Gratteri: “La Cartabia non sa nulla”. E Concita quasi sviene

In effetti era difficile sapere prima – ci mettiamo nei panni dei conduttori del talk In Onda – cosa pensasse della riforma Cartabia il Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri…

(pressreader.com) – di Daniela Ranieri – Il Fatto Quotidiano – In effetti era difficile sapere prima – ci mettiamo nei panni dei conduttori del talk In Onda – cosa pensasse della riforma Cartabia il Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, uno che nel video di presentazione dice in maniera molto sfumata: “Uno dei punti della riforma è l’improcedibilità dell’azione penale; la conseguenza sarà una diminuzione del livello di sicurezza della nazione, perché conviene delinquere”.
Dall’ambiguità di queste parole è sortita la mattanza di giovedì su La7. Ne trascriviamo i punti salienti perché pare di leggere Gogol’.
Gratteri: “I 5Stelle sono riusciti a ottenere che per i reati di mafia non ci sia la ghigliottina” (Concita De Gregorio aveva appena finito di dire che il grande perdente era il M5S).
“Ci siamo dimenticati tutti i reati che riguardano la Pubblica amministrazione: peculato, corruzione, concussione, bancarotta”, che per i politici sono specialità olimpiche (Woody Allen: “Perché sta elencando i miei pregi?”).
Qui si consuma il primo atto del dramma: in studio aleggia il convincimento che la riforma era già perfetta prima, tuttavia la magnanimità di Draghi e Cartabia ha fatto sì che venissero accolte le modifiche volute da quei rompipalle di Conte e 5Stelle.
Gratteri: “Avete pensato alle parti offese? Il treno di Livorno, la funivia, il ponte di Genova: non si farà in tempo a celebrarli”, e fa l’esempio dell’oncologo che visita 60 pazienti su 80 prenotati, e gli altri 20 muoiano pure.
Cominciano a brillare i nasi sotto le luci dello studio. A saperlo, che le cose si mettevano in modo così serio!
De Gregorio: “Nell’obbligo di fare più presto, perché questo chiede l’Europa, si può decidere di accorciare il tempo… o fai a meno del tempo o fai a meno della giustizia”.
Gratteri, esterrefatto: “Come si accorcia il tempo? Forse nessuno vi ha detto che da un anno e mezzo non si fanno concorsi in magistratura”.
De Gregorio, semplicemente sconvolta: “Ma lei pensa che questo la ministra Cartabia non lo sappia?”. Poteva finire qui, come in un film dei Coen.
Invece Gratteri, candido: “Non lo so. Fino alla settimana scorsa ha fatto il professore universitario”.
Se non ci si mette a strillare è perché si è tra gente studiata. Parenzo è sulla strada giusta: “Quindi questa non è una buona riforma?”.
Gratteri usa una perifrasi, un’attenuazione: “È la peggiore riforma che abbia mai letto. Sono in magistratura dall’86. Una cosa peggiore di questa non l’ho mai letta”.
De Gregorio, nei cieli dell’incredulità: “Peggio della Bonafede?!”.
Cioè, la riforma peggiore che viene in mente a una editorialista di Repubblica non sono quelle di Berlusconi – la Castelli, il processo breve, i legittimi impedimenti, le leggi ad personam: è la Bonafede; la quale, essendo la riforma che questa oblitera, Gratteri deve per logica disprezzare meno.
Parenzo ci è arrivato: “Aspetta: peggio dei governi Berlusconi?”.
De Gregorio: “No vabbè, aspetta un attimo. Procediamo con ordine”, e cerca nei brogliacci una fondamentale dichiarazione di Calenda: “Una grande notizia per la giustizia italiana!”.
L’imbarazzo è totale. Annichilente.
Gratteri, non convinto con la carta dell’autorevole Calenda, elenca soluzioni per accelerare i processi, ma i conduttori lo dileggiano
(“Ah ah, sta scrivendo la nuova riforma della Giustizia!”).
Gratteri: “Non vi interessano le alternative a questo sfascio”.
Il terzo atto vira in tragedia. Parenzo: “Sfascio! Noi abbiamo un governo tecnico con l’uomo che vorrebbe tutta Europa!”.
Gratteri sposa la mozione Travaglio: “Draghi è esperto di finanza, non di sicurezza né di giustizia. Infatti alla Giustizia ha messo la Cartabia”. Strike, praticamente.
Indi il phon cartabico di Travaglio, molto stigmatizzato in quanto sessista, viene avvalorato da Gratteri se non altro come termine in absentia: “Non è mai stata in un’aula di tribunale”.
Sarà imperseguibile anche il phon contumace?
Il brivido che ti dà una riforma che i processi li sega invece di celebrarli, per di più fatta dal Governo dei Giusti, non te lo dà niente e nessuno. Nemmeno una riforma di Berlusconi.

