Mario il restauratore

(di Alessandro Di Battista – tpi.it) – La guerra italo-turca che permise al Regno d’Italia di conquistare la Tripolitania e gran parte della Cirenaica si è conclusa nel 1912. Sono passati 109 anni. Ed è passato quasi un secolo dalla caduta dell’Impero ottomano, già in crisi da decenni e definitivamente crollato dopo la sconfitta nella Prima guerra mondiale. Eppure oggi un “sultano” moderno si aggira per l’Europa. E, sebbene venga considerato un dittatore, nessuno osa contrastarlo politicamente. Questo perché ha a disposizione un esercito potentissimo, un sistema di intelligence all’avanguardia e soprattutto perché ha entrambe le mani sui rubinetti migratori.

Può aprire la rotta balcanica o quella del Mediterraneo a suo piacimento. Tale potere, come spesso accade, l’ha conquistato più per demeriti altrui che per meriti propri. L’ultima guerra in Libia, quella voluta dal corrotto Sarkozy, dalla democratica Clinton e dal premio Nobel per la Pace Obama, ha consentito a Erdogan di occupare giorno dopo giorno quel vuoto lasciato dalla caduta di Gheddafi.

La guerra in Siria – ennesimo conflitto armato realizzato per questioni energetiche e geopolitiche e non certo per ragioni umanitarie – ha permesso al presidente turco di rafforzare il suo peso specifico nel Medio Oriente, di aumentare le spese militari e di schiacciare la popolazione curda.

I bonifici arrivati ad Ankara da Bruxelles con l’intento di contenere i flussi migratori verso Bulgaria e Grecia non hanno fatto altro che rafforzare politicamente e finanziariamente Erdogan. Tutto questo è avvenuto grazie ad errori marchiani commessi da politici, alcuni dei quali ancora al potere.

Tre ministri del governo dell’assembramento – Gelmini, Carfagna e Brunetta – erano ministri dell’ultimo governo Berlusconi che per pavidità avallò la guerra in Libia, ovvero la sconfitta più cocente per l’Italia dai tempi della Seconda guerra mondiale. Draghi, evidentemente, ha deciso di premiarli per tali successi e chi, un tempo, si indignava per quell’intervento scellerato ha accettato di governare con loro.

Ad ogni modo di tutto questo, ovvero di Politica con la P maiuscola, non si parla nell’Italia di oggi anestetizzata dalla pax draghiana. Draghi ha menzionato una volta Erdogan, l’ha fatto per definirlo “un dittatore di cui si ha bisogno”. Se Berlusconi avesse pronunciato le stesse parole sarebbe stato crocifisso in sala mensa.

Draghi, ancora una volta, è stato protetto in quanto protettore degli interessi di Confindustria, delle banche e delle famiglie più potenti d’Italia, a cominciare dai Benetton.

Che con il governo dei “migliori” ci sarebbe stata la restaurazione lo sapevano tutti, a parte i dirigenti del Movimento 5 Stelle suggestionati dalla transizione ecologica in arrivo insieme a Godot o dal puerile convincimento di controllare un governo nel quale sono azionisti di minoranza nonostante il trionfo alle ultime elezioni politiche.

Tuttavia è bene mettere in fila una serie di fatti che dimostrano quanto il governo Draghi abbia assassinato la politica riconsegnando, di fatto, il potere a chi, dopo il 2018, ha temuto di perderlo. Confindustria gongola. Si permette di denigrare il ministro del Lavoro Orlando senza che il presidente che l’ha scelto spenda una parola per difenderlo.

Confindustria incide sulle scelte del governo come non mai. Incide sul blocco dei licenziamenti, incide sulle nomine, incide sul Decreto Semplificazioni. Chissà, forse incide persino sulla sedicente transizione ecologica. Nelle ultime settimane si è tornato a parlare di trivelle, di inceneritori, di ponte sullo Stretto. Non è restaurazione tutto questo?

La lotta ambientale, tema al quale molti politici bolliti si aggrappano disperatamente per restare a galla, rischia di essere assassinata, se molte indiscrezioni sul Decreto Semplificazioni dovessero essere confermate.

