel governo dei migliori, Durigon pare intoccabile.

Lo è nonostante il video di Fanpage, nel quale si vantava, ripreso di nascosto, che il generale della Guardia di finanza che indaga sulla Lega fosse stato piazzato lì dallo stesso partito. È intoccabile nonostante gli intrecci con soggetti imbarazzanti dell’imprenditoria e della politica pontina, finiti nelle inchieste della Dda sulle infiltrazioni mafiose nel Basso Lazio. Inchieste alle quali Durigon è estraneo: nessun capo d’accusa, solo domande senza risposta sui personaggi e sui clan che hanno gravitato attorno alla Lega di Latina durante la campagna che l’ha portato in Parlamento.

Ed è intoccabile nonostante le circostanze poco nitide della sua carriera sindacale, tra gestioni allegre e tesseramenti fantasiosi. Durigon deve molto, se non tutto, all’Ugl (ex Cisnal, la sigla della destra sociale) di cui è stato vicesegretario dal 2014 al 2018. Quell’Ugl che ha trasformato nella base organizzativa di Matteo Salvini nel Lazio. Nelle stanze del sindacato in via delle Botteghe Oscure è arrivata prima la Bestia dello spin doctor Luca Morisi, poi il partito – che ha attinto liberamente a uomini e risorse – s’è preso un piano intero. Durigon benedice da Montecitorio, incassa forse la candidatura alla Regione Lazio e conserva una poltrona prestigiosa nel governo dei migliori. Nel silenzio ermetico del premier.

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3 replies

  1. Durigon è un cognome tipico di Rigolato , paesino dell’alta Carnia, nasce lì; c’è ancora la “casa Durigon” ,all’inizio del paese,della vecchia famiglia ma non so se era la sua o di diretti parenti.. Gli ho scritto domandando se tutto corispondeva; non mi ha risposto , (forse volendo dimenticare origini così distanti dal centro del potere?) Se i suoi emigrarono dalla Carnia verso le aree pontine, come molti altri, nessun loro demerito, anzi sarebbe da ricordarlo..

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    • Giuseppe del Zotto, ma quella migrazione dal Veneto alla palude non fu “agevolata” dal mascellone con un bel po’ di contributi statali? Non credo sia lo stesso caso del meridionale che emigra con la valigia di cartone.
      Ad ogni modo, in relazione al gibbone, le umili origini sono il punto più alto della sua biografia.

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