Nuovo M5S: la regia è tutta in mano a Rocco Casalino

(Gabriella Cerami – huffpost) – La regia, come ai vecchi tempi, è tutta in mano a Rocco Casalino. Colui che curava l’immagine di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, ora si sta occupando del ritorno in campo dell’ex premier come capo politico. Una tabella di marcia c’è già e comprende tutto il mese di giugno per dare inizio al “secondo tempo” del Movimento 5 Stelle. Due gli eventi in programma. Prima di tutto, già questo fine settimana, potrebbero essere presentati la Carta dei Valori e il nuovo Statuto M5s che, tra le altre cose, modificherà l’assetto interno. “Il nuovo Statuto è stato scritto da tempo e ce l’hanno in mano Rocco e Conte”, riferiscono fonti grilline.

Difficile che ci possa essere già un evento di piazza, come era negli auspici. Si parla comunque di un annuncio in pompa magna, forse al chiuso, trasmesso sicuramente da Roma anche online, con una scenografia tutta nuova e in primo piano Conte. Probabile che l’ex premier venga accompagnato dai ministri grillini e dai capigruppo. In fondo in questi giorni, come d’altronde negli ultimi mesi, ha lavorato a stretto contatto con Luigi Di Maio.

In ambienti 5Stelle si azzarda anche qualcosa di più, che il nuovo Statuto possa essere presentato simbolicamente dalla nuova sede del partito che si trova vicino Montecitorio: “È un progetto su cui si è puntato molto”. Ma ancora non ci sono conferme sulla realizzazione dell’operazione soprattutto perché l’accordo economico con Casaleggio è stato una batosta finanziaria.

Dalle nuove regole sparirà il direttorio a cinque, i cui componenti non sono mai stati scelti, e sarà inserita la figura del capo politico unico. Che, come è noto, sarà l’ex presidente del Consiglio, la cui proclamazione è in programma entro fine mese con un evento che i parlamentari grillini, ignari di tutto, definiscono “alla Rocco. Ci saranno i fuochi d’artificio”.

Intanto durante la presentazione del nuovo Statuto saranno sanciti vari passaggi importanti che rivoluzioneranno almeno in parte M5s. Sarà ridimensionata anche la figura del Garante, quindi di Beppe Grillo, sempre più assente nell’ultimo mese a causa dell’inchiesta che ha coinvolto il figlio Ciro accusato di stupro. Il Movimento, per il nuovo corso, sarà dunque nelle mani di Conte, che non vuole troppe interferenze esterne, ma si affiderà invece a una segreteria che sceglierà lui in persona perché, come ha detto in uno dei suoi ultimi interventi, online si possono votare le leggi e fare proposte, ma non tutto può essere sancito dalla rete. Un passaggio fondamentale sarà riservato anche ai territori e alla necessità di strutturarsi su base regionale.

Dopo il lancio dello Statuto inizierà un dibattito sulla piattaforma che sarà inaugurata e dove migreranno i dati degli iscritti. In queste ore lo staff di Conte sta lavorando per velocizzare questo processo. Si stanno limando gli aspetti tecnici. Davide Casaleggio, per esempio, non ha ancora fornito tutti i dati degli iscritti, fino a ieri erano solo il 10%. “Sta aspettando di ricevere tutti i soldi previsti dall’accordo”, dicono fonti interne. Poi i dati dovranno migrare su questa nuova piattaforma dove sarà aperta una fase per le osservazioni degli iscritti ed entro la fine di questo mese ci sarà il voto online, prima sullo Statuto e successivamente sul nuovo leader del M5S, la cui incoronazione avverrà verosimilmente il 27 giugno con un mega evento quando anche le regole del contrasto al Covid saranno state allentate.

I dubbi però tra i parlamentari M5s sono tanti. Ancora una volta non vengono coinvolti nelle decisioni: “Scopriamo dove stiamo andando dai post che Conte scrive su Facebook perché ormai siamo l’unico partito a non avere neanche un sito”. Perché infatti il blog delle Stelle è di proprietà di Davide Casaleggio e oltre al logo Rousseau ha anche nel nome stesso il richiamo a M5s. “O Casaleggio chiude il blog, o lo cede ma per ora non rientra nell’accordo o saremo noi costretti a cambiare nome del partito”, spiega un deputato.

Per adesso l’accordo tra M5S e Rousseau c’è e prevede che il simbolo rimanga al partito ma in queste ore sono tanti i dettagli legali ancora da limare. Il Conte di adesso sarà quello di governo e il messaggio lanciato oggi in un’intervista al Corriere della Sera è stato chiaro seppur con qualche distinguo tipico suo del “porteremo comunque avanti le nostre battaglie”. Un passaggio lo ha riservato poi ad Alessandro Di Battista, il quale non ha esitato a rispondere: “Per confronti politici leali e franchi per te ci sarò sempre anche perché non dimentico chi e perché ti ha buttato giù”. Una porta che i due si tengono reciprocamente aperta quando a entrambi converrà far girare il vento e cambiare pelle. Ora Conte è al lavoro per costruire la sua nuova immagine che debutterà forse già questo fine settimana.

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4 replies

  1. L’accordo con Casaleggio non è stata nessuna batosta, hanno in pancia un tesoretto di più di 7 milioni di restituzioni, da devolvere alle piccole imprese, li prendono da lì, anzi già mi sembrava strano che non si accordassero per i soldi quando quella somma poteva essere coperta tranquillamente, ora si parla della metà, meglio ancora. Casalino è l’ultima speranza per il Movimento, senza di lui possono anche chiudere battenti

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  2. Nuovo statuto che prevede un capo politico già deciso che avrà carta bianca su tutto .Ma l’organizzazione tipo partito comunista era già in vigore settanta anni fa ,qualcuno glielo faccia sapere .

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  3. Mi stanno proprio sulle palle questi articoli in cui sembra si voglia velatamente far passare per scemo qualsiasi simpatizzante di un partito, in questo caso del M5S, chiaramente senza mai dirlo esplicitamente. Ma si nota che lo scopo dell’articolo é quello.
    Sinceramente in questo caso ho anche qualche dubbio che i virgolettati provengano effettivamente da fonti “grilline”.

    “Il nuovo Statuto è stato scritto da tempo e ce l’hanno in mano Rocco e Conte”, riferiscono fonti grilline
    un evento che i parlamentari grillini, ignari di tutto, definiscono “alla Rocco. Ci saranno i fuochi d’artificio”

    Ma é un gioco che fanno tutti i giornali. La stampa italiana fa pietá.

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  4. Certo che vabbé, non si può votare tutto online, ma qui stanno al golpe casalinese.

    Pazzesco come siamo ridotti in meno di sei mesi con il Drago in azione.

    E ancora Giuseppi continua a giurare di supportare il governo?

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