Il governo pensa a due green pass differenziati

Rome, Italy, – March 29 2021: Green Pass. European Union sets out virus pass plan to allow free travel. Covid or Coronavirus vaccine certificate or passport app with passport, and mask

(Fiorenza Sarzanini – corriere.it) – Green pass con una dose di vaccino per andare al ristorante al chiuso, con doppia dose per i luoghi più affollati. È una delle ipotesi che il governo discuterà nel corso della riunione della cabina di regia prevista nelle prossime ore.

Prevedendo comunque che nelle aree dove maggiore è la circolazione del virus sia prevista ovunque la doppia dose. L’obiettivo del governo è lasciare l’Italia in fascia bianca almeno fino al 15 agosto e dunque — oltre alla modifica dei parametri per la classificazione delle aree di rischio — si studiano misure che possano contribuire a frenare la corsa della variante Delta. E questo passa inevitabilmente per avere il maggior numero di persone immunizzate.PUBBLICITÀ

La conferenza delle Regioni è stata convocata per oggi, domani ci sarà la riunione con il governo, il Consiglio dei ministri si riunirà quindi entro giovedì in modo da far entrare in vigore il decreto il 26 luglio. E così prorogare anche lo stato di emergenza — che scade il 31 luglio — per almeno tre mesi.

Fino alla firma del provvedimento la mediazione è comunque in corso e tiene conto delle resistenze già espresse dal leader della Lega Matteo Salvini — che ribadisce il suo via libera al green pass «nei posti affollati, ma non per andare a mangiare la pizza» — e delle perplessità del Movimento Cinque Stelle che il leader Giuseppe Conte avrebbe espresso al presidente Mario Draghi nell’incontro di ieri.

Una trattativa che mira comunque a raggiungere il risultato di lasciare aperte le attività, come del resto è stato chiesto da tutte le associazioni di categoria. E che il presidente del Consiglio potrebbe annunciare in una conferenza stampa.

I nuovi parametri

I dettagli saranno messi a punto anche grazie al confronto con i presidenti di Regione, ma la linea di Palazzo Chigi è quella di lasciare aperte il più possibile le attività e soprattutto evitare — visto che la variante Delta colpisce chi non è immunizzato — che dove la curva epidemiologica sale si vada in fascia gialla.

Ecco perché è stato deciso di far «pesare» sulla classificazione delle aree di rischio, anche il numero di persone ricoverate in area medica e in terapia intensiva e non soltanto — come avviene attualmente — l’incidenza dei nuovi positivi ogni settimana su centomila abitanti. E dunque si andrà in zona gialla se l’occupazione dei reparti ordinari supera il 10 % dei posti letto a disposizione e quella delle terapie intensive va oltre il 5%.

Misure diversificate

In questa nuova classificazione si tenderà a diversificare i luoghi dove più alto è il rischio di contagiarsi prevedendo un doppio livello di obbligo del green pass. E dunque in questa prima fase di applicazione del decreto potrebbe essere sufficiente una sola dose di vaccino (ma anche un tampone negativo, oppure il certificato di guarigione nei sei mesi precedenti) per andare nei ristoranti al chiuso e in tutti gli altri luoghi dove i protocolli già prevedono regole di distanziamento.

Una doppia dose sarebbe invece obbligatoria per i luoghi affollati, dove alto è il rischio di assembramento anche agli ingressi e all’uscita. L’elenco dovrebbe prevedere stadi, concerti, convegni, eventi, luoghi dello spettacolo, palestre. E consentire — sempre con la doppia dose di vaccino — di poter ballare nelle discoteche all’aperto. Per i ristoranti all’aperto non sarebbe invece prevista alcuna limitazione.

Le vacanze

La proposta che sarà sottoposta all’esame di maggioranza e presidenti di Regione ha come obiettivo anche quello di non penalizzare chi ha già effettuato la prima dose di vaccino, oppure l’ha prenotata ma — proprio perché non tutte le Regioni prevedono la possibilità di effettuare il richiamo in vacanza — potrebbe decidere di rinunciare.

La riunione dei governatori è prevista per oggi e la linea espressa sarà analizzata dai ministri, ma anche dal Comitato tecnico scientifico che si è già espresso raccomandando di vaccinare il maggior numero possibile di persone, con un’attenzione particolare agli over 60.

Stato di emergenza

Nel decreto sarà prevista la proroga dello stato di emergenza che scade il 31 luglio. Finora il governo guidato da Draghi ha sempre previsto l’allungamento di massimo tre mesi, ma la presenza delle varianti che potrebbe segnare anche l’avvio della scuola e le elezioni amministrative previste per ottobre, potrebbe convincere sull’opportunità di arrivare alla fine dell’anno.

