I burocrati uccidono più del virus

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Dobbiamo attendere gli accertamenti medici per sapere se la giovanissima Camilla Canepa è morta per il vaccino Astrazeneca o per altro, ma in ogni caso questa tragedia ha fatto emergere tutte le falle della campagna vaccinale: il Cts, l’Aifa, Figliuolo e le Regioni. Ora non è facile stabilire chi sia il peggiore, ma messi insieme sono un’arma letale.

Partiamo da Aifa e Cts, cioè l’Agenzia del farmaco e il comitato tecnico scientifico al quale il governo si è affidato sin dall’inizio della pandemia per affrontarla in modo razionale. Con l’alibi che sappiamo poco dei possibili effetti collaterali, spesso questi due soggetti sono stati vaghi su quali sieri dare e a chi, preferendo limitarsi a generiche raccomandazioni, che assomigliano tanto a un “fate come vi pare”.

In questo quadro d’incertezza, il commissario Figliuolo – quello che esordì dicendo “vacciniamo il primo che passa” – ha fatto esattamente come gli pareva, dando ordine di inoculare tutto ciò che passava il convento. Allo stesso modo le Regioni, dopo essersi dimostrate un castigo di Dio finché a Palazzo c’era Conte, al punto di contrastarne quasi ogni decisione, ora che comanda Draghi non vogliono disturbare, e quindi adempiono alle indicazioni di Figliuolo quasi tutte e senza fiatare, tranne poi rinfacciarsi le responsabilità di aver dato un vaccino “pericolo” a chi non lo doveva avere.

Così la morte di Camilla ha fatto partire l’inevitabile scaricabarile, rendendo chiaro che in questo Paese la burocrazia ammazza più di qualunque virus. E dire che per uscirne basterebbero poche ma chiare condizioni: Cts e Aifa la smettessero di “raccomandare” e dicessero invece in modo netto cosa si può e cosa non si può fare. Il generale Figliolo avanzi nella campagna vaccinale, ma senza avventurarsi in decisioni di carattere scientifico che non gli competono.

Per le Regioni, infine, di cura ce n’è una sola: restituire la gestione della sanità allo Stato centrale. Un epilogo irrinunciabile per non rivedere in altre emergenze lo stesso film, con 20 sistemi medici in contrasto tra di loro e tutti insieme contro il sistema nazionale. Ma non illudiamoci. Gli ospedali sono potere e clientele. E su questi per la nostra politica non c’è vaccino.

13 replies

  1. Articolo molto realista. La gestione politica della sanità soprattutto da parte delle regioni è da sempre fonte di sprechi, di corruzione, e di un esasperante clientelismo.

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  2. E nun se po’ tiraja’ ‘sti poveri morti come ce pare e piace. Se more tutti li santi giorni de quarche cosa, se s’hanno de’ prove concrete che sto vaccino nun vale na’ mazza, allora bene, buttamolo ner cesso, artrimenti annamo avanti, che mo’ c’è sta più er rischio de mori’ per overdose de cazzate.

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  3. Come mai nessuno propone un referendum per modificare l’ art. 115: non più Enti autonomi?
    Fatevi la domanda e datevi la risposta.

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  4. E allora,caro direttore,che ci facciamo noi dentro a questo governo ? Appoggiamo,votiamo,condividiamo per senso di responsabiltà per poi dire che non eravamo d’accordo su niente o con coerenza e vero senso di responsabilità usciamo sbattendo la porta ?

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  5. Temo non sia per “senso di responsabilità” ma per pressioni e ricatti infiniti. In mente il caso del figlio di Grillo che salta fuori – e viene ampiamente pubblicizzato – nei momenti “giusti” e poi non se ne parla più fino a quando non servirà di nuovo?
    Pensate che non ci siano compravendite, ricatti e minacce?
    Ricordatevi i calzini azzurri e la casa del cognato a Montecarlo. E la presunta evasione fiscale della Idem per toglierle il ministero, risoltasi con una multa di poco più di 1000 Euro. Ed ora in gioco c’è molto di più: occorre rimpolpare e riportare in pista il PD, e tutti gli interessi che si porta dietro. Il M5s servirà di più delle Sardine alla bisogna, quindi tutti mobilitati…

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  6. Per quanto riguarda la povera ragazza di Genova il verdetto è già stato espresso: la colpa è sua. È noto infatti che nel caos degli Open Days,( vedi quello di Bologna) l’anamnesi per ciascuno è completa, accurata e fatta da degli stimati professionisti.
    Quindi… La vaccinazione non ci entra… Era lei che doveva sapere che non si doveva vaccinare.
    O no?

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