La vispa Cartabia

Estratto dell’editoriale di Marco Travaglio sul Il Fatto Quotidiano del 11/07/2021 dal titolo “La vispa Cartabia” – Leggendo la sua intervista al Corriere, si stenta a credere che Marta Cartabia abbia davvero detto quel nulla mischiato con niente. Ma soprattutto che sia davvero la ministra della Giustizia, e nel governo dei migliori. Era dai tempi del leghista Roberto Castelli, immortalato da Borrelli come “l’ingegner ministro”, che non si trovava tanta incompetenza mista ad arroganza (le due cose vanno spesso a braccetto, la seconda per nascondere la prima). Con l’aggravante che Castelli era un esperto in abbattimento di rumori autostradali e la Cartabia è un ex presidente della Consulta. […]

[…] Forse non lo sa, ma la ragionevole durata dipende dai giudici solo in minima parte. Anzitutto dipende da lei: è il Guardasigilli che deve garantire agli uffici giudiziari gli uomini e i mezzi per fare processi rapidi. Poi dipende dal Csm, che impiega mesi se non anni per riempire i vuoti d’organico. Poi dipende dal numero dei processi, che si può abbattere solo depenalizzando i reati inutili (compito dei politici) e con norme che incentivino patteggiamenti e altri riti alternativi e scoraggino le impugnazioni pretestuose e dilatorie.

[…] Senta un po’ Coppi: “Se i 2 anni concessi per fare il processo d’appello trascorrono senza che si arrivi a una sentenza, che fine fa la sentenza pronunciata in primo grado? Il reato non si può prescrivere perché la prescrizione è interrotta, ma non si può più procedere. Ovviamente la pena inflitta in primo grado non potrebbe essere eseguita… Mi metto nei panni di una parte civile, che in primo grado ha visto riconosciuto il diritto al risarcimento: se l’appello non si celebra in tempo, che se ne fa di questo riconoscimento? Dall’altra parte, l’imputato può ben dire che se si fosse celebrato l’appello sarebbe stato assolto. A questo punto sarebbe stato meglio tenersi la riforma Bonafede e buonanotte. Se non altro aveva il pregio della chiarezza”. Vergogniamoci per lei.

56 replies

  1. ecco quello che combinano i “competenti” raccomandati a vita fino a diventare presidente della corte costituzionale.
    altro regalo di re Giorgio, tutte le vittime dei prossimi processi farlocchi ringraziano sentitamente.

    Caxxo è proprio vero che le erbe cattive non muoiono MAI!!!!!

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  2. Esiste un modo per sveltire ancor di più la giustizia, basterebbe abolirla del tutto e andare direttamente per censo. Durata dei processi: zero. Quella sì che sarebbe una vera riforma. Dilettanti.

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    • cartabia ,ulteriore esempio che la differenza di genere, NON fa la differenza. Quello che effettivamente conta e’ la PERSONA. (per la sig.ra Gruber)

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    • @jonny Dio,
      Per analogia mi aspetto tale modalità in tutti i settori: ad esempio a chi è ricoverato in ospedale e non e’guarito entro due settimane, gli si somministra l’iniezione letale , e che sia finita.
      Del resto l’Europa dice che si spende troppo in sanità , i medici sono pochi , e non si può mantenere la gente negli ospedali a scroccare brodino e patate lesse, due volte al giorno! ( in un ospedale della mia zona fornivano per tutte le 24 ore solo una minerale da MEZZO litro, che non bastava al paziente -mio parente-neanche ad assumere i farmaci della giornata ).

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  3. Capisco, si fa per dire, l’esultanza del Puparo di Arcore e dei suoi picciotti di vario ordine e grado al seguito, così come le manifestazioni di giubilo del bacia Madonne di Pontida e di Giorgy Giovanna d’Arco de’ noantri. Capisco, sempre sarcasticamente, finanche il gaudio di Fonzie e la “sua” Arabia Vile unitamente ai vari manutengoli di cui si è circondato. Pd e LeU non pervenuti ancorché allineati e coperti a favore di questo vergognoso provvedimento cosiddetto Salvaladri. Tutti costoro rappresentano gli epigoni del pensiero unico neoliberal nostrano, nulla di nuovo. Quello che apparentemente non è chiaro, e qui dal sarcasmo si passa a quadretti decisamente meno ironici, è il gioco (sporco) di Mr Beppe: evidentemente, Giuseppe Conte era ed è tuttora mal visto e mal sopportato dai peggiori interessi economici e finanziari dell’ancien regime italiano ed internazionale e dal marcio che da questi interessi si origina. Già…

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    • Vediamo se depenalizzano lo stupro in stato di ebbrezza per i minori di anni 21.

      Facevano prima, invece di distruggere la giustizia italiana, una volta tanto messa a posto.

      Ps carina la grigia Cartabia, anche se quel sorrisetto da Monnalisa non promette niente di buono sulla sua etica.

