Asili nido, Solombrino (candidata sindaco): Napoli derubata delle risorse

 L’esponente del Movimento per l’Equità Territoriale di Pino Aprile: Maresca appoggiato dai partiti affama-Sud

«Il modo in cui i candidati sindaci utilizzano temi che hanno appeal nei confronti dei napoletani per promuovere il proprio futuro operato è qualcosa che mi ricorda certi film di Antonio Albanese ma, a dire il vero, con uno stile più credibile…e quindi più pericoloso per i cittadini» lo ha detto Rossella Solombrino, candidata sindaco di Napoli per il Movimento per l’Equità Territoriale di Pino Aprile.

«Facciamo un passo indietro con un’operazione verità: chi conosce realmente i problemi di Napoli e in particolare la questioni asili, sa perfettamente che la dotazione di asili nido estremamente inferiore di Napoli rispetto ad altre città del Nord è figlia della truffaldina attribuzione di risorse al Sud di un federalismo fiscale all’italiana» aggiunge «in cui non si valuta il reale bisogno della città ma si dice: “Cara Napoli, cara Catanzaro… se non hai gli asili si vede che non ti servono, quindi io dirotto le risorse di cui avresti bisogno alle città del Nord (che già li avevano perché io lì li ho costruiti “».

«Innanzitutto mi preme ricordare a Catello Maresca» afferma Solombrino «il quale attribuisce le differenze di asili tra Napoli ed altre città alle politiche della sinistra, che il federalismo fiscale, la riforma del Titolo V, la spesa storica non sono figli della sinistra o della destra. Le riforme che derubano il Sud sono scaturite e scaturiscono da quell’asse tosco-padano che si chiama PUN Partito Unico del Nord, che si cela dietro tutti i partiti tradizionali (di destra e sinistra). Che poi la parte peggiore, razzista e antimeridionale, del PUN appoggi Maresca nelle elezioni a Napoli, è tutto dire. Con quale coscienza, dunque, in questa campagna elettorale, la destra e la sinistra parlano di “progetti per Napoli”? Tra una foto e l’altra, suggerirei a Maresca di chiedersi come mai su determinate riforme in Parlamento, coloro che oggi lo sostengono dormivano sul pulsante del voto. Ma si sa, quando c’è in ballo Napoli tutti soffrono di sdoppiamento della personalità» fa notare.

«In secondo luogo, voglio fare chiarezza anche sul PNRR» aggiunge la candidata. «Tra le dichiarazioni di Manfredi («col Recovery più fondi»), e quelle di Maresca («stiamo studiando per utilizzare le risorse del PNRR per gli asili»), sembra che a Napoli e in tutto il Mezzogiorno debbano piovere soldi dal cielo. In realtà si tenta di abbindolare i napoletani con pubblicità ingannevoli.
Punto primo : per ridurre il divario con il Nord i criteri UE prevedevano che a Sud andassero circa 145 miliardi. Tuttavia sul PNRR a firma Draghi ne sono previsti, sì e no, circa 22 . Questo significa meno fondi da destinare ai progetti per la città che intendi amministrare. Se non ci si batte, come io mi batto con Equità Territoriale di Pino Aprile, per ottenere ciò che ci spetta, le cose non cambieranno e a rimetterci saranno Napoli ed i napoletani.
Punto Secondo: prima di parlare di asili nido a Napoli facciamo le pulci al PNRR (del resto basterebbe leggere un po’). In Italia ci sono 90.000 bambini al di sotto dei tre anni che avrebbero diritto a un posto all’asilo nido e l’89% vive nel mezzogiorno, il 34% in Campania. Nonostante questo il Miur ha riconosciuto a queste aree solo il 14% delle risorse come perequative (come riporta la stampa cittadina). Ma la beffa sta tutta nel fatto che il resto dei soldi (quelli che dovevano perequare) andranno a Milano, Torino, Genova, Novara, Parma e Varese (solo per citarne alcune), che sono state considerate alla stessa stregua delle “aree svantaggiate”. La Campania, dunque, che dal fondo perequativo avrebbe dovuto ricevere 102 milioni per adeguare le proprie strutture, ne riceverà solo 42. Maresca ne è a conoscenza?» chiede Rossella Solombrino.

E conclude: «Un candidato sindaco di Napoli che non conosce questi meccanismi è un candidato sindaco che vive fuori dalla realtà, e quindi non può fare la differenza.
Ancor più grave sarebbe avere un candidato sindaco di Napoli che omettesse questi meccanismi perché appoggiato da chi li ha creati e continua ad utilizzarli. In entrambi i casi Napoli non ne trarrebbe beneficio perché chi siederà in Consiglio dovrà giocoforza scegliere quale progetto lasciare indietro in favore di altri, non potendo combattere ad armi pari con il resto d’Italia e d’Europa. Come candidata sindaco di Napoli con Equità Territoriale di Pino Aprile, punto alla verità, al reale sviluppo della città» afferma. «Lo faccio seguendo la linea del nostro progetto politico, con iniziative coerenti, ad esempio una commissione di professionisti volta a controllare ed evidenziare le politiche che danneggiano i cittadini che rappresentiamo, in modo da garantire l’efficienza nei servizi di competenza statale per i napoletani, che oggi a causa di politiche penalizzanti pagano una pressione fiscale elevatissima per servizi inesistenti. Puntiamo a ridurre i gap in modo da poter effettivamente utilizzare le risorse della città per progetti volti a svilupparla realmente, ridando alla città l’importanza che merita in Italia e in Europa».