Alcune riflessioni sul green pass

(Andrea Zhok) – E’ di ieri la notizia dell’obbligatorietà del Green Pass per l’accesso ad un’ampia serie di attività, non solo voluttuarie, e per tutti i soggetti di età superiore ai 12 anni.

Ci potevano essere forme in cui un’operazione simile poteva avere senso, ma non sono quelle che identificano le caratteristiche attuali del Green Pass, che si presenta come francamente inaccettabile.

Quest’iniziativa ha molti padri. E’ frutto dell’indecoroso livello dell’informazione, della propaganda battente da parte di portatori d’interesse non chiaramente identificabili, ma assai ascoltati, della confusione concettuale prodotta dalle passerelle di ‘esperti’ in cerca di gloria, e dell’arroganza dogmatica di parte influente dei nostri gruppi dirigenti.

Proviamo a fissare le idee per punti.

1) Un breve passato e le sue indicazioni

Partiamo da questa domanda: I vaccini anti-covid sono “vaccini sperimentali”? Questa domanda è stata posta l’altro giorno da Concita De Gregorio ad un virologo di corvée in televisione. Come d’uso, la forma presa dalla domanda non era neanche un po’ suggestiva: “Dunque non è vero che i vaccini attuali siano – come dicono alcuni – ‘vaccini sperimentali’?” Una volta alzata così graziosamente la palla, all”esperto’ non restava che schiacciare, affermando che “No, assolutamente, si tratta di vaccini ampiamente e attentamente sperimentati.

“Ora, a chiunque abbia ancora a cuore l’onestà intellettuale non sfuggirà che qui si sta giocando con le parole. I vaccini elaborati per far fronte alla pandemia di Covid sono vaccini testati su coorti ampie e in modo intensivo, e dunque sono certamente ‘vaccini sperimentati’. Ma sono anche farmaci testati con la tempistica più breve della storia dei vaccini e dunque, per definizione, non possono dare conto di effetti a medio e lungo termine, dunque sono anche ‘vaccini sperimentali’. Sono vaccini che hanno avuto un accesso precoce alla fase 4, quella del monitoraggio su sicurezza ed effetti secondari del vaccino sulla popolazione generale, fase che di solito si sviluppa oltre 5 anni dopo la fase 1, e che qui invece è stata abbreviata – per note ragioni di urgenza – ad un anno.

Alcuni fatti.

E’ un fatto che negli ultimi mesi e a tutt’oggi, in diversi paesi, le rispettive autorità sanitarie abbiano fornito indicazioni differenti, consigliando il vaccino a gruppi di soggetti differenti.

E’ un fatto che in vari paesi, di non minore status scientifico del nostro, alcuni vaccini siano stati bloccati a macchia di leopardo, e per alcuni gruppi di soggetti.

E’ un fatto che si siano commessi occasionalmente (come accade fatalmente sui grandi numeri) errori di somministrazione (partite ‘difettose’, somministrazione di più dosi agli stessi soggetti, ecc.).

E’ un fatto che sono stati identificati alcuni problemi specifici per alcuni preparati, problemi non emersi nella fase sperimentale che aveva portato alla loro commercializzazione. Per il vaccino Astrazeneca si sono riscontrate trombosi aspecifiche in un numero significativo di soggetti, per il vaccino Janssen è stato aggiornato proprio ieri il foglio illustrativo degli effetti collaterali includendovi, come effetto collaterale raro, la sindrome di Guillian-Barrè (malattia autoimmune che può condurre a paralisi progressiva).

Questi fatti ci dicono una cosa semplice, ovvero che chiunque si sbracci, giurando a reti unificate, sul proprio onore e nel nome della Scienza, l’Assoluta Sicurezza dei Vaccini o è un mentitore o è uno sciocco.