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      • Che etica può avere una dogmatica cattolica che ha contribuito per numerosi anni alle “sorti” di Comunione e Fatturazione, che si è battuta accanitamente contro il fine vita per coloro che sopravvivono in stati vegetativi e contro il matrimonio tra persone che si amano ma che non sono eterosessuali ? Boh…

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  4. I 5 stelle sai
    senza vergogna col PD li vediamo
    I 5 stelle sai
    Han tradito tutto il loro elettorato
    Dai che tra un po’ si va a votare
    Per loro ormai è la fine
    Vedrai li cacceremo via
    E più non ci sarà
    Un ministro inadeguato
    Che troppi danni fa e i congiuntivi sbaglierà
    Voi siete il bluff dei 5 stelle
    Quelli del “mai col partito di Bibbiano“
    Voi siete il bluff dei 5 stelle
    Figli del movimento che, si è venduto
    Che triste fine i 5 stelle
    Fate a gara chi tra voi è il più tonto
    Voi siete le stelle cadenti
    E nel parlamento ora siete il tonno
    Cari 5 stelle noi
    al voto finalmente vi cancelleremo
    I 5 stelle sai
    Con i Rossi sono il club anti-italiano
    E più la gente vi abbandona
    voi attaccati alla poltrona
    Non volete andare via
    E più non ci sarà
    Un altro Vaffaday
    Perché affanculo andrete voi, e vi mandiamo noi
    Voi siete il bluff dei 5 stelle
    Beppe Grillo e il PD sono d’accordo
    Voi siete il bluff dei 5 stelle
    chi vi vota ancora non è certo furbo
    Voi siete il bluff dei 5 stelle
    Incompetenti di un governo allo sbando
    Voi siete le stelle cadenti
    Impreparati e con le facce di bronzo

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  5. A quanto pare Grillo ha fatto togliere dalla riforma il passo che assolveva senza processo tutti i figli con nome Ciro dall’accusa di stupro. Qualcuno si sarebbe insospettito ed avrebbe potuto equivocare sul perché abbia costretto i parlamentari del movimento a distruggere la Bonafede e votare questa enorme porcata incostituzionale.

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  6. La vispa Cartabia. MARCO CARTABIA- IFQ- 11 luglio 2021

    Leggendo la sua intervista al Corriere, si stenta a credere che Marta Cartabia abbia davvero detto quel nulla mischiato con niente. Ma soprattutto che sia davvero la ministra della Giustizia, e nel governo dei migliori.
    Era dai tempi del leghista Roberto Castelli, immortalato da Borrelli come “l’ingegner ministro”, che non si trovava tanta incompetenza mista ad arroganza (le due cose vanno spesso a braccetto, la seconda per nascondere la prima). Con l’aggravante che Castelli era un esperto in abbattimento di rumori autostradali e la Cartabia è un ex presidente della Consulta. Ma proprio questo è il guaio: un Guardasigilli dovrebbe misurarsi, oltreché con gli alti principi del Diritto, con la Giustizia reale. Come minimo, dovrebbe aver messo piede in un tribunale. Non è il caso della Cartabia, che pure, essendo affiliata a Cl come il marito, di imputati e pregiudicati dovrebbe conoscerne parecchi. Invece parla come un topo di biblioteca con la testa fra le nuvole e, non guardando dove mette i piedi, finisce in tutte le buche e i tombini aperti.
    Basta confrontare i giudizi di Caselli, di Davigo, di altri giudici e persino dell’avvocato Franco Coppi (difensore di B.) con quelli della vispa Teresa per accorgersi che non sa cosa dice. Nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, lo sa benissimo e ha deciso di mandare definitivamente a picco il processo penale per la gioia di qualche interessato (nella maggioranza extralarge dei Migliori c’è l’imbarazzo della scelta, tra imputati e genitori di indagati).

    1. La Bonafede, che blocca la prescrizione alla sentenza di primo grado, è “sbilanciata: trascura il diritto degli imputati alla ragionevole durata del processo, che è un principio costituzionale e di civiltà giuridica”. Ora, nel resto d’Europa, la prescrizione decorre dal momento del reato (non da quando viene scoperto) e si interrompe alla richiesta di rinvio a giudizio o al rinvio a giudizio: quindi tutta l’Europa è molto più incivile di noi. E allora di quali “impegni con l’Europa” vanno cianciando Cartabia e Draghi?

    2. ”L’Italia ha il più alto numero di condanne della Cedu per violazione della ragionevole durata del processo”. Forse non lo sa, ma la ragionevole durata dipende dai giudici solo in minima parte. Anzitutto dipende da lei: è il Guardasigilli che deve garantire agli uffici giudiziari gli uomini e i mezzi per fare processi rapidi. Poi dipende dal Csm, che impiega mesi se non anni per riempire i vuoti d’organico. Poi dipende dal numero dei processi, che si può abbattere solo depenalizzando i reati inutili (compito dei politici) e con norme che incentivino patteggiamenti e altri riti alternativi e scoraggino le impugnazioni pretestuose e dilatorie.
    Cioè la reformatio in peius (oggi il giudice d’appello non può aumentare la pena) e il blocco della prescrizione, per rendere non più convenienti gli appelli infondati e i cavilli allunga-processi. Lei invece regala l’improcedibilità a chi fa durare l’appello più di 2 anni: solo un idiota masochista patteggia o rinuncia a impugnare e a comprare tempo.

    3. Nessun problema per il processo sul ponte Morandi perché ”a Genova gli appelli durano in media meno di 2 anni”. La media vuol dire che i più complessi durano di più e i più semplici (al singolo ladruncolo o spacciatore) meno. Quello del Morandi, un unicum come il disastro, sarà una battaglia con decine di imputati, oltre un centinaio di parti civili, perizie e controperizie impossibile da trattare in 2 anni. Quindi sarà tutto improcedibile, con tanti saluti ai 43 morti e grandi feste a casa Benetton.

