(Roberta Labonia) – L’accordo sulla schi-forma Cartabia in CdM è stato raggiunto. Ci sono state delle modifiche che l’hanno resa meno schifosa si, ma resta pur sempre una pessima riforma. Stasera Nicola Gratteri, ospite dell’accoppiata di mezze seghe Parenzo/De Gregorio, l’ha detto senza peli sulla lingua: pur prendendo atto che il lodo Conte/Draghi ha portato ad escludere i reati per mafia dall’improcedibilità (per lui peggiore della prescrizione), “questa della Cartabia è la peggiore riforma della Giustizia da che sono entrato in Magistratura”, (leggi 1986). Quando è entrata la piddina Cucchi in studio, che tanto si è gloriata della giustizia ottenuta in nome del fratello morto per torture in carcere, Gratteri l’ha freddata con questa domanda: “lei lo sa che con la Riforma Cartabia suo fratello non avrebbe mai avuto giustizia?” Il suo processo è durato 12 anni! Lei l’ha buttata in caciara. Ora, ad ascoltare le prime dichiarazioni a caldo dei capi bastone di partito, sembra che abbiano vinto tutti. In particolare sembrano aver vinto Renzi e Salvini (lo stesso che poche ore prima diceva che la Lega avrebbe votato solo la riforma come uscita dal primo CdM). Ora, non potendo intestarsi il merito di aver modificato la schi-forma, esultano entrambi perché “si chiude l’era Bonafede”. Solo da Giuseppe Conte sono arrivati accenti di verità : “non è la nostra riforma ma abbiamo contribuito a migliorarla”, ha detto “ma sono rammaricato della durissima opposizione della Lega: a parole siamo tutti contro la mafia ma quando si tratta di fatti concreti, gli slogan scappano via e non ci si trova sullo stesso fronte”

Quindi? Hanno vinto Conte e i 5 Stelle? Non hanno vinto, ma sicuramente non hanno perso, ciò che hanno ottenuto nel CdA stasera, i 4 ministri 5 Stelle sotto la ferma guida di Giuseppe Conte, è il minimo sindacale, giusto per non farci dire: oggi la Giustizia, in Italia, è morta. Le modifiche migliorative le dobbiamo TUTTE a loro: processi per mafia o collegati alla mafia, voto di scambio politico mafioso, terrorismo, violenza sessuale aggravata e traffico di droga, godranno di un regime speciale, sono stati esclusi dal regime di improcedibilità che interviene per tutti gli altri reati se il processo d’appello dura più di due anni. Per questi scatterà al sesto anno, quindi al quinto dal 2024 in poi. Ma a gridare vendetta resta la discrezionalità del Parlamento su quali reati considerare prioritari , a mancare all’appello dei reati sottratti all’improcedibilità sono i reati per corruzione e, in generale, tutti quelli verso la pubblica amministrazione: molti di questi non vedranno la fine, nonostante, sempre grazie alla spinta dei 5 Stelle, il giudice avrà la possibilità di prorogare di un anno qualsiasi processo. E non è un caso se l’armata 5 Stelle abbia trovato un muro sui reati di corruzione e verso P. A.: la casta voleva pararsi il culo e ci è riuscita. L’unica speranza che mi concedo è che prima che questa legge obbrobrio entri in vigore, cioè nel 2025, gli italiani capiscano in che mani sono finiti e voltino pagina nelle urne. Già mi arrivano alle orecchie i lamenti e le imprecazioni della base incazzata con Conte e i “governativi”. A questi vorrei far presente che stasera non esiste un 5 stelle a non esserlo, incazzato, me compresa. Ma siccome il mio cervello ancora non è succube della mia pancia, mi dico che se è vero che è andata male (o non bene, fate voi), è altrettanto vero che senza Giuseppe Conte poteva andare peggio, molto peggio.