La Pedemontana costata più del ponte sullo Stretto

(CLAUDIO MARINCOLA – quotidianodelsud.it) – Una Superstrada di circa 94 km rischia di costare allo Stato 12 miliardi e 108 milioni di euro. Tre volte il costo del Ponte di Messina. È la cifra che la Regione Veneto, spalmata in 39 “scomode” rate, dovrà corrispondere al concessionario. Il calcolo non è nostro. È della Corte dei Conti e risale a qualche mese fa. Il fatto nuovo è che il ministro dei Parlamento Federico D’Incà ora ha posto ufficialmente la questione.

«La sostenibilità finanziaria del progetto potrebbe essere messa in difficoltà dai mancati incassi derivanti dai pedaggi che la Regione dovrebbe incassare. Non ci siamo». Stiamo parlando della Pedemontana, costata 2 miliardi 258 milioni, 935 alle casse pubbliche e 1.344 ai privati. Un’idrovora che aspira denaro, completata per ora solo al 70%. Se si pensa che il Ponte sullo Stretto, di cui si parla da mezzo secolo, costerebbe circa 4 miliardi di euro si capirà perché le preoccupazioni suffragate dai calcoli e dalle stime dei tecnici possono trovare una sponda a Palazzo Chigi.

Lo scetticismo e i dubbi accompagnano l’opera sin da quando fu inserita nel piano regionale dei trasporti della Regione Veneto, anno domini 1990. Per brevità salteremo gli altri passaggi: revoche, sequestri modifiche al progetto preliminare, fino al bando di project-financing del 2006 e all’aggiudicazione della gara nel 2009. Per accelerare le operazioni l’anno seguente fu addirittura dichiarato lo stato di emergenza nel settore del traffico e della mobilità dei comuni di Treviso e Vicenza ma era ormai chiaro che il livello dell’acqua si stava alzando e si rischiava un secondo Mose.

Non per le inchieste o per le mazzette ma per i tempi biblici e i rilievi circa l’utilità dell’opera – un fiore all’occhiello per i leghisti – destinata ad alleggerire dal traffico un territorio simile ad una metropoli diffusa. «Studiammo all’epoca – ricorda Laura Puppato ex senatrice Pd e ex sindaca del comune di Montebelluna – che il 76% del traffico riguardava un raggio di percorrenza inferiore ai 30 km. Da qui la domanda era proprio indispensabile? L’ultima volta che ho percorso la Superstrada, venerdì scorso, negli ultimi 30 km ho incontrato solo tre moto, un furgone e due auto. Si è sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare. Neanche da ubriachi si poteva firmare un accordo così».

La questione si trascina da anni. La difficoltà per il concessionario privato a far fronte al closing finanziario (reperimento di finanziamenti) a seguito della decisione di Cdp e Bei di non partecipare al finanziamento. Decisione maturata sulla base di uno studio di traffico commissionato ad hoc. Le stime, infatti, sono ampiamente inferiori a quelle poste a base della convenzione e, conseguentemente, i presidi contrattuali che imponevano alla Regione il riequilibrio del piano economico e finanziario sarebbero stati, sotto questo profilo, troppo onerosi per la Regione.

Nel 2017, terminata la gestione commissariale con subentro della competenza gestionale della Regione, con la stipula del Tac (Terzo atto convenzionale) ed alla luce delle nuove clausole contrattuali, si è però osservato che avendo fortemente inciso sulle modalità di remunerazione del concessionario (e della Regione che a sua volta avrebbe incassato interamente il pedaggio) restava comunque un eccesso di remunerazione del concessionario, il quale, a fronte di un costo dell’opera inferiore a 3 miliardi avrebbe avuto diritto ad incassare, nell’arco dei 39 anni, da parte della Regione Veneto, un canone di disponibilità pari ad oltre 12 miliardi!

IL CONTRATTO CAPESTRO. L’INCOGNITA DEI PEDAGGI

In termini teorici, il nuovo schema contrattuale, secondo il quale il canone di pedaggio è oggi da incassare dalla Regione è in contraddizione con la ratio originaria della finanza di progetto (project financing) non essendo a sua volta il concessionario privato assoggettato al rischio di mercato (e percependo quest’ultimo in modo certo il cosiddetto canone di disponibilità). In pratica, il concessionario ci guadagna senza rischio d’impresa.
Per contro, gli esborsi monetari a carico della Regione nel corso dei 39 anni di gestione non sono suscettibili di stima certa, poiché la precisa determinazione è rimessa alla formula dell’accordo. Che comprende, ad esempio, il tasso d’inflazione annuo ma soprattutto gli introiti a favore della Regione derivanti dai pedaggi.