    4. “A Roma l’appello di un caso complesso come Mafia capitale è durato poco più di un anno”. Sì, ma i 2 anni nel suo Salvaladri non si calcolano dalla prima udienza all’ultima, ma a dall’impugnazione (poi passano mesi, anni per il dibattimento). Coppi, che il Tribunale di Roma lo frequenta da mezzo secolo, spiega che anche lì (figurarsi nelle sedi disagiate del Sud), “per un appello se si è fortunati servono 3 o 4 anni. Anche 1 anno massimo per i processi in Cassazione è molto stretto: gli atti impiegano molto tempo ad arrivare a Roma”.

    5. “Perché, se a Milano e a Palermo gli appelli durano in media 2 anni, non dovrebbe esserlo anche altrove? Perché a Napoli non dovrebbero riuscire a fare quello che già fanno a Palermo?”. Forse perché il distretto di Napoli ha il record di reati di tutta Europa? Glielo spiega il presidente della Corte d’appello di Napoli: “Oggi trattiamo i processi definiti in primo grado nel 2015-16”. Tutti processi che nascono già morti in partenza in base alla sua Salvaladri.

    6. “Fare giustizia nel rispetto delle garanzie”. Bene, brava, bis. Senta un po’ Coppi: “Se i 2 anni concessi per fare il processo d’appello trascorrono senza che si arrivi a una sentenza, che fine fa la sentenza pronunciata in primo grado? Il reato non si può prescrivere perché la prescrizione è interrotta, ma non si può più procedere. Ovviamente la pena inflitta in primo grado non potrebbe essere eseguita… Mi metto nei panni di una parte civile, che in primo grado ha visto riconosciuto il diritto al risarcimento: se l’appello non si celebra in tempo, che se ne fa di questo riconoscimento? Dall’altra parte, l’imputato può ben dire che se si fosse celebrato l’appello sarebbe stato assolto. A questo punto sarebbe stato meglio tenersi la riforma Bonafede e buonanotte. Se non altro aveva il pregio della chiarezza”. Vergogniamoci per lei.

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  7. Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli, Federico D’Incà e Fabiana Dadone sono dei TRADITORI!

    Hanno tradito il Movimento e cioè 11 milioni di Italiani per obbedire come dei corpi morti a Grillo che ormai ha deciso di essere il becchino del M5S.
    Ma i corpi morti non si votano! Si seppelliscono!

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  8. IFQ
    È ANCORA BEPPE GRILLO A INDICARE LA VIA.
    E ANCORA, IN UN MODO O NELL’ALTRO, ALLA FINE NEl MOVIMENTO SI FA COME DICE LUI.
    di ldc e l.giar.
    Il retroscena, svelato ieri da il fatto quotidiano, conferma la centralità di Grillo, le cui telefonate sono state decisive – insieme agli ultimatum di Draghi – per far cambiare rotta ai 4 ministri 5Stelle, convinti fino all’ultimo di astenersi sulla legge. E oggi gli eletti, che di quelle telefonate non ne sapevano nulla, sbottano: “Nessuno ci ha avvisati che i ministri avrebbero approvato la riforma”.
    La rabbia ruota intorno a quello che hanno fatto i 4 Ministri che avevano un mandato preciso: se non è possibile votare No, perlomeno astenetevi.
    E invece, nel giro di un paio d’ore, i quattro M5S di governo – Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli, Federico D’Incà e Fabiana Dadone – confermano a Draghi e Cartabia l’ok del Movimento, accettando il piccolo ritocco ai tempi dell’improcedibilità per i reati contro la Pubblica amministrazione.
    Dietro al cambio di rotta c’è l’intervento di Grillo, ormai convinto che Draghi abbia le stimmate del grillino. I parlamentari, però, si sentono presi in giro: “Come mai siamo stati scavalcati?”.
    Anche perché l’accordicchio su corruzione e concussione non è novità dell’ultima trattativa. La proposta arriva ai gruppi parlamentari già giovedì mattina. Draghi ha un filo diretto con Grillo perché ha capito di avervi trovato un insperato alleato. A poco servono allora le mille riunioni tra la mattina e il primo pomeriggio, quando i 5 Stelle – i ministri si riuniscono con i Direttivi delle Camere e qualche parlamentare di peso – discutono a lungo se sostenere la norma che straccia la Spazzacorrotti, arrivando poi alla decisione di astenersi in Cdm. E a poco servono anche i tentativi di Conte, che nel frattempo suggerisce ai suoi di non cedere su un totem come quello della Giustizia e si lamenta di come alcuni testi fondamentali continuino ad arrivare in Cdm all’ultimo minuto.
    Non solo: in quelle riunioni si valuta già il compromesso finale, quello che allunga i tempi per i reati contro la Pa, e non il testo iniziale. Ciononostante, gli eletti si dividono tra chi è per un secco No alla riforma e chi consiglia l’astensione: “Il Sì alla riforma non era neanche in discussione”.
    E invece, finita la riunione, la linea cambia. Grillo ha telefonato in maniera separata ai ministri, chiedendo di non mettersi di traverso. Il resto è noto: la destra e i renziani provano ancora a logorare i 5Stelle contestando l’accordo sulla corruzione, ma sanno benissimo di poter festeggiare. Quando Draghi domanda ai ministri se ci siano obiezioni sulla riforma, nessuno alza la mano. Persino i big del Movimento, come il capo reggente Vito Crimi e i capigruppo Ettore Licheri e Davide Crippa, si ritrovano spiazzati, avendo lasciato i ministri convinti che si sarebbero astenuti. Decine di eletti scoprono la giravolta dalla stampa e adesso chiedono delle spiegazioni, ottenendo la convocazione di un’assemblea congiunta per domani. Ben sapendo che il Sì di giovedì indica la rinuncia a un altro pezzo della propria identità.

