Di Maio e il “nuovo M5S che parla alle imprese e difende il ceto medio”

“Siamo cambiati senza mai rinunciare a noi stessi, soprattutto ai nostri valori”

(adnkronos.com) – “Siamo cambiati senza mai rinunciare a noi stessi, soprattutto ai nostri valori. Rappresentiamo quella parte del Paese che ha più bisogno del cambiamento, il ceto medio che paga le tasse, che non si tira mai indietro e che porta ogni giorno sulle spalle il peso della collettività. Noi parliamo a loro e lo faremo ancora”: in un’intervista a ‘La Stampa’, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio descrive in questi termini il M5S, sottolineando come “avere acquisito una cultura di governo significa farsi carico delle responsabilità, non prenderne le distanze. Per ottenere risultati utili ai cittadini servono nobili mediazioni”.

Una parola, continua, che “dieci anni fa era una parolaccia. Oggi non più. I cittadini vedono che il centrodestra è diventato destra e non è più in grado di combattere le loro battaglie. Noi vogliamo tutelare le imprese, le professioni dimenticate, le partite Iva. E crediamo nella riforma fiscale e in quella della giustizia. Tutti temi che non possono essere affrontati in modo ideologico”.

Nella lunga intervista, Di Maio fa riferimento anche al memorandum d’intesa sulla via della Seta: “Quel memorandum è stato firmato a metà del 2019 e vedo che ora è al centro di un grande dibattito. Io mi limito a osservare che i dati dell’export italiano verso quella parte del mondo sono in crescita spaventosa. E vi invito a chiedere alle nostre aziende che cosa ne pensano”.

E sui rapporti con Washington e Bruxelles, conclude: “La nostra alleanza sui valori non è discutibile. E con l’avvento della presidenza Biden l’accento su questo tema è ancora più forte e condiviso. Con i cinesi abbiamo un rapporto franco sulle attività commerciali”.

(Estratto dell’articolo di Andrea Malaguti – la Stampa) – […] Conte I con Salvini, Conte II con Zingaretti, Draghi I con l’ avanti-tutti. Siete un abito buono per qualunque stagione.

«Siamo cambiati senza mai rinunciare a noi stessi, soprattutto ai nostri valori. Rappresentiamo quella parte del Paese che ha più bisogno del cambiamento, il ceto medio che paga le tasse, che non si tira mai indietro e che porta ogni giorno sulle spalle il peso della collettività. Noi parliamo a loro e lo faremo ancora a lungo».

Dieci anni fa volevate radere il Palazzo al suolo.

«[…] avere acquisito una cultura di governo significa farsi carico delle responsabilità, non prenderne le distanze. Per ottenere risultati utili ai cittadini servono nobili mediazioni».

[…] Comunque mediazioni.

«Sì. Dieci anni fa era una parolaccia. Oggi non più. […] Noi vogliamo tutelare le imprese, le professioni dimenticate, le partite Iva. E crediamo nella riforma fiscale e in quella della giustizia. Tutti temi che non possono essere affrontati in modo ideologico».

[…] Le piace il nome “5 Stelle ConTe”?

«Parlo con Conte continuamente e non mi risulta che ci sia in cantiere il cambio di nome. Mi risulta invece che ci sia in atto un tentativo per fare finalmente del Movimento una forza responsabile, organizzata e ragionevole […]».

Responsabile, organizzata e ragionevole. Il contrario del beppegrillismo.

«Beppe rappresenta la creatività. Le sue idee sono sempre avanti 20 anni. Lui è la mente e lascia volentieri l’ organizzazione agli altri”.

Grillo La Mente dice: vietato togliere il limite dei due mandati.

«E’ una questione di cui si sta occupando Conte e io sono l’ultima persona che ne può parlare. […]».

[…] Chi ha deciso che Conte è il leader del MoVimento?

«Le leadership non nascono solo dall’atto del voto. Sono anche un processo di avvicinamento. E Conte gode di un largo consenso sia interno che esterno. […]».

Non è lei il vero leader?

«Questa è una vecchia storia. Io sono stato messo in contrapposizione con tutti. Da Di Battista a Casaleggio padre, da Grillo a Casaleggio figlio. Adesso è la volta di Conte. La verità è che il Movimento è la mia casa e io al Movimento sarò sempre leale. Il consenso di cui godo non sarà mai contro, ma soltanto per».

Non esistono già due Movimenti, uno che prova a parlare alle imprese del Nord e l’altro, guidato da lei, che parla al Sud?

«Il Movimento ha sempre parlato a tutti. Durante la campagna elettorale del 2018 sono stato più al Nord che al Sud. […] Se trascuriamo il Sud d’ Italia – o meglio: i Sud d’ Italia – non ripartiremo mai».

La sua lettera al Foglio sul rifiuto del giustizialismo e le scuse all’ ex sindaco di Lodi, Uggetti, segna la linea di confine tra il movimento aggressivo-distruttivo a quello riflessivo-governativo?

