E’ sul modello di società che si può giocare l’aut aut, non sul leader di turno della destra

(Paolo Martini – ilfattoquotidiano.it) – Quel popolo di ‘gucciniani’ che si è spontaneamente ritrovato nelle piazze d’Italia nonostante l’insopportabile canicola racconta forse qualcosa di più che l’affetto per il ‘Maestrone’ di tante canzoni d’autore. Testimonia della resistenza di quei valori forti e riconoscibili che non solo non dovrebbero essere archiviati, ma potrebbero costituire la base del ‘campo largo progressista’. Invece, allo stato attuale delle beghe tra le varie formazioni più o meno leaderistiche, al massimo si finirà di recitare il vecchio mantra ‘dobbiamo sconfiggere Giorgia Meloni’.
Se questo è il percorso che dovrebbe portare all’elaborazione di un programma e alla scelta di un leader nazionale, e pure di alcuni candidati sindaci di primissimo piano, con o senza fantomatiche primarie, è come se si udisse già in lontananza l’urlo di sempre che dice pian piano:/non siamo, non siamo, non siamo (sono le strofe finali del capolavoro intimista del Guccini 1990, Quello che non).
Si dice già che tanti elettori Cinquestelle non voterebbero un Premier terzo scelto insieme con i fantomatici riformisti, nemmeno l’ex campionessa Silvia Salis; viceversa molti di area Pd non digeriscono ancora l’asse con gli ex grillini. ’Non siamo’ men che meno la prima persona plurale: non siamo perché è molto difficile pensare che il popolo riunito a cantare per l’ennesima volta La locomotiva possa mobilitarsi, a Milano, per confermare il modello della metropoli-‘treno pieno di signori’ di Beppe Sala, men che meno per Mario Calabresi: in piazza dei Mercanti, tra i gucciniani commossi, c’era persino chi minacciava già di presentarsi in giro con la t-shirt ‘Io voto Pinelli’.
Ancora: non mancano gli anti-putiniani sinceri tra chi si riunisce a intonare ancora Dio è morto, ma è quasi impossibile trovare chi approvi il progetto neo-militarista SAFE della Ue, la frenata sul Green New Deal o la deriva d’inciviltà che sta imprimendo all’Europa la commissione a maggioranza variabile di Ursula Von Der Leyen. Per dirla con un altro poster che qualcuno già si preparava a portare in piazza, con i volti di Meloni, Von Der Leyen, il tedesco Merz, Dick Schoof dei Paesi Bassi, la danese Mette Frederiksen e così via: ‘In Ruanda mandiamoci loro!’.
Sul fronte del popolo a sinistra si vive purtroppo un grave problema di partecipazione e di riconoscimento, date la sordità e impenetrabilità dei vertici, nonché l’insussistenza di figure riconoscibili come magistrali. E la stessa partecipazione commossa alla scomparsa del mitico Maestrone Guccini in fondo fa notare ancor di più il bisogno di personalità in grado anche di esercitare con carisma e con pazienza questo ruolo di riferimento.
E dire che sarebbe facilmente rimediabile guardando, con un atteggiamento di ascolto e di apertura, al mondo del lavoro e alle università, a che s’impegna nella ricerca e nella cultura in generale. Va da sé che questo significa anche voler rifondare un preciso pensiero politico, come sta succedendo persino nella sinistra americana o inglese di fronte alla follia degenerativa senile del capitalismo.
E’ sul modello di società che si può giocare l’aut aut, non sul leader di turno della destra. Così, a Massimo D’Alema che si è subito distinto sottolineando la distanza antropologica del cantautore di Pavana dal vecchio Pci (‘Guccini era un socialista, noi comunisti cantavamo le canzoni d’amore’) ha giustamente risposto Lodo Guenzi – reduce da un pregevole riallestimento di Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo e anche da frontman per I Musici di Guccini: “Apprezzo molto che chi ha aderito con rigidità a un certo disegno politico ammetta di sentirsi estraneo a quei guizzi di libertà e anarchia”.
E fa una certa impressione notare che a settembre, quando si celebrerà di nuovo in piazza il funerale collettivo di Guccini intonando i versi ‘garbatamente rivoluzionari’ del Maestrone, nel campo largo si sarà bisticciato un altro po’ per ritrovarsi a cantare le più improbabili strofe amorose tra ex.