Un Partito Politico Europeo

(Tommaso Merlo) – Affinché si rimetta in moto l’unificazione politica europea, serve un partito continentale. Un partito che rappresenti tutti gli europeisti sparsi per l’Europa. Un partito nuovo che non si rifaccia a nessuna cultura politica del passato e che abbia come scopo principale la fondazione di una vera democrazia europea e il superamento di quelle nazionali. L’unificazione politica europea è in stallo ormai da decenni. Questo perché i partiti nazionali non sono culturalmente pronti a compiere il passaggio epocale ad una democrazia continentale. Ma c’è di più. Ai partiti tradizionali e alle loro classi dirigenti nazionali, l’unificazione politica europea non conviene perché perderebbero il loro potere e le loro poltrone. L’Europa per loro è solo un vago obiettivo e una bella intenzione da citare nei loro discorsi ufficiali, ma in realtà remano contro. Non sono pronti a ridurre i propri parlamenti nazionali a “regioni” o “provincie” europee. E dato che ai partiti tradizionali non conviene, non esiste nemmeno un dibattito su questo tema. Negli ultimi decenni si è addirittura alzato un vento antieuropeo, questo soprattutto a seguito delle paure generate dal terrorismo, dall’immigrazione clandestina di massa e dai grandi cambiamenti sociali in corso. Paure che hanno alimentato un vento “nazionalista” e cioè l’illusione di poter chiudere il cambiamento globale dietro a qualche giurassico confine. L’illusione di poter affrontare problemi globali con la propria obsoleta e superata “nazioncina”. Questo ha portato al paradosso di molti politici che entrano nel parlamento europeo non solo culturalmente non pronti a dar vita ad una democrazia continentale, ma addirittura contrari e che sabotano il progetto dall’interno delle istituzioni comunitarie. Una situazione aggravata dall’ipocrisia. I partiti tradizionali nazionali impediscono l’avanzamento del progetto continentale e quando l’Europa si dimostra inadeguata invece di assumersene la responsabilità, la incolpano. L’Europa di fatto ancora non esiste perché i partiti tradizionali non la vogliono, sono loro a nominare tutte le posizioni chiave a Bruxelles e sono loro a tenere l’Europa in un limbo perché non vogliono abdicare al loro potere ma poi la usano come capo espiatorio quando gli conviene. Pura ipocrisia a cui molti cittadini abboccano. Se l’Europa è solo una fredda burocrazia infestata dalle lobby, i colpevoli sono a Roma, a Parigi e a Berlino, non a Bruxelles. Con la pandemia si è vista qualche timida reazione, ma solo per tornaconto. I timidi passi in avanti in Europa si fanno solo se agli stati membri conviene e mai per genuino slancio ideale. La politica nazionale ha paraocchi nazionali, persegue interessi nazionali e cavalca egoismi e paure nazionali. Solo un partito continentale può generare quella spinta popolare sufficiente a superare lo stallo. Un partito che rappresenti la nuova cultura europea che sta sorgendo soprattutto tra le nuove generazioni che in questo nuovo paradigma sempre più interconnesso stanno superando le barriere culturali e linguistiche oltre che quelle geografiche. Un popolo europeo nascente che guardi avanti e non indietro, che scelga la fiducia reciproca e non la paura, che scelga l’evoluzione e non la conservazione, che scelga la cooperazione e non l’egoismo. Un popolo europeo che veda nell’Europa non una parola vuota per benpensanti, ma un obiettivo politico concreto e sempre più indispensabile. Lo scenario internazionale e le sue problematiche sono già tutte continentali e le proprie “nazioncine” sono impotenti ed inutili. Diviso, il popolo europeo è destinato a subire i problemi globali invece che contribuire a risolverli. È destinato a subire le decisioni altrui accodandosi alle superpotenze senza riuscire ad incidere davvero sul proprio destino. La nascita di una democrazia europea unitaria è un passaggio epocale sempre più urgente e cruciale ma per realizzarlo serve uno slancio popolare continentale, serve un partito politico europeo.

3 replies

  1. Tommaso. M ottimo articolo. Questo dovrebbe e dovra’ essere l’argomento principe di dibattito per continuare un cammino virtuoso di VITA futura. Tutte le persone oneste e lungimiranti ne dovrebbero parlare. Grazie per lo spunto.

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