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  9. Sono schifata e incazzata.
    Ma non ce l’ho solo con quei 4 ministri cialtroni burattini di Grillo. Ce l’ho con chiunque in tutto questo tempo ha azzannato i 5 stelle e il loro programma in nome di cosa? Di uno Stato in mani ai corrotti e senza giustizia! E’ questa Italia che volete difendere?????
    Mi auguro che quando le orrende proposte della Cartabia sulla giustizia saranno votate in Parlamento, venga chiesto il voto segreto così che i giusti, se ancora ne restano, possano votare contro e lo facciano anche i 5 stelle sottraendosi al diktat inaccettabile di Grillo a cui si sono piegati Di Maio, Patuanelli, D’Incà e Dadone, producendo quel voto all’unanimità che è la vergogna dei traditori e degli uomini che odiano la giustizia.

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  10. il movimento ha preso 11 milioni di voti con un programma ben preciso e dichiarazioni, comportamenti precisi (tipo onestà ecc), ora basterebbe un 1% degli elettori per reclamare il dovuto con manifestazioni contro chi è diventato casta, esiste questo 1%? basta frignare o battere la tastiera, azione nel ricordare le promesse con persone fisiche.

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  11. BASTA CON I DISTRUTTORI DI QUESTO PAESE !!!- Viviana Vivarelli.

    Ci siamo vantati di essere il Movimento degli Onesti e ora abbiamo la faccia di votare per leggi che salvano i Disonesti????
    Siamo il Paese più corrotto d’Europa e quello con la Giustizia Peggiore. Ma con Draghi diventeremo ancora peggio su una strada che di porta all’inferno del Terzo Mondo.
    La destra vuole ancora più corrotti liberi e senza pena. E Draghi dissesta la Giustizia per uccidere l’Italia dalle fondamenta.
    Grillo si associa a questo tentativo perverso di massacrare la giustizia perché vuole che suo figlio vada libero e senza pena.
    Ma non possiamo distruggere un Paese di 60 milioni di abitanti e un Movimento di 11 milioni di elettori per favorire il figlio colpevole di uno solo.
    Se i Ministri a 5 stelle si piegano a questo orrore meritano solo l’abominio!
    Fuori da questo Governo perverso!
    E fuori Grillo dal Movimento!
    Riprendiamoci la Giustizia!
    Riprendiamoci il Movimento!
    Rirendiamoci l’Italia!

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  12. INARRIVABILE TRAVAGLIO !!! Spero che il tuo articolo venga condiviso e diffuso a più non posso perchè anche i cretini inneggianti al Governo dei MIGLIORI (!!! ???) sappiano in quali fetide mani Mattarella ci ha buttati ma, soprattutto, che ciò che resta dei 5S prenda coscienza e chiuda con questo mostro peggiore dei governi Berlusconi.

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  13. “Simbolo M5S di chi è? La battaglia legale per l’uso in corso a Genova, udienza finale a luglio 2021

    Attualmente, di fatto, è già in corso a Genova una battaglia legale per l’uso del simbolo M5S: l’udienza conclusiva è fissata al primo luglio 2021. Il procedimento è stato promosso dal Curatore speciale del M5S del 2009 nei confronti della omonima mini-associazione fondata da Grillo e altre due persone nel dicembre 2012 e del partito fondato da Di Maio e Casaleggio jr.

    Nel contenzioso di Genova, la posizione della ‘difesa’ è che il proprietario del simbolo è Grillo, che lo ha poi ceduto all’Associazione del 2012, la quale lo avrebbe poi dato in comodato all’Associazione del 2017. A complicare ulteriormente il quadro, è la normativa elettorale italiana, che riconosce una sorta di primazia nell’uso del simbolo da parte del gruppo parlamentare che lo ha depositato e ne diventa effettivo titolare, perché non esiste allo stato attuale una norma che consenta di coniugare la disciplina civilistica con quella elettorale.

    Tra l’Associazione del 2012 e l’Associazione del 2017, lo statuto del 2017 riconosce la proprietà del simbolo alla prima, dunque quella di Grillo, nipote e commercialista. I quali, volendo, potrebbero revocare il diritto di utilizzo. Ma resta l’incognita non da poco del gruppo parlamentare: in materia elettorale, prevarrebbe il diritto di deputati e senatori che hanno adottato quel contrassegno. ”

    Grillo impazzito? Per niente. Conte non potrà mai diventare capo politico del movimento. Le vere intenzioni di Grillo sono
    liberarsi di Conte altrimenti niente simbolo. La base non conta nulla. Draghi grillino e Grillo draghiano perchè ?

    La destra, stampa, i poteri forti non vogliono un movimento forte, no alle alleanze il movimento piace cosi.
    E Grillo cosa c’entra ? Il baratto vero è questo, tu ti tieni il movimento e mandi Conte a VFC, il padrone sei tu , il movimento è
    tuo, liberati di Conte e avrai i tuoi vantaggi, Il silenzio dei vari Morra, Lezzi ,Di Maio non vi dicono niente. Avete sentito questi signori
    dire qualcosa contro Grillo ? I selfie con i parlamentari non vi dice niente? Grillo ha completato il conticidio, peccato.
    Con Conte il movimento avrebbe avuto la possibilità di contare qualcosa. Senza tutto tornerà come prima e più di prima.
    Con tanti VFC .
    Il vero problema è Conte, un uomo che piace alla gente ,ma non piace a chi decide il nostro futuro.

