(Andrea Zhok) – Sta girando come una trottola un post che mostra come l’Italia sia oggi la quarta “potenza esportatrice” al mondo.

Export 2025: 643 miliardi di euro, quarti dietro Cina, USA e Germania. Surplus commerciale: +50,7 miliardi.

Frotte di amici di Giorgia si spellano le mani per spiegare che, vedete, il declino è storia vecchia, “la nave va”.

Ora, qualcuno si potrebbe chiedere come mai a questo trionfo faccia riscontro una crescita 2025 dello 0,5%, confermata per il 2026.

Un interessante confronto è che per le prime 3 posizioni la Cina è cresciuta del 5% , gli USA del 2,1%, mentre la Germania ha fatto persino peggio di noi (+ 0,2%).

Ora, non è che ci compiacciamo del declino, giuro.

Sarei il primo a felicitarmi se questo fosse il segno di una reale inversione di tendenza.

Purtroppo è la solita pubblicità ingannevole.

Ovviamente una valutazione isolata dell’export non è un indice della salute economica di un paese.

Anche laddove fosse abbinata ad una grande crescita del PIL, da sola sarebbe una soluzione mercantilista che è fragile e di breve respiro (basta qualunque turbativa dei traffici (pandemie, guerre, dazi protezionistici – cito a caso) e il collasso è immediato.

Il Ministro dell�economia Giancarlo Giorgetti, Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione delle Comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre. Camera dei Deputati, Roma Mercoled� 22 Ottobre 2025. (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)

Minister of economy Giancarlo Giorgetti, Prime Minister Giorgia Meloni on the occasion of the Prime Minister’s Communications in view of the European Council of 23 and 24 October. Chamber of Deputies, Wednesday O

Se però la crescita dell’export fosse abbinata ad una crescita dei salari e dunque del mercato interno, sarebbe comunque una buona notizia.

Ma così non è. Il mercato interno italiano è morto, i salari sono gli unici diminuiti negli ultimi vent’anni in Europa (e proprio questo facilita le esportazioni.)

A ciò si deve aggiungere che parlare di esportazioni italiane non vuol dire ancora quasi niente (e, se è per questo, neanche parlare di crescita del Prodotto Interno Lordo).

Infatti ciò che viene registrato è l’esportazione di merci prodotte in Italia, ma spesso la proprietà delle industrie produttrici è estera, francese, tedesca, olandese, ecc. Di conseguenza gli introiti della vendita all’estero rappresentano un beneficio in termini di profitto soprattutto per proprietari collocati fuori d’Italia. (Questo è quanto succede in molti paesi del Terzo Mondo, dove a fronte di crescite bandanzose del PIL, la ricchezza interna non cresce.)