L’ambientalismo di sistema è restaurazione, la morte di un sano dibattito pubblico sul governo è restaurazione. L’assenza di opposizione (salvo rare eccezioni e non mi riferisco alla Meloni) è restaurazione. Il diritto all’oblio del quale gode in Italia solo Mario Draghi, il cui passato non va ricordato, è pura restaurazione. La scomparsa della questione morale – che, seppur con tonalità diverse, era presente durante la stagione del Conte I e quella del Conte II – è restaurazione.

È passato un mese dallo scoop di La Repubblica sul bulimico utilizzo dei voli di Stato da parte della presidente Casellati. Cosa è accaduto? Nulla, a parte l’ordine partito dal gotha di Mediaset di cancellare dai siti del gruppo un servizio de Le Iene al riguardo.

Durigon è ancora al suo posto nonostante le oscenità da lui pronunciate e registrate dalle telecamere nascoste di Fanpage. La mozione di censura presentata dal Movimento 5 Stelle – la quale, nel caso fosse approvata, costringerebbe Draghi e il ministro Franco a sbarazzarsi di Durigon – giace in qualche cassetto della Camera dei Deputati.

Non vorrei che per timore di “rappresaglie” leghiste nei confronti della sottosegretaria Macina – rea di avere opinioni, non certo di aver delegittimato la Guardia di Finanza o di aver promesso nomine come Durigon – si sia deciso di decelerare sul tema. Ad ogni modo, se il caso Durigon fosse scoppiato durante i due governi precedenti di questa legislatura, il sottosegretario leghista sarebbe andato a casa.

Poi c’è lo stomachevole comportamento di gran parte dei media mainstream al cospetto del nuovo santo a decretare la nascita ufficiale dell’epoca della restaurazione. Non ho mai assistito, neppure nei primi mesi di sbornia renziana, ad una narrazione così celebrativa nei confronti di un politico che, tra l’altro, non ha mai affrontato un’elezione popolare.

Ricordo una giornalista del Sole 24Ore (proprietà di Confindustria) alzare le braccia al cielo come se stesse recitando un padre nostro e ringraziare Mario Draghi per la sola sua salvifica presenza. Il tutto durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Ma, più che le lodi, è l’assenza di domande a scandalizzare.

Pochi giorni fa Draghi ha umiliato Letta bocciando sonoramente una sua timida (e condivisibile) proposta di redistribuzione mediante aumento delle tasse di successione sui grandissimi patrimoni, sostenendo – parole del premier – che “questo non è il momento di prendere i soldi dai cittadini ma di darli”.

Dare soldi al posto di chiederli. Come non essere d’accordo? Ma cosa significa esattamente? Intendeva dire che arriveranno nuovi scostamenti di bilancio per reperire soldi freschi con i quali ristorare famiglie e imprese o quelle di Draghi sono solo parole vuote? Possibile che nessun giornalista abbia avuto il coraggio di domandarglielo?

La restaurazione lotta in mezzo a noi e trova terreno fertile nella sacrosanta voglia di normalità da parte del popolo italiano. Un popolo che, distratto dalla fine imminente del coprifuoco, potrebbe non accorgersi del lockdown politico ed economico che continua – e temo continuerà – fino a che i gruppi di potere che hanno brigato per sostituire Conte con Draghi continueranno a dettar legge.

Prendiamo le nomine. A capo di Cassa Depositi e Prestiti, l’istituzione finanziaria sotto il controllo del Ministero dell’Sconomia (quello dove lavora Durigon, per intenderci), è stato appena nominato Dario Scannapieco, manager dall’ottimo curriculum che, nel 1997, venne chiamato da Draghi al dipartimento del Tesoro.

Erano gli anni in cui vennero privatizzate le autostrade, le quali – costruite con le tasse degli italiani – andarono ad arricchire la famiglia Benetton, la stessa famiglia che sta trattando la cessione delle concessioni proprio con Cassa Depositi e Prestiti. C’è qualcuno che ancora crede che la revoca sia possibile? La Strage di Genova, politicamente, resta impunita. Occorrerà, ancora una volta, aspettare la magistratura. Anche questa è restaurazione.

La politica delegittima ogni giorno la magistratura (che di questi tempi si delegittima da sola), ma poi continua a sostenere che vanno attese le sentenze definitive per far pulizia all’interno dei partiti. Il primato della politica, dunque, è sempre più in agonia. Non bastassero i tecnici pronti a gestire i miliardi del Recovery Fund senza dover render conto agli elettori che non li hanno eletti.