59 replies

  1. La Concita è davvero imbarazzante. Abbiamo una classe politica criminale e incapace. E poi una informazione ridicola e venduta. E questa nullità sarebbe pure di sinistra. Roba da matti. Povera patria

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    • Ottimo commento.Due insipienti messi lì per ridere di una persona di valore quale il procuratore Gratteri.I padroni stanno scendendo così in basso ma così in basso da toccare il fondo e concedono a poveri venduti la conduzione di un programma

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  2. io ancora non riesco a capire da quale cilindro son riusciti a tirar fuori la cartabia. un pò come monti con la fornero. prima o pi si arriverà al fondo de sto cilindro?

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      • La Cartabia sì, Monti arriva dalla massoneria deviata (leggevo di una loggia inglese, non ricordo il nome), la Fornero non so, ma sicuramente da qualche giro importante.

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      • “Monti arriva dalla massoneria DEVIATA (leggevo di una loggia inglese, non ricordo il nome)…”: quell’aggettivo è già qualcosa, per il resto, oltre a saper leggere, ha qualche competenza specifica in materia come per il clavicembalo, o naviga “on sight” coi “si dice”?

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    • È mortificante che la cultura neoliberista e la ottusa sottomissione della maggior parte dei giornalisti trionfino in Italia.
      Siamo un Paese sottosviluppato e ancora feudale, vero Concita De Gregorio?

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    • Magari! A me, incredibile a dirsi e a credersi, risulta che vada male la parte in prima serata, ma la fascia post tg è più o meno in linea con le attese. E, comunque, economicamente, costando loro due insieme meno del sostituito della maga Merlino, anche la parte in prima serata non inficia i ricavi di rete renzi.

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    • Quello che c’era da dire su costei lo ha detto ZIngaretti, eroe per 1 giorno prima che chiedesse scusa, l’hanno recuperata perchè funzionale all’informazione di sistema, da Gramsci a Fca un giro di valzer

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    • La questione è semplice. Dopo il crollo dell’URSS la sinistra (non solo in Italia) si è convertita al neoliberismo selvaggio, diventando di fatto una destra un po’ più laica della DC prima e di quella destra post-fascista, nordista e qualunquista rappresentata da B. e dai suoi alleati. Gli eredi ideologici del PCI si sono invece frantumati, ridotti alla marginalità e infine suicidati.

      Ecco che molti di quei personaggi discutibili che orbitavano nella galassia comunista, vuoi per possibilità di carriera, vuoi per mostrarsi di larghe vedute, hanno cambiato volentieri pelle per assumere quei caratteri “né carne, né pesce” propri del PDS, dei DS e in maniera sfacciata del PD.

      Non è una rievocazione romantica dei tempi che furono: ci fosse adesso il PCI storico dubito che lo voterei, se non per protesta, però tutto si può dire, tranne che non fosse di sinistra.

