(Giancarlo Selmi) – Il nuovo refrain dell’armata BrancaMeloni è il seguente: “rappresenta l’Italia quindi le si deve rispetto”. È la riedizione fascia e sovranista della censura, del divieto di critica, dell’obbligo alla omologazione.

Quindi, per uno strano e inedito assioma, che spunta fuori dalla loro sottocultura di fasci strappati alle privazioni proprie dei condotti sotterranei o del luogo “in fondo a destra”, loro luoghi di origine, io e gli altri che hanno un parere, dovremmo “astenerci” dallo scriverlo o palesarlo per “rispetto” delle istituzioni. Con l’aggiunta della Patria difesa, un po’ di retorica spiccia ai portatori sani di mente elementare viene sempre bene.

“Inciti all’odio”, “è stata votata e la democrazia ti impone di rispettarla”. Lasciamo perdere la “diffusione di odio” che rappresenta il 90% del loro programma politico e la base, oltre il principale motivo e la sola alimentazione, della loro stessa esistenza, la seconda frase è tragicamente comica.

A parte che sia stata votata da poco più del 40% dei votanti, dal 25% degli aventi diritto di voto, non da me, quel voto dovrebbe impedire di rilevare che una majorette, dopo aver disperatamente inseguito un didietro potente da leccare, dopo avere concesso a quel didietro, oltre la sua lingua, le mutande e mezzo PIL degli italiani, aver impoverito, a vantaggio di quel didietro, l’intero Paese, sia stata scaricata in maniera brusca?

Dovremmo lamentare il metodo di “scarico” e non rilevare come a quel metodo si è giunti? In nome di un non meglio identificato rispetto? E quando sarebbe stata umiliata l’Italia, quando il tipo si è liberato dello stalkeraggio o quando quel penoso stalkeraggio avveniva? Quando la “rappresentante” in nome della sua carriera politica (e di una prefazione) leccava, firmava tutto, gas, armi, azzeramento webtax, eccetera e regalava le mutande degli italiani al tipo, o quando il tipo diceva: “adesso può bastare”?

Il tipo è passato dall’essere meritevole di un premio Nobel all’essere un “coglione”, Libero docet, in un centesimo di secondo. Gli italiani sono rimasti “coglioni” prima e dopo. Hanno dato, per il tramite di una presunta latinista, presunta statista, vera majorette, fan, cameriera a seconda dei gusti. È lei che ha mancato di rispetto all’Italia, altroché.

In quanto alle opposizioni, mi spiace rilevarlo, sono cadute mani e piedi nel tranello comunicativo della latinista, che ha tirato l’Italia dentro una Waterloo tutta sua. Quelle solidarietà me le sarei risparmiate. Non sono loro che fanno campagne di guerra contro il “politicamente corretto”?