La restaurazione striscia tra le grida di giubilo di Confindustria e tra i silenzi sulle notizie imbarazzanti per gli aedi di sistema. La restaurazione c’è quando Draghi viene celebrato e persino quando viene silenziato.

Alcuni giorni fa, al termine del Consiglio europeo, Mario Draghi ha criticato l’Europa, rea di aver lasciato, ancora una volta, l’Italia da sola ad affrontare la crisi migratoria. Come ricorda Il Fatto Quotidiano, sui principali quotidiani pro-Draghi, da La Repubblica al Corriere della Sera, non è stato dato molto risalto alla presa di posizione dell’apostolo. Eppure in passato hanno scritto persino della sua dieta personale.

Il punto è che Draghi che se la prende con l’Europa per la sua costante diserzione davanti al dramma dei migranti è una notizia che mette in crisi i cantori dell’infallibilità draghiana e di quella europea. Un cortocircuito che chi da mesi narra i prodigi dell’altissimo – l’unico che sa farsi rispettare in UE e, contestualmente, glorifica i cambiamenti dell’Europa – davvero non potrebbe permettersi. Non sia mai che la restaurazione trovasse l’ostacolo di una pubblica opinione finalmente consapevole.

36 replies

  1. Durante il conflitto citato, la Regia Merdaccia ebbe la possibiltá di mettere in pratica – con buona probabilitá – per la prima volta l’idea di buttare bombette dal cielo.

    Epperó, l’Italia fu la prima nazione ad avere un catorcio volante abbattuto, questa volta dalla fucileria di terra.

    Ovviamente la Regia Stivaleria vinse in quanto il territorio era fuori mano, altrimenti l’esercito turco gli avrebbe fatto un popó cosí.

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  2. Meno male che dicono che è fuori e che passa il tempo ai corsi di falegname .lui invece è il M5Stelle basta un po di pazienza e che si tolgano di mezzo i governisti che ora stanno veramente esagerando ,non si distinguono dagli altri al governo.

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  3. Dibba un gigante. Conte, se vuole davvero fare cappotto, non deve far altro che accordarsi con lui per la ripartenda del M5S, altrimenti entrambi rimarranno menomati.

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      • Per questo ha bisogno di avere al suo fianco un 5S purosangue. Dibba non ha la popolarità di Conte e Conte, come hai giustamente detto, non è un vero 5S. Insieme possono fare la differenza, mentre da soli otterrebbero molto meno. Questo naturalmente è il mio pensiero.

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      • @lucapas
        Alessandro di Battista è contro il pd e soprattutto è contro un alleanza elettorale con il pd-leu, conte è favorevole e l’auspica, Alessandro d. È contro il governo draghi, conte è fautore e sostenitore di questo abominio,
        Alessandro d. è per 2 mandati conte è x l’oltranza a vita,
        Alessandro d. Sostiene la Raggi, conte la vede come un ostacolo x la sua fusione con i pdioti.
        Alessandro d. è un 5* senza se senza ma, conte è un pidiota senza se e senza ma, che cerchi di farse eleggere segretario del pd ne avrebbero beneficio entrambi.

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      • Conte è per il dialogo ma, come ha avuto modo di dire più volte, non a tutti i costi.
        Conte sostiene la Raggi ufficialmente e non è un piddino altrimenti avrebbe accettato le numerose offerte che gli hanno fatto.
        Atteniamoci ai fatti e non fantastichiamo per favore. Magari successivamente farà altre scelte, ma ad oggi ciò che dici su Conte è falso.

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  4. attenzione a sottovalutare i turchi
    c’è una notizia che riguarda i loro droni militari usati in Libia.
    nel Marzo del 2020 un drone quadricottero Kargu-2, prodotto dalla società tecnologica militare turca STM,
    drone dotato di una carica esplosiva e che opera in modalità kamikaze, durante un conflitto
    tra le forze governative libiche e una fazione militare separatista guidata da Khalifa Haftar,
    comandante dell’esercito nazionale libico, ha sferrato un attacco mirato in modalità autonoma
    senza guida umana e senza connessione con l’unità che l’aveva lanciato.
    attacco contro un obiettivo umano, non un edificio.
    ovvero era dotato di una sorta di intelligenza artificiale che l’ha guidato.