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      • Potere e antipotere di Achille Occhetto

        Prefazione di Gore Vidal
        Un americano democratico che ha vissuto in Italia per circa trent’anni

        “In questo volume Achille Occhetto analizza i meccanismi del potere: le sue dinamiche, i suoi simboli e feticci, le astuzie di chi lo detiene e le invidie di chi lo corteggia tramando nell’ombra.
        E contemporaneamente fa il punto sulle vicende politiche degli ultimi anni, a partire dalla crisi delle forze dell’opposizione nel nostro paese.
        Scettico verso il diffuso quanto generico richiamo al riformismo, critico nei confronti delle dinamiche politiche fondate soprattutto sulla furbizia, nel corso del libro Occhetto lascia affiorare i propri ricordi, sempre inscindibilmente legati alla vita politica nazionale e alle sorti della sinistra italiana, oggi incapace – secondo lui – di dare vita all’”antipotere” di un partito socialista e democratico, e colpevole di avere dimenticato alcuni riferimenti teorici fondamentali come Hannah Arendt e soprattutto Gramsci.

        Potere e antipotere, attraverso una critica radicale alle modalità attuali di gestione del potere, ridisegna così il progetto di una leadership di sinistra capace di garantire un governo “illuminato”.

        Walter Veltroni
        «Tutta la passione e l’intelligenza di Achille Occhetto per il futuro della politica».
        Tutta la passione kenediana e l’ignoranza politica di Walter Veltroni per il futuro della politica ”

        Marco Travaglio
        «Questo libro di Achille Occhetto è una bella sorpresa. Anche per chi non è di sinistra».

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      • Egregio Pirgoetc.ra, la questione è ancora più semplice: l”URSS e il sistema comunista/sovietico sono caduti come pere marce? SI. Chi ha vinto? Gli USA e il sistema liberal/democratico. Dunque, per gli excomunisti il loro era sbagliato e l’altro vincente. Vuoi rimanere in corsa in politica? SI. Dunque, si sono buttati sull’ultraliberismo. E il popolo? Si gratti.

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      • Purtroppo si è fatta con troppa superficialità (o con calcolo) l’equazione liberaldemocrazia = neoliberismo. L’alternativa a quest’ultimo non era per forza il capitalismo di stato dei paesi del blocco sovietico, c’erano anche altre possibilità, che non si è voluto percorrere.

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  3. E’ parecchio tempo che Concita lecca culi… e finalmente tanta solerzia e’ stata premiata:
    ha il suo programmino (che non penso durera’ molto a dire il vero…).
    La puntata dell’altra sera e’ stata da “ai confini della realtà” con il mitico zio Tibia…

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  4. Concita “bonita”:Quella vanitosa dallo sguardo ebete che veste bene con vacuità.Vale la pena parlarne?Il nulla cosmico.Una “trasmissione politica” e partigiana che sfiora il ridicolo.Pensare che la debba tenere a galla Parenzo la dice lunga sulla linea editoriale “immorale”.

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  5. azz Concita parla di sessismo!!!! Per dire una parola Parenzo deve aspettare i buchi nell’invadenza della De Gregorio….non c’è ritmo nella trasmissione…è destinata ad avere un tracollo di share rispetto alla coppia Parenzo/Telese

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  6. Una delle occupazioni principali di parenzo è alla radio di confindustria

    La signora de gregorio lavora a repubblica, un giornale di destra
    Si occupò anche de “l’Unità”, ne organizzò per tempo le esequie

    L’editore di “in onda” è cairo, cioè un signore che, in video “rubato”, diede della deficiente alla sindaca Appendino

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    • Ogni tanto giusto mettere i puntini sulle “i”.
      Tutti fatti noti.. ma ogni tanto giusto ricordarli e metterli in riga.

      p.s.: quel suo (della de gregorio): “ma peggio della Bonafede?” con quell’aria schifata come avesse nominato il mostro di Loch Ness.. dopo vent’anni di Berlusconismo e centinaia di provvedimenti da paesuccolo sudamericano o centroafricano… merita di rimanere sul suo curriculum vitae… a vita.
      Non si sa mai cara de gregorio che le cose cambino (si, lo so, difficilissimo.. quasi utopistico), ma nel caso ci ricorderemo di te…

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      • *FranzGe,
        La donzella non ha letto ne’la legge Bonafede, ne’gli emendamenti Cartabia (…nca a 2 veli).
        Le è stato detto di dare addosso all’una e di elogiare l’altra. E lei ha detto signorsì

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      • La De Gregorio è sempre stata un’opportunista. Alcuni di noi l’avranno condivisa nel periodo berlusconiano, ma era pura convenienza.

