L’egopolitico

(Tommaso Merlo) – Slanci giovanili, poi la cruda realtà egoistica. Quella politica non è una carriera come tutte le altre. Non garantisce solo prebende e privilegi ma anche prestigio sociale e perfino potere. Tutta roba che crea dipendenza anche se gli egopolitici la definiscono passione. Come se il loro fosse sacrificio e altruismo. E forse all’inizio lo era, ma alla lunga l’egoismo corrode tutto. Politici, partiti, fasi storiche. Fervori rivoluzionari che si trasformano in rassegnato conformismo in nome del proprio tornaconto. Ogni sistema è dotato di un meccanismo di difesa. Seleziona all’ingresso e poi premia quelli che garantiscono continuità. Per questo l’egopolitico sotto sotto è conservatore. Perché la conservazione garantisce rendite certe e un’ascesa molto più agevole. Il cambiamento implica invece un pericoloso slancio oltre i propri interessi e le proprie ambizioni. Implica mettersi contro gli equilibri preesistenti e chi non vuole cambiare. Il cambiamento è faticoso e più si sale in alto meno conviene. L’egopolitico lo impara in fretta. Un conto sono i palchi, un altro la realtà. Fervori rivoluzionari che si trasformano in rassegnato conformismo. Strategie di potere che prevalgono su contenuti. Singoli che prevalgono sulla collettività e perfino sul buon senso. Frasi fatte, parole vuote. Proclami e promesse al vento. Entusiasmi sempre più timidi seguiti da cocenti delusioni. Uniformi, copioni, le solite trame. Una replica infinita. La mente è una macchina che ripete automaticamente quello che apprende. Schemi, modelli. Da bambini s’impara per imitazione, ma molti non smettono mai. Soprattutto se non conviene. È così che i sistemi egoistici resistono nel tempo. Spontaneità, innovazione, autenticità, diversità, disinteresse, creatività, sperimentazione, strade mai battute o addirittura rischi. Tutta roba da principianti o da poveri illusi. L’egopolitico sotto sotto è conservatore. Oltre che ripetitivo. Lo impara in fretta. Un conto sono i palchi e un altro la realtà, quella del potere e della propria carriera e delle lusinghe dell’ego. Ma è anche questione di necessità. Se vuole restare a galla l’egopolitico è costretto a nuotare. Incombe sempre la prossima elezione, il prossimo bivio strategico. Per restare a galla è costretto a dedicare tempo ed energie a se stesso, al dietro le quinte. Anno dopo anno. Elezione dopo elezione. Bivio dopo bivio. Fino ad identificarsi col personaggio che recita. Fino a credere di essere un onorevole e non di farlo. Ed ecco le carriere infinite. Perché se sei il personaggio che reciti quando cala il sipario non sei più niente. Ed ecco le battaglie per difendere ruoli e status. Perché se sei le poltrone che occupi quando scendi non sei più niente. Ed ecco le lotte per difendere la propria immagine. Perché se sei la tua immagine quando si rovina o non appari più, non sei più niente. Deriva egoistica. Pura e semplice. Che fa perdere contatto con la realtà, con la verità del mondo che ci circonda ma anche di noi stessi. Che fa perdere contatto con chi siamo veramente, col senso di questo nostro fugace passaggio sul pianeta. Ed allora eccola la cruda realtà egoistica. Mai cedere, mai cambiare idea, mai indietreggiare e mai ammettere nulla. Sempre all’attacco, sempre nel giusto, sempre a puntare il dito contro qualcuno. Si cambia solo se conviene. Si ascolta solo se conviene. Legge del più forte. Aggressività, superficialità. Competizione perenne e pure sleale. Primeggiare come unico scopo. Strategie che prevalgono sui contenuti. Singoli che prevalgono sulla collettività e perfino sul buon senso. Egopolitici. Prebende, privilegi, prestigio sociale, potere. Fervori rivoluzionari che si trasformano in rassegnato conformismo. In nome del proprio tornaconto.

1 reply

  1. Pengue ha programmato Merlo con un loop…

    SFRANTUMMA=”https://www.facebook.com/merlotommaso/*”

    for f in $SFRANTUMMA
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    if [ -d “$f” ]
    then
    for ff in $f/*
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    echo “infosannio.com$ff”
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    done

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