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  5. L’industria militare turca sta facendo passi da gigante ma è lontana anni luce da quella usa cina e russia,
    Comunque in libia ha spodestato di quel poco potere che l’Italia ancora deteneva,
    Comunque è una tigre di carta, e troppi fronti aperti che non è in grado di sostenere, armenia, Iraq, siria, ucraina, grecia, libia e quando il gioco si fa duro soccombe oltre a dover far fronte con una crisi economica a dir poco tragica e un opposizione politica sempre piu pungente.

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  6. Conte non appartiene al mv5 *Perché dibba si?Quakuno cicca le acque per intorpidirle.Che io seppia conte ha dimostrato di che pasta è fatto.https://duckduckgo.com/?q=Conte+salvini+parlamento&t=newext&atb=v1-1&iax=videos&ia=videos&iai=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Dx14XISRaBis Dibba non pervenuto e finora a chiacchiere va forte.Tra l’altro con post non tanto chiari. Ne spiega dove vuole andare a parare.Anzi fa confusione, molta, sbaglio?Ma conte è muto? O non lo fanno parlare?…Non credo che con i post possa fare gran ché…lo boicottano?Qui succede di tutto ma niente di chiaro questo è sicuro.STASERA CANNONEGGIAMENTO MARATONA MENTANA.Auguri farete da pungiball sicuro.Tocca vederlo

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    • conte è solo un personaggio che con il mv5 * centra come il cavolo a merenda, mai iscritto al mv5 *, mai votato dalla base, ammiratore e supporter del pd, sostenitore del governo draghi, fautore di liste congiunte con i pidioti,
      Ti piace ? Votalo,
      Il mv5 * di cui faccio parte non si sente rappresentato da conte e non lo riconosce come capo politico.

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    • Alessandro di Battista è stato il candidato che ha ottenuto oltre il 60% di voti agli stati generali, perciò non hanno dato seguito alla conclusione del percorso elettivo del nuovo capo politico,
      Pertato, in base ai risultati potremmo dire che Di Battista è il vero capo politico del mv5 *, piaccia o non piaccia.

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  7. Articolo scritto probabilmente di getto, quasi sotto l’effetto di un’ossessione, non a caso la parola “restaurazione” ritorna ben tredici volte e il verbo “assassinare” due volte (“Draghi ha assassinato la politica”, “la lotta ambientale assassinata”). Si afferma addirittura che Durigon sarebbe stato cacciato, per le parole pronunciate, durante entrambi i governi Conte, dimenticando che nel Conte1 l’alleato era la Lega, al cui schieramentto appartiene Durigon.
    Il responsabile degli assassinii e della restaurazione sarebbe Draghi, come se prima di lui la Politica funzionasse perfettamente e qualche scellerato nemico del popolo italiano avesse rovesciato un mondo fatto di fatine e di Robin Hood. Bisognerebbe che Di Battista si rendesse conto che i tempi gloriosi del M5S sono mestamente finiti, che il progetto dell’uno vale uno è stato per lo più un fallimento, che quel capo politico fondatore lavora pro domo sua, che l’amico Di Maio si è abituato ai palazzi e ci si trova bene, insieme a molti altri. Ch eil momnento contingente è particolare e nessuno ha voglia di fare le barricate.
    Non si può, onestamente, incolpare Draghi della politica estera europea del passato, dei (potenziali) danni del presente e di quelli (possibili) del futuro. Si perde, in questo modo , anche la necessaria lucidità per svolgere il mestiere di giornalista. Di Battista deve decidere se fare l'”agitatore politico” (auguri!) o scrivere col necessario distacco.

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    • Mi sa che hai capito dìben poco di quello che successo in politica dal 2013 ad oggi. La restaurazione di cui parla Di Battista c’è proprio perché, come dici, i tempi del M5S sono finiti o meglio, sono riusciti a scalzarli in 2 anni con l’aiuto principale degli stessi eletti “traditori” del Movimento. E si, Durigon come accaduto per Siri, sarebbe stato messo da parte anche nel Conte 1. Ma lo fate funzionare o no il cervello?