La frase generica: “i vaccini anti-Covid sono sicuri” è una semplificazione non sostenibile. Essa andrebbe sostituita da qualcosa come: “i vaccini anti-Covid presentano un profilo costi-benefici che, allo stato attuale delle conoscenze, è positivo per i gruppi in cui il Covid rappresenta una minaccia grave.

“Si deve perciò trarre la conclusione che i vaccini sono insicuri? No. Quello che si deve tenere fermo, evitando “menzogne per un bene superiore”, è che i vaccini in generale sono farmaci e non acqua fresca, che questi vaccini nello specifico presentano aree di nescienza più elevata rispetto a vaccini testati su tempi più lunghi, e che in generale sappiamo sin d’ora che in una minoranza di casi potremo avere effetti collaterali molto seri.

Chi dovrebbe dunque vaccinarsi? Dove dovremmo tirare esattamente la riga? Qui il discorso sul piano scientifico è più complesso e non univocamente decidibile. Possiamo facilmente convenire che per i gruppi più anziani (over 60) dobbiamo pesare un rischio manifesto elevato (del Covid) con un rischio remoto ed eventuale (del vaccino), e che dunque qui vaccinarsi è opportuno.

Ma se la riga sia da tirare sotto i sessanta, i cinquanta, i quaranta o dove altro è contendibile.

Fortunatamente la questione può essere però definita sul piano pragmatico. Quello che dobbiamo dunque chiederci è: “Qual è il problema che stiamo cercando di affrontare?

“Vogliamo forse garantire la piena e compiuta salute a tutti i cittadini?

Ovviamente no. Nessuno è in grado di perseguire questo obiettivo, e probabilmente non è neppure auspicabile immaginare di porsi un simile fine.

Quello che stiamo perseguendo dall’inizio è un obiettivo differente: vogliamo evitare un blocco del sistema sociale e produttivo, e nello specifico un blocco del sistema ospedaliero che avrebbe ripercussioni su tutti gli altri livelli.

Rispetto a questo obiettivo la risposta da cercare, al netto di ogni retorica, è quella che sul piano statistico riduce l’impatto del Covid a dimensioni contenute, comparabili ad altre malattie già ordinariamente trattate. Al meglio delle nostre conoscenze, dati statistici alla mano, una messa in sicurezza attraverso il vaccino dei soggetti al di sopra dei 50 anni di età è sufficiente ad ottenere questo obiettivo. Si può auspicare che anche altri, di età inferiore, si vaccinino. Ma niente al mondo parla a favore della vaccinazione di gruppi come quello della fascia di età 0-19, dove la letalità per Covid è dell’ordine dello 0,000001% (e solo in presenza di comorbilità).

2) Il presente

In questo contesto il Green Pass opera come una coazione pubblica senza assunzione pubblica di responsabilità.

Che si tratti di una coazione è chiaro nel momento in cui si vede che il Green Pass è richiesto per ogni sorta di eventi, non solo bar, ristoranti o discoteche, ma per ogni attività pubblica al chiuso (si pensi alle attività extrascolastiche dei ragazzi, come lo sport, un corso di lingua, ecc.). Inoltre si parla di estendere l’obbligo anche al trasporto pubblico.

E’ chiaro (e questo è manifestamente l’intento) che qui si tratta di COSTRINGERE la popolazione refrattaria – a prescindere dall’età – a vaccinarsi, pena la morte sociale, l’impossibilità di fare alcunché condannandosi ad una sorta di lockdown personale perenne.

Ma si tratta anche di una costrizione chiaramente in malafede. Se ci fossero univoche motivazioni scientifiche e pragmatiche per poter operare serenamente, l’obbligo sarebbe già cosa fatta. Solo che un obbligo di legge è qualcosa che eliminerebbe lo scarico di responsabilità permesso dall’accettazione dei rischi (disclaimer) di chi si sottopone volontariamente alla vaccinazione. Un obbligo di fronte a possibili esiti nefasti, senza motivazioni ineccepibili, rappresenta una responsabilità grave, anche sul piano penale, che comprensibilmente nessuno si sente di assumere.