Ci sono poi altri fattori che conferiscono instabilità ed incertezza alle stime di traffico: le previsioni dei tempi di realizzazione delle interconnessioni con le autostrade A4, A31 e A27. La piena funzionalità della “Pedemontana Veneta” presuppone la interconnessione diretta con le autostrade. Si dà il caso, però, che la realizzazione dell’interconnessione faccia prevedere ritardi nella esecuzione dei lavori, il cui completamento è allo stato degli atti indicato nel mese di giugno 2023.

VELOCITÀ MASSIMA 110KM/H

Il difetto d’interconnessione con l’A4 e/o il disallineamento dei tempi di realizzazione del raccordo rispetto all’entrata in esercizio della Superstrada giustifica la previsione della diminuzione delle stime di traffico. Da computare, secondo uno studio commissionato dalla Regione nel 2019, nella misura del 13%. E non è finita: la modifica della velocità di percorrenza da 110 km/h a 130 km/h non è stata ancora conseguita dalla Regione. Non risulta ancora definita la richiesta di riclassificazione infrastrutturale, essendo oggi prevista ancora una velocità di percorrenza di 110 km/h. Altro elemento che contribuisce a ridurre gli utenti. Di questo passo sarà molto improbabile che l’ultima tratta venga completata dal consorzio SIS, formato per il 51% dall’italiana Fininc e per il 49% dalla spagnola Sacyr .

Che fare, dunque? Il nastro non si può riavvolgere. È stato tagliato a colpi di inaugurazioni un pezzo alla volta, l’ultimo per il tratto Bassano-Montebelluna. E quasi sempre dalla stessa persona, il governatore veneto Luca Zaia. Finché le critiche arrivavano dall’opposizione e dai comuni amministrati dal centrosinistra, pazienza. È il gioco delle parti. Ma i dubbi arrivano ora da Palazzo Chigi e hanno la sostanza di un dossier completo di annotazioni, volumi di traffico, tariffe. Il pedaggio per la tratta già in funzione è di 0,16,420 euro km per le auto e di circa 0,30 euro per i veicoli pesanti. Troppi. «Ma i conti si pareggiano – ricorda D’Incà – solo se circolano 27 mila veicoli al giorno».

Senza  una  rivalutazione dei profili di economicità e di congruità, correlati all’aggiornamento delle situazioni di fatto, andare avanti in questo modo sarà come guidare un’auto nella notte a fari spenti. È questo che vogliono i veneti? 

35 replies

    • Io un’idea ce L ‘ho.
      Come diceva Calearo, “noi veneti andiamo fuori di testa per gli schei”.
      Ah, e loro sono quelli “virtuosi “ e che “spendono bene” i soldi pubblici .

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      • La mia era una domanda retorica infatti, sappiamo bene dove sono finiti gli schei. Il nostro problema è che non paga mai nessuno per le ruberie anche perché hannoo creato, soprattutto al nord, un sistema che si auto protegge. Sistema impossibile da scardinare come abbiamo avuto modo di capire anche dall’esperienza del M5S.

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      • Chiedo scusa. Ma qualcuno di voi a mai provato ad andare a Treviso partendo da Schio? Di cosa stiamo parlando?

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    • Io sono tra coloro che criticano la SPV, ma questo articolo è scritto da qualcuno che spiega male le cose Per essere precisi: lo Stato ha finanziato l’opera co oltre 600 milioni di Euro, 300 milioni sono stati dati alla Regione Veneto da Cassa Depositi e Prestiti e dovranno essere restituiti con gli interessi. I 12 miliardi di costo, in 39 anni non sono a carico dello Stato, ma versando il canone di locazione la Regione Veneto, i costi gravano sul bilancio Regionale, e sui veneti, non su quello statale. Questa è corretta informazione. Paragonare un’opera con costi ormai accertati al ponte sullo stretto, di cui forse non esiste ancora un progetto definitivo e che neanche si sa se mai verrà realizzato è pura demagogia

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    • Voglio vedere il ponte sullo stretto di Messina e ci faremo 4 risate sui costi che lieviteranno sempre se ci sarà

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      • Il ponte di Messina sarà pagato con i redditi di cittadinanza ?
        Ma per piacere caro giornalista del sud informati prima ,lo Stato ha finanziato solo i 600 milioni di euro.
        Come dice MINO 60 il resto é a carico della regione Veneto . La vera idrovora viene dai finanziamenti a fondo perduto che vanno sempre più spesso al sud . Purtroppo !