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      • @Lucas
        e tu sei proprio sicuro che, dopo Siri, sarebbe caduto anche Durigon?
        Pensi davvero che la Lega sarebbe stata così accondiscendente?

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      • Si, in quel governo si rispettava ancora il partito di maggioranza, cioè il M5S, che si è sempre dimostrato intransigente su queste questioni. Se nel Movimento non ci fosse stata la diaspora di parlamentari ora non ci sarebbe questa becera restaurazione. E non fare finta che il progetto del M5S sia fallito come se non avesse fatto niente di importante. Hanno fatto quello che gli altri partiti non si sono mai sognati di fare in 30 anni di mala politica, obbligandoli pure a tagliarsi le poltrone.

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      • @Lucapas
        Non ho detto che il M5S, che io ho votato, non abbia fatto qualcosa di importante, come il taglio del vitalizio e altro. Purtroppo le promesse -vedi caso Benetton- sono state troppo al di sopra delle aspettativee Conte, a mio avviso, non è capace come leader politico.

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      • Conte si è rivelato un mediatore come ce ne sono pochi e con lui i governi avevano un grado di apprezzamento mai visto nella storia della Repubblica nonostante sia stato pure avversato da tutti i media. Come leader politico magari non è il massimo ed è proprio per questo che in un articolo del Dibba ho detto che Conte, per fare cappotto, avrebbe dovuto farsi affiancare da lui. Insieme potrebbero raccogliere consensi su molti fronti.

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  8. Che polpettone indigesto e sconclusionato…

    Giolitti, la Libia italiana, Erdogan, i bonifici, Orlando (ma il Ministro o Vittorio Emanuele?), l’ambiente, le Iene, Cassa Depositi e Prestiti, il PNRR, Draghi…. ci metteva Giulio Cesare e la finale di Champions, e avrebbe completato.

    Perché non riprova a imparare come si fanno le seghe? Aveva detto che voleva impararsi un mestiere! O magari potrebbe rimettere mano al libro su Bibbiano, lo stiamo ancora aspettando

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    • X F, e Adriana.

      Ma quanto vi pagano esattamente o meglio, quanto TI pagano esattamente, per sparare ogni volta cazzate?

      Birillo è un altro della partita, tutti orfani e figli della Gazzellona, ovviamente.

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      • Birillo è la gazzellona, Adriana è il prof dell’occulto e F. a quanto pare è quello che va in confusione se ci sono due soggetti. Porello!

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  9. Di Battista ogni tanto dice e scrive cose interessanti e le comunica anche bene ma questo articolo è di una superficialità imbarazzante, non sono riuscito a leggerlo tutto.
    Per lui Draghi è la causa di tutti i mali, se giudicasse con lo stesso metro molte iniziative dei suoi ex compagni di partito, Grillo in testa, Draghi non dico che farebbe un figurone ma quasi.

    Insomma, si è messo alla lavagna, ha tracciato una riga verticale e poi ha stabilito chi fossero i buoni e i cattivi scrivendone i nomi.

    Deve stare attento al suo egocentrismo, è un attivo apparire narcisi se la passione non è associata all’umiltà.
    Non sono sicuro che sarebbe un buon leader.

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  10. “Non sono sicuro che, (il Dibba) sarebbe un buon leader”
    Bé, poco male, abbiamo cosi tanti buoni leader, prendiamo la melona urlatrice, regina del mercato del pesce, il cazzaro verde re dei cialtroni, berlusca il pedofilo, tajani il nulla, letta di latta, il bomba di rignano, che dio ce ne scampi e liberi, gigino o bibitaro detto la banderuola,
    Nel panorama itagliano un Dibba è una mosca bianca, ben venga.

