Ora Conte chiama Sala, ma lui non dirà sì ai 5S

IL LEADER DEL MOVIMENTO CERCA L’INTESA GIÀ AL PRIMO TURNO, MA LA BASE È SPACCATA E C’È IL “NIET” DEGLI ALLEATI CENTRISTI DEL PD

(di Lorenzo Giarelli Milano – Il Fatto Quotidiano) – Ci proverà direttamente Giuseppe Conte, anche se la strada è tutta in salita. Nei prossimi giorni il leader del Movimento 5 Stelle tenterà di convincere il sindaco di Milano Beppe Sala a costruire un’alleanza già al primo turno delle amministrative di ottobre, nonostante l’intesa, su cui si era già lavorato per settimane, sia stata di recente esclusa dallo stesso Sala. Troppi gli imbarazzi per il sindaco, il quale non ha mai avuto preclusioni personali per il M5S – più volte, anzi, ha caldeggiato la convergenza tra grillini e centrosinistra sul piano nazionale – ma finirebbe per scontentare le diverse liste civiche e centriste in suo sostegno, renziani e Azione in testa.

In ogni caso, il Movimento tiene uno spiraglio aperto. A inizio settimana Conte ha incontrato via Zoom gli attivisti lombardi, ribadendo la sua volontà “di provare a concludere accordi col centrosinistra in tutti i Comuni dove sarà possibile”. E dunque anche a Milano, dove già l’ex viceministro grillino Stefano Buffagni si era speso pubblicamente – senza successo – per l’alleanza con Sala. Nei piani dei 5 Stelle, l’intesa alle amministrative sarebbe la strada migliore per anticipare una coalizione vera alle prossime regionali del 2023, quando la Lombardia sarà contendibile alla destra, complici i disastri leghisti di Attilio Fontana e compagnia, a patto di non presentarsi divisi.

Il lavoro di Conte non sarà però facile, coi lombardi già parecchio scoraggiati rispetto a un possibile accordo col centrosinistra al punto che la scelta di far intervenire Conte nelle interlocuzioni con Sala non è stata una richiesta arrivata dai locali, ma un’idea dell’ex premier. A Milano poi la consigliera comunale Patrizia Bedori ha le valigie in mano già dall’adesione del Movimento al governo Draghi, mentre l’altro eletto a Palazzo Marino, Gianluca Corrado, l’altro giorno non era presente all’incontro. Segno che la partita non sarà certo in mano agli attivisti del territorio, che rischiano di essere coinvolti soltanto a cose fatte, anche se Corrado giura di non essere mancato per polemica nei confronti di Conte e che parteciperà al prossimo vertice sulle Amministrative.

Conte sentirà dunque Sala – con cui, spiegano fonti dei 5 Stelle lombardi, il rapporto è buono e ci sono già stati contatti in passato – per capire i margini dell’alleanza e arrivare con le idee chiare a settimana prossima, quando riunirà di nuovo gli esponenti lombardi. Se l’accordo con Sala non s’avrà da fare, a quel punto il M5S cercherà un proprio candidato sindaco, con la pacifica accettazione da parte di tutti che con l’ex manager di Expo sarà più facile rivedersi all’eventuale secondo turno, quando anche i suoi alleati avranno placato i mal di pancia.

D’altra parte soltanto pochi giorni fa, parlando a margine di un evento, Sala lo ha fatto capire: “L’avvicinamento con i 5 Stelle deve essere progressivo e non deve suonare soltanto come un andare a caccia di voti”.

Anche nei vari colloqui privati con le liste a suo sostegno, il sindaco ha rassicurato i più ostili al Movimento chiarendo che il perimetro dell’alleanza al primo turno sarà quello indicato. Un concetto sempre esposto alla volatilità della politica, come in effetti spera Conte, ma che intanto Sala ribadito in tutte le ultime interviste: “In questo momento stiamo pensando di andare separati, la nostra sarà una scelta condivisa”. Ma perché sia “condivisa”, appunto, manca un passaggio con Conte. Sulla strada dell’alleanza, però, l’ex presidente del Consiglio ha un altro ostacolo: nei mesi scorsi Sala si è svincolato pubblicamente dal Pd, iscrivendosi ai Verdi europei. Dunque a convincere il sindaco non potrà essere un ordine di scuderia romano, magari in nome di un orizzonte comune tra dem e Movimento. Da battitore libero nel centrosinistra, Sala farà i conti solo con la sua corsa alla riconferma.

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2 replies

  1. Che sbaglio!
    Questo è un traffichino. Dovrebbe scaricarlo pure il pd, altro che avvicinamento progressivo ai 5s.

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  2. Dopo tutti gli anni passati a ricordare come Pippo Franco Sala è un maneggione che ha ‘sfamato’ il ‘pianeta’ con il famigerato Expo, non solo lo cerchi, ma trovi pure contrari Renzi e Calenda.

    Ma cosa gli è preso ai 5S? Suicidio in massa come i LEMMINGS?

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