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  1. ho postato già a proposito di Calearo e gli skei,
    e sul Doge attuale dei veneti, già vice-Doge in carriera ai tempi del maneggione Galan.
    E puntualmente vengono fuori le magagne dopo i trionfi, a parole, celebrati.
    Come per le trivelle vicino alla costa del Po, che ancora adesso si lecca i tantissimi danni dalla subsidenza del passato delle estrazioni di metano.
    Il Mose, la pedemontana, la romea commerciale, la Nogara-mare, le grandi navi, è la zona con il maggiore consumo di territorio dell’Europa ed una delle più inquinate, ma i skei i sè skei, i dise da queste parti, prima la DC e PSI, poi Forza Mafia, e ora Lega, ma sono sempre gli stessi.

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    • Settimana scorsa hanno fatto vedere a report che c’erano due commissari straordinari del mose che in tot anni dopo gli arresti non hanno concluso niente. Allora uno lo hanno cacciato e la commissaria rimasta ha assunto quello cacciato con contratto a chiamata faraonico. La soprintendente del ministero, unica chiaramente competente, non aveva alcuna speranza di vedere risolti tutti questi conflitti in questa vita.

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      • tanto non cambia niente,
        il sistema è: prima si spartiscono gli appalti e gli incarichi col manuale cencelli poi si fa il regolamento d’appalto.
        Prima del mose c’erano alcune imprese di costruzioni in crisi, per risollevare il tutto hanno pensato al mose, grana per tutti, politici, imprese, intrallazzatori, burocrati regionali, provinciali, comunali.
        E’ un sistema che deve continuare ad andare avanti, non può fermarsi, altrimenti si butta via tutto.
        C’erano altri sistemi meno costosi e più efficienti che sarebbero durati nel tempo, ma si è scelto il peggiore e il più costoso per la costruzione e il mantenimento proprio per l’esorbitante costo.
        Il sistema lo stanno appliccando anche per la tratta Torino-Lione, serve esclusivamente per distribuire skei.

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      • Poiché Non guardi la tv mi tocca farti da tv sorrisi e canzoni personale. Floris ha intervistato Peppino: vincitore assoluto! Con calma e serenità se li è magnati tutti. Troiette incluse.

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      • paolapci
        sei un tesoro
        ti sono debitore. scaricherò di sicuro la puntata
        già me ne hai dato una anticipazione, ma non avevo dubbi
        è dall’ascolto del suo primo discorso che ho capito che l’uomo ha molta sostanza e quello che dice lo pensa,
        per quanto possano essere criticati i 5stelle, avere regalato alla politica italiana uomini come Conte, Bonafede Costa, e ci metto anche Di Battista per la spontaneità e l’ardore romantico che ci mette, sono da ringraziare perituramente.

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      • Ti sei dimenticato solo la sanità mentale, solo per quella è da mettere al di sopra di tanti “colleghi” e direi di tanti punto, non necessariamente colleghi, dacché un disturbo (seppur minimo) della personalità ormai non si nega a nessuno

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  2. No vabè dai il confronto è insensato, perchè il ponte sullo stretto costa sulla carta circa 4 miliardi (forse), ma se fosse realizzato ho fiducia che alla fine fra tutti quelli già spesi prima ancora di cominciarlo, e la moltiplicazione dei pani e dei pesci in corso d’opera, si arriverebbe probabilmente a 40, minimo.
    Costerebbe meno imparare a camminare sulle acque.

    E poi ci sono le economie indirette, per esempio riempendo il tracciato di rifiuti tossici si ottengono risparmi enormi per le mafie, che per smaltirli non ha più nemmeno il costo della ruspa (straordinario notturno)

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  3. Sinceramente la SPV la trovo molto molto utile. Montebelluna Vicenza in 30 minuti… 😱 Purtroppo la costi proibitivi del pedaggio allontanano gli automobilisti.

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    • se non la sequestrano per i rifiuti tossici sotterrati sotto la strada, se non si allagano i sottopassi, e se non si sgretola il cemento dei tunnel
      cerca in internet e ne leggerai delle belle

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  4. per i skei, la maggior parte dei presidenti della Regione sono finiti in gattabuia per un certo periodo, dal primo presidente morto prima che finissero le indagini, a Bernini, Cremonese, Galan il cui vice era proprio l’attuale,
    se non sono “magnaskei” non gli vogliono,.
    Ma il bello è che lo sanno tutti e lo dicono pure apertamente, ma li votano proprio per questo.