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  11. OT.
    TRAVAGLIO DALL’ANNUNZIATA 30 maggio 2021 (da 0.39.40)
    Travaglio: “Conte è stato fatto fuori da una congiura.
    (L’Annunziata dice che, da sondaggio, per il 62% degli Italiani Di Maio ha fatto bene a chiedere scusa per Uggetti e ad attaccare la gogna mediatica).
    Travaglio si dissocia. Se le opposizione non possono nemmeno chiedere le dimissioni di un sindaco in carcere, a che servono? Bisogna intendersi su cosa sia una gogna, se gogna è criticare aspramente chi delinque, è denuncia, non gogna. Uggetti aveva concordata la gara con chi doveva vincerla, aveva fatto formattare il suo pc per far sparire certe e mail. Aveva concordato le indagini con chi doveva controllarlo. Aveva confessato di aver fatto queste cose, pur dicendo che le aveva fatte a fin di bene. Non c’è stato nessun sistema gogna. Io ho visto un sistema di corruzione e malaffare. C’è ovunque un tale sistema di illegalità, corruzione, tangenti, rapporti mafia-politica ecc. che mi meraviglio che un Movimento nato per lottare contro questo sistema si penta di aver ragione nel denunciarlo.
    (Ma nel Movimento si è scatenato un aspro dibattito)
    L’art. 54 della Costituzione dice che chi esercita pubbliche funzioni deve farlo con ‘disciplina e onore’, per cui anche in assenza di reato ci porebbero essere es. in cui uno che si comporta in un modo che non è compatibile col proprio ruolo, come la Ministro Guidi, che presentò un emendamento a favore dei petrolieri richiestole dal fidanzato che era un lobbista dei petrolieri. Un reato non c’era ma fece bene Renzi ad allontanarla. E’ per questo che bisogna valutare caso per caso.
    (Nell’intervista precedente Di Battista diceva che c’è un’etica pubblica da rispettara ma per l’Annunziata per chiedere le dimissioni di uno, come nel caso Durigon, occorre prima appurare il reato. Non basta un’inchiesta giornalistica perché una persona sia condannata dall’opinione pubblica, si veda ad es. l’attacco dei media a Conte per il caso Amara. Avrebbe dovuto dare le dimissioni?)..
    Il caso è ben diverso, per Conte si trattava di un avvocato (un privato) che faceva il suo lavoro presso un cliente nel 2012 e non aveva cariche pubbliche né aveva commesso reati. Le suddette ‘inchieste’ hanno portato a zero. Durigon è un sottosegr. alle finanze leghista che dichiara di dare ordini alla Guardia di Finanza per azzerare una indagine sulla Lega. E’ chiaro che non può stare al suo posto. E le opposizioni, che non esistono in questo momento, dovrebbero chidere le sue dimissioni. L’inchiesta giornalistica vale anche in assenza di un passaggio giudiziario, se parte da fatti ‘accertati’, poi ci si deve chiedere se quel comportamento è compatibile col ruolo dell’accusato e la ‘disciplina e onore’ che gli sono richiesti. I leader dei partiti dovranno prendere la loro decisione con i collegi dei probiviri e decidere. Ricordo quando Casini disse che garantiva che Cuffaro non aveva niente a che fare con la mafia e poi Cuffaro fu condannato per favoreggiamento alla mafia. Tu che hai garantito devi una spiegazione ai tuoi elettori. Di Maio non ricorda nemmeno i fatti, fa confusione, mescola fatti diversi, mentre ogni caso è diverso. Per es. può continuare a fare il sindaco l’Appendino che in una manifestazione di piazza ha avuto dei morti causati dal comportamento di una banda di rapinatori? Sì’. Uggetti si è messo in tasca dei soldi illecitamente. Può continuare a fare il sindaco? No. X incontra tutte le sere a cena un mafioso. E’ un reato? No. Lo rende affidabile come sindaco o Ministro? No. Non occorre la condanna giudiziaria. Basta la valutazione dei fatti. Di Maio, secondo me, ha detto una solenne sciocchezza. Si sarà sentito spinto a dirla dall’assoluzione di Uggeri, ma in Italia la Giustizia è ridotta talmente male che assolve anche i rei confessi. E Di Maio si scusa in questa sua continua ansia, la sindrome di Stoccolma, di accreditarsi presso l’establishment. Anche Conte gli ha fatto i complimenti, sbagliando anche lui di grosso.