«Quella è stata prima di tutto una riflessione personale. […] Già 5 anni fa, nella piazza di Lodi, capivo che c’era qualcosa di ingiusto e ho avvertito la necessità di dirlo. Così come dico che, se fossero confermate le cose che sto leggendo sui giornali, anche il caso Eni, su cui il Movimento è stato particolarmente presente, deve spingerci a una riflessione».

Cioè?

«Cioè che il punto non è chiedere le dimissioni di qualcuno per motivi di opportunità, il punto è spesso il modo in cui lo si fa».

Il centrodestra a Roma presenta il ticket Michetti-Matone.

«Evidentemente lavorano anche loro per Virginia Raggi. […]».

[…] Quale futuro immagina per il sindaco di Torino Chiara Appendino?

«Chiara ha dato molto. Spero che abbia uno splendido futuro nel Movimento. […]».

[…] Ministro, Alessandro Di Battista ha posto una condizione per rientrare nel Movimento: far cadere il governo Draghi.

«Anche se è uscito dal Movimento il mio rapporto con lui è rimasto ottimo. […]».

Il G7 ha chiesto alla Cina la verità sul virus a Wuhan.

«Per evitare qualunque sospetto è giusto affidarsi a un’indagine chiara. […]».

Abbiamo sbagliato a firmare il memorandum d’ intesa sulla via della Sete?

«Quel memorandum è stato firmato a metà del 2019 e vedo che ora è al centro di un grande dibattito. Io mi limito a osservare che i dati dell’ export italiano verso quella parte del mondo sono in crescita spaventosa. E vi invito a chiedere alle nostre aziende che cosa ne pensano».

[…] Stiamo con Washington e Bruxelles senza se e senza ma?

«La nostra alleanza sui valori non è discutibile. […] Con i cinesi abbiamo un rapporto franco sulle attività commerciali».[…]

10 replies

  1. Di Maio rilascia un intervista su “La Stampa” diretta da M. Giannini, forse a completamento….dell”intervista di Conte dalla Annunziata!

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  2. È il ministro degli esteri e fa il suo lavoro. Cosa avrebbe dovuto dire in base ai principi originari del movimento a te tanto cari?

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    • Un bel vaffa?
      Normalmente l’imbullonato legge le veline del drago di komodo ma niente di suo.

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    • Mi sa spiegare la differenza tra il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio (per intenderci, quello del “mai con il partito di Bibbiano che toglie i bambini alle famiglie con l’elettroshock”) e il Ministro degli Esteri Angelino Alfano? Grazie

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  3. 1971 “La classe operaia va in paradiso” – i lavoratori in fabbrica 50 anni fa

    2021 – Come classificare quei milioni di italiani, precari, co.co.pro, a progetto, finte partite iva, tirocini e stage più lunghi di un contratto a tempo determinato? Questa nuova classe sociale, schiava come quella operaia del sistema capitalistico, come si guadagna
    il Paradiso?

    Questa nuova classe sociale è ceto medio?

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  4. siamo cambiati…! avete mai chiesto il parere degli iscritti sui vostri cambiamenti per rimanere inbullonati alle poltrone?
    “…Per ottenere risultati utili ai cittadini servono nobili mediazioni…”! con chi coi mafiosi di arcore, coi ladroni padani e i corrotti e corruttori, servi di di banchieri e prenditori, frequentatori delle spiagge di capalbio…?
    “…Noi vogliamo tutelare le imprese, le professioni dimenticate, le partite Iva. E crediamo nella riforma fiscale e in quella della giustizia. Tutti temi che non possono essere affrontati in modo ideologico”! su come volete riformare il fisco, la giustizia, avete chiesto il perere alla base del mov? o voi siete voi e la base non conta più un casso…?
    “…E sui rapporti con Washington e Bruxelles, conclude: “La nostra alleanza sui valori non è discutibile…”! quali valori? quelli naziliberistipredatori che vede i ricchi sempre cafonescamente più ricchi e i poveri sempre più poveri…?

    alla opportunità di entrare nella storia di questo disgraziato paese, avete preferito trenta denari e un piatto di lenticchie…!
    non dimenticheremo, non possiamo…!

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  5. O ‘bang bang bang” o niente.

    (la versione in italiano e’ troppo corta ed il doppiaggio non mi piace gran che)

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  6. Triste che questo sorcio carrierista mi fa portare a non votare nulla che ce l’abbia all’interno (Giuseppi già parla di meritevoli da salvare per il successivo turno eh, scommettiamo che c’é anche l’Ape DiMaio?), fino al punto da desiderare che alle prossime elezioni vinca il centrodestra, dato che per il PD ho sempre e solo schifo totale, e M5S così è peggio che inutile, è dannoso, e infatti il governo Dragula o Dragarella è molto caro alla destra.

    Non perdonerò mai questo soggetto, che nel 2019 venne a Perugia a spaccare il meet up cambiando candidata senza dare spiegazioni. E’ un falsone e un ipocrita come nessun altro, l’unico che poteva fare più danno a M5S di Salvini e Renzi messi insieme.

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