Il piede in due staffe di Salvini

Ci rendiamo conto di quanto sia difficile immaginarlo non nelle vesti abituali del virologo macchietta, o del guappo di cartone, o dello sparafucile di turno (le pistole invece le maneggiano i suoi assessori).

(pressreader.com) – di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano – Oggi vorremmo parlare di Matteo Salvini, ma seriamente. Ci rendiamo conto di quanto sia difficile immaginarlo non nelle vesti abituali del virologo macchietta, o del guappo di cartone, o dello sparafucile di turno (le pistole invece le maneggiano i suoi assessori).
È anche vero che si tratta pur sempre del leader della Lega, il partito fino a ieri in testa ai sondaggi elettorali, nonché forza rilevante del governo Draghi.
Che giovedì sera lo ha preso letteralmente a ceffoni davanti all’intero Paese quando ha detto che “l’appello a non vaccinarsi è appello a morire”. Ce l’aveva con la Meloni, ma soprattutto con il suo alleato, il teorico del “non c’è Covid sotto i quarant’anni”, che rintronato dalla piallata ha provato solo a farfugliare qualcosa.
Dopo una figuraccia del genere un politico provvisto di elementare dignità avrebbe annunciato il ritiro della delegazione leghista dalla maggioranza.
Ma nel suo caso, povera stella, come si fa a rinunciare di botto a ministri, sottosegretari e relativo ambaradam di potere, le famose cadreghe che ai tempi del Bossi erano la farina del diavolo?
Assistiamo alla nemesi dell’ambiguità farlocca, del piede in due staffe, del qui lo dico e qui lo nego, del Matteo di lotta e di governo (l’altro Matteo presidia gli studi dei commercialisti), espedienti che possono fare fessi gli elettori per un po’ ma non per sempre.
La stessa doppiezza di chi predica sceriffi a mano armata e strappa l’applauso con la legittima difesa prêt-à-porter, per poi ritrovarsi a giustificare l’assessore col colpo in canna e una persona morta per strada.
Ovviamente, il Salvini multitasking non fa che portare voti all’opposizione radicale di FdI, libera in assoluta coerenza di sostenere la protesta No Vax e No Pass, o qualunque altra forma ribellistica utile da cavalcare.
Un problema che agita il Carroccio dove cresce la frangia di coloro che s’interrogano sul senso di una linea politica sempre più contraddittoria e perdente.
Neppure Draghi può dormire sonni tranquilli dal momento che il decisionismo sulla giustizia (voto di fiducia), sommato a quello sui vaccini rischia di mettere in crisi il rapporto con le due forze fondamentali della coalizione, M5S e Lega.
Con la prospettiva di un semestre bianco per lui tutt’altro che tranquillo.

1 reply

  1. caro Padellaro, in politica abbiamo a che fare con (ovviamente in parte) personaggi poco affidabili e senza vergogna, sicuramente manovrati, gioppini al soldo di poteri.

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