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      • Già, qui stiamo arrivando perfino a rimpiangere Craxi (!!!), che rubava e aveva l’informazione a libro paga, ma almeno era un politico vero che non svendeva all’estero l’interesse nazionale ed una riforma del genere probabilmente si sarebbe VERGOGNATO a presentarla…

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  7. Con questa sciacquetta della De Gregorio si rimpiange la Lilli Gruber. E fa rimpiangere anche Telese, che almeno con lui la coppia Parenzo/Telese sembrava più intelligente e interessante. Per di più, questa sciacquina cerca di prendere il sopravvento sul povero Parenzo. Ma, con il procuratore Gratteri, si è raggiunto il massimo della evidente nullità di Parenzo, appena attenuata dalla sua esperienza, ma per la De Gregorio è stata, io l’ho vista in diretta e mi veniva da piangere per la vergogna, è stata, ripeto, una Waterloo alla ennesima potenza. Una vergogna nazionale di giornalismo incapace o peggio, corrotto e paraculo.

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  8. Se dovessi dire la mia su De Gregorio sarebbe un turpiloquio, una sequenza lunga di parolace,maledizioni e offese estreme tipo :tu più che essere del pd e scrivere su Repubblica non potevi fare. Ma perchè mi da così ai nervi manco fosse la Palombelli ?

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  9. Concita De Gregorio: fare più presto, perché questo chiede l’Europa

    Meno male che non ci ha chiesto di accorciare i tempi dei ricoveri ospedalieri.

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  10. Non c’entra niente, però vi voglio raccontare questa.
    Giorni fa era illustrissima ospite a In onda l’aMEBa di Italia morta. Era il giorno in cui Letta aveva deciso di candidarsi a Siena, e allora Conchita anziché chiederle come mai gli vogliano mettere i bastoni tra le ruote (aLetta), o come mai stia su instagram piú della Ferragni, le chiede come mai Conte ha deciso di non candidarsi (forse a Pietralata? Boh, non lo specifica).
    E l’aMEBa risponde: non lo so, forse non ha un collegio sicuro. Così negli occhi di Conchita scatta la commozione: quanto è competente.
    Lei! Lady Etruria eletta a Bolzano parla di collegio sicuro. E a nessuno che venga in mente di ricordarlo.

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  11. Con-cita mi ricorda una amica della prima gioventù: tonda ma Bona con pelle di luna,
    portava per contratto Roy Rogers,
    calzava polacchine clarks… e a volte
    un fermaglio tra i lunghi capelli lisci,
    rivolto verso il basso,
    ed era un disco rotto,
    chiudeva sempre un ragionamento con:
    “cosa ne sai tu che non hai visto il Vietnam!”
    Ma per i miei ormoni aveva sempre ragione lei!

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    • Ciao Paolè,
      seguo saltuariamente ma è tanta roba e tutti i giorni, per cui resto un po lontano e volutamente disinformato,
      (non leggo manco i quotidiani, per non tediarmi),
      per la mia sanità fisica e mentale.
      Poi ho la bacheca, che mi segnala notifiche,
      ma è bloccata da molto tempo (Ekkisenefreca).
      Detto questo.
      Ci dobbiamo sentire privatamente.
      Avevo pensato di prendere un numero di telefono temporaneo e metterlo a disposizione anche degli altri utenti,
      escluso qualcuno,
      col sistema di parola chiave a tempo,
      in modo da poterci contattare,
      e magari fare un gruppo su Whatsapp,
      per discutere in modo sano, libero,
      e costruttivo,
      e uscire da questo putrido pantano,
      per me diventato ghettizzante.
      A parer mio, negli ultimi tempi,
      questo blog serve allo scopo solo
      a chi lo gestisce.
      Passo la Palla a voi Creativi

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      • Zio Girino, innanzitutto la nostra Compagna é sposata, ma siccome é di sinistra allora se po’ ffa’ perché in fondo una donna non puó pretendere di appiattirsi sul lento logorio del quotidiano istituzionale in fatto di momenti di sesso.