Al posto dell’obbligo si introduce perciò una coazione ‘soft’ che di fatto vuole obbligare gran parte di giovani e adolescenti a vaccinarsi, se non vogliono estinguersi socialmente (dopo due anni già vissuti in semi-clausura). Così, prima, quando non c’era il vaccino, gli dicevano che non dovevano uscire di casa per ‘preservare i nonni’. Adesso, che il vaccino c’è, gli dicono che devono vaccinarsi di corsa per preservare i nonni che non vogliono fare la fatica di andarsi a vaccinare.

Ma anche basta.

3) Verso il futuro

L’ultima questione che dovrebbe essere chiarita è: qual è la strategia di lungo periodo delle nostre classi dirigenti? Ne hanno una qualsiasi? Ci hanno mai pensato, o improvvisano giorno per giorno sulla base del prossimo ineludibile ‘allarme sociale’ rilanciato dai media? La questione della strategia qui è cruciale. Per come stiamo impostando il problema del nostro rapporto di lungo periodo col Covid, ciò sembra implicare l’idea per cui l’intera popolazione dovrà vaccinarsi con scadenza di 9 mesi per tutta la vita, generazione dopo generazione.

Peraltro, se la nostra unica difesa contro il Covid diventa il vaccino, possiamo solo pregare che non emergano varianti capaci di aggirare i vaccini disponibili, perché in tal caso ci attendono solo altri lockdown, e poi altre corse a vaccini sperimentali, ecc. ecc. Questo modo di immaginare il futuro è suicida.

Qualcuno dice che non si devono lasciar sviluppare le varianti. Splendido, e precisamente come? L’idea che il virus smetterà di circolare è ridicola: un virus così contagioso e diffuso a livello mondiale, salvo miracoli, è destinato a diventare endemico. L’idea di ‘bloccare lo sviluppo di varianti’ è dunque scientificamente un assurdo, visto che il virus, continuando a circolare, continuerà necessariamente a produrre varianti.

L’unico modo storicamente noto per affrontare situazioni del genere consiste nel trovare un modo di convivere con il virus.

In altre epoche ciò avveniva nel modo più brutale, andando incontro alle conseguenze e vedendo alla fine del confronto col morbo quali forme del virus erano rimaste in circolazione e quanta risposta immunitaria si era sviluppata nella popolazione.

Nella nostra epoca abbiamo la possibilità di attutire il colpo, di permettere alla popolazione più fragile di difendersi meglio, affrontando il virus con l’allenamento preventivo di un vaccino. Questa è una bellissima cosa, perché può consentire di adattarsi al virus gradatamente, riducendo drammaticamente la mortalità e magari sviluppando nel frattempo cure sintomatiche capaci di superare le crisi più gravi. Nella maggior parte dei paesi del mondo, per il semplice fatto che non avranno abbastanza vaccini a disposizione, questo è esattamente ciò che accadrà comunque.

E noi cosa pensiamo di fare? Pensiamo di medicalizzare l’esistenza nostra e di tutte le generazioni future per preservare idealmente (e solo idealmente) il 100% della popolazione da ogni problema sanitario?

Non è chiaro quanto questa prospettiva sia insostenibile e perdente?

17 replies

  1. Corsa a vaccinarsi, numeri verdi in tilt.
    Altro che moltiplicazioni dei pani e dei pesci! Sua santità Draghi fa meglio.
    Peccato che … mancano i vaccini.
    Occorre un altro miracolo.
    A sentire loro, con i numeri che si rincorrono sopra i 500.000 giornalieri, come massimo
    a settembre… Covid debellato
    O no?