    Di Maio ha detto: dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento riguardo ai casi giudiziari. Ma ha chiesto scusa per quello che ha fatto lui (che promosse una protesta di piazza contro Uggetti), non per quello che ha fatto il M5S. (L’Annunziata ipotizza un cambiamento del M5S sulla Giustizia ma Travaglio lo nega, visto che l’altro giorno sono andati in delegazione dalla Cartabia per salvare quanto hanno fatto sulla prescrizione).
    I 5 stelle si suiciderebbero se tornassero indietro sulla prescrizione, che, tra l’altro, era richiesta dall’Europa da anni con minacce di sanzioni. Noi abbiamo una prescrizione che garantisce l’impunità ai ricchi. Se i 5 stelle si pentissero dei loro meriti, tanto varrebbe che si puntassero una pistola contro.
    (Nel suo ultimo libro ‘I segreti del conticidio’ Travaglio parla dei 4 tentativi di uccidere Conte. L’ultimo, che va in porto, è quello di gennaio-febbraio. L’Annunziata nota che Conte ha potuto governare 3 anni grazie al consenso del Quirinale e degli altri partiti, pur essendo lui un uomo fuori dai partiti o eletto dal popolo, perché allora questo conticidio? Travaglio alla fine nel suo libro non lo spiega come non spiega la scelta di Mattarella).
    Travaglio: “Io ho fatto l’elenco di 20 possibili mandanti con 20 possibili moventi, tra questi Mattarella non c’è perché non è l’autore del conticidio. E’ stato ‘costretto’ da chi aveva buttato giù il Governo e avrebbe dovuto, secondo i costituzionalisti, fare un ultimo tentativo, doveva rinviare il Governo alle Camere, perché, ricordiamolo, non era mai stato sfiduciato. L’ultimo voto che aveva avuto era di fiducia. Maggioranza assoluta alla Camera, maggioranza relativa al Senato, ma si governa anche così. (Annunziata: ma sapeva benissimo che sarebbe andato sotto sulla Giustizia. Lui per primo si è reso conto che il suo Governo era indebolito. Mattarella ha dato incarico a Fico, come si inserisce questo quadro di buone volontà col conticidio?).
    Travaglio: “Perché era stato deciso tutto prima. Il giorno stesso in cui nasce il Governo, i due Matteo si mettono d’accordo per buttarlo giù. Sapevano esattamente quello che sarebbe successo. E’ tutto legittimo, anche che uno trami per rovesciare il suo stesso Governo o lo tradisca accordandosi con l’opposizione. Quello che è inaccettabile è che non venga mai detta la verità agli Italiani. Tu Renzi legittimamente puoi anche buttare giù il Governo di cui fai parte e di cui, paradosalmente, sei l’innesco., anche se dopo il tradimento di Salvini, Renzi non voleva un Conte 2 ma un governo Cantone. Ma Zingaretti mise il veto su Conte e Renzi, in odio a Zingaretti, allora lo accettò. e dette il via libera ma in quello stesso momento era già d’accordo con Salvini per farlo cadere. dopo 3 mesi, dopo la Finanziaria e di fare un governissimo. La Lega lo sapeva. E così dopo tre mesi, dopo la Finanziaria, a gennaio Renzi attacca, attacca Bonafede ed era pronto il progettino, se non che è arrivata la pandemia, congela il conticidio fino all’estate e poi d’estate Conte li frega perché ottiene 209 miliardi dall’Ue risultando vincitroe, così sono stati costretti a rinviare il conticidio fino alla seconda ondata quando l’hanno visto più debole e lo hanno azzannato come le belve più feroci. Ma non c’è una sola ragione detta da Renzi o dai giornali che fosse vera. L’hanno buttato giù dicendo che voleva fare una gestione dittatoriale, autoritaria, del Recoveri Pla, Ora che Draghi fa la stessa cosa, lo elogiano. (Qui l’Annunziata si incarta tentando di dimostrare senza riuscirci che, mentre i 300 indicati da Conte per gestire i vari settori di spesa con Conte erano una impalcatura ‘sopra’ il sistema i 350 indicati da Draghi sono ‘dentro’ il sistema).