        Dopodiché io vorrei suggerire un nome per questo tuo gruppo, ecco, si potrebbe chiamare “Venitemi a vedere in Girinia”.

        Come musica, visto la tua reputazione, suggerisco questo:

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      • Io te lo dico: se mi viene un ictus sarai l’unico responsabile. Ma vuoi premere il tastino rispondi? E vuoi RISPONDERE? Ma quante volte devo farti la stessa domanda? Se dici solo il comune Pedro non può trovarti e sventrarti.

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      • Signor Ennio è perfetto, non avevo dubbi sulla sua creatività.
        “Venitemi a vedere in Girinia”
        Dedica più che personale:

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      • Tesoro ribadisco quanto sopra:
        “Poi ho la bacheca, che mi segnala notifiche,
        ma è bloccata da molto tempo (Ekkisenefreca)”.
        Per il resto, tieniti Bona perché voglio conoscerti non Raggiante ma di +++.
        L’ultima cosetta, veramente mi fa sorridere,
        ma sei giustificata, perché non mi conosci

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    • Seguo raramente la concita ma con Gratteri ho visto il video, e anche oggi la ho vista, uno schifo assoluto, come Caselli entrava nel merito del discorso, dopo un po di preambolo, lei da studio parlava sopra e lo interrompeva. Venduta!

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  12. L’accusa aveva chiesto per Antonio Caridi, ex senatore del PDL 20 anni di carcere con la pesante accusa di associazione mafiosa nell’ambito del processo “Gotha”. Il Tribunale di Reggio Calabria dopo cinque anni di dibattimento lo ha assolto da quell’accusa. Ma Caridi nel luglio 2016 fu arrestato e trascorse in carcere 20 mesi dopo che il Senato ne aveva dato il via libera.

    Cinque anni dopo arriva la completa assoluzione di Caridi che per la Cassazione con la ‘ndrangeta non c’entrava nulla.

    Credete che i suoi aguzzini gli chiederanno scusa, o continueranno a pontificare in televisione?

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    • No vabbé! Questo è decisamente troppo. Nientedimeno hanno fatto un processo, con un capo d’accusa e alla fine del processo hanno assolto? Non ci credo, che abuso!

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    • Io ti ho risposto con un bell’elenco di persone alle qualii tu pensi si debba chiedere scusa (allo scopo di farti chiedere scusa alle vittime del loro malaffare) ma …

      GLI ERRORI NELLA CONFIGURAZIONE DI ‘STO COSO DI WORDPRESS

      … mi cassano i commrnti lunghetti.

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  13. Tutti a lapidare oralmente la DeGregorio, arrivista e incompetente, ma nessuno dice che il vero scandalo è la mancata giustizia alle vittime di Livorno, del Ponte di Genova, ai morti da inquinamento ambientale, agli operai licenziati con un sms da pseudo aziende che esternalizzano e scappano dopo aver ricevuto i finanziamenti statali, alle migliaia di malati vittime di malasanità, ai detenuti torturati che aspetteranno invano l’incriminazione delle forze dell’ordine coinvolte, e così via. Nel frattempo, dopo aver truffato, evaso tasse a piene mani, aver tramato occultamente contro lo stato in società con le mafie, e possiamo continuare, ci sono parlamentari-metastasi che continuano a succhiare il sangue dal tessuto sociale collettivo e non hanno alcuna intenzione di mollare. Un paese profondamente malato, non di covid, ma del cancro della corruzione. Questa riforma è la classica goccia, e se fosse per me farei cadere il governo come unica soluzione.

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      • Tu non sai quanto mi annoia parlare di me.
        Solo un accenno, poi ti spiegherò nei dettagli..
        In questo momento, stranamente, sono in montagna… sarò in loco dopo ferragosto.
        Ma ti giuro che ti racconterò tutto tutto,
        quindi, mi tocca essere ripetitivo:
        “tieniti Bona…”
        😜👋👋👋

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