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  5. Intanto i soldi per la pedemontana li stanno spendendo dal momento che il 70% é percorribile mentre lo dello stretto non vedo l ombra.Secondo, é normale che non sia ancora molto trafficata dal momento in cui non é completata e non c é una congiunzione tra le due autostrade che dovrebbe collegare. Terzo il limite é ancora 110 perché ad oggi non l ha acquistata autostrade quindi é considerata superstrada con limite 110 come da regolamento stradale. E se vi puó interessare io l ho usata per fare 15km,c ho messo 10 min ad arrivare mentre di solito ce ne mettevo 45 per attraversare i centri abitati. Sciacquatevi la bocca e pensate alla vostra salerno reggiocalabria.

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  6. Chi non è veneto e non conosce la viabilità della zona dovrebbe stare zitto. Pur se aperta parzialmente, sta già favorendo i trasporti e le trasferte per chi lavora. Sicuramente la situazione migliorerà con l’apertura completa. Quante autostrade sono state fatte in passato al sud per fare viaggiare velocemente qualche onorevole che doveva andare a Roma? Perché non sono citate nell’articolo?

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    • 25km €4,2 la faccio ogni mattina, alla sera torno per la strada normale per ovvie ragioni economiche
      Il pedaggio è esageratamente oneroso.
      Quando la collegheranno al A4 e A27 sarà vuota comunque.
      Il problema del Veneto è che non c’è opposizione politica….

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  7. Trovo assurdo ed irreale tanti commenti , una opera e quasi terminata, funzione ed esiste e come altre migliaia di opere pubbliche i costi sono lievitati, mentre il ponte non esiste e già ci è costato quasi 300 milioni, con una spesa di circa 7.5 miliardi se si dovesse fare , poi chissà quanto. La verità è una sola che pur di dare contro a Zaia , ma più in generale la dx, si cerca anche nell impossibile

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  8. contenti voi di aver pagato una autostrada, che ha devastato un territorio e che è costata un’enormità, quando se avessero proseguito secondo lo studio primigenio di una ferrovia, avrebbero, non solo risparmiato, ma avrebbero salvaguardato un territorio di altissimo valore.
    Ancora nel 2018: ” quatto contestazioni dai magistrati contabili, che vogliono vederci chiaro sull’incredibile aumento delle spese di realizzazione (da 3 a 13 miliardi di euro per 95 chilometri di strada), sulla situazione dei ricorsi pendenti, sul sistema di controllo dell’avanzamento dell’opera e sulla disponibilità di fondi per le infrastrutture di collegamento.”
    Ricordo che di questo se ne parlava al tempo di Piccoli, Rumor. Bisaglia ed era chiamata l’autostrada PIRUBI.
    All’inizio doveva essere un’opera a pedaggio zero e avere costi molto inferiori si è trasformata nel tempo in una costosissima autostrada a pedaggi, il cui completamento è stato reso possibile grazie a enormi risorse dei veneti che invece andrà a qualche società in gestione tipo Benetton.
    Quelli che si offendono e dicono che chi non è veneto non dovrebbe parlare ricordo che così dicono anche in Sicilia a proposito della Mafia, chi non è siciliano non dovrebbe parlarne.
    In fondo Nord e Sud non sono molto distanti nei comportamenti.

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    • Sono veneto, senza colore politico e tuttaltro che favorevole a SPV. Stai facendo un guazzabuglio. I veneti, obiettivamente finora hanno messo poco, 300 milioni di cassa depositi e prestiti da restituire. I 12 miliardi saranno spesi nei prossimi 39 anni quale canone di locazione, purtroppo c’è il rischio possano non rientrare con i pedaggi. Senza fantasticare su ipotesi di 50 anni fa , al tempo della PIRUBI, meglio dire Valdastico- A31, mai ultimata fino a Trento, per la Pedemontana, di cui si è iniziato l’iter del progetto attuale attorno al 2004-2005 non si è mai parlato di strada gratuita, tranne per i residenti dei Comuni limitrofi, promessa non mantenuta. Fino a prova contraria, SPV sarà gestita dalla regione Veneto , che pagherà il canone al costruttore SIs, i Benetton qui non centrano. Diciamo i fatti come stanno, senza fantasticare

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  9. A mi no me frega un cazzo de quanto che a ghe costa al Italia , questa strada andava fatta già negli anni 80 ma se era massa impegnadi co a cassa del mezzogiorno e a Salerno Reggio , và in figa ti e tut e el ponte sul stretti

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