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    • Sì, Travaglio sulle questione Uggetti ha perfettamente ragione,
      Di Maio è un democristiano inside. Preme per apparire “presentabile” al sistema di potere che conta, quindi è fondamentale apparire dei garantirti, meglio se pelosi.

      Tra l’altro non è affatto detto che la pubblica accusa non faccia ricorso: e se in cassazione lo dovessero condannare?

      Che fa Di Maio: chiede scusa per aver chiesto scusa?

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    • Ciao Viviana. Sulla vicenda Uggetti, mi sembra, non ci sia stata alcun accusa “di aver intascato soldi”. Ma di turbativa d’asta ( e/o abuso d’ufficio) per favorire un’azienda partecipata del Comune. Che Uggetti abbia confessato di aver “forzato” per modificare il bando e favorire quest’Azienda, così come aver tentato di far sparire le prove è un fatto. Ma consentimi, alla luce di articoli che ho letto, anche datati nel periodo del suo arresto, a me viene l’impressione che Uggetti non sia mai stato un corrotto o un lestofante. Perciò dicevo che bisogna guardare nei dettagli “il quid” di un’accusa. A mio parere, pur se avessi voluto fare da megafono ad arresti di avversari politici, avrei evitato di farlo di Uggetti. È un po’ come De Luca ( pur se detestabile) da sindaco di Salerno, che anni fa in piena emergenza rifiuti in Campania aprì una “discarica” dismessa ( O in attesa di verifiche e autorizzazione) per non lasciare la monnezza per strada in città. E poi si becco’ l’abuso di ufficio. Insomma i 5stelle facevano benissimo a gridare in tema di questione morale. Ma a volte hanno generalizzato senza entrare nel merito. Non basta un avviso di garanzia, o addirittura un arresto, a far capire automaticamente se abbiamo di fronte un gaglioffo. In tempi di Restaurazione si rischia di inquinare ( e si sarà bersagli di media e giornalisti venduti ai Padroni del Sistema, tutto corruttele e servizietti ) quel che di buono i 5stelle rappresentavano. Quindi scuse ad Uggetti doverose ( dissento da Travaglio), nessuna scusa nei confronti di altri politici, vedi Nicola Cosentino ( pure se su un caso è stato assolto) o altri della sua risma.

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      • Certo Paolo, preparare una gara d’appalto con colui che poi la vincerà è il massimo a cui la politica possa ambire.

        Vedete, vi sfugge un dettaglio.
        Quanta più cazzate i 5S faranno, tanto più ci saranno rompicoglioni come me, non riferibili ad un partito e che in passato lo hanno votato per convinzione, che vi bastoneranno da mattina e sera.

        E’ per questo che perdete voti.

        Far finta che tutto vada bene nella speranza che nessuno se ne accorga, è interesse di chi oramai sta dentro e vuole salvare il salvabile, ovvero la sua poltrona.
        L’uscita di Di Maio non serve per consentire al M5S di intercettare nuovi voti, serve per consolidare la sua posizione personale nel sistema Partitocratico.

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  12. Scusa Andreaex perché dici “vi bastoneranno” o “perdete voti”?? Io manco so cosa è un meet-up, non ho mai militato nel M5s, l’ho solo votato, come te. E forse meno convintamente. Forse lo rivotero’ ( più per sfregio ai giornalisti ma sempre meno convinto) ma ad ogni modo volevo solo indicare che mettere alla gogna come un malfattore chi, nell’amministrazione, non si arricchisce a spese di tutti noi ( Uggetti è solo un esempio) è a mio avviso sbagliato. I reati di abuso d’ufficio e turbativa d’asta vanno rivisti. La Giustizia va riformata. I lestofanti abbondano, in Politica come altrove, ma vanno individuati bene prima di essere messi alla berlina.

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    • Sì Paolo, forse ho esagerato ma qui non sono mancati i difensori a prescindere del M5S.

      I reati di abuso d’ufficio e turbativa d’asta vanno rivisti in che senso? Non ho capito cosa intendi.

      Io non credo che siano doverose le scuse a Uggetti, le sue pratiche sono tipiche dei corrotti anche nel caso lui si fosse comportato “a fin di bene”.

      Vanno condannati quei modi a prescindere che sia un reato o meno.

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      • X AndreaEx:

        Anche perché a differenza di quel che dice Paolo, esiste ancora l’art.54 della Costituzione, che i nostri pubblici amministratori sembrano proprio non conoscere.

        E quell’articolo è semplice e breve:

        Articolo 54
        Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

        I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

        Quindi il dato politico rimane. Che disciplina e onore ha un sindaco che minaccia un altro ufficiale, che magheggia con una gara d’appalto, che confessa un crimine, che è condannato in 1o grado e che poi, miracolosamente, viene salvato in 2o?

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  13. Cmq ha la faccia da rettile per davvero. Solo le pupille sembrano umane. Forse sono lenti a contatto?

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