I Ferragnez contro Renzi

A Renzi non interessava la discussione, interessava il compromesso. Quello con Salvini però. Ed è così che in questo terreno opaco in cui s’è mosso, al suo solito, è inciampato nel “fate schifo” di Chiara Ferragni.

(pressreader.com) – di Selvaggia Lucarelli – Il Fatto Quotidiano – Quando i voti al tuo partito sono aghi nel pagliaio, ti accontenti di diventare ago della bilancia. Ed è così, con l’ormai noto ritornello dei “numeri” che non ci sono, che Matteo Renzi si gioca la sua esistenza in politica. Prima erano quelli per Conte, ora quelli per il ddl Zan, l’importante per lui è ricordarci che senza il suo sacchettino di lenticchie non si gioca a tombola. Non solo. Con il pretesto della necessità del compromesso sul ddl Zan “altrimenti la legge non passa”, si mimetizza perfettamente in quel solco opaco occupato dalla destra che “no, non siamo omofobi, ognuno può amare chi vuole, MA no teoria gender nelle scuole, no utero in affitto, no alla galera se dico che sono per le famiglie tradizionali”. Tutti passaggi che non c’entrano nulla con il ddl Zan, ma che in questi mesi hanno buttato fumo negli occhi.

Ed è questo che Renzi finge, goffamente, di non sapere: chiede il compromesso con una destra che ha basato la sua opposizione al ddl sulle bugie, sul pregiudizio, sulla disinformazione. Che vuole eliminare la dicitura “identità di genere” perché è quella che garantisce maggiormente la libertà di essere. Che fa credere che nelle scuole si dirà ai bambini “non esistono maschi e femmine” e magari chissà, si sostituirà il grembiule con le mutande con bretelle. Quella destra che accusa la sinistra di voler imporre il pensiero unico mostrandosi terrorizzata dal pensiero multiplo. Matteo Renzi chiede il compromesso con la destra amica di Orbán e Duda, fingendo di non sapere cosa significhi questo ostruzionismo, oltre alla mera conta dei numeri. Chiede di sedersi al tavolo delle trattative non con una destra moderata, ma con chi esulta alla rielezione di Duda affermando “Con lui per un’Europa di valori e identità!” (Meloni) o “Congratulazioni a Duda alleato affabile e prezioso”. (Salvini). Duda, quello delle zone Lgbt-free in Polonia, dove l’omofobia è consentita. Renzi finge di lavorare al compromesso per far votare una legge Zan amputata, mentre in realtà lavora al compromesso per sé, con le destre, QUELLE destre, in vista di una futura alleanza. E per lavarsi la coscienza ci ricorda che le unioni civili sono conquiste sue. Certo, lì si trattava di riconoscere, qui di punire. Molto più impopolare e complesso opporsi al progressivo sdoganamento di razzismo e discriminazione di genere, che dire “Auguri e figli no”. Molto più impopolare e complesso dire che nelle scuole vanno organizzate iniziative nella giornata contro l’omofobia perché se vuoi combattere l’odio devi individuarne la matrice.

No, per Renzi è accettabile cedere e “lasciamo libertà di scelta alle scuole”, come se in tema di violenza di genere non dovesse esistere ciò che è giusto e che è sbagliato, ma ciò che ci va o non ci va di dire ai ragazzi. “Vogliono imporre la loro ideologia ai bambini”, replicano i nemici del ddl. E certo. Il giorno del Black lives matter vogliono imporre l’ideologia afro-americana. Eppure qualcosa su cui aprire delle discussioni c’era, nel ddl Zan che tanto piaceva al suo Scalfarotto. Discussioni che poggiavano su premesse di verità però, dall’utilità o meno di una repressione penale allo scivoloso confine tra opinione e reato di opinione (istigazione). Ma a Renzi non interessava la discussione, interessava il compromesso. Quello con Salvini però. Ed è così che in questo terreno opaco in cui s’è mosso, al suo solito, è inciampato nel “fate schifo” di Chiara Ferragni. Un “fate schifo” di cui si è preoccupato moltissimo, perché “la politica non si fa con i like”, ripete a mo’ di mantra da mesi, ma appena lo cazzia la star da milioni di follower lui subito “Confrontiamoci”. Che poi è quello che ha risposto Salvini a Fedez, sullo stesso tema, poco tempo fa. Affinità elettive. Insomma. I due politici più nonbinary, più FLUIDI del Paese contro il ddl Zan. Vedi la vita, quante sorprese.

14 replies

  1. PRONOCIAMIENTO!

    Chiunque, volente o nolente, fallisca nell’invertire i valori del grafico reperibile acca’:

    … merita di finire i propri giorni a Kolyma.

    E basta!

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  2. sogno destinato a restare tale: la Ferragni in un film con Siffredi.

    E Renzi che fa il Cola di Rienzo vol. 2.0, fine inclusa.

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  3. I miei nipotini sono inglesi e vanno a una scuola pubblica. Già all’asilo davano loro dei librettini con sole figure tipo fumetti, in cui si vedevano vari tipo di coppie: papà-mamma, papà-papà, mamma-mamma. Hanno sempre avuto amichetti di scuola con due papà o due mamme. Nessuno si è mai scandalizzato di nulla.
    Nei Paesi nordici ci sono feste di quartiere dei gay a cui partecipano in modo normale famiglie tradizionali. E’ tutto perfettamente naturale.
    Peccato che su certi temi noi siamo i trogloditi d’Europa.

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    • “…partecipano in modo normale” ?!!!??
      E come si farebbe a partecipare in modo “anormale”?
      Il cammino è ancora lungo, a quanto vedo, altro che legge Zan!
      Il diavolo è sempre nei dettagli.

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    • Quindi confermi quel che diceva la Terragni sull’ideologia gender, e la capacità di entrare nelle scuole e nelle teste delle persone fin dalla tenera età.

      Complimenti, bella mossa Viviana. E te ne vanti anche.

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  4. Post:

    Renzi voleva fare un comizio politico contro la Ferragni (?!). Non si è accorto che appena l’ha attaccata è scaduto subito fuori moda.
    .
    Chi di Ferragni ferisce, di Ferragni muore.
    Ops! E Renzi non c’è più!
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    Renzi che si mette contro la Ferragni non ha capito in che guaio é andato ad infilarsi.
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    Nemmeno le sardine erano cadute così nel trito.
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    Renzi non sa più cosa inventarsi per avere spazio e chiede un confronto sul DDLZan alla Ferragni.
    Fa ridere già così.
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    Renzi litiga con la Ferragni. Ha paura che bin Salman preferisca come promoter la Ferragni a lui.

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