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  2. Burioni: “Dal 6 agosto i no vax saranno agli arresti domiciliari, chiusi in casa come sorci”
    “Da agosto i no vax saranno agli arresti domiciliari, chiusi in casa come sorci”: lo scrive sui social il virologo Roberto Burioni commentando il via libera del governo all’introduzione del Green pass obbligatorio per accedere a tutti i luoghi in cui si rischia l’assembramento.

    Il medico, infatti, ha scritto sul suo profilo Twitter: “Propongo una colletta per pagare ai no vax gli abbonamenti Netflix per quando dal 5 agosto (in realtà il decreto entrerà in vigore il 6 n.d.r.) saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci”.

    Ma quello di Burioni non è l’unico tweet contro i no vax. Successivamente, infatti, il virologo ha scritto: “Così come gli anti green pass boicotteranno i ristoranti dove non possono entrare, io ho deciso di boicottare la squadra maschile italiana di sollevamento pesi alle prossime olimpiadi di Tokyo”.

    Poi, rispondendo a un post di Matteo Salvini, il quale sottolineava l’importanza di vaccinare gli over 60 senza obbligare gli under 40 alla vaccinazione, Burioni ha twittato: “Chi afferma che le persone sotto i 40 anni non devono vaccinarsi mette in pericolo gli italiani, la loro salute, il loro lavoro, la loro libertà. Salvini, non si intesti questa battaglia senza senso, sarebbe un peccato”.

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  3. “Ma niente al mondo parla a favore della vaccinazione di gruppi come quello della fascia di età 0-19, dove la letalità per Covid è dell’ordine dello 0,000001% (e solo in presenza di comorbilità).”

    Ma questo dove sta scritto? Citare le fonti please. Poi per comparazione si indichi anche la letalita’ del vaccino, ove disponibile, grazie, ben gentile.

    Dice: non sappiamo gli effetti a lungo termine del vaccino. Ma va? E invece sappiamo gli effetti a lungo termine del Covid? Tanto per fare alcuni esempi, il papillomavirus porta il cancro dopo tot anni, l’Epstein-Barr pure, la varicella-zoster si annida nel corpo umano e puo’ ripresentarsi a distanza di decenni. Quindi? Che dovemo fa?

    Io farei cosi’: datosi che i vaccini sono troppo pericolosi, eviterei accuratamente di somministrarli ai novax e ai legaioli, niente vaccini per nessuna ragione, ci tengo troppo alla loro salute.

    In piu’, essendo il Covid notoriamente una specie di raffreddore, ma meno grave, metterei i contagiati a stretto contatto con novax e legaioli, tipo chiuderli tutti assieme in una fischioteca e lasciarli familiarizzare in amicizia.

    Viva la liberta’, abbasso i vaccini, piu’ Covid per tutti (i legaioli).

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    • Silvione, io non so quanto sia la % di morti giovanissimi da coviddi, però di sicuro è molto bassa.

      I dati Euromomo sono espliciti: l’anno scorso i morti giovanissimi sono stati assai di meno di quelli attesi.

      In Itaglia, poi, i morti under 50 sono stati 8.000 in meno del normale.

      Quindi sì, c’é di che pensare sulla questione. Mentre gli antivirus (ops, vaccini) sono pericolosi anche per i giovani, come dimostra il caso della 18enne genovese, che è solo una delle probabili vittime da coviddi.

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      • c’è il piccolissimo problema degli ospedalizzati
        sappiamo giornalmente quanti sono, ma del totale,
        probabilmente prossimo al milione, mancano informazioni che aiuterebbero a capire il fenomeno

        ad esempio, età, stato di salute preesistente, durata del ricovero, livello di gravità del ricovero
        (ovvero quanto hanno dovuto brigare per tirarcelo fuori, con farmaci, non zuppe di verdura)
        postumi del ricovero.

        loro questi dati li hanno, ma nessuno ne parla, e non è secondario sapere, magari, che gli ospedalizzati
        sono anche giovani e con buona salute preesistente, e che dopo 10 gg (tempo a caso) molti ancora
        non mostravano miglioramenti decisivi, e che all’uscita il corpo era debilitato e necessitava di riabilitazione.

        ora in Italia i morti giovani si tanno riprendendo bene, almeno nella mia zona, dove ci saranno stati
        un 5 o 6 incidenti in moto mortali, e pure in auto non scherzano
        battuta a parte
        è normale che siano stati meno, meno incidenti sia fuori che sul lavoro, e fare 8k (in quanto tempo?
        1 anno 2 anni?) si fa presto, se fosse anche solo un anno farebbero 1 morto al giorno per regione
        di covid, ad Aprile 2021 (sett. 7-12), erano un morto all’ora per regione

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    • Silvio io l’articolo non l’ho interpretato come un articolo no vax.
      Infatti dice che sopra i 60 la scelta migliore è vaccinare e sotto bisogna valutare.

      Nella fascia 0-20 anni in italia sono morti in 28 soltanto fino ad ora, per cui mi sembra sensato valutare bene se costringerli al vaccino.

      Fonte: https://lab24.ilsole24ore.com/coronavirus/#

      Il vaccino presenta delle incognite ancora, visto che le conseguenze a lungo non sono note, quindi va usato con cautela. Anche del covid le conseguenze a lungo non sono note, come giustamente fai notare, però secondo me essendo le consegueze a breve in quella fascia d’età praticamente nulle penso abbia senso evitare il vaccino.

      Ovviamente niente è sicuro e il dibattito aiuta ad arrivare a posizioni sempre più sensate.
      Se avessi informazioni nuove e diverse posso sempre cambiare idea, non ho un pregiudizio assoluto nei confronti del vaccino (che ho fatto), solo cautela.

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  4. Questa e’ un po’ vecchiotta, ma torna bene per la bisogna:

    Brasile, muore presentatore tv celebre per le sue posizioni negazioniste: aveva il Covid

    https://www.fanpage.it/esteri/brasile-muore-presentatore-tv-celebre-per-le-sue-posizioni-negazioniste-aveva-il-covid/

    La dedico a tutti i coraggiosi giornalisti che si oppongono alla dittatura sanitaria, ogni causa ha bisogno dei suoi martiri, vi auguro di essere all’altezza del vostro collega.

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  5. Non voglio entrare nel merito dei numeri, perchè tanto ognuno cita quelli che vuole e non convincerà mai chi la pensa diversamente. Però questa storia della “semi clausura da 2 anni” non si può proprio sentire. Gli unici che hanno fatto la quarantena, per 2 mesi, sono gli abitanti di Wuhan.
    In Italia abbiam fatto 2 mesi di pseudo quarantena: si andava al lavoro se di quelli essenziali, a fare la spesa 400 volte al giorno, a portare a spasso il cane 800 volte al giorno, a fare jogging (maratone interminabili), farmacia, bancomat, tabaccheria. Dopo questi 2 mesi siam passati al “non ce n’è coviddi!”. https://www.youtube.com/watch?v=GeCptUWXiXk

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    • Almeno quella è stata una sorta di quarantena, quest’ inverno e soprattutto questa primavera è stata una cosa ridicola.
      Controlli sotto zero.
      Capisco che si debba lavorare, anch’ io devo lavorare e sono stata ferma, ma per favore non chiamiamole “chiusure”. Tra zone universitarie strapiene ogni notte, scuole in presenza con relativi spostamenti ( pare esistano solo i Licei! Dalla Materna alle Medie quasi sempre a scuola in presenza: miglioramenti nei trasporti non pervenuti); nelle aziente pressochè tutti in presenza (solo il Pubblico: Comuni, Regioni, Univ ersità…è completamente sparito, e continua…); trasporti a go go; immigrati che si assembravano nelle loro zone indisturbati senza mascherina, prostitute al lavoro ( tutte vaccinate? Come mai se si avvicina una pattuglia c’è il fuggi fuggi?)…
      Quello che mi suona come un’ immensa presa per i fondelli, è l’ assoluta mancanza di controllo nei confronti degli assembramenti: cosa conta essere all’ essterno se si beve in centinaia uno addosso all’ altro, ci si ubriaca, si urla, si canta, ci si abbraccia,…? Altro che “vaccinazioni”.
      Ma è sempre così: chi segue le regole è sempre fregato. E’ molto meno contagioso un “sorcio” che esce solo quando serve e mantiene le distanze e l’ igiene di un vaccinato che “festeggia” come abbiamo visto – e continuiamo a vedere – “festeggiare”.
      Non rischiano la “morte”, quelli?

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  6. ” tutte vaccinate? Come mai se si avvicina una pattuglia c’è il fuggi fuggi?”

    Perche’ la prostituzione e’ illegale anche colla vaccinazione…

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    • È ovvio, Ennio, ma pensa che le tante prostitute/i, trans, ( es. Via Emilia zona Ipercoop, almeno una ventina solo in pieno giorno e tutto il repertorio) che hanno lavorato anche durante il lockdown duro non abbiano diffuso contagio? Poi i clienti tornavano a casa…
      Non ho visto droni.

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  7. oddio, la storia della sindrome che si potrebbe prendere con quel tal vaccino,
    non è proprio di ieri magari la miocardite con lo Pfizer, si, ma non la cita
    che Zhock sia al soldo di quegli americani?

    ma a parte gli scivoloni temporal-notiziari, non tutti i vaccino sono “nuovi”
    quelli che usano i virus ammazzati come meccanismo per l’ingresso della parte importante
    sono già testati da anni, la metodica di Astra è stata quella di usare per, le due dosi, sempre lo stesso
    ceppo di adenovirus, i russi ne usano due differenti, e questa differenza è probabilmente
    il motivo per cui ci sono stati meno casi problematici con lo Sputnik V, altrimenti i giornali,
    sia russi che occidentali, sarebbero stati pieni di report drammatizzanti in merito, invece solo
    un paio di articoli su un giornale minore, un resto del, italiano su due casi di italiani traditori
    che sono andati nella Federazione a farsi inoculare -non ho letto gli articoli
    per cui non conosco i dettagli- ma se la copertura, nel senso di evitare problemi gravi, è del 95%
    significa che il rimanente 5% un rischio lo corre ed quella percentuale su un milione fa 50k,
    e visto che i vaccinati sono ormai miliardi si parlerebbe di 50 milioni di persone (nel mondo)
    che corrono il rischio, ma i numeri dicono il contrario

    Zhock glissa sul fatto delle mutazioni, cosa non secondaria visto che è di ieri la notizia di una nuova
    trovata in GB e usa, attualmente indicata come non problematica e con pochi casi trovati, ma la stanno
    ancora osservando.

    ed occorre tornalo a rammentare, basta una persona per generare una mutazione
    se fosse vaccinata, la mutazione probabilmente non avverrebbe, dato che il sistema
    immunitario “allenato” dopo pochi giorni ne avrebbe ragione e con un minor rischio
    di trasmissione
    le mutazioni non avvengono per natura spontanea, sono l’effetto dell’incontro del virus con il corpo umano
    sono il suo tentativo di adattarsi ad esso, a ciò che trova e difficilmente è istantaneo
    ovvero entra e, zacchete!, si trasforma, dato che avviene durane la sua replicazione
    se non riesce a replicarsi, l’eventuale mutazione cessa.

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  8. Mi piace questo articolo che tenta di fare un po’ d’ordine nella logica delle decisioni sul covid.
    Poi tutto è ancora in divenire e potrebbe saltar fuori che il covid ci ucciderà tutti o che lo faranno i vaccini, o qualcosa di intermedio, tutto può essere, ma mi pare che l’analisi fatta da Zhok sia allo stato attuale delle conoscenze, molto sensata.

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