Vuol dire che sarà ancora possibile lo smart working al 50% e la semplificazione di alcune procedure. In questo modo rimane in capo al commissario Francesco Paolo Figliuolo la gestione della campagna vaccinale.

4 replies

    • Già, assurdo come adesso vada tutto bene.

      Saranno i Mannaggiaskin, o gli Europei.

      Meno male che non ha vinto pure la Ferrari domenica scorsa.

      "Mi piace"

  1. Secondo me escludere i bar e i ristoranti dal green pass (anche solo parzialmente, del tipo “All’aperto non ci vuole il green pass e al chiuso sì”) sarebbe un errore. Il motivo è molto semplice: se escludiamo i bar e i ristoranti, a quel punto il green pass servirebbe soltanto per andare ai concerti o al cinema, ma questi sono svaghi che l’italiano medio si concede soltanto una volta ogni mai; il bar e il ristorante invece sono il suo luogo di svago prediletto, quindi se l’italiano medio venisse colpito su quello allora sì che ci sarebbe il boom di prenotazioni per il vaccino che abbiamo visto in Francia. Se invece ci fosse il green pass solo per concerti, cinema e ristoranti al chiuso, a quel punto le prenotazioni si innalzerebbero soltanto di uno zero virgola.
    Inoltre, a un concerto o a un cinema io potrei stare con la mascherina dal primo all’ultimo minuto dell’evento, mentre invece al bar e al ristorante l’abbassamento della mascherina è inevitabile: di conseguenza sarebbe assurdo imporre il green pass per dei luoghi dove ci sono altre forme di tutela della salute e non imporlo per dei luoghi dove invece è l’unica difesa.
    Comunque a mio giudizio i nostri politici hanno già in mente di imitare in tutto e per tutto il modello francese, estendendo il green pass anche ai bar e ai ristoranti, sia al chiuso che all’aperto. Se adesso stanno pensando di adottare una soluzione più morbida (del tipo “Bar e ristoranti accessibili ai non vaccinati, ma solo all’aperto”) è solo perché vogliono arrivare a quel punto in maniera graduale: prima emanando questa legge più blanda, poi imponendo in tutto e per tutto le misure di Macron.
    In pratica Draghi ha imparato la lezione di Noah Chomsky: se prendi un provvedimento drastico tutto d’un botto, a quel punto il popolo ti si rivolterà contro; se invece a quel provvedimento drastico ci arrivi un passettino alla volta, a quel punto il popolo ci fa lentamente l’abitudine, e finisce per accettare delle misure che se fossero state approvate tutte insieme dalla sera alla mattina avrebbero provocato una rivoluzione. Un po’ come la rana che se la metti in una pentola di acqua bollente schizza via, se invece la metti in una pentola di acqua fredda e alzi lentamente la temperatura resterà lì dentro fino a morire. Con la differenza che quello era un esperimento crudele, il green pass alla Macron invece è una trovata geniale per indurre la gente ad agire per il bene collettivo.

    "Mi piace"

  2. già siamo inclini a fare male le cose semplici, figurarsi se non cercano di complicarle.

    il pass deve essere dato con validità solo dopo 14gg dalla seconda dose, o l’unica, per i mono componenti.

    a me l’hanno consegnato pochi gg dopo la seconda dose
    e non c’è indicato se vale subito o dopo, come “richiede la UE”.

    il fatto è che a gestire le cose non ci sono dei tecnici che seguono delle regole dettate dall’arte, ma dei
    ciarlatani che devono stare sull’onda del consenso e quindi, dato che gli elettori vogliono subito il pass,
    subito glielo danno, a prescindere che abbia senso o meno, tanto se poi s’ammalano danno la colpa
    ad altri, la Raggi, le cavallette, il cane che ha mangiato i compiti, tutto meno che a quelli giusti.

    inoltre quello che stanno omettendo è
    nel caso ne introducano l’obbligo chi, e come, controlla se uno ha un pass, e se è valido o taroccato?

    se non c’è uno strumento di verifica (un lettore che comunica con un database che ne restituisce la validità)
    farne di falsi è un gioco da ragazzini, basta averne un campione da imitare e, se il validatore
    è un persona che lo guarda solamente, il gioco è fatto.

    ah! e questo a prescindere che i pass siano uno due o ancora di più.

    inoltre credo che sia uno strumento utilizzato da altri stati per tracciare i contagi (se tutti quelli che sono in un locale
    sono rintracciabili, nel caso ci sia un contagiato, è più semplice trovarli, una sorta di Immuni non più anonimo)
    ma per far questo ci vuole sempre un lettore ed un sistema d’archiviazione e che accetti solo quelli validi
    altrimenti ci si trova con tanti Dante Alighieri, Meo Patacca, Giuseppe Garibaldi, Pelè ecc ecc

    "Mi piace"