M5S, pesi e contrappesi nelle righe dello statuto: Conte decide la linea, Grillo propone la sfiducia

GIUSEPPE CONTE BEPPE GRILLO

(di Emanuele Buzzi – corriere.it) – Giuseppe Conte avrà pieni poteri sulla linea politica del Movimento, ma Beppe Grillo potrà proporre di sfiduciarlo qualora lo ritenesse opportuno. Il nuovo statuto che i Cinque Stelle si preparano a votare è un gioco di pesi e contrappesi tra il garante e l’ex premier, che dopo una lunga trattativa hanno trovato un punto di equilibrio costruito su meccanismi bilanciati. Presidente e garante rimangono i due perni su cui si fonda il nuovo organigramma: al primo spetterà un indirizzo più politico, al secondo un quadro valoriale. Secondo quanto risulta al Corriere, il presidente — ruolo che sarà appannaggio di Conte — è «l’unico titolare responsabile dell’azione politica» del Movimento e avrà potere di nomina sulla segreteria.

Il comitato nazionale che appoggerà la presidenza prevede tre vicepresidenti (scelti dall’ex premier) e una serie di altre posizioni, ma avrà un ruolo puramente consultivo. Sui possibili vice da settimane si parla di fedelissimi contiani come Vito Crimi, Alfonso Bonafede e Paola Taverna: ipotesi che saranno sciolte a breve, quando sarà reso noto il progetto. Conte presiederà anche due nuove strutture interne: il comitato di prossimità territoriale — che avrà il compito di rinsaldare l’azione con le diverse realtà locali — e la scuola politica, nuovo fiore all’occhiello tanto voluto e citato da Conte nelle scorse settimane. Chiariti gli aspetti politici, rimangono quelli identitari.

Beppe Grillo sarà il «custode dei principi fondamentali della linea politica», un ruolo che conferma l’autorità del garante nelle questioni più spinose. Grillo — come in passato, ad esempio per la prorogatio di Vito Crimi — sarà «depositario dell’interpretazione autentica delle norme dello statuto». Il suo parere non sarà sindacabile. Non solo: il garante — come nel vecchio statuto — potrà proporre all’assemblea la sfiducia nei confronti del leader. Un passo, però, che prevede un nuovo contrappeso: qualora la mozione non venga accolta, Grillo non potrà più chiedere un voto di sfiducia per i successivi dodici mesi. Un modo per garantire sia la possibilità di un cambiamento sia la continuità dell’azione. Il garante proporrà anche — come già accade — i nominativi per gli organi di garanzia: il comitato di garanzia e il collegio dei probiviri.

Ed è proprio il comitato di garanzia uno dei «nodi» centrali del Movimento che sarà. I tre componenti attuali — Vito Crimi, Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri — hanno preso posizione contro Grillo e sono in scadenza a breve. I tre avrebbero deciso di lasciare la carica dopo l’approvazione dello statuto. A quel punto Grillo dovrà indicare — in una rosa di cinque o sei persone — i nuovi «arbitri» delle future contese. A rendere ancora più centrale il ruolo del futuro comitato di garanzia è il fatto che da lì passano i regolamenti per le candidature. E i tre potranno proporre la sfiducia sia del leader sia del garante (ma votando all’unanimità). Le nuove norme prevedono — specie sulla gestione dei fondi M5S — un cambio di rotta: il tesoriere è scelto di comune accordo tra Grillo e Conte. Oggi è il deputato Claudio Cominardi. Chi verrà dopo di lui dovrà muoversi come un funambolo negli equilibri (complicati) del Movimento.

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2 replies

  1. Scuola di “partito ,bella cosa ,peccato che esistesse già nel vecchio PCI dove già allora non era consentito il dissenso interno . VERGOGNA .

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