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  14. Conte piace alla gente,
    Conte piace soprattutto al pd-l,
    Altro pifferaio, incredibile come un azzeccagarbugli riesca a circuire gli itagliani,
    Fintanto che l’elettorato itagliano correrà dietro ai vari idoli l’itaglia sarà la repubblichetta delle banane quale è.

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  15. Ragazzi, io vi voglio allegri e lo posto, ma occhio alle convulsioni. Ridete con misura.
    Tu Federico c, puoi ignorare l’avviso ai naviganti.

    Pubblichiamo (Corriere della sera) un brano tratto dal libro di Matteo Renzi «Controcorrente», edito da Piemme.

    Mentre Biden annuncia come primo atto alla Casa Bianca la firma per riportare gli Stati Uniti dentro la sfida della sostenibilità ritornando tra i Paesi firmatari degli accordi sul Climate change di Parigi (che onore aver partecipato come Italia a quel processo e a quella firma!) rifletto sul fatto che aver spaccato il fronte populista mandando all’opposizione Salvini e portando l’esecutivo Conte su posizioni europeiste diametralmente opposte a quelle del Governo giallo-verde non basta più. (…)
    Ne parlo con Nicola Zingaretti in più di una circostanza. Scorgo in lui un’inquietudine sull’azione dell’esecutivo che è anche la mia inquietudine. Nei nostri incontri, nelle nostre chat, nei nostri dialoghi mi dice di essere preoccupato dall’incapacità di gestire il giorno dopo giorno dell’amministrazione («Comunque guarda che è un dramma, se arriviamo così a Natale ci prendono a forconate» mi scrive all’inizio di novembre) ma anche la necessità di investire sulla politica. Proviamo insieme a imporre un cambiamento. Abbiamo entrambi un curriculum ricco di esperienze amministrative: lui la Provincia e la Regione, io la Provincia e il Comune. Abbiamo dunque il gusto di una gestione seria della macchina pubblica. Ma veniamo da una formazione politica — diversa come tradizione culturale ma comunque politica — e dunque riconosciamo che se il mondo cambia e chiede un protagonismo diverso dell’Italia e dell’Europa, dobbiamo fare la nostra parte. Con formula antica chiediamo allora «un tavolo politico». I capi dei partiti di maggioranza vanno a Palazzo Chigi, da Conte, per discutere insieme sul come ripartire. Sono i primi giorni di novembre del 2020. È il mio ultimo tentativo di spiegare al presidente del Consiglio dei ministri che l’Italia ha bisogno di una svolta.
    Entriamo al terzo piano di Palazzo Chigi. Erano quattro anni che non ci tornavo. L’ultima volta che avevo preso quell’ascensore mi ero dimesso in una notte di dicembre del 2016. Non provo nessuna emozione particolare e me ne compiaccio: devo aver superato il momento della nostalgia, mi dico. (…) Noto invece con una punta di malizia che sono stati fatti costosi lavori di ristrutturazione interna. Li avevo bloccati durante il mio governo perché, pur non amando il «giallo Silvio» — così chiamavo io l’arredamento dell’appartamento presidenziale curato e pagato personalmente da Berlusconi —, l’idea che si spendessero soldi pubblici per togliere ciò che era stato appena messo a proprie spese da un predecessore mi sembrava poco rispettoso del contribuente. Quelli che dovevano aprire il Palazzo come una scatoletta di tonno e tagliare gli sprechi, invece, iniziano ritinteggiandolo e riarredandolo a spese del contribuente. Pensandoci bene, mi dico divertito, è già una metafora della loro politica. Dovevano scardinare tutto, hanno solo tolto la carta da parati perché non di loro gradimento.
    Il tavolo politico, invece, è presieduto da Conte e composto da Zingaretti, Roberto Speranza, Vito Crimi e il sottoscritto. È il nostro primo incontro. Sarà anche l’ultimo, nei fatti. Ma tutti fanno uno sforzo per sentirsi a proprio agio. (…) Il clima sembra buono, dunque. Zingaretti va giù pesante. Parla dei ritardi nelle infrastrutture, facendo riferimento ad alcuni dossier bloccati segnalatigli dalla sua macchina regionale. E chiude duro: c’è bisogno di una svolta, di un salto di qualità, di un cambio di passo. Io non ho bisogno nemmeno di intervenire a lungo. Dico solo un paio di cose, che poi esplicito in modo trasparente nei giorni successivi in messaggi pubblici sui social e in tv. La prima: «Molto buone le notizie sui vaccini finalmente in arrivo. Chiedo al Governo di preparare per tempo il piano di distribuzione. Non facciamoci trovare impreparati. Non facciamo come con le mascherine, i banchi a rotelle, i ventilatori cinesi. Organizzare bene si può, non perdiamo tempo». (…)
    Chiedo di coinvolgere l’esercito nella gestione dell’emergenza, domando perché la protezione civile sembra sparita dai radar dopo qualche tensione — si dice — con la struttura del commissario Arcuri. Dico esplicitamente che Arcuri non è Superman e che almeno sui vaccini si deve cambiare interlocutore. Vengo rassicurato a parole da Conte che garantisce — anche a me, come fossimo in diretta Facebook — che il piano c’è, il Governo è pronto e andrà tutto bene. Vengo rassicurato a parole, insomma, ma scoprirò, dopo qualche settimana, di essere totalmente ignorato nei fatti. Quando a marzo 2021 il nuovo premier Draghi sostituisce il commissario Arcuri con il generale Figliuolo e riporta in campo la protezione civile affidandola all’ingegner Curcio, la campagna svolta. Sarà anche un caso ma è andata così.
    Il secondo messaggio. Arriviamo a Palazzo Chigi in un momento di scontro del Governo con le Regioni. Siccome sono abituato a dire in privato le stesse cose che dico in pubblico faccio un comunicato: «Il caos di queste ore tra Regioni e Stato centrale dimostra una cosa semplice: il titolo V della Costituzione così com’è non funziona. Quattro anni fa — in quel famoso referendum — avevamo proposto di inserire la clausola di supremazia. Quella scelta ci avrebbe evitato il caos di oggi. È andata come è andata ma adesso possiamo finalmente mettere da parte le simpatie e le antipatie e fare ciò che serve al Paese? Cambiare i rapporti tra Governo e Regioni è una priorità». E il contrappasso è che nel primo momento in cui torno nei luoghi da cui sono uscito per aver perso il referendum sento il nuovo presidente del Consiglio fare un elogio della riforma costituzionale necessaria: cambiamo il titolo V, più poteri al Governo, pronti a discutere anche di superamento del bicameralismo paritario. Trattengo con signorilità la risata. E dunque quando Conte legge una nota preparatagli dallo staff sull’esigenza di fornire strumenti al Governo per avere leggi il cui iter si concluda a data certa, come strumento per evitare l’eccesso di decreti, noto che è persino Vito Crimi a sussurrare premurosamente a Conte: «Ehm, presidente, questa che stai disegnando era la riforma costituzionale di Renzi, quella contro la quale noi abbiamo fatto campagna». Sorrido. Zingaretti è seduto alla mia sinistra e mi dice: «Ahò, non guardare me, io te l’ho votata eh». Speranza ministro della Salute, che certo avrebbe governato meglio la pandemia con un diverso titolo V, invece finge di non aver sentito e guarda il soffitto: era uno dei leader del «No» al referendum nonostante fossimo nello stesso partito.
    Per la prima volta dopo quattro anni torno nel Palazzo da cui sono uscito perché sconfitto al referendum. E nella prima riunione che faccio in quelle stanze mi sembrano tutti convinti di magnificare l’importanza di una riforma costituzionale che cambi poteri del Governo, poteri delle Regioni, bicameralismo. Che incredibile contrappasso!

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  16. … “topo di biblioteca con la testa fra le nuvole”… tanto per rendere l’idea. E pensare che Formigli la caldeggiava come Premier, figurarsi un po’, l’unico aspetto positivo è che sono venute fuori queste esimie personalità e abbiamo potuto sfatare una volta per tutte la mitologie dei migliori.

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  17. Non vedo cosa ci sia da ridere (a parte il solito eccesso di autoincensamemto). La bontà della riforma dell’articolo V è nei fatti. Credo tra l’altro di avertelo già spiegato tempo fa. Ma tu sei talmente rigida che non ci senti.

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    • Ma che stai a scherza’? Non avevo dubbi che avresti trovato assolutamente plausibile l’epica con cui descrive ogni sua azione.

      Sul titolo V, non ti ho già detto
      a) che non me ne fregava niente, che ho votato contro di lui,
      b) che se mi fosse fregato avrei comunque votato allo stesso modo visto che ci ha messo in mezzo un senato non elettivo fatto di sindaci e consiglieri regionali?
      Te lo devo scrivere a stampatello, o pensi di farcela?

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      • “Sul titolo V, non ti ho già detto
        a) che non me ne fregava niente, che ho votato contro di lui…”. Credi che non lo sappia? Succede quando si ragiona con tutti gli organi del corpo tranne che col cervello. Come Berlusconi, come Salvini, come la Meloni, come Gasparri, come La Russa, come Calderoli, come Brunetta, come la Gelmini, come Durigon, e potrei continuare all’infinito.

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  18. È proprio vero!! La legge non ammette ignoranza!! Quello che fanno i conoscitori della legge è quello di imbrogliare gli ignoranti facendogli credere di fare il meglio per loro!! Purtroppo l’ignoranza dilaga incredibilmente!! Sfido un cittadino normale a conoscere il codice civile e penale a memoria e soprattutto a darne interpretazione!! Cittadini comuni, siamo fottuti in ogni dove!! Qua nessuno più potrà tutelare i nostri interessi!! Nemmeno chi lo gridava a gran voce!! La politica fagocita? Macché!! La politica distruggere completamente le menti e l’anima!! Dove sono coloro che so battevano per l’ambiente e la giustizia sociale? Non ne è rimasta nemmeno l’ombra, si vergogna anche lei di essere appartenuta a dei traditori!! Sì perché lo sono!! Lo scrivo io che ho difeso fino allo stremo i portavoce incriminati!! Ce ne sono ancora con la schiena dritta ma sono uno sparuto gruppo oramai!! Quante cose disattese!! Dal ponte Morandi alla prescrizione!! L’urlo mi si ferma in gola!! Avremo mai la possibilità di ritrovare il sogno? O saranno sempre e solo incubi!?! Potremo credere ancora nella possibilità di avere una giustizia equa ed un paese verde veramente!! Onestà nella pa e mafie cancellate? Voglio avere un barlume di speranza!!

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  19. “Non provo nessuna emozione particolare e me ne compiaccio: devo aver superato il momento della nostalgia, mi dico. (…) Noto invece con una punta di malizia che sono stati fatti costosi lavori di ristrutturazione interna. Li avevo bloccati durante il mio governo perché, pur non amando il «giallo Silvio» — così chiamavo io l’arredamento dell’appartamento presidenziale curato e pagato personalmente da Berlusconi —, l’idea che si spendessero soldi pubblici per togliere ciò che era stato appena messo a proprie spese da un predecessore mi sembrava poco rispettoso del contribuente.”

    Quanto ha speso Berlusconi NON PERSONALMENTE, ma a spese dei contribuenti è ben elencato da Stella e Rizzo ” La casta”
    e “giallo Silvio” c’e ancora ,forse solo cambiata la carta non il colore. Forse. Ma tanto Renzi è cosi bugiardo e meschino , il suo” PREGGIO”

    Comunque le spese fatte sono verificabili.

    Silvio Berlusconi ha speso 4,7 miliardi di euro per Palazzo Chigi
    di Gianni Puglisi 21 Novembre 2011

    Come Silvio Berlusconi è riuscito a spendere, in un solo anno, 4,7 miliardi di euro per il personale e gli edifici della Presidenza del Consiglio.

    “Tornando a parlare di sprechi o, comunque, di privilegi dei politici italiani, di qualsiasi grado ed importanza, vogliamo citare una recentissima inchiesta, condotta dal settimanale L’Espresso, nella quale si evidenziano i costi sostenuti dallo Stato italiano per mantenere, al massimo dell’efficienza e secondo le richieste del Presidente del Consiglio, Palazzo Chigi, la residenza romana del Primo Ministro.”
    https://www.politikos.it/governo/silvio-berlusconi-ha-speso-47-miliardi-di-euro-per-palazzo-chigi.html

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  20. Molto contiani i “big” quando gli serve a salvarsi il seggio per la prossima legislatura,un po meno quando interviene Grillo e Draghi minaccia la caduta del governo,qindi la perdita dei dicasteri e sottosegretariati con annesso pericolo votazioni anticipate (e chi li rivota a questi big al terzo mandato?).Se mai rivoterò m5s o altro simile,lo farò solò se non ci sarà nella lista nessuno al terzo mandato e invito tutti a fare lo stesso.

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  21. La burattina cartabia ha la faccia di legno e, dietro, un ventriloquo.
    CL è una loggia, nè più nè meno.
    Che dice delle cazzate lo sa benissimo, infatti non le dice lei, le dice il ventriloquo per la tv, e il telespettatore, distratto e di fretta, se le beve, e non gli restano nemmeno sullo stomaco: le digerisce.

    Ho visto di sfuggita un tg e una copia di la repubblica (delle banane), stessa tecnica: parlavano dei 5 stelle contrari alla riforma solo per dire che erano spaccati fra grillo e conte e litigano, e poi voce a un maestoso e inarrivabile letta (nipote, anche lui col suo bel ventriloquo dietro, lo zio), che ne parlava benissimo (letta e renzi, stesse logge, si odiano come si odiano due colleghi d’ufficio, che però prendono ordini dallo stesso capufficio).

    Nel secondo video (videacci, ma non ho trovato altro, e se non lo avessi sentito con le mie orecchie per caso a un tg2, non lo avrei probabilmente mai saputo) dice anche: stessa linea di LEU. Non so se è vero, spero di no per loro.

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  22. “dice anche: stessa linea di LEU. Non so se è vero, spero di no per loro.”
    Purtroppo è vero, ho sentito Fraccaro ,anche loro hanno rinegato la modifica proposta da Conte Leu

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    • Ma insomma, anche Letta, Leu & co. sarebbero dei favoreggiatori di delinquenti, corruttori, distruttori del sistema giudiziario, attentatori dei diritti delle vittime, nostalgici del decreto Biondi o della ex Cirielli? Ma dai. Capite bene che no, NON è credibile.

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      • No infatti … impossibile … probabilmente favoreggiatori lo sono, ok, ma a loro insaputa …. mandagli gli ultimi articoli di Travaglio così li leggono, capiscono, e cambiano idea.

        Letta: “è una riforma che aspettavamo da trent’anni”.
        Intende lui e suo zio.
        E infatti l’ultimo tentativo di fare una riforma simile, anche se, lo ammetto, meno peggio di questa che di fatto depenalizza il codice penale e i risarcimenti in sede civile, è giusto di trent’anni fa, con l’allora ministro dell’Ingiustizia biondi, berlusconiano.

        Apprezzo sempre molto i tuoi post, quando rarissimamente li leggo, perchè se non altro ci vuole coraggio a continuare a tentare di difendere ‘sta gentaccia maledetta.
        E poi si capisce che non sei un troll che viene qui soltanto a litigare, tu vieni proprio a fare propaganda, e a tradire il tuo paese per lavoro … probabilmente passi le giornate in rete e timbri il cartellino, e chissà quanti nick hai.

        Tutta la mia compassione.

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      • Io non considero Letta o, che so, Grasso,
        “gentaccia maledetta”. Ogni tanto incapaci si, ma “gentaccia” proprio no. E se non li sento parlare di “schiforma”, o di controriforma, o di allungamento dei processi, o di vantaggi a non finire per i delinquenti e i corruttori, qualche domanda me la faccio.

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      • Mi fa piacere che nomini grasso.
        Essendo tu un bugiardo a cottimo la considero una conferma che grasso, che a Palermo giocava a calcetto nella stessa squadra con dell’utri e mangano (senza mai infangarsi, sottolineava dell’utri), e che da capo della procura si schierava contro Ingroia e quelli che la mafia tentavano di combatterla, e a fianco di pignatone, anche lui poi lanciato in una carrierona a Roma, come insabbiatore capo, mentre Ingroia e quelli della sua parte sono finiti schiacciato dai media lui, e nell’anonimato gli altri, come è giusto che sia in uno stato-mafia, fa parte della gentaccia peggiore.
        Pensavi di esserti giocato l’asso dell’icona antimafia?
        Invece la carta l’hai bruciata.
        Cambia nick, questo ormai è frusto.
        A proposito, sei maurice 1?

        Voi cottimisti pagati per confondere le acque, siete efficaci su un pubblico distratto e televisivo, ma questo sito non fa per voi secondo me, e rischiate di chiarire più di quello che riuscite a confondere.

        Rilancia ancora dai, così mi chiarisci qualcos’altro.

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  23. Invece giuseppi che intrallazza con letta, speranza, il bomba di rignano, zingaretti, qualtieri, i vari inciuci x spartirsi poltrone alle comunali di napoli e calabria osteggiando in tutti i modi la Raggi come lo definiresti,
    Io solo un opportunista in cerca di potere,
    Io non ho nessuna simpatia x l’uomo, io aderisco alle idée, idée che hanno portato alla nascita del mv5 * e mi sembra che giuseppi non sia incline a condividerle.

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  24. Di Maio nel mirino dell’Isis, Grillo: “Più pericolosi grillini agguerriti”
    (Tweet – da adnkronos)

    Quando per me diventa irrinunciabile, sono solito mandare aff. due categorie di persone: coloro che mi stanno.. lì e di cui voglio liberarmi e, al contrario, anche coloro che stimo, al punto da dire in faccia le cose come stanno. Grillo fa parte di questa seconda categoria.
    Francamente, in un momento del genere, un tweet così proprio non lo capisco. Voleva esprimere vicinanza con un tocco di ironia per sdrammatizzare? Missione fallita per quanto mi riguarda, i due piani (solidarietà a Di Maio e lacerazione del mov.) mi pare di cattivo gusto mischiarli, alla luce di ciò che è sotto agli occhi di tutti. E poi, di grazia, chi sarebbero i grillini agguerriti? Quelli che stanno col garante o con gli scissionisti? Quelli che vorrebbero come capo politico Di Maio, Di Battista o Conte? Quelli che non voteranno mai più m5*? Sono per caso gli attivisti, gli iscritti, gli elettori i simpatizzanti che non capiscono a che cosa si stia giocando e che necessitano di una spiegazione chiara, netta, precisa?
    Qualcuno lo dica a Grillo che sono milioni. Come i vaffa, tra i quali il mio, un vaffa di stima, sincero e ponderato.

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    • @giannino Stoppani

      Lei ha colto la natura del riverbero quotidiano che rappresenta, nella sua complessità, la voce del palazzo con la sua strumentalizzazione in funzione di un partito o di un altro. Molte testate giornalistiche sono scritti di autore e mi duole che coloro che si sono sempre astenuti dal caldeggiare il sistema padronale mafioso non hanno mai ricevuto nessun riconoscimento ufficiale da una voce di palazzo che all’unisono grida “lotta alla mafia”da circa 80 anni, tra l’altro, da che mondo è mondo, il sistema che detiene un capitale, cioè una risorsa economica munifica o meno, comporta, al suo seguito, una specie e specialità di guerre di contenziosi riferiti ai mistici dividendi sia di acquisizione di ulteriore capitale sia di sperequazioni, ideologiche, più o meno chiare, più o meno oscure, e il padrone è sempre il padrone essendo, per antonomasia, il maggiore detentore del capitale in dividendi che si può rigenerare attraverso trasformazioni di economia reale ma anche virtuale o di entrambe le versioni.

      Ritornando al punto di partenza non si può considerare l’umanità alla stregua di numeri di consumo in ogni comparto di crescita.

      La scelta del politico deve essere in funzione di una progressione civile regolata da contenuti sociali istituiti proprio dalle istituzioni nella loro unità di base:i comuni, in relazione fra loro (il problema etico dei governi dei capoluoghi regionali ) .
      Ma pensando Green e pensando anche ad una decrescita felice, rallentare per amplificare e strutturare in loco potrebbe condurre ad anelli virtuosi di cui le comunità potrebbero ampliamente giovarsi.
      La politica non dovrebbe e non doveva essere ridotta alla sola lotta del capitale come i primi barbari che si rubavano il fuoco, ma offrire servizi e opportunità di migliorare la società/comunità nel suo complesso. I contenuti e le idee, l’arte, la musica..la danza lo yoga. E In fondo, la fabbrica è da sempre, sono la prigioni dei poveri.. cristi.

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    • Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.
      In un segmento di 20 km è entrato mezzo meridione, manco il tempo ci hanno lasciato, ma almeno la sua immagine è scolpita.

      Come ti permetti, tu, insolente paesana?
      Io?
      Lei dice che sono insolente?
      E chi è l’insolente se non colui che lo dice, non cogliendo il ragionamento e non volendo proseguire nel discorso ragionato?

      Altri argomenti?

      Non esiste.
      Ad maiora. Si fa molto prima ad andarsene a gambe levate!
      Addio tombe, chiusa una